arabi
 

LA DONNA TUAREG

di

A. Garaudy

(l’Amore tra gli Arabi)

 

“L’arabo è affascinato da questo popolo (i Tuareg) ed è, nei suoi confronti, in evidente  soggezione perché sa che si è sempre rifiutato persino di lavorare per non umiliare la sua nobiltà, disposto a rinunciare al necessario piuttosto che acquistarlo lavorando. I Tuareg non vogliono e non sanno sacrificare le loro libertà che gelosamente conservano da millenni. La donna araba invidia le donne Tuareg, come una schiava può invidiare ed al contempo ammirare una donna libera. E non ha davvero torto a provare per lei un senso di livore, anche solo considerando quella emancipazione di cui gode di diritto da nubile.

I giochi sessuali prematrimoniali sono ammessi da questo singolare popolo, e costituiscono uno dei tanti titoli di differenziazione. Nella loro lingua, il ”Tamahak”, la parola verginità, non è mai stata coniata, quindi non esiste. Non è noto se sappiano che da un punto di vista anatomico una giovane differisce dalla donna che ha già avuto il suo primo rapporto sessuale completo. La ragazza Tuareg gode degli stessi diritti dei suoi coetanei maschili, che le concedono licenze addirittura impensabili in questo paese e la inducono a ritardare il più possibile il suo matrimonio proprio per avere la possibilità di vivere una vita ricca di esperienze. E’ molto difficile infatti che le donne si sposino prima d’avere compiuti i trent’anni. E vivere intensamente la vita significa, per loro, soprattutto concedersi a tutti i giovani che dimostrino per loro un certo interesse.

 E’ delittuoso lasciare trascorrere inutilmente gli anni più belli della gioventù, ma è saggio viverli il più intensamente possibile, anche se questa intensità può esser mal giudicata ed interpretata come bramosia sessuale. Il matrimonio solo segnerà la fine della sua dissolutezza, ma non della personalità della donna, che anzi sarà affrancata a tal punto da riconoscerle il diritto di proibire al marito, legato a lei da un vincolo monogamico, di convivere familiarmente con le eventuali concubine.

 L’uomo sposato può avere anche più di un’amamte fissa e la moglie si dimostra in questo molto comprensiva e tollerante perché anche lei ha vissuto una sua vita prematrimoniale e sa che l’uomo è sessualmente poligamo, che ha bisogno di variare di tanto in tanto per mantenere viva e brillante la sua forza virile, e che solo concedendo queste licenze la donna-sposa  si garantisce una totale fedeltà sentimentale che costituisce la base del matrimonio. Ma non intende condividere con nessuno la sua sovranità nell’ambito familiare”.