My way - Fulvio Molinari‎ > ‎Varii‎ > ‎

La casa canta

 
LA CASA CANTA
A PATRASSO VECCHIA ASPETTANDO LA PARTENZA DEL TRAGHETTO
Ott. 94, 100/80, Olio, Varii.
 
Sentii l'esgigenza di dipengere questo quadro subito dopo il ritorno dal consueto viaggio in Grecia in bici nel '94. Un viaggio che sarebbe stato come i precedenti - sempre in bici e di circa 800, 900 km - spossante, ma pur sempre nei limiti, se non si fosse dato il caso di un pesante incidente in moto capitatomi solo un paio di settimane prima della partenza.
E fu proprio per quell'incidente che, una volta arrivato a Sparta, stremato dalla fatica, dovetti abbandonare la simpatica compagnia con cui mi trovavo per ritornare a Parma. Così, dopo un lungo viaggio da solo in pullman con la bici ficcata nel bagagliaio, arrivai a Patrasso e qui mi fermai in attesa del traghetto che avrebbe dovuto riportarmi ad Ancona.
Alla sosta di quel giorno e a quelle ore si deve la felice ispirazione del dipinto.
Girovagando, infatti, nella parte più interna, con un sacchetto di frutta acquistata sul posto per riempire lo stomaco e riprendere le forze (il sacchetto è riprodotto nella parte inferiore del quadro) m'imbattei improvvisamente, ai piedi di una grande scalinata che portava a una chiesa, in uno spettacolo, a suo modo, assai gradevole. Dalle finestre spalancate di una casa, senza tracce di qualcuno che vi abitasse, usciva a tutto volume una musica piacevolissima, di quelle tipo danze greche, sirtaki e simili.
Rinfrancato dalla visione, rimasi sul posto parecchio tempo, seduto su di una panchina, dissetandomi ad una fontana gorgogliante nei pressi, in mezzo a un simpatico parco e terminando
il mio gustosissimo pranzetto, pesca dopo pesca, uva dopo uva, pomodoro anche dopo pomodoro.