DISSOCIAZIONE MOLECOLARE

PIROLISI LENTA A BASSA TEMPERATURA
A.T.I.    Tecnocentro -  ICOM Milano - TechTrade 


Referenze Impianti:

  • BURGAO (GER)
    anno 1983
    35'000 Ton/A RSU-RSI-RSA


  • Hamm Uentrop (GER) Dortmund
    anno 2000
    105'000 Ton/A RSU-RSI


  • Printer (Terni) 
    anno 2003
    35'000 Ton/A Biomasse
     

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  • L'A.T.I. ha recentemente ottenuto la qualifica di Promotrice della Gara in Project Financing per la progettazione, costruzione e gestione dell'impianto di dissociazione molecolare di Mendosio, per il trattamento degli RSU ai Abbiategrasso a Milano Cerchia dei Navigli.

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ICOM Milano impianto nell'ecologia

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  • Il termovalorizzatore è un impianto che brucia i rifiuti provenienti da un accurato processo di raccolta differenziata. E' cioè un inceneritore che usa il calore prodotto per generare energia.
  • Tuttavia, pur essendo meno inquinanti degli obsoleti inceneritori, i termovalorizzatori non riescono adeliminare la diossina, tossica e cancerogena, presente nei fumi di scarico. Inoltre, studi sul particolato esulle nanopolveri ne mettono seriamente in dubbio la compatibilità ambientale. E proprio per i dubbi sullaloro tossicità, i termovalorizzatori sono poco diffusi e molto osteggiati dalla popolazione.
  • La

    dissociazione molecolare
  • è un processo di degradazione termica in assenza di ossigeno. E' una tecnica che, con particolari accorgimenti tecnici, l'utilizzo di uno speciale tipo di forno (kiln), la piroscissione tra 400 e 800°C (contro i 1300 °C degli inceneritori), può raggiungere performances ottimali, quali la totale assenza di diossine e furani (composti tossicologicamente simili), oltre ai fumi con le polveri. È un processo endotermico (per spezzare i legami tra gli atomi dei reagenti occorre fornire energia) e può essere regolato, cioè abbassato o aumentato. È particolarmente indicata proprio in presenza di materiali assai diversi fra di loro. Può operare con a monte la raccolta differenziata, ma anche senza.
  • La pirolisi a bassa temperatura può trattare il rifiuto tal quale comprensivo quindi anche della frazione umida organica con risultati ottimali, la produzione del 90% di gas e solo il 10% di residui inerte da avviare a discarica contro il 40-50% dei residui anche in combusti di risulta dalla termovalorizzazione.

  • La dissociazione molecolare o pirolisi a bassa temperatura ha la possibilità di trattare tipologie di rifiuti avente poteri calorifici diversi (da 1.500 sino a 11.000 Kcal) senza alcuna modifica impiantistica e senza la più piccola variazione delle emissioni conseguenti.

  • La resa energetica di questi impianti può essere progettata in modo da raggiungere con il ciclo combinato il 40% contro il 20/22% dei termovalorizzatori tradizionali, questo consente notevoli ricavi

  • Della nuova tecnica ne ha parlato all'
  • ANSA, Angelo Moreno, ricercatore dell'Enea: "In questo modo si consente la minimizzazione dell'impatto ambientale, vale a dire, un minor numero e minore uso delle discariche, che e' tra i primi obiettivi ambientali nella gestione rifiuti in Italia. Inquinanti quali i composti dello zolfo, gli ossidi di azoto, il monossido di carbonio diminuiscono fino alla meta' mentre quelli pesanti si riducono del 50%. Se poi, prosegue il ricercatore dell'Enea, un tale sistema venisse accoppiato con una tecnologia ad alta efficienza, quali le celle a combustibile ad alta temperatura che possono sfruttare in maniera ottimale il syn-gas prodotto, questa potrebbe rappresentare la soluzione tecnologica ottimale al problema dei rifiuti, dal punto di vista ambientale, energetico, sociale ed economico''.