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    Certificati verdi e Finanziaria

    Da AMBIENTEFUTURO NEWS, 21 GIUGNO 2010

    NO AI SUSSIDI ALL'INCENERIMENTO E ALL' IMBROGLIO DELLA COMBUSTIONE DELLE BIOMASSE, SI ALL'ALTERNATIVA RIFIUTI ZERO.

    Il Governo con l'articolo 45 della manovra finanziaria taglia i "certificati verdi"

    Come al solito alcune associazioni ambientaliste (Legambiente in testa ma anche WWF) "levano pianti strazianti" perché si ripristini il sistema precedente perorando la causa addirittura  alla Confindustria di Emma Marcegaglia. Il risultato è che un "partito trasversale" sta cercando di ritornare "ai vecchi santi" per continuare a "far bisboccia" con  circa il 7% delle nostre bollette elettriche che "storicamente" anziché incentivare le energie rinnovabili è andato a far la fortuna di Moratti e dei gestori di inceneritori e combustioni varie. NOI VOGLIAMO ANDARE IN CONTROTENDENZA... SUL CASO SPECIFICO E' STORICAMENTE SBAGLIATO EQUIPARARE GLI INCENTIVI FAVORITI SUL PIANO NORMATIVO ALLE ENERGIE RINNOVABILI CON LO SVILUPPO EFFETTIVO DELLE STESSE. Al contrario, e noi che nel silenzio totale dei mass media (dalla stampa ufficiale al Manifesto) stiamo promuovendo la VERTENZA CONTRO I CIP6 ne siamo sempre più consapevoli, i "famigerati" CIP6 e poi i successivi "certificati verdi" HANNO FAVORITO L'INDUSTRIA SPORCA DELLA COMBUSTIONE DEI CASCAMI PETROLIFERI ("assimilata" illegalmente a "fonte di energia rinnovabile") E DEI RIFIUTI. Non è cambiato niente, allorché continuando a persistere la "truffa dei cip6" sono stati varati (dopo la approvazione della direttiva UE 2001/77) i "certificati verdi" con il Decreto Bersani 79/99 che in barba alla stessa normativa UE hanno continuato a foraggiare addirittura la combustione del CDR (Combustibile da Rifiuti) contenente plastiche di origine petrolifera. Il risultato è stato quello di "far da tappo" allo sviluppo dell'energia solare in primis il cui sviluppo (nel Paese del sole!) è praticamente meno che marginale. Ma i "nostri" (Legambiente che in genere è favorevole agli inceneritori la capiamo ma francamente ci stupisce  il WWF.) "ambientalisti in versione Marcegaglia" tenteranno di dire che dal 2007 "il sistema è cambiato"e che quindi ora, con l'art. 45 sarebbero davvero a rischio le energie rinnovabili.

    … Se i numeri hanno una qualche rilevanza si è fatto di tutto per indirizzare il sistema di incentivazione A FAVORE DELLA COMBUSTIONE DELLE BIOMASSE che  gode di incentivi che arrivano a triplicare i ricavi derivanti dalla produzione di energia elettrica. E non solo: almeno si fosse incentivata la produzione di calore attraverso il teleriscaldamento (in genere più facile con i piccoli impianti)! No, gli incentivi stanno premiando i grandi impianti (dei soliti gruppi industriali dell'industria assistita e sporca  italiana) finalizzati a produrre solo energia elettrica provocando non occasioni di risparmio energetico MA DI VERA E PROPRIA DISSIPAZIONE ENERGETICA!

    Le somme andate alla incentivazione della combustione delle biomasse sono circa 50 volte superiori a quelle che hanno incentivato l' energia solare. Non a caso mentre il contributo energetico nazionale  derivante dalla combustione delle biomasse risulta del 2,7% quello derivante dal solare (dati fotografati dal "Biomass Report 2009" redatto dal Politecnico di Milano) rimane dello 0,05%, mentre quello dell'eolico si attesta sullo 0,6%). DIFENDERE UN SISTEMA DEL GENERE DEL TUTTO SQUILIBRATO NON DIFENDE NE' SALUTE, NE' L'AMBIENTE ED E' IPOCRITA perché  è funzionale a favorire operazioni industriali assistite e con i soldi dei cittadini e ancor più intollerabili in un periodo in cui agli stessi cittadini si chiedono pesanti sacrifici.

    Non è casuale che l'affare degli "incentivi"  si sia spostato verso la combustione delle biomasse. Infatti non solo risulta appetibile bruciare legno cippato e/o olii vegetali ( a partire dall'olio di palma che ha significato la deforestazione di intere aree dell'Indonesia) grazie ai generosi "coefficienti" attribuiti per legge che innalzano la "resa" dei "certificati verdi"ma che, comunque,  hanno un rilevante costo di approvvigionamento. L'affare sta NEL BRUCIARE LA BIOMASSA CONTENUTA NEI RIFIUTI INDUSTRIALI (dal comparto agro-alimentare a quello del mobile e del legno trattato e della produzione di carta) e della parte biodegradabile dei rifiuti urbani incamerando  i ghiotti  costi di conferimento  oltre ai certificati verdi. Pur per inciso, ribadiamo che la biomassa PUO' E DEVE ESSERE COMPOSTATA o nel caso del "cippato" può essere utilizzata in almeno 5 modalità alternative alla sua combustione (dal pannello per la bioedilizia alla strutturazione dei processi aerobici di compostaggio e alla realizzazione dei relativi biofiltri).

    NOI SIAMO QUINDI PER AZZERARE TUTTA LA PARTITA DEGLI INCENTIVI riscrivendola dopo aver smascherato una truffa che è già costata OLTRE 50 MILIARDI DI EURO a noi tutti. Truffa che mentre ha favorito (danno e beffa!) i "soliti noti" a scapito di salute ed ambiente ha lasciato al palo riciclaggio ed energie pulite a partire da quella solare.

    Inoltre appare sempre più chiaro che mentre gli "inceneritori dedicati" vengono quasi sempre bloccati e comunque combattuti la "COMBUSTIONE DELLE BIOMASSE" DIVIENE LA "NUOVA FRONTIERA" PER  PROMUOVERE L'INCENERIMENTO.

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