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29 luglio



 vai all'articolo in allegato a questa pagina: Leco_di_ Bergamo...


15 luglio
Qual è il Paese più pacifico del mondo ?





12 luglio


            Dividere il problema per risolverlo

Che sia un problema serio lo dicono le decine di milioni di persone attualmente “migranti” in tutto il mondo. Che sia di difficile soluzione lo sappiamo tutti. Per questo servirebbe dividere il problema in due.

            La migrazione è un diritto umano, e quindi inalienabile, per di più fondato sulla umana tendenza naturale di migliorare il proprio stato.  Le differenze abissali che attualmente esistono incentivano questa situazione di eterno movimento e noi sappiamo che almeno in parte i popoli ricchi del mondo vivono a spese di quelli poveri. Risorse sottratte a poco prezzo, corruzione esportata nei paesi poveri, difesa feroce dei privilegi…. Senza dimenticare che esiste una socialità di base negli uomini, che ci fa tendere, in parallelo con la concorrenza, all’aiuto reciproco, alla solidarietà. Da qui possono partire le soluzioni.      

         L’altro problema è quello pratico immediato. Quanti immigrati ricevere, a che condizioni, come gestirli dignitosamente …?

Il primo problema è meno grave da risolvere, nel senso che a questo livello molti sono d’accordo che le differenze di benessere vanno progressivamente livellate andando alla fonte di esso.

Il secondo è molto più intricato, anche perché la risposta deve essere immediata.

         Le soluzioni proposte si sprecano, e nel frattempo molta gente affoga nel Mediterraneo o nei fiumi dell’Estremo Oriente.




1 luglio


America first ?

 

    Massimo Gaggi intitola il suo articolo sul Corriere della Sera del 21 giugno L’ONU e i Diritti umani, le (fondate) ragioni USA per uscire dal Consiglio. Le “fondate ragioni” sono che il Consiglio per i Diritti Umani (UNHRC) di Ginevra è estremamente politicizzato e non esercita una funzione ‘arbitrale’ onesta.

 

    Gaggi non ha torto, ma chi si interessa di Diritti Umani sa che gli USA (e non solo loro, purtroppo…) non hanno mai aderito al Corte Penale Internazionale (Roma 1998) e nemmeno alla Convenzione Americana dei Diritti umani, con la relativa Corte. Per non parlare del suo ritiro dagli accordi di Parigi sull’inquinamento atmosferico.

    Purtroppo questi ritiri/non adesioni ad organismi e trattati internazionali non sono segno di un semplice isolazionismo (Lasciateci lavorare in pace !), bensì della volontà di trattare con altri partner isolandoli ed essendo sempre in una posizione di forza. Appunto: America first ! 

È in questo modo, ad es., che l’ Unione Europea vede il ritiro degli Usa dai trattati commerciali collettivi e l’istaurazione di dazi d’importazione. 

Tutto questo è diametralmente opposto alla collaborazione internazionale, dove l’imperativo è quello di sottomettersi a regole prestabilite su una base di equità.

Siamo quindi ben lontani dall’immagine rassicurante degli Usa nell’immediato secondo dopo guerra: progresso materiale e sociale, piano Marshall, lotta all’Impero Sovietico…

    Nel suo Discorso alla Nazione del gennaio 1941 F.D. Roosevelt aveva impegnato il suo Paese affinché ogni persona nel mondo potesse infine godere di Quattro Libertà: di parola, di religione, dal bisogno e dalla paura. «In the future days, which we seek to make secure, we look forward to a world founded upon four essential human freedoms.». Molti americani e molti uomini e donne di tanti Paesi ci avevano creduto ed avevano combattuto per esse.

    Tali valori furono poi ripresi anche nel prologo della Dichiarazione universale dei Diritti dell’Uomo del 1948 e definiti nel loro insieme che come la più alta aspirazione dell'uomo. 

Forse i cristiani statunitensi potrebbero fare qualche cosa per migliorare la posizione morale del loro grande Paese sullo scacchiere mondiale. 

Altra spiegazione:

http://agenziasir.it/mondo/2018/06/25/perche-gli-usa-sono-usciti-dal-consiglio-dei-diritti-umani-onu-il-rapporto-che-ha-indispettito-lamministrazione-trump/




14 giugno

Padre L.-M. Lebret OP e la Populorum Progressio


Il Cardinal Paul Poupard rivela i dettagli della partecipazione del domenicano francese all'Enciclica di Paolo VI sullo Sviluppo (1967)




8 giugno

I 90 anni di Gustavo Gutiérrez OP





1 giugno


Mons. Zuppi, vescovo di Bologna, in occasione del 2 giugno 2018, 70° della Costituzione






29 maggio




19 maggio

Il conflitto principale del nostro tempo non è più quello tra capitale e lavoro, più tipico dei XIX e XX secolo, ma il conflitto rendita-lavoro, una rendita finanziaria che schiaccia verso il basso profitti e salari.



1 maggio


L'irrilevanza sociale dei cattolici in Italia è addirittura misurabile





22 aprile






12 aprile



Il Vangelo è una speranza anche per l'economia

(Papa Francesco sul Corriere della Sera)





1 aprile - Domenica di Pasqua


























29 marzo







L'opera, ora digitalizzata, si può acquistare da vari editori.




27 marzo





18 marzo




11 marzo





1 marzo 

















leggi l'articolo di AVVENIRE











27 febbraio




23 febbraio

Oggi con il Papa una giornata di preghiera e digiuno per la pace nel mondo



Papa Francesco, Angelus, 4 febbraio 2018: un invito e un'esortazione:

"Ed ora un annuncio. Dinanzi al tragico protrarsi di situazioni di conflitto in diverse parti del mondo, invito tutti i fedeli ad una speciale Giornata di preghiera e digiuno per la pace il 23 febbraio prossimo, venerdì della Prima Settimana di Quaresima. La offriremo in particolare per le popolazioni della Repubblica Democratica del Congo e del Sud Sudan. Come in altre occasioni simili, invito anche i fratelli e le sorelle non cattolici e non cristiani ad associarsi a questa iniziativa nelle modalità che riterranno più opportune, ma tutti insieme.
Il nostro Padre celeste ascolta sempre i suoi figli che gridano a Lui nel dolore e nell’angoscia, «risana i cuori affranti e fascia le loro ferite» (Sal147,3). Rivolgo un accorato appello perché anche noi ascoltiamo questo grido e, ciascuno nella propria coscienza, davanti a Dio, ci domandiamo: “Che cosa posso fare io per la pace?”. Sicuramente possiamo pregare; ma non solo: ognuno può dire concretamente “no” alla violenza per quanto dipende da lui o da lei. Perché le vittorie ottenute con la violenza sono false vittorie; mentre lavorare per la pace fa bene a tutti!"



Associazioni cattoliche: “Diritto di voto agli immigrati che pagano le tasse in Italia”




2 febbraio




22 gennaio

Papa Francesco in Perù

Nella foto si vede accanto a Papa Francesco, a sinistra sul palco il vescovo David Martínez De Aguirre Guinea O.P., prelato del Vicariato apostolico di Puerto Maldonado, Perù. Sempre sul palco ma a destra, il P. Cadoré, Maestro Generale. 

In diversi filmati si vedono anche le suore domenicane, in abito, con gli indios dei quali si prendono cura. Nella seconda foto sottostante c'è un domenicano del Vicariato.






19 gennaio






14 gennaio
In occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2018 

riprendiamo (da Il Regno.it/moralia/dialoghi/) il contributo di Alessandro Cortesi OP











8 ottobre 2017


Il Maestro Generale Fr. Bruno Cadoré ha scritto una lettera a tutto l'Ordine, suore, frati, laici, per invitarci ad agire per la Pace.

Egli propone che ogni anno la famiglia domenicana faccia diventare il mese di dicembre “Il mese della pace".

Quest'anno propone per l'Avvento un'azione in favore del grande movimento di pacificazione nazionale della Colombia


Leggete in allegato la lettera, il depliant e le testimonianze nelle tre lingue dell'Ordine


Statistiche



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Francesco Compagnoni,
7 ott 2017, 23:14
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Francesco Compagnoni,
7 ott 2017, 23:14
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Francesco Compagnoni,
7 ott 2017, 23:13
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Francesco Compagnoni,
7 ott 2017, 23:12
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Francesco Compagnoni,
7 ott 2017, 23:12
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Francesco Compagnoni,
7 ott 2017, 23:12
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Francesco Compagnoni,
7 ott 2017, 23:09
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Francesco Compagnoni,
7 ott 2017, 23:09
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Francesco Compagnoni,
7 ott 2017, 23:09
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Francesco Compagnoni,
28 lug 2018, 01:54