ANALISI STORICA ECONOMICA SOCIALE

DELL'UGUAGLIANZA SOSTANZIALE


È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Di uguaglianza nel comma primo dell'art 3 Cost. si può parlare solo in senso formale ( ovvero di uguaglianza riconosciuta ) ma non di uguaglianza sostanziale ( fattiva, realistica,) a questo fine soccorre il comma secondo dell'art 3. Cost.

Nella realtà quotidiana vi sono casi in cui problemi di ordine economico ovvero sociale, ( disoccupazione , invalidità ), che impediscono di fatto il godimento dei diritti fondamentali della persona umana e tra questi il godimento del diritto di uguaglianza davanti alla legge.

Da ciò la della necessità dell'intervento dello Stato nella società contemporanea e la definizione del nostro Paese come Stato sociale.

Già nello stato liberale era presente l'affermazione del princio della libertà formale, ma questa era una libertà di diritto e non di fatto.

A prevalere sulle classi meno agiate erano i ricchi della classe borghese che potevano effettivamente grazie alle loro ricchezze partecipare al voto e alla vita politica del paese, mediante le loro rappresentanze politiche.

Solo più tardi con l'avvento delle lotte sociali e del proletariato in Europa si ebbe la formazione all'inizio dei sindacati e poi del multipartitismo e la creazione di parlamenti che rapprensentavano tutte le diverse componenti sociali.

Da ciò si ebbe poi quindi l'affermazione di uno stato democratico e l'avvento del principio si ugualianza sostanziale e dello stato interventista nell'economia e nella vita sociale del paese e da qui la nascita dello stato sociale.