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I tristi numeri delle statistiche_mondo bambini

pubblicato 27/gen/2012 08:33 da humanite uomo


Un fenomeno mondiale

  • Nel mondo ci sono almeno 250 milioni di bambini tra i 5 e i 14 anni che lavorano. Quasi la metà è occupata a tempo pieno. A questi vanno aggiunti i bambini soggetti a sfruttamento sessuale.
  • Dalle statistiche dell'Unicef risulta che il 61% del lavoro minorile è concentrato in Asia, il 32% in Africa, il 7% in America latina.
  • Nel Sud-est asiatico, dove l'industrializzazione è stata velocissima negli ultimi 30 anni, i bambini vengono impiegati ovunque, non solo nelle zone più povere.
  • Inoltre, poiché le multinazionali occidentali sempre più spesso trasferiscono le loro filiali nel Terzo mondo, dove con un costo della manodopera molto basso si possono produrre manufatti a basso contenuto tecnologico, i bambini qui trovano facilmente occupazione nei settori dell'export.

Dati e statistiche

  • Statistiche attendibili per difetto. Nepal: il 60% dei bambini lavora; Pakistan: il 20% della popolazione che lavora sono bambini (4-14 anni), che producono l'80% dei palloni da calcio; Indonesia: il 20% dei bambini lavora; India: 44 milioni; Bangladesh: il 25% dell'intera popolazione infantile (nel tessile da export e nell'artigianato: da notare che nel tessile i bambini sono quasi la metà di tutta la manodopera); Thailandia: il 32% della forza-lavoro (beni per l'export); Filippine: oltre 2 milioni; Senegal: oltre il 40%; Nigeria: circa 12 milioni; Brasile: 7 milioni (più quelli che vivono per strada), fanno soprattutto calzature per l'export (a San Paolo il 20% del reddito familiare è garantito dal lavoro minorile).

Business

  • Facciamo un esempio di business: in un'azienda brasiliana di scarpe (che soprattutto sono di tipo sportivo), i padroni ricevono dalla multinazionale L. 26.400 per ogni paio di scarpe (il lavoratore riceve una cifra ridicola: L. 350 all'ora), poi la multinazionale rivende le scarpe ai grossisti per L. 56.000; in un qualunque negozio di una città europea o americana quel paio di scarpe costa L. 112.000. Se quel lavoratore volesse comprarsi le stesse scarpe che produce, gli occorrerebbero sette settimane di lavoro.

Malattie e morte

  • I bambini brasiliani che lavorano nei calzaturifici che producono scarpe per delle famose marche occidentali, respirano i mastici per 9 ore al giorno in un ambiente saturo di solventi al benzene. Dopo pochi anni hanno i polmoni e le mucose di occhi, bocca e naso praticamente bruciate.
  • Il record dei bambini che muoiono sotto i 5 anni lo detiene il Niger: 320. L'Italia è a quota 8.

Italia

  • In Italia almeno 300.000 bambini sono costretti a lavorare a causa di situazioni sociali di degrado e miseria.
  • Come noto, il lavoro minorile è illegale: questo significa che non esistono statistiche ufficiali che riportino delle cifre.
  • Nel complesso le violazioni del lavoro minorile arrivano quasi a 2.800 l'anno e sono concentrate soprattutto nelle aziende commerciali e artigiane, dove i controlli sindacali sono più scarsi.

Alcuni esempi:

  • Gravina di Puglia: si scopre un anno fa una fabbrica clandestina dove 13 minorenni confezionavano biancheria maschile per una paga di L. 200.000 al mese.
  • Lizzanello (provincia di Lecce): in una stalla adibita a calzaturificio vengono scoperte 15 ragazzine che lavorano per 10 ore al giorno e L. 500.000 al mese.
  • Reggio Calabria: 15.000 ragazzi al di sotto dei 14 anni lavorano stabilmente nell'agricoltura.

India

  • Coi suoi 44 milioni di bambini lavoratori, l'India detiene il record mondiale del lavoro minorile.
  • I bambini garantiscono il 23% del PIL, pur guadagnando in media poco più di 150 lire al giorno.
  • 30 milioni di ragazzini vivono per strada.
  • Più di 100 milioni di bambini tra i 6 e gli 11 anni non frequentano la scuola. Le femmine stanno sempre peggio dei maschi.
  • Su 100 malati di TBC, circa 80 sono ex-bambini lavoratori.
  • Unica eccezione dello Stato indiano è la regione del Kerala.
  • Il 90% dei fiammiferi utilizzati da India, Bangladesh e Pakistan (un miliardo di persone) sono prodotti da 45.000 bambini tra i 4 e i 15 anni in 3.000 fabbriche.
  • Moltissimi adulti sono disoccupati proprio perché gli imprenditori preferiscono i bambini, che costano meno, non si ribellano, non sono iscritti ai sindacati.
  • Questi bambini sono soggetti a moltissime malattie e a 40 anni sono già vecchi decrepiti.

Cosa fare?

  1. sanzioni economiche contro i Paesi che permettono lo sfruttamento minorile;
  2. premiare chi combatte il lavoro minorile, favorendo p.es. l'export dei Paesi che dimostrano di lottare contro questo sfruttamento;
  3. boicottare l'acquisto di quei prodotti di cui si sa con certezza che provengono da tale sfruttamento e per i quali esiste una possibile alternativa;
  4. garantire che nell'ambito di una medesima multinazionale, avente l'azienda principale in un paese occidentale e le filiali sparse in vari paesi del Terzo mondo, sia applicato il principio "a parità di lavoro parità di salario", fra un operaio occidentale e uno terzomondiale;
  5. progettare un Nuovo ordine economico internazionale, che induca a rispettare di più il valore della persona umana.
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