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7i. Auguri Agip

 
Faccio il pieno di benzina, domani si trotta.
La titolare alla cassa mi dà il resto di trentadue centesimi e un’occhiata ambigua.
Mi dicono un tipo arzillo, così capisco che mi sta valutando.
Infatti si mette a novanta gradi davanti a me, cava da sotto il banco un panettoncino
da cento grammi e me lo porge: «Auguri la numero due», dice.
«Sono io», fa quello dietro di me.
E io che stavo per sprofondarmi nel ri-augurio, m’impappino un po’:
«Io ero la tre… la pompa numero tre», farfuglio.
Poi, siccome nessuno mi caga, penso che la tre possa anche valere come buon anno
ed esco sotto la pioggia per mano al panettoncino da cento grammi.
 
Ci ripariamo nell’auto e ci guardiamo.
Lui ha da dirmi solo due cose, stampate in giallo sul blu della confezione.
La prima cosa è: “Auguri dal tuo gestore” e io che non sapevo di avere un gestore,
resto con questa nuova figata cui pensare.
La seconda cosa dovrebbe essere la marca del panettone. Invece leggo AGIP
e non so più se mangiarlo o sbriciolarlo nel serbatoio.
 
Dietro mi strombazzano perché mi tolga dalla colonnina e dalle palle. Eseguo.
L’anno sta comunque finendo e un frescone che mi dice “miglior principio” lo trovo di sicuro.

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