Intelligenze multiple


 Intelligenza singola o intelligenze multiple?

Nel corsi degli anni uno psicologo americano dal nome Howard Gardner ha tentato nelle sue opere di illustrare una teoria che va ad intaccare il modello tradizione di intelligenza singola misurabile coi teste del Q.I basato su domande multiple di tipo logico - matematico  a risposta breve.

Tali test oltretutto si basano su un concetto unitario di intelligenza ( logico- matematica ).

I test valutativi derivano dagli studi condotti sui bimbi e sull'apprendimento da Binet nel 1904 , onchè da altri studiosi come Simon e Terman. Tuttora nella valutazione del Q.I.è usato il test  Wechsler_Bellevue.

Gadner mette in discussione questi sistemi valutativi dell'intelligenza e conduce i suoi studi sulla base di proprie valutazioni che lo conducono a ritenere che vi siano + intelligenze, individuandone ben sette, a cui a breve se ne aggiunge una ottava e tuttora una nona.

Le intelligenze gardniane sono quella:

1)  Logico matematica ovvero il ragionamento deduttivo, la schematizzazione e le catene logiche.

Linguistico/verbale: chi l'ha tende a riflettere sull'uso del linguaggio. Tale capacità è legata alla capacità di utilizzare un vocabolario chiaro ed efficace.

Kinestetica: chi la possiede ha la padronanza  del corpo che gli permette di ben coordinare i movimenti.


 Visivo/ spaziale: l'ha chi ha una forte memoria per i dettagli ambientali, luoghi e percorsi.

  Intrapersonale: consiste nell'avere una accurata descrizione di sé; coscienza dei propri stati d'animo più profondi, delle intenzioni e dei desideri; capacità per l'autodisciplina, la comprensione di sé, l'autostima.

 Interpersonale: é' l'abilità di percepire e interpretare gli stati d'animo, le motivazioni, le intenzioni e i sentimenti altrui. Ciò può includere sensibilità verso le espressioni del viso, della voce, dei gesti e abilità nel rispondere agli altri efficacemente e in modo pragmatico.
 
 Musicale: Consiste nel sapere riconoscere i toni e le armonie.

Naturalistica: consiste in una spiccata sensibilità verso la flora e la fauna, nonché verso le problematiche ambientali e nell'attivarsi alla risoluzione dei problemi che ne derivano.

A queste si aggiungerebbe, quella:

Esistenziale: è la capacità  di sapere riflettere sulle tematiche fondamentali della nostra esistenza e la propensione al ragionamento astratto per categorie concettuali universali.

Goleman ha aggiunto a queste intelligenze quella emozionale.

Recentemente la psicologia ha distinto il cervello in due aree : quella più interna ( cervello limdico) che controlla le emozioni e l'equlibrio fisiologico  e quella più esterna ( cervello corticolare,  neurocorteccia), che controlla le facoltà razionali. L 'equilibrio tra queste due parti crea la intelligenza emozionale a pare  di D. Goleman.

La moderna risonanza magnetica funzionale, ( è questo lo strumento che permette di seguire, quasi in tempo reale, le rapide variazioni del metabolismo o del funzionamento delle aree cerebrali che accompagnano i diversi comportamenti e, quindi, i processi mentali) ha portato gli studiosi ad interessanti teorie sullo studio della mente.

Il fatto di non poter vedere in tempo reale i processi celebrali costituisce un forte limite a tutte le  più recenti teorie scientifiche.

Per ora sembra che si studi la quantità di flusso di sangue che irroga alcune zone celebrali nonché il consumo di ossiggeno delle aree coinvolte.

A pare di chi scrive, non mi sembra chiara affatto  la correlazione tra la quantità di ossiggeno impiegato e il tipo di attività celebrale prodotto. ( sconosciuta?)

Anche se si confermasse l'attività di una certa area gli studi odierni ben poco ci consentono dire cosa sta esattamente accadendo nel cervello di una persona o comunque nell'area oggetto di studio.
Le interazioni che avvengo a livello celebrale tra aree attive /inattive nonché all'interno di quelle attive ed inattive non è chiaro.

Ne deriva che ogni teoria al riguardo va considerata non certa.

 

Oltretutto è da considerare che per il momento si conoscono 5 tipi di onde  celebrali:


1)  Onde Alfa (mente subcosciente)
2 ) Onde Beta ( mente cosciente )
3) Onde Delta (centro di Potere psichico)
4 ) Onde Theta ( potere psichico )
5 ) Onde Gamma ( Potere psichico profondo )

Proprio le onde gamma nell'ultimo decennio  hanno ricevuto una particolare attenzione in quanto emergono in concomitanza dello svolgimento di vari compiti legati a stimoli sensoriali, ma anche ai circuiti dell'attenzione e della coscienza.

Orbene in molti ritengono che cervello e  mente siano concetti del tutto diversi per se collocati in stretta correlazione tra loro.

A differenza di un computer una persona è formata di hardware particolarmente complesso e di software ( una serie di informazioni trasportate dalle cellule nervose , neuronali etc ).

Si può ben ritenere che  secondo i più recentio studi, questo software,a sua volte modificabile dall'ambiente circostante e dall'esercizio ad esempio meditativo sia in grado di manipolare e di sviluppare l'hardware necessario, (es:  alterazioni fisiche del cervello, ....si pensi alle persone con lesioni celebrali che hanno nuove sinapsi , via di collegamento diverse da quelle precendetemente riscontrare all'evento lesivo , ovvero "l' accensione e lo spegnimento" di  geni e quindi di apportare mofiche fisiche all'organismo), alle diverse funzioni necessarie alla sua sopravvivenza.

 

Ora premesso tutto quanto sopra esposto, è bene far rilevare come  la teoria di Gadner sulle intelligenze multiple non è la sola  ma ad essa si accompagna quella dello studioso R.J Stenberg.

Per Stenberg il pensiero umano si fonda su tre tipi di intelligenze fondamentali: quella analitica, quella pratica e quella creativa.

Come dire che la l'ultima non può derivare se  non dalle messa in opera della seconda la quale a sua volte dipende dalla prima. Sono quindi strettamente connesse tra loro.

Lo stesso Leonardo da Vinci, per esempio, risolveva problemi pratici, che cuochi o re gli ponevano, dando sfogo alla propria creatività, attingendo dall' enorme conoscenza che gli derivava dall'analisi profonda della natura.
Molti altri scienziati hanno avuto intuizioni che hanno condotto a grandi scoperte come ad esempio lo stesse einstein nel suo ufficio brevetti di berna quando si chiese :" se cade  nel vuoto, non sente il proprio peso" e da li partì tutta la teoria della relatività .

Oppure si pensi a Newton e alla mela che si dice che  gli cadde in testa.

L'intelligenza sta quindi come dice lo stesso gadner nel porsi il problema che di solito nasce dall'aver acquisito una particolare sensibilità in certi campi.

Tale sensibilità a volte è innata, si pensi a Mozart che trovando un calvicenbalo  nel soffitto di casa iniziò a strippellarlo e grazie al padre prese poi lezioni di piano e divenne il famoso compositore che oggi tutti conosciamo.
In altri tale capacità come ben rilevato da Gadner non sono innate ma si possono grazie alle altre aumentare pur se non sarà comunque possibile portarle a livelli così' alti come quelli detti geni, in sostanza si può arrivare ad una sufficienza.

Ora la somma del tutto porterebbe a dire se una persona ha una certa intelligenza o meno.
Ma alcuni sono più predisposti per certe intelligenze ed altri per altre.

E' un pò come per i sensi , quando se ne perde qualcuno gli altri cercano di compensare quello mancante.

Il problema di base è più che altro l'armonia tra le intelligenze.

Il sapere controllare le nostre intelligenze e il dirigerle verso un unico fine può condurre a risultati di altissimi livelli. é come se utilizzassimo tutti i nostri sensi per comprenderre un qualcosa.

Oltre a vedere l'oggetto sul tavolo ci avvicineremmo per toccarlo, gustarlo, odorarlo nochè sentirlo e lasceremmo correre poi il nostro sesto senso per intuire di cosa si tratti.

Molte volte  alcune delle nostre sensazioni possono condurci in errore per carenza di informazioni.

Possiamo rappresentarci  una realtà che è diversa da quella esistente e ne assumiamo coscienza sino a farla diventare certezza. 

Spinti da tale certezza la realtà diventa qualcosa che non è e che non potrebbe essere diversa da quella ci appare.

Queste certezze ( localizzate al tempo e alle cognizioni di cui possediamo ) inevetibilmente tendono a crollare come un castello di carta nel momento in cui arriva il vento della conoscenza.


Nel momento in cui si aprono nuove porte ci appare un mondo diverso con regole diverse che ci porta intevitabilmente a nuove "certezze" sui fenomeni che tendiamo man mano a studiare per compredere chi siamo.

 

 Fredi Ricchioni

 

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