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Il Gruppo Donne del presidio permanente si è costituito nel 2007 all’indomani della manifestazione indetta per l’8 marzo davanti al Palazzo Comunale per protestare contro la decisione di costruire una nuova base americana a Vicenza.

 

E’ nato dall’incontro di alcune donne del presidio che hanno scelto di pensare la loro collocazione rispetto al movimento, individuare e dire i valori che le accomunano.

Da quella riflessione è nato il manifesto, firmato dal gruppo di lavoro iniziale che poi è stato condiviso da molte altre donne del presidio ed è stato sottoscritto da  molte vicentine, oltre che da donne autorevoli come Luisa Muraro, Margherita Hack e Luisa Morgantini.

Il Gruppo Donne non pretende di rappresentare tutte le donne del presidio, né tanto meno tutte le donne impegnate nella battaglia del No al Dal Molin.

Ha uno specifico obiettivo: valorizzare l’apporto del femminile all’interno del movimento, avviare e diffondere le pratiche  che caratterizzano la politica delle donne.

Il Gruppo donne  privilegia le relazioni con le proprie simili e la modalità della mediazione. E’ convinto che la capacità di tessere relazioni, di prendersi cura degli altri e delle altre, la valorizzazione dei rapporti interpersonali siano una risorsa per tutto il movimento.

Per questo il Gruppo Donne ha cercato di dare alle azioni promosse dal movimento uno specifico contributo, ha voluto caratterizzare il suo modo di esserci.

La presenza delle donne, le modalità con cui si è tradotto il loro apporto, le iniziative costruite dalle donne sono state contraddistinte da un segno forte, che esiste in forme diverse nel movimento ma che delle donne vorrebbe essere il tratto distintivo: la pratica della non violenza e il voler essere non soltanto contro una visione politica e una strategia, ma soprattutto per la costruzione di un modello alternativo di città, di società, una visione del mondo differente.

Il Gruppo Donne si impegna non solo nel comune obiettivo di contrastare la costruzione della base, ma anche nel decostruire il modello di sviluppo che sta alla base della politica di militarizzazione della città.

Vuole produrre e dare forza al pensiero delle donne, che implica un diverso modo di stare al mondo, di esserci, un differente modello di città.

Per questo ha voluto costituire nel presidio  anche un luogo di discussione, un luogo dove avviare e sviluppare le pratiche politiche delle donne.

Il lavoro del gruppo ha, fra i suoi obiettivi, in primo luogo la valorizzazione delle relazioni fra le donne; in secondo luogo l’allargamento del dibattito alle altre donne del presidio e la costruzione di una rete con i gruppi di donne che in città e altrove condividono l’impegno per la pace e promuovono il pensiero e le pratiche politiche delle donne.