Saul Israel

Questa è una pagina dedicata alla memoria di mio padre e ai suoi scritti editi e inediti 


GIOBBE, PROMETEO IN GIUDEA


Questo saggio sviluppa un’analisi di uno dei libri più sconvolgenti dell’Antico Testamento, il Libro di Giobbe. L’autore presenta Giobbe come una sorta di “Prometeo ebraico”, che sfida Dio sulla questione morale, e sull’enigma del perché troppo spesso il male venga premiato e il bene punito. Una prima versione molto più breve fu pubblicata nel 1967 come articolo nella rivista Antaios diretta da Mircea Eliade ed Ernst Jünger. Questa versione molto più ricca e completa non è mai stata pubblicata. Da una lettera inviata all’autore nel 1970 dal noto studioso cattolico Arturo Carlo Jemolo: «Grazie di queste belle pagine su Giobbe, che costituisce la pagina più moderna e sconcertante della Bibbia. Giacché, a ben guardare, c’è il contrasto tra l’idea di una giustizia obiettiva, che la mente umana può ben cogliere e quella di una volontà imperscrutabile di Dio che è essa medesima giustizia, non essendocene altra, né superiore né estranea a questa. È possibile che in un periodo non remotissimo ci sia stata una corrente, che potremmo ben dire eretica che postulava che tutta la giustizia debba realizzarsi su questa terra, non essendoci un “al di là” dove si saldino i conti».


 NOTE BIOGRAFICHE

Saul Israel nacque a Salonicco (Grecia, allora parte dell’Impero Ottomano) il 27 aprile 1897 da Yakov e Luna Nehama. La comunità ebraica di Salonicco, alla quale apparteneva, era all’epoca la più numerosa comunità sefardita del Mediterraneo e costituiva il 70 % della popolazione della città. Si trattava quindi di un minuscolo “stato ebraico”, che viveva con una relativa autonomia, consentita dalla tolleranza dell’Impero Ottomano, e che aveva conservato in modo quasi perfetto le tradizioni, la lingua, i costumi e i canti della Spagna del Medioevo, dopo che gli ebrei erano stati cacciati nel 1492 dall’editto di espulsione dei “Re Cattolici”. Molte famiglie conservavano ancora, con intatta nostalgia, le antiche chiavi delle case di Spagna.
Nella famiglia di Saul Israel, l’educazione religiosa era rigorosa e completa, ma al tempo stesso impregnata di un misticismo pieno di poesia e da una considerevole liberalità sul piano dei precetti.  Egli era nipote di un famoso rabbino, Yehuda Nehama, che fu il fondatore in Oriente e l’animatore delle attività dell’Alliance Israélite Universelle (fondata in Francia dal ministro Crémieux), ovvero dal movimento umanistico ebraico moderno.
Fece i suoi studi nelle scuole francese, tedesca e italiana di Salonicco (il Preside di quest’ultima era Alarico Buonaiuti, fratello di Ernesto Buonaiuti, il fondatore in Italia del movimento cattolico “modernista”). Nel 1916 venne a Roma per compiere i suoi studi universitari di medicina e in seguito specializzarsi nelle scienze biologiche, con l’intenzione di ritornare a Salonicco per esercitare la professione. L’incendio che qualche anno dopo distrusse del tutto il quartiere ebraico di Salonicco fu l’inizio della dispersione della comunità. La sua famiglia, privata delle case, tutte distrutte, e di una buona parte dei beni, emigrò in gran parte a Parigi, trasferendovi quel che restava delle attività commerciali. Saul Israel decise allora di restare in Italia, chiese e ottenne la nazionalità italiana nel 1919, prestò il servizio militare, e, dopo la laurea in medicina, esercitò brevemente la professione di medico condotto. Studiò e lavorò anche a Parigi (dove risiedeva gran parte della famiglia). Qui lavorò soprattutto nel reparto di urologia dell’Hôpital Lariboisière, come assistente del chirurgo Marion. Enrico Sereni (biologo, fratello del futuro dirigente comunista Emilio e del militante sionista Enzo), cui era legato da profonda amicizia, lo introdusse alla ricerca universitaria. Divenne assistente e quindi primo aiuto del celebre biologo Giulio Fano presso l’Istituto di Fisiologia Generale dell’Università di Roma. Sostituì il Fano nelle funzioni di insegnamento e di direzione dell’Istituto di Fisiologia Generale negli ultimi quattro anni di vita di questi, durante i quali la malattia lo aveva limitato nelle sue funzioni. In questo periodo lavorò anche a Parigi presso l’Istituto di Fisiologia Generale diretto dal Professor Lapicque.  Fece conoscere in Italia la tecnica della “cronassia” (inaugurata dal Lapicque e allora all’avanguardia), e la sviluppò in numerosi lavori scientifici. Fu anche Segretario della Società Italiana di Biologia Sperimentale ed uno dei principali organizzatori del Congresso Internazionale di Biologia di Roma nel 1924.
La morte di Giulio Fano, nel 1930, interruppe la sua carriera. L’intento di questi di fargli vincere una cattedra, a partire dalla quale egli sarebbe dovuto succedere al Fano medesimo, non ebbe seguito a causa del mutamento sempre più marcato della situazione politica. Successore alla cattedra di Giulio Fano fu invece Sabato Visco, “scienziato” di punta del regime fascista, antisemita dichiarato, che di lì a poco si sarebbe distinto come il principale redattore (assieme a Nicola Pende) del Manifesto per la Difesa della Razza e come redattore della rivista La Difesa della Razza e soprattutto come Capo dell’Ufficio Razza del Ministero della Cultura Popolare. A causa del clima insostenibile che si era creato nell’Istituto dopo la venuta del Visco, fu costretto a rassegnare le dimissioni dall’Università nel 1936.
Fino alla morte esercitò la professione di medico, con l’eccezione del periodo delle leggi razziali e dell’occupazione nazista a Roma (1938-45), durante il quale fu privato della nazionalità italiana e quindi persino del diritto a lavorare fra correligionari, concesso agli ebrei italiani. In questo periodo, durante il quale lavorò clandestinamente come medico privato e analista — aiutato dalla futura moglie, Anita Contini, chimica, già assistente di Nicola Parravano — scrisse la maggior parte dei suoi romanzi.
A contatto con le scienze biologiche e con una formazione culturale umanistica, il suo ebraismo subì un’evoluzione laica. Fin dal suo arrivo in Italia, era entrato a contatto con Ernesto Buonaiuti (cui era stato presentato dal fratello Alarico, preside del Liceo italiano di Salonicco) ed era quindi era entrato in una cerchia di studiosi che si raccoglievano periodicamente a discutere a casa dello stesso Buonaiuti cui partecipavano Carlo Arturo Jemolo, N. Turchi, A. Millosevich, A. Tilgher, R. Morghen, A. Donini e molti altri. Fu Segretario del Circolo Universitario di Studi Storico-Religiosi, animato dal Buonaiuti e redattore del Bollettino di Studi Storico-Religiosi nonché della rivista Religio. Testimonianza del legame con il Buonaiuti è la dedica che questi gli fece del dattiloscritto originale delle famose conferenze su “L’Essenza del Cristianesimo” che costarono al Buonaiuti la scomunica. Con il Buonaiuti (che lo aiutò anche nel periodo delle leggi razziali) conservò uno stretto rapporto trentennale di amicizia fino alla morte di quest’ultimo. Ebbe anche un fecondo rapporto con l’intellettuale cattolico Giulio Salvadori, di cui rievocò la figura in una conferenza tenuta dopo la morte e pubblicata dalla rivista Studium, che venne assunta come documento nel processo di beatificazione del medesimo (come è testimoniato da una lettera di Agostino Gemelli).
Da queste esperienze nacque in lui l’idea di creare un movimento ebraico laico, avente come scopo quello di valorizzare i principi fondamentali del pensiero ebraico, inteso come esperienza religiosa e filosofica, al di fuori da preoccupazioni confessionali o politiche. Fu questo il programma del Centro di Studi Ebraici, da lui fondato nel 1947, e che pubblicò per alcuni anni una rivista di studi storico-religiosi (Ha-Makor). Ebbero anche molta importanza per questa esperienza i suoi rapporti ed il legame di amicizia con Robert Aron (fratello di Raymond Aron), autore di “Les Années obscures de Jésus”.
Fece parte della delegazione del governo italiano alla Conferenza di Westminster che si tenne a Londra nel 1949.
Quel che gli consentì di far convivere i differenti aspetti della sua attività, fu da un lato la visione storica e laica della religione, e d’altra parte il punto di vista “culturale” e mai soltanto tecnico della ricerca scientifica.
Conosceva un gran numero di lingue: italiano, spagnolo, portoghese, inglese, tedesco, francese, ebraico, aramaico, latino, greco, turco. 
Una parte cospicua dei suoi scritti è inedita.
Morì a Roma il 24 gennaio 1981.

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ELENCO DEGLI SCRITTI EDITI E INEDITI

 ROMANZI PUBBLICATI:

 1) « La leggenda del figlio del Re Horkham »
"Conte philosophique” costruito su una vicenda che ricorda la struttura di un racconto de "Le Mille ed una Notte". In versione italiana ed in versione francese, Edizioni Adelphi, 1984, rist. 2000.   

2) « La favola di Fragoletta e Limoncina »
Fiaba per ragazzi (in lingua italiana).
Editori Riuniti, 1987. (Tradotta anche in spagnolo: «La historia de Fresoncita y Limoncina», Plaza Joven Ediciones). Entrambe le edizioni sono esaurite. 

3) « Con le radici in cielo »
Romanzo a sfondo autobiografico: narra la storia della dispersione di una famiglia della comunità ebraica di Salonicco e della sua distruzione ad opera delle persecuzioni razziali. Ne esistono due versioni: in italiano ed in francese.  Marietti, 2007 

4) « La scoperta della Terra »
Romanzo di argomento fantascientifico: un gruppo di scienziati italiani viene rapito da extraterrestri che apparentemente vogliono studiare gli umani. Il racconto si sviluppa a parti alterne sulla Terra e sull'altro pianeta ed offre all'autore lo spunto sia per riflessioni filosofiche sia per descrivere ambienti scientifici, parascientifici, universitari e medici che egli conosceva bene. Il romanzo è in italiano. Marietti, 2012.

 

ROMANZI E SAGGI INEDITI:
  
    5) « Gli allucinati »
Romanzo filosofico centrato sul tema della morte. Ha la struttura di un dialogo fra personaggi simbolici che si svolge in luoghi misteriosi e fantastici. In versione italiana e francese (che è, con ogni probabilità, la prima).

    6) « Oltre la morte »
Saggio scientifico-filosofico sul tema della morte. Versioni in lingua italiana e francese.

    7) « Al di qua della morte »
Saggio su temi analoghi a quelli trattati in 4), però con un'attenzione speciale  al  riesame della  tradizione del pensiero filosofico concernente il tema della morte, dell'anima, della coscienza. In lingua italiana e francese.


  

ARTICOLI E SCRITTI VARI:

    1) « Intorno all'origine della setta dei Sadducei », Religio, 1920
    2) « La questione ebraica e il sionismo », Europa, 1948.
    3) « Ricordando Buonaiuti », Ricerche Religiose, 1948.
    4) « Civiltà ebraica », Ricerche Religiose, 1948.
    5) « Evocazione », versione francese pubblicata su La Revue de la Pensée Juive, 1951; versione italiana inedita.
    5) « Le judaïsme devant la crise religieuse », La Revue de la Pensée Juive, 1952.
    6) « Giulio Salvadori e Israele », Studium, 1950.
    7) « Un giorno santo », Ha-Makor, 1953.
    8) « Il problema dell'antisemitismo », Ha-Makor, 1953.
    9) « La lotta contro il mito », Ha-Makor, 1954.
    10) « Rebbi Yeosciuah », Ha-Makor, 1954.
    11) « Juifs sans judaisme ou judaisme sans juifs », Renaissance, 1955 e Jüdische Rundschau, 1956.
    12) « De la mort et de l'âme », Synthèses, 1963.
    13) « La personnalité », Synthèses, 1963.
    14) «Introduzione» all'edizione italiana di “L'Einseignement du mépris” di Jules Isaac, ed. Carabba, 1964.
    15) «Crocifissi e crocifissori», «Fiducia nella tolleranza», due articoli in risposta ad altrettanti articoli di Sergio Quinzio, La Fiera  Letteraria , 1966.
    16) « Giobbe, Prometeo in Giudea », saggio sul libro biblico di Giobbe, pubblicato come e-book Amazon-Kindle.
    17) « Hiob, Prometeus in Iudäa », versione ridotta in lingua tedesca di 16), Antaios, 1967 (rivista diretta da Mircea Eliade e Ernst Jünger).
    18) « Giobbe, Prometeo in Giudea », versione ridotta di 16)  Miscellanea di studi in memoria di  D. Disegni,  Istituto di Studi Ebraici, Torino, 1969.
    19) « La vittoria del nemico », inedito.
    20) «  L'ebreo errante », inedito.
    21) « Psicologia e religiosità », inedito.
    22) « Un minuscolo stato ebraico durato quattro secoli », incompleto, inedito.
    23) « Il problema ebraico o dell'antisemitismo », inedito (in italiano e in francese).

Non sono comprese in questo elenco le pubblicazioni scientifiche