Abbiamo il piacere di annunciare che il workshop
Archeologia Sotterranea in italia. Il Laterano e oltre si terrà a Roma venerdì 8 giugno 2012.
 
Il workshop è organizzato dalla British School at Rome e dall’ Università di Newcastle (UK).
A partire dal fondamentale contributo dato agli studi dalla conferenza promossa dall’Ecole Française de Rome nel 1973 (Les cryptoportiques dans l'architecture romaine) il ruolo rivestito dall’architettura sotterranea in ambito pubblico e privato è stato ampiamente dibattuto ed investigato ed il panorama della ricerca si è notevolmente arricchito grazie alla pubblicazione di studi su singoli edifici e complessi architettonici. Più di recente, l’edizione di una serie specificamente dedicata all’architettura sotterranea (F. Ghedini and G. Rosada, Quarta Dimensione, 1993-2003) ha fornito un sostanziale contribuito all’esame dell’uso e della percezione dello spazio sotterraneo nella pianificazione urbana e paesaggistica dell’Italia romana.

Obiettivo del workshop è quello di aprire un dibattito sulle opportunità ma anche sui problemi posti dalla ricerca archeologica in ambiente ipogeo. Nonostante offra grandi potenzialità per la ricerca storica, l’indagine archeologica in ambiente sotterraneo si presenta ancora oggi particolarmente problematica e operare sotto terra può comportare grandi difficoltà di ordine tecnico e metodologico. La presenza di elementi strutturali e di apparati decorativi di epoche successive, spesso di grande valore storico e artistico, così come la complessa stratificazione degli edifici e le effettive condizioni ambientali in cui ci si trova ad operare possono influenzare notevolmente il modo in cui gli archeologi lavorano sottoterra e rappresentano una sfida alla ricerca ed alla conservazione in situ.

Operare in ambiente ipogeo può costituire una sfida particolarmente ardua per la sicurezza, la comunicazione e l’uso della strumentazione. Ciononostante le innovazioni offerte alla moderna ricerca archeologica dall’utilizzo di sistemi di indagne non invasivi (GPR) hanno contribuito enormemente a facilitare la ricerca: la raccolta delle informazioni può essere fatta oggi in modo più veloce e preciso rispetto a prima, con un miglioramento significativo nella qualità e nel livello di dettaglio che è possibile ottenere.

Il workshop si rivolge ad archeologi, geofisici, speleologi e restauratori per promuovere un dibattito sulle metodologie di ricerca e per discutere delle tecniche non invasive applicate alla ricerca archeologica, alla documentazione ed alla conservazione negli ambienti sotterranei di Roma e oltre.

La conferenza costituirà inoltre l’occasione per presentare i risultati preliminari del progetto di ricerca su San Giovanni in Laterano, promosso dall’Università di Newcastle (UK) in collaborazione con l’Università degli Studi di Firenze, Dipartimento di Scienze dell’Antichità ed il CNR-ITABC.