2.1 Shiyali Ramamrita Ranganathan

Introduzione

Shiyali Ramamrita Ranganathan (1892-1972) è il più importante bibliotecario indiano e una figura di spicco nella biblioteconomia mondiale del XX secolo. A partire dalla sua opera fondamentale Le cinque leggi della biblioteconomia (The Five Laws of Library Science), Ranganathan ha svolto studi in tutti gli ambiti della biblioteconomia e ha lasciato oltre 50 monografie e 1.000 articoli di argomento biblioteconomico.

L'opera di Ranganathan ha avuto un notevole impatto soprattutto nell'ambito della teoria della classificazione. I suoi Prolegomena to library classification e le numerose edizioni della Classificazione Colon - la prima classificazione basata sulle faccette (cioè gli aspetti nei quali può venire scomposto un argomento, e che ne mettono in luce un aspetto fondamentale della struttura, delle funzioni o delle condizioni) - sono ancora oggi pietre miliari della teoria della classificazione. Hanno perà avuto poca fortuna in Italia, dove per lungo tempo sono stati pochissimi gli studi direttamente dedicati alla sua opera.

Tra il 2009 e il 2010 sono state pubblicate dall'editrice Le Lettere le traduzioni di due opere fondamentali di S.R. Ranganathan: Le cinque leggi della Biblioteconomia e Il servizio di reference (Reference Service). A seguito di queste due pubblicazioni, sono stati tenuti diversi seminari a Firenze, Roma, Padova, dal titolo Leggere Ranganathan, proprio allo scopo di promuovere la lettura diretta di Ranganathan in Italia.

Nel corso del 2011 è stata pubblicato un volume che raccoglie i contributi presentati ai seminari e una breve biografia (Leggere Ranganathan, a cura di Mauro Guerrini, Roma, AIB, 2011).

Questa pagina si propone di offrire alcune notizie essenziali su questa eminente figura della biblioteconomia mondiale, a partire da un breve profilo biografico e da una bibliografia delle pubblicazioni su S.R. Ranganathan in lingua italiana, che aspira a diventare, nel corso del tempo, esaustiva.

A parte vengono segnalate altre opere fondamentali in lingua inglese; per approfondimenti sulla Colon Classification e sul Numero di libro (Book Number), si rinvia alle pagine specifiche di questo sito.


Breve biografia di Shiyali Ramamrita Ranganathan

Ranganathan [1] nasce il 9 agosto 1892 a Shiyali, nell’India sud-orientale, nello stato di Madras (ora Tamil Nadu). Segue le scuole locali e ha l’opportunità di sviluppare le proprie doti a partire dalle elementari, dove viene particolarmente seguito dal proprio maestro elementare e da un maestro che era coaffittuario della sua famiglia.

Tra il 1909 e il 1916 frequenta il college a Madras e perfeziona gli studi superiori, scegliendo di dedicarsi alla matematica e avendo come professore Edward B. Ross, con il quale rimarrà in amicizia tutta la vita. Al completamento degli studi, dopo il Master of Arts, su invito del Madras Christian College, si iscrive al Teacher’ College di Saidapet (Madras).[2]

Inizia la propria carriera di insegnante il 9 luglio 1917, presso il Government College di Madras, sotto la direzione di N. R. Krishnamma. Qui sperimenta, con una iniziativa del tutto personale, le tecniche di insegnamento individuale, cioè cerca di proporre a ciascuno studente un percorso individuale, personale, nella convinzione che per raggiungere i migliori risultati nell’apprendimento ognuno debba assecondare il proprio ritmo e seguire il proprio percorso formativo.[3]

L’esperienza dell’insegnamento prosegue ininterrottamente, con diverse passaggi, fino a tutto il 1923 e costituisce, senza paradosso, un’esperienza decisiva nella formazione del Ranganathan bibliotecario. In realtà, in più occasioni Ranganathan ribadisce l’analogia tra i metodi d’insegnamento adottati a suo tempo (che lui stesso poi definisce library-centered teaching) e il lavoro del bibliotecario, in particolare il servizio di reference:

Non sapevo affatto in quel momento che il punto focale del lavoro connesso alla funzione di bibliotecario era essenzialmente lo stesso che ero abituato a fare come insegnante, ovvero aiutare ciascuno singolarmente a trovare l’informazione e a scegliere i libri più appropriati. [4]

È bene notare, tuttavia, che l’analogia non consiste nell’atteggiamento ‘educativo’ quanto piuttosto nella personalizzazione dei servizi: se prima era convinto della necessità di un insegnamento individuale, non ex-cathedra, poi diverrà un incrollabile sostenitore del servizio di reference individuale, o meglio della personalizzazione come elemento necessario e fondante del servizio di reference.[5]

Ranganathan segue con estrema riluttanza il consiglio di un suo collega, che lo invitava a partecipare al concorso per un posto di bibliotecario nella Madras University; lui stesso racconta:

La mia esperienza come utente della biblioteca aveva fatto sorgere in me pregiudizi nei confronti del lavoro in biblioteca. Sembrava un lavoro di basso profilo, ottuso, meccanico, da custode, che non richiedeva né molta preparazione né intelligenza, privo di qualsiasi interesse o valore o aspetto umano. Ciò mi rendeva indifferenze al consiglio di N. Raghunatha Ayyangar, mio caro amico e collega al college, di inoltrare domanda di assunzione per il posto appena istituito di Bibliotecario dell’Università. Ma la sua insistenza mi fece firmare la richiesta, ma con grande riluttanza. Non ci pensai più, ma capitò che l’Università scegliesse proprio me per quel posto. Il 4 gennaio 1924 dovetti passare dal college alla biblioteca e lo feci a malincuore.[6]

M. A. Gopinath, un suo allievo, riferisce che

Ranganathan ci raccontava spesso che non aveva mai aspirato a diventare un bibliotecario. Diceva che era stata la Provvidenza. Un incontro fortuito con il segretario dell’Amministrazione Provinciale di Madras, accompagnato da un vecchio collega, mise in moto il meccanismo che mi portò alla biblioteconomia. Il collega di Ranganathan in pratica lo costrinse a fare domanda per il posto di bibliotecario dell’università.

Ranganathan prende servizio come bibliotecario il 4 gennaio 1924, ma appena una settimana dopo si reca dal presidente del college per lamentarsi: “Sono venuto per un preciso motivo. Non posso affrontare quella cella d’isolamento ogni giorno. Nessun essere umano, a parte il personale. Che differenza dalla vita al college!”. Il presidente cerca di rassicurarlo, ma Ranganathan si tranquillizza soltanto quando gli viene promesso che se si fosse sentito ancora a disagio al suo ritorno dal viaggio in Inghilterra, sarebbe stato reintegrato alle sue mansioni di insegnante.

L’esperienza più importante nella formazione delle idee biblioteconomiche di Ranganathan, comunque, consiste nel viaggio di studio in Inghilterra:

Il 30 settembre 1924 sbarcai a Londra. Lo scopo era studiare biblioteconomia e osservare i servizi bibliotecari. Su raccomandazione di Sir Frederick Kenyon, il Bibliotecario Capo della British Museum Library, mi iscrissi alla Scuola di Biblioteconomia dell’University College di Londra.[7]

Il viaggio, che determinerà poi la decisione di Ranganathan di intraprendere effettivamente la professione del bibliotecario, costituisce naturalmente una formidabile occasione di studio e di approfondimento; tuttavia la formazione di Ranganathan segue un duplice binario: l’apprendimento per mezzo dell’esperienza diretta della realtà biblioteconomica inglese e la riflessione personale, che si traduce in una critica serrata, a volte impietosa, di quanto risulta palesemente in conflitto con la ragione o con il vantaggio del lettore.

L’apprendimento diretto avviene ad esempio con il mese di tirocinio, svolto nel dicembre 1924, presso la Public Library di Croydon, sotto la guida di W. C. Berwick Sayers. Anche la visita a circa 120 biblioteche dimostra un atteggiamento aperto all’osservazione delle prassi biblioteconomiche anglosassoni.[8]

Probabilmente, l’osservazione di una società nella quale le biblioteche svolgono un ruolo di primaria importanza e di rilevante valore sociale non sarebbe stata sufficiente, da sola, a spingere il docente di matematica alla ‘conversione’ alla biblioteconomia. Ciò che contribuisce a rendere realmente possibile questo ‘salto’ professionale è la sfida intellettuale che caratterizza, allora come oggi, la professione del bibliotecario.

Lo sguardo, non disincantato ma critico, di Ranganathan è sorretto dalla costante e instancabile ricerca di principi generali ai quali ispirarsi; due esempi evidenti sono quanto osserva sulle regole di catalogazione e, più in generale, sulla gestione delle biblioteche.

Ecco cosa racconta del codice catalografico angloamericano:

Classified catalogue code deve la sua esistenza al senso di repulsione inculcatosi nella mia mente quando studiavo catalogazione nel 1924-1925, alla School of Librarianship dell’University College a Londra. Il primo motivo di rifiuto era il metodo di insegnamento usato. Ogni regola del codice anglo-americano era considerata in sé, da imparare meccanicamente così com’era. […] Il secondo motivo era insito nella natura del codice insegnato. Era il codice anglo-americano del 1908 […] C’era anche un terzo motivo. I volumi del Classified catalogue of the Carnegie Library of Pittsburg e della Mitchel Library of Glasgow erano affascinanti; ne esistevano copie anche nella biblioteca della School of Librarianship, ma non fu detta una sola parola né sul catalogo classificato né sulle fondamentali differenze tra esso e il catalogo dizionario. Un quarto motivo nasceva dalla discrepanza tra le regole insegnate in classe e quelle prescritte come valevoli nelle lezioni pratiche […] Quinto, i dettagli bibliografici sul formato, la collazione e le note tipografiche erano troppo preponderanti nelle lezioni pratiche. Questa repulsione mi spingeva a pensare: ‘Appena torno a casa …’ . [9]

Per quanto riguarda le prassi biblioteconomiche, Ranganathan racconta:

La precedente esperienza acquisita negli studi scientifici e nella ricerca mi suscitò un senso di repulsione all’idea di dovere ricordare a memoria e avere a che fare con miriadi di singole informazioni e regole. Tutte queste informazioni e regole empiriche non potevano essere ridotte a una manciata di principi fondamentali? In questa situazione non si poteva procedere con l’induzione? Non si potevano ottenere tutte le regole mediante la deduzione dai principi fondamentali? I principi fondamentali non contenevano, come implicazioni necessarie, molte altre regole non ancora attuali o note? Queste implicazioni non sarebbero diventate necessarie se e quando le condizioni limite poste dalla società fossero cambiate? Queste domande cominciarono a ronzarmi in testa …[10]

Che il viaggio abbia cambiato completamente la vita, almeno professionale, di Ranganathan, lo si può ricavare direttamente da una sua nota:

Il 21 luglio 1925 ripresi servizio presso la Madras University Library, dopo il viaggio di studio in Europa. Ritornai convinto che il lavoro del bibliotecario costituisse una sfida ancora maggiore del lavoro dell’insegnante. Allo stesso modo, ero certo dell’enorme potenziale del servizio bibliotecario nel miglioramento sociale della comunità.[11]

Pochi anni dopo avere riorganizzato la Madras University Library, Ranganathan promuove la fondazione della Madras Library Association, che avviene nel 1928. Nel periodo che segue, per quasi vent’anni ininterrottamente, Ranganathan si dedica allo studio dei principali problemi della biblioteconomia e scrive “approfonditi trattati che coprono ogni aspetto della biblioteconomia e del servizio bibliotecario”, che spaziano dalla prima redazione della Colon Classification alla prima stesura delle Cinque Leggi della Biblioteconomia, dal catalogo dizionario al catalogo classificato, dal management in biblioteca (come diremmo oggi, o come dal titolo di un suo libro, Library administration) alla teoria dei cataloghi di biblioteca, dal servizio di reference alla acquisizione delle raccolte.[12]

A partire dal 1947 si trasferisce a Delhi; qui finalmente le sue richieste di essere sollevato da ogni incarico operativo vengono soddisfatte e può così dedicarsi completamente all’insegnamento e alla ricerca. In questo periodo visita nuovamente per motivi di studio la Gran Bretagna (nel 1948, quando viene costituito il Classification Research Group)[13] e poi gli Stati Uniti (1950), e inizia a collaborare con la FID (Federazione Internazionale di Documentazione). Nel 1957, tornato in India da un lungo soggiorno a Zurigo per motivi personali (1954-1957), crea una cattedra di biblioteconomia intitolata a Sarada, la seconda moglie, e poi, nel 1961, fonda il Sarada Ranganathan Endowment for Library Science. Nell’ottobre del 1961 viene invitato a titolo personale all’International Conference on Cataloguing Principles di Parigi (ICCP); nel 1965 riceve la massima onorificenza scientifica del governo indiano, il National Research Professorship per la biblioteconomia;[14] il 27 settembre 1972 muore.



[1] Le notizie biografiche inserite in questo paragrafo sono già pubblicate (C. Bianchini, S.R. Ranganathan e la nascita della Colon Classification, "Bibliotheca", V (2006), 1, p. 64-77) e sono tratte da: M. A. Gopinath, Ranaganathan, Shiyali Ramamrita, in Encyclopedia of library and information Science, vol. 25, New York, Marcel Dekker, 1978, p. 58-86 e integrate da S.R. Ranganathan, An autobiography of S. R. Ranganathan. A librarian looks back, appended with an evaluation of his life and work by P. N. Kaula, New Dehli, ABC Publishing House, 1992.

[2] S.R. Ranganathan, Reference service, 2. ed., Bangalore, Sarada Ranganathan Endowment for Library Science, 1961, p. A18. [d’ora in poi RS.]

[3] RS.A21. In particolare, si legge: “Mi lasciò piena libertà nell’impostare l’insegnamento a mio piacere. Le classi erano piccole, eppure le differenze tra le abilità degli studenti erano immense. Mi resi conto che l’insegnamento frontale era inefficace anche in classi di una dozzina di studenti, se fatto giorno dopo giorno, ora dopo ora. […] La necessità si dimostrò madre dell’ingegno. Decisi di aiutare ciascuno studente individualmente e di consentire a ciascuno di progredire con il proprio passo e per la propria strada. Ben presto, mi ritrovai a lasciare che gli studenti lavorassero ciascuno a proprio modo e a fare esperimenti in laboratorio, girando e aiutando ognuno a superare le proprie specifiche difficoltà.”

[4] Cfr. RS.A35. [il corsivo è mio]

[5] Il pensiero pedagogico dal quale Ranganathan trae l’idea dell’insegnamento individuale può essere fatto risalire probabilmente alle idee della New Education di John Dewey. Cfr. OL.131 e 132.

[6] RS.A35.

[7] RS.A41.

[8] RS.A42 e A43.

[9] S.R. Ranganathan, Classified catalogue code with additional rules for Dictionary catalogue code, 5. ed., Bangalore, Sarada Ranganathan Endowment for Library Science, 1988, p. AA1 [d’ora in poi CCC].

[10] S.R. Ranganathan, Five laws of library science, 2. ed., Bombay, Asia Publishing House, 1957, p. 06. Nel suo libro sul reference, l’autore ricorda così l’emergere della necessità di leggi generali: “L’osservazione del lavoro nelle biblioteche europee tra il 1924 e il 1925 mi portò a profonde riflessioni. Sorse il bisogno di ricondurre le pratiche delle diverse biblioteche a poche leggi fondamentali. In circa tre anni, presero forma le Cinque Leggi della Biblioteconomia. Poi giunse la possibilità di dedurre tutte le possibili inferenze dalle Cinque Leggi. Fin da subito, le pratiche biblioteconomiche osservate si dimostrarono essere una parte di queste inferenze.” RS.A61.

[11] RS.A51.

[12] S.R. Ranganathan, Library manual for library authorities, librarians and honorary library workers, 2. ed., Bombay, Asia Publishing House, 1962, p. 03.

[13] Il Classification Research Group (1952-1968), è un gruppo fondato sulla “necessità di una classificazione a faccette come base per qualsiasi metodo di recupero dell’informazione”. Cfr. Douglas J. Foskett, The Classification Research Group, 1952-1962, “Libri”, 12 (1962), 2,  p. 127-138 e Id., Classification Research Group, 1952-1968, in Encyclopedia of library and information science, vol. 5, New York, Marcel Dekker, 1971, p. 141-145. Per approfondimenti in lingua italiana in linea, si veda il sito di ISKO Italia: http://www.iskoi.org/index.html.

[14] Il titolo era stato concesso fino a quel momento soltanto ad altri 4 studiosi, nel campo della fisica (2), della giurisprudenza (1) e della letteratura e linguistica (1).


Opere di Shiyali Ramamrita Ranganathan

Avvertenza: il seguente elenco ha più lo scopo di indicare la vastità della produzione e della fortuna (ancora attuale in India) di Ranganathan, più che predisporre l'elenco completo delle opere (che peraltro è pubblicato sul sito dell'ISI). Tutti i titoli e le edizioni sono state controllati direttamente, o reperiti sui volumi di Ranganathan o nelle bibliografie pubblicate. Delle opere disponibili gratuitamente a testo completo, sono stati inseriti i link all'Open Repository dell'University of Arizona, DLIST.

The five laws of library science
1. ed. 1931
2. ed. 1957
2 ed. repr. 1963

Colon classification
1. ed. 1933
2. ed. 1938
3. ed. 1950
4. ed. 1952
5. ed. 1957
6. ed. 1960
7. ed. 1987, revised by M. A. Gopinath

Classified Catalogue Code
1. ed. 1934
[...]
4. ed. 1958
5. ed. 1964, con la collaborazione di A. Neelameghan

Library administration
1. ed. 1935
2. ed. 1959

Model Library Act
1. ed. 1935

Prolegomena to library classification
1. ed. 1937
2. ed. 1957
3. ed. 1967, con la collaborazione di M. A. Gopinath

Theory of library catalogue
1. ed. 1938

Reference service and bibliography
1. ed., 1940, con C. Sundaram
2. ed. 1961 [tit.: Reference Service]

Bibliography of reference books and bibliographies
1. ed., 1941, con K. M. Sivaram

Library classification: fundamentals and procedure
1. ed. 1944

Post-War reconstruction of libraries in India
1. ed. 1944

Classification of Marathi literature
1. ed. 1945.

Dictionary Catalogue Code
1. ed. 1945
2. ed. 1952

Education for Leisure

1. ed. 1945

Elements of library classification
1. ed. 1945
2. ed. 19??
3. ed. 1962

Classification of Telegu literature
1. ed. 1947

Preface to library science.

1. ed. 1948.

Library Organization

1. ed. 1946

National Library System: a plan for India
1. ed. 1946

Classification and International Documentation
1. ed. 1948

Preface to Library Service
1. ed. 1948

Classification, Coding and Machinery for Search
1. ed. 1950

Library catalogue: Fundamentals and procedure
1. ed. 1950

Library Development Plan for India
1. ed. 1950

Library manual

1. ed. 1950 [1951?]
2. ed., con la collaborazione di M. A. Gopinath, 1960

Classification and communication
1. ed. 1951

Philosophy of library classification

1. ed. 1951

Library book selection
1. ed. 1952
2. ed., con la collaborazione di M. A. Gopinath, 1966

Social bibliography: Physical bibliography for librarians, authors, and publishers.
1. ed. 1952

Social education literature
1. ed. 1952

Library legislation. A Handbook to madras Library Act

1. ed. 1953

Heading and canons
1. ed. 1955

Library service for all
1. ed. 1965

Education and Library system of the nation

1. ed. 1971



Bibliografia italiana sulla vita e le opere di Shiyali Ramamrita Ranganathan

Alfredo Serrai, Le Classificazioni. Idee e materiali per una teoria e per una storia, Firenze, Leo S. Olschki, 1977, p. 289-292.

Diego Maltese, Omaggio a Ranganathan, “Bollettino AIB”, 32 (1992), n. 4, p. 369-370.
[L'articolo precede la traduzione di un brano tratto da S.R. Ranganathan, Reference service, 2nd ed., London, Asia Publishing House, 1961, p. 23-25, 26-28 e 53-59, di Diego Maltese e Alberto Petrucciani]

Stefano Tartaglia, Shiyali Ramamrita Ranganathan: scheda biografica, “Bollettino AIB”, 32 (1992 ), n. 4, p. 381-383.

Carlo Revelli, Ranganathan verniciato a nuovo, “Biblioteche oggi”, 14 (1996), n. 9, p. 10-13.

Fulvio Mazzocchi, Claudio Gnoli, Il Vaisesika e le categorie di Ranganathan, “AIDAinformazioni”, 24 (2006), 3/4 (luglio/dicembre), p. 17-28.

Carlo Bianchini, Il vero lavoro del bibliotecario: il servizio di reference visto da S. R. Ranganathan, in Una mente colorata. Studî in onore di Attilio Mauro Caproni per i suoi 65 anni, promossi, raccolti, ordinati da Piero Innocenti, curati da Cristina Cavallaro, Roma, Manziana, Vecchiarelli, 2007, 3 v. di p. 1289,  p. 429-444.

S. R. Ranganathan, Il servizio di reference, edizione italiana a cura di Carlo Bianchini, Firenze, Le Lettere, 2009, li, 408 p. (Pinakes ; V)

S. R. Ranganathan, Le cinque leggi della biblioteconomia, traduzione e note a cura di Laura Toti, saggio introduttivo di Giovanni Solimine, Firenze, Le Lettere, 2010, 399 p. (Pinakes ; VI)

Leggere Ranganathan, a cura di Mauro Guerrini, Roma, AIB, 2011, 110 p.

Paolo Benanti, Cinzia Consonni, Le cinque leggi della Biblioteconomia di S.R. Ranganathan, 1999.
http://www.sbv.mi.it/IT/bib08/002/008/002/

Claudio Gnoli, Il tavolino di Ranganathan, “Bibliotime”, n.s. 3 (2000), n. 3
http://www.spbo.unibo.it/bibliotime/num-iii-3/gnoli.htm

Eugenio Gatto, Personale e parametri: un inizio di discussione sull'attuale applicabilità della formula pubblicata da Ranganathan in "Library Administration": presentazione in forma di tavola da calcolo e interpretazione di alcuni parametri, 22 feb. 2001, “AIB-WEB”,
http://www.aib.it/aib/contr/gatto1.htm



Bibliografia essenziale inglese sulla vita di Shiyali Ramamarita Ranganathan

S. R. Ranganathan 1892-1972 : papers given at a memorial meeting on Thursday 25th January 1973, edited by Edward Dudley, London, Library Association, 1974, 40 p., ISBN 0-85365-197-3

Mohinder P. Satija, Sources of Research on Ranganathan, “International Library Review”, vol. 19, no. 3 (Jul. 1987), p. 311-320

Douglas J. Foskett, Ranganathan and “User-Friendliness”, “Libri”, 42 (1992), 3, p. 227-234.

Fausto Freschi, The Vedic origins of Ranganathan’s concept of personality, “Quaderni Utinensi”, VII, 1992, n. 13-14, p. 101-102.

Shiyali Ramamrita Ranganathan, An autobiography of S. R. Ranganathan. A librarian looks back, appended with an evaluation of his life and work by P. N. Kaula, New Dehli, ABC Publishing House, 1992.

Petit petales. A tribute to S.R. Ranganathan, a cura di K. Navalani e M. P. Satija, New Delhi: ABC Publishing House, 1993

Madhab Mohan Adhikary - Amitava Nandi, Ranganathan's promulgation of verbal plane: a linguistic approach, “SRELS. Journal of Information Management”, vol. 41, n. 3 (September 2004), p. 275-282.

M. A. Gopinath, Ranganathan, Shiyali Ramamrita, in Encyclopaedia of Library and Information Science, New York, Marcel Dekker, 1978, vol. 25, p. 58-86.



 
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Ultimo aggiornamento: 6 dicembre 2011 (rev. 8/10/2012)