conoscenza

Sarei disposto ad aver meno piaceri, se potessi essere un po' più intelligente (Bertrand Russell)

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 Il verbo conoscere deriva dal latino cognòscere, unione di cum-gnòscere (che ha cognizione); indica quindi l'apprendere con l'intelletto, con la ragione. (particella intensiva, indicante anche l'utilizzo di un mezzo, uno strumento) e del verbo

  La conoscenza è la consapevolezza e la comprensione di fatti, verità o informazioni, sui quali sia stata compiuta l'azione del conoscere. Ma racchiude anche l'avere idea o notizia su qualcuno o qualcosa, si con i sensi che con la memoria oltre che tramite l'uso della ragione. Mentre l'informazione può esistere indipendentemente da chi la possa utilizzare, e può in qualche modo essere preservata su un qualche tipo di supporto (cartaceo, informatico, ecc...), la conoscenza esiste solo in quanto esiste una mente in grado di contenerla.

  In filosofia si distinguono in ambito filosofico l'epistemologia (che vede la conoscenza come esperienza o scienza ed è orientata ai metodi ed alle condizioni della conoscenza) e la gnoseologia (che riguarda i problemi a priori della conoscenza in senso universale). Nell'accezione ristretta in cui l'epistemologia viene fatta coincidere con la filosofia della scienza, essa si occupa di definire le condizioni per cui una data asserzione, modello o esperimento può dirsi appartenente alla scienza. Invece la gnoseologia, intesa nell'età moderna, analizza i fondamenti, i limiti e la validità della conoscenza, ed essenzialmente la relazione tra soggetto (conoscente) ed oggetto (conosciuto).

 Spesso si descrive la conoscenza come informazione associata all'intenzionalità della coscienza o della mente, intentendo l'idea che la coscienza sia sempre diretta ad un oggetto, che abbia sempre un contenuto. Nell'intelligenza artificiale e nelle scienze cognitive è un tema controverso e solitamente si considera l'intenzionalità come qualcosa che una macchina non potrebbe mai davvero possedere.

 Per intelligenza artificiale si intende solitamente la possibilità di far svolgere ad un calcolatore alcune funzioni e alcuni ragionamenti tipicamente umani. Nel suo aspetto puramente informatico, comprende la teoria e la pratica dello sviluppo di algoritmi che rendano le macchine capaci di mostrare un'abilità o attività intelligente anche se in domini molto specifici. La locuzione scienze cognitive si riferisce invece allo studio dei processi cognitivi, cioé della mente, della memoria e dell'intelligenza. Occupandosi di tutte le varie sfaccettature della mente, si parla di scienze cognitive al plurale per raccogliere le tematiche di un'area di ricerca marcatamente interdisciplinare.

 L'emergentismo in filosofia della mente è la corrente di chi ritiene che la mente sia un fenomeno emergente, ovvero che i fenomeni mentali siano proprietà emergenti del cervello. L'emergenza è un principio che descrive il comportamento dei sistemi complessi, ovvero il processo di formazione di schemi complessi a partire da regole più semplici. Risulta dunque fondamentale, a supporto delle filosofie in costruzione, l'apporto di quelle discipline relativamente nuove tese ad uno studio scientifico dei processi inerenti la mente umana.

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