CURIOSITA'
 

Viagra naturale tellurico

NAPOLI (2 marzo) - Si dice che chi vive nelle vicinanze della solfatara di Pozzuoli abbia una vita sessuale migliore, ma da oggi, forse, quest'aneddoto non sarà più derubricabile a semplice credenza popolare. Infatti scienziati italiani hanno scoperto nel gas delle solfatare usate anche per le cure termali quel che potrebbe essere un nuovo tipo di Viagra: l'idrogeno solforato stimola l'erezione nei topolini e il vasolirassamento in tessuto di pene umano in provetta.
La scoperta è frutto di uno studio italiano durato oltre due anni: gli esperimenti sono stati svolti da Roberta d'Emmanuele di Villa Bianca, e diretti da Giuseppe Cirino, preside della Facoltà di Farmacia dell'università Federico II di Napoli, Vincenzo Mirone della Clinica Urologica dell'ateneo partenopeo, e da Louis Ignarro, professore di Farmacologia presso la University of California, Los Angeles e Nobel per la Medicina 1998. Secondo quanto reso noto sulla rivista dell'Accademia Americana delle Scienze «PNAS», gli scienziati hanno scoperto nel tessuto cavernoso del pene la presenza dei due enzimi cistationina-sintasi (CBS) e cistationina-liasi (CSE) che trasormano il comune amminoacido L-Cisteina (L-Cys) in idrogeno solforato (H2S). Poi hanno scoperto che questo gas, somministrato al tessuto di pene umano in provetta provoca vasodilatazione (come nell'erezione) e iniettato localmente nei ratti induce l'erezione. «La scoperta potrebbe portare allo sviluppo di un nuovo bersaglio terapeutico contro l'impotenza», dichiara Cirino. 
I farmaci contro la disfunzione erettile come il Viagra agiscono su una via metabolica bloccando l'enzima fosfodiesterasi 5 (PDE-V) e quindi determinando il rilassamento della muscolatura liscia dei vasi sanguigni dei corpi cavernosi del pene. Ciò determina vasodilatazione e, quindi, «erezione. Però il sildenafil, principio attivo della famosa pillolina blu, non è efficace su tutti gli uomini, c'è un 30-40% di non-responder - spiega Cirino - Ecco dunque che la scoperta di questo studio potrebbe offrire loro un'alternativa terapeutica». La ricerca italiana si è svolta in varie tappe: «partivamo dalla conoscenza del ruolo dell'idrogeno solforato nel mantenere l'omeostasi cardiovascolare - spiega Cirino - controllando dilatazione e costrizione dei vasi». Non a caso le solfatare sono meta di molte persone per sottoporsi a terapie mediche. Così i ricercatori si sono chiesti se questo gas dal caratteristico odore pungente che si narra addirittura essere il «puzzo» del diavolo, potesse essere coinvolto nel fenomeno dell'erezione, favorendo la vasodilatazione dei corpi cavernosi del pene. Per scoprirlo gli scienziati hanno localizzato in questi tessuti umani, forniti dalla clinica urologica del professor Mirone, gli enzimi CBS e CSE che trasformano l'amminoacido cisteina in idrogeno solforato. La presenza dei due enzimi indica che il gas esercita qualche funzione nei corpi cavernosi, così gli scienziati lo hanno somministrato a tessuti umani in provetta e visto che ciò provoca la vasodilatazione in questi tessuti. Poi i ricercatori hanno ripetuto gli esperimenti in vivo sui ratti: somministrato localmente, l'idrogeno solforato provoca loro l'erezione. Tali risultati, racconta Cirino, sembrerebbero coerenti con la credenza aneddotica secondo cui gli abitanti delle aree limitrofe alle solfatare di Pozzuoli hanno una migliore vita sessuale. Poichè è impensabile somministrare il gas localmente agli uomini, i prossimi passi dello studio, conclude Cirino, volgevano alla ricerca di un modo per modulare l'azione dei due enzimi che producono questo gas per favorire l'erezione.
(Fonte "Il Mattino" del 4/3/2009)

SALON KITTY
 

Berlino 1920, al numero undici di Giesebrechtstrasse, terzo piano di un condominio nel tranquillo quartiere residenziale di Charlottemburg, si inaugura una casa di tolleranza di lusso, la “Pension Schmidt”, più nota come “Salon Kitty”, amministrata da frau Kitty Schmidt (al secolo Katharina Zammit 1882–1954, mezzana più per passione che per necessità finanziarie), frequentata da ricchi ebrei, diplomatici, uomini d’affari, alti ufficiali. Apparentemente si tratta di un pensionato, poiché la prostituzione non è ufficializzata dal governo tedesco. Vi convergono personaggi altolocati, accumunati dalla possibilità di poter spendere allegramente i propri marchi in un ambiente arredato con molta eleganza e che richiama lo stile dei bordelli parigini.

I clienti invece che lo frequentano pochi mesi dopo l’inizio della Seconda Guerra Mondiale, non sanno che le loro conversazioni con le signorine vengono registrate dalle apparecchiature del Servizio di Sicurezza (SD) delle SS. Le ragazze erano infatti speciali prostitute incaricate di estorcere agli uomini le loro opinioni politiche. Vennero effettuate migliaia di registrazioni, in parte ancora conservate. L’idea era venuta al capo dell’Ufficio Centrale per la Sicurezza del Reich, Reinhardt Heydrich, che l’aveva data da sviluppare al suo secondo, Walter Schellemberg.

Frau Schmidt, figlia di un mercante di Amburgo, non era una nazista, e aveva accumulato una considerevole fortuna accortamente trasferita in Inghilterra (grande viaggiatrice, sua figlia nacque a Cardiff). Temendo per la sua ricchezza e per i minacciosi programmi politici di Adolf Hitler (aveva aiutato alcuni banchieri ebrei a trasferire le loro ricchezze in Inghilterra e dotato altri di documenti falsi per l’espatrio),[1] decise di scappare in Inghilterra. Alla vigilia della guerra, il 28 giugno 1939, l’intraprendente signora, a cinquantasette anni, decide di fare armi e bagagli e fuggire nel paese britannico ma, pedinata, viene arrestata sul confine olandese dalla Gestapo. Fu così che Schellemberg la mise con le spalle al muro, costringendola a scegliere, dopo averla informata che la Gestapo sapeva tutto di lei, tra il collaborare con l’SD o andare in uno scomodo campo di concentramento. Schellemberg aveva infatto scartato l’idea di infiltrare prostitute addestrate nei vari bordelli (come avveniva a Vienna dove del tutto casualmente esisteva un omonimo Salon Kitty gestito da una altrettanto omonima frau Schmidt!) preferendo gestire diretamente il miglior bordello di Berlino; tolse così di mano l’iniziativa alla Polizia Criminale (Kripo) che aveva avuto la stessa idea anche se con finalità unicamente poliziesche nella persona di Walter Nebe, capo della Kripo ma genio criminale lui stesso, in seguito diventato SS-Brigadeführer dei famigerati Einsatzgruppe o Squadroni della Morte. Curioso il suo destino: coinvolto nell’attentato contro Hitler, il Nebe fuggì e riuscì per alcuni mesi a nascondersi, ma fu riconosciuto e denunciato da… una vecchia amante.

Schellenberg affidò il compito materiale di organizzare e controllare il bordello all’Untersturmführer Karl Schwarz, un uomo estremamente capace.

Con la scusa di una ristrutturazione, la pension Kitty venne dotata di microfoni, le cui registrazioni avvenivano nello stesso edificio, in una apposita stanza; vennero contemporaneamente reclutate molte decine di prostitute: le più adatte furono indottrinate e addestrate nell’Ordensburg di Sonthofen nelle Alpi bavaresi, allo scopo di fare ai clienti delle domande imbarazzanti. Non sapevano dei microfoni e dovevano relazionare in seguito sulle conversazioni tenute. Altre pare che fossero delle vere volontarie provenienti dai ranghi del Partito, anzi Schellemberg dichiarò dopo la guerra che molte signore naziste si erano offerte volontarie. Il bordello venne così riaperto nel marzo del 1940; i clienti da spiare, venivano inviati dallo stesso SD, ovviamente coi dovuti modi, dandogli una parola d’ordine: «Io vengo da Rothenburg». Frau Schmidt doveva pertanto mostrare ai clienti che proferivano questa parola d’ordine un book di un nutrito gruppo di ragazze da scegliere, esclusivamente dedicate a questo compito. Fu in tal modo che i tedeschi seppero le idee negative che il ministro degli esteri italiano, conte Galeazzo Ciano, aveva a riguardo di Hitler e dei Nazisti, e fu forse questo, più che la volontà di Mussolini, a costargli la vita al Processo di Verona.

Pare che le ragazze fossero così belle che anche dei nazisti importanti, come Sepp Dietrich, Goebbels, Ribbentrop e lo stesso Heydrich, che aveva fama di “maiale”, non mancarono di fargli visita. Il primo volle con sé venti ragazze e pare che le registrazioni accertassero solo il suo inesauribile appetito sessuale. Frequentava anche il nuovo ambasciatore italiano Dino Alfieri (che sostituiva Attolico), come ricordò nel 1976 al quotidiano Spiegel una delle ragazze del bordello, “Liesel”, la quale citò anche il particolare che Galeazzo Ciano si spogliò nudo ma tenendo i calzini neri. Neanche il conducator rumeno Antonescu mancò di farci una visita. Schellember stesso non era restio dall’andarci ed era soprannominato amichevolmenter “Bubi”.

Poiché dei sospetti avevano cominciato subito a circolare negli ambienti diplomatici, nel giugno del 1940 un agente segreto britannico dell’M15, Roger Wilson, noto ai tedeschi come Ljubo Koltschew, addetto stampa dell’ambasciata rumena, verificò l’imbroglio, e grazie alla complicità di una delle ragazze del bordello, riuscì per qualche tempo ad informare Londra su alcune informazioni riservate apprese in loco. In tal modo Londra seppe della “Operazione Felix”, i progetti spagnoli e tedeschi su Gibilterra, e del fatto che la Spagna non sarebbe entrata in guerra se prima la Germania non avesse invaso quel paese. Wilson venne poi scoperto e inviato in campo di concentramento.

Dopo che il bordello fu danneggiato nel luglio del 1942 da un bombardamento aereo, e con il progredire della guerra, i clienti diminuirono considerevolmente, cosicché l’SD perse interesse nell’eseguire le registrazioni e lasciò perdere la tenutaria e le ragazze. Le registrazioni vennero conservate negli uffici della Gestapo e in seguito finirono in mano ai Sovietici. Nel dopoguerra lo scrittore Peter Norden potè ascoltare alcune di quelle registrazioni nella Repubblica Democratica di Germania. Kitty Schmidt sopravvisse non senza offrire le sue ragazze ai nuovi occupanti, gli ufficiali anglo-americani; morì anziana nel 1954 e non rivelò mai nulla di quello che sapeva alla stampa. Ai suoi funerali parteciparono centinaia di persone, molte forse grate per il suo silenzio; ciò che è noto proviene infatti principalmente dalle indagini di Peter Norden e dalle dichiarazioni rilasciate dallo Schallemberg al Processo di Norimberga[2].

Dopo la sua morte la figlia Kathleen ha proseguito l’attività pensionistica della madre (come Pension Florian) specializzandosi nell’accogliere artisti anche di un certo nome; poi il figlio, Jochen Matei, nel 1992 ha trasformato il posto in un ostello per profughi ma per le proteste dei residenti ha dovuto chiudere.

Walter Schelllenberg morì invece da uomo libero benché malato in Italia, a Torino, a soli 42 anni nel 1952, dopo aver scontati pochi anni di prigione, nella clinica Fornaca.

Nel 1976, sulla scia di un libro di Peter Norden dedicato appunto alla casa di tolleranza berlinese pubblicato in Italia nel 1971 da Bietti, il regista veneziano Tinto Brass diresse un film, Salon Kitty, che riscosse molto successo, data la morbosità dell’argomento. Lo Schallember venne però chiamato Helmut Wallember e Kitty Schimidt, Kitty Kellermann, forse per evitare eventuali denuncie da parte dei parenti dei protagonisti originali. Nel 2008 a Roma, al Teatro dell’Orologio, fu rappresentato un musical sullo stesso argomento.



[1] Il nome da sposata era Zammit, il cui marito, uno spagnolo forse ebreo, era morto per un colpo di pistola in circostanze misteriose.

[2] Le Chef du contre-espionnage nazi parle: 1933-1945. Mémoires traduits du manuscrit allemand par Edith Vincent. Librairie Académique Perrin; Édition  Julliard René (1957)