religione

Quando si tratta di dio ci sono sempre blasfemi che cercano di fare le sue veci  (Piergiorgio Odifreddi)

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 La parola religione ha derivazione dal verbo latino relìgere il quale è formato dalla particella re (riguardante la frequenza) e da lègere (scegliere), per cui significava cercare o guardare con attenzione, da cui anche il senso di aver riguardo.

  In generale quindi la religiosità assume il significato di scrupolosa attenzione, cura diligente.Tuttavia si tende a far derivare la parola religione anche dal verbo, sempre latino, religàre: questo sarebbe l'unione di re- e di ligàre (legare), per cui il significato ulteriore di unire insieme, da cui deriva l'ulteriore senso di legame che unisce gli uomini nella comunità civile sotto le stesse leggi e nello stesso culto. Poi il significato più comune riguarda la considerazione riguardosa delle cose sacre, con accezioni attinenti alla credenza ed al timore in una qualche divinità, oltre che al modo di adorarla.

 Si dicono religioni rivelate quelle che si ritengono depositarie di una rivelazione e spesso adottano dei Testi Sacri nei quali sono comprese tutte o parte delle rivelazioni divine. In ogni caso il bisogno religioso è presente in forme diverse, esternalizzate da riti che hanno una valenza sociale e possono o meno avere un contenuto etico (guidare il comportamento interiore e delle azioni volontarie) e filosofico (dare risposte a domande universali).

 Sebbene essi spesso siano usati come sinonimi, si preferisce l'uso del termine 'morale' invece di 'etica' per indicare l'assieme di valori, norme e costumi di un individuo o di un determinato gruppo umano. Si preferisce riservare la parola 'etica' per riferirsi all'intento razionale (cioè filosofico) di fondare la morale intesa come disciplina. All'etica a base religiosa, che fissa norme di comportamento che pretende valide per tutti, si oppone l'etica laica, la quale non mira ad imporre valori eterni.

 La laicità si dimostra pertanto solitamente attenta alle esigenze umane che tengano conto delle condizioni e delle trasformazioni storiche. Le religioni sono poi suddivise fra quelle monoteiste e quelle politeiste, a seconda del numero di divinità ad esse collegate. Accade che alla divinità venga attribuito un carattere personale e, ma non per tutte, una rivelazione pubblica; comunque in generale si intende per divinità (o dio) l'essere supremo, eterno e infinito, creatore dell'universo. Si può inoltre distinguere fra il teismo, il deismo e l'ateismo.

 L'ateismo è la posizione di chi nega l'esistenza di una o più divinità o di realtà trascendenti l'uomo. Il deismo è una filosofia razionalistica della religione secondo cui, tramite l'utilizzo della ragione, si può arrivare ad affermare che una o più divinità devono esistere, non potendo spiegare altrimenti la natura e la complessità dell'universo. Ma i deisti sostengono anche che la stessa ragione dimostra che tutte le gerarchie religiose umane (chiese) sono invenzioni dell'uomo e quindi inutili e false. Infine per teismo si intende ogni credenza religiosa che preveda l'esistenza di un essere superiore creatore dell'universo; in senso esteso si intende anche la credenza in un dio unico, supremo, personale e provvidenziale.

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