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La bellezza delle cose esiste nella mente che le contempla (David Hume)

Tutte le fotografie (tranne i miei scatti), come pure gli strumenti, sono state reperite gratuitamente su internet; nel caso in cui dovessero esserci problemi, potete contattatarmi

 

 Il termine immagine deriva dal latino imàginem, o mimàginem, dalla stessa radice del greco mìmos (imitare). Si tratta quindi della rappresentazione di un oggetto tramite un qualche mezzo, che può essere il disegno, la stampa, ecc.

  Essa contiene dunque informazioni descrittive riferite all'oggetto, alla scena che rappresenta, di un’entità fisica. Il linguaggio delle immagini è intrinsecamente indeterminato, evocativo, dotato di segni che assumono valore simbolico in relazione al significato che si attribuisce a ciò che si osserva o al valore pragmatico degli scopi della comunicazione.

 In genere si parla di rappresentazione in tutti quei casi in cui un'immagine, un simbolo, un individuo, un oggetto vengono fatti valere per altro. Per cui, con l’immagine si ottiene una rappresentazione di una realtà particolare - che può essere anche solo una immagine mentale - la quale è sempre una conoscenza della realtà o di un frutto dell'intelletto umano. La storia della rappresentazione inizia all’incirca intorno al 30.000 a.C.: a questo periodo (paleolitico) risalgono le prime testimonianze artistiche a noi giunte, anche se gli antropologi sono discordi su una datazione precisa.

 Risulta difficile distinguere una rappresentazione da quella che si usa chiamare rappresentazione artistica, in quanto spesso si estende il significato di arte ad ogni attività umana - svolta singolarmente o collettivamente - che, poggiando su accorgimenti tecnici e norme comportamentali derivanti dallo studio e dall'esperienza, porta a forme creative di espressione estetica. Solo nel corso del Rinascimento la condizione sociale degli artisti migliorò notevolmente rispetto alle epoche precedenti, e questo contribuì a separarli dagli scienziati e dagli artigiani.

 Alla moderna nascita di nuove forme di rappresentazione (come la fotografia, ma anche l'architettura, l'oggettistica per la casa, la cinematografia, ecc.) si accompagna la trasformazione del termine arte, che diventa un concetto aperto in cui tutte le possibili definizioni dell'arte confluiscono fino ad assumere il significato di attività umana basata sull’abilità individuale, sullo studio, sull’esperienza e su un complesso specifico di regole.

 Grande importanza assume la cosiddetta creatività, che nella definizione data dal matematico Henri Poincaré è espressa come la capacità di unire elementi esistenti con connessioni nuove, che siano utili. Il nuovo è relativo al periodo storico in cui viene concepito, l'utile è connesso con la comprensione e il riconoscimento sociale, dunque si amplia la sfera delle attività creative a tutto l'agire umano a cui sia riconosciuta un'utilità (compresi i campi dell'economia, dell'estetica e dell'etica).

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