GALLERIA MULTIMEDIALE

"rivisitazione pittura seicentesca e arte contemporanea"

Maestro d'Arte

Franco Serluca

 

 

INDIRIZZI UTILI:

SEGRETERIA STUDIO D'ARTE, Ariano Irpino(AV)

 mobile  333 3946329

e-mail: francescoserluca@gmail.com 


 

 

 "  Svariate possono essere, e sono, le chiavi d'accesso all'universo di Francesco Serluca.
Ma a mio avviso, sono due le corsie preferenziali che cercheremo di imboccare.
La prima batte l'accento sulle innegabili capacità tecniche che garantiscono queste immagini, dalla perfetta reperibilità figurativa;la seconda, probabilmente piu importante, tocca la fiducia nella pittura e, dunque, nel mestiere di pittore che, in questi tempi di diffusa anestesia oculare, si ricava anche da una semplice scorsa di questo notevole portfolio. A ben vedere, il nostro pittore soffre di una strana malattia. Si chiama ipermnensia.
In una lingua morta come l'italiano forbito, questo malessere, diciamo così, consiste nella capacità, oggi sempre piu rara,di fare emergere dai piu riposti recessi della memoria le immagini piu lontane e dimenticate.
Nei dipinti in esame si scorgono prestiti figurativi assai diramati: innanzitutto dal Museo, che Serluca ha visitato con lo sguardo vigile e rapace di chi sa che la natura non fa salti e che noi siamo figli o eredi di una tradizione culturale tutt ora viva e operante.
Ma il nostro pittore, e qui , a mio avviso, sta il punto dirimente , ha tenuto gli occhi bene aperti anche sull'universo iconografico contemporaneo, e di qui sarebbe facile, ma non semplice, passare in rassegna le immagini pubblicitarie o le varie, e spesso devianti, sollecitazioni che provengono dal mondo del cinema e della televisione.
Insomma:ognuno di noi potra divertirsi a ricercare l'origine iconografica di queste conposizioni ,che Serluca, tuttavia, riesce sempre a fare sue,e ritrasformare (non dirò, ancora, trasfigurare!),con il talento, ancora, nel Mestiere del Pittore.Con le debite lettere maiuscole " .
                                                                             
                                                                      Giovanni Coppola  
                                                 
                                                 Professore Ordinario di Storia dell'architettura 
                                                  Università di Napoli "Suor Orsola Benincasa"

 

 

 

 

 

 

" La pittura del Maestro Franco Serluca

stupisce per la sua capacita' di evocare le suggestioni che di solito si avvertono di fronte alla grande pittura del classicismo del Seicento. Le figure monumentali occupano l'intero spazio costruito come una scena teatrale,la composizione si sviluppa secondo un moto ascensionale e la luce diretta si riversa sui personaggi per poi dissolversi con effetti atmosferici.

La scelta dei soggetti stessi ed i modelli pittorici di riferimento del maestro rivelano la profonda emozione che guida la sua esperienza di pittore.

L'idea che sembra di guidare la sua mano e' quella di una "pittura" intesa come la capacita' di compiere il miracolo della creazione di un mondo favoloso e immaginario,attraverso l'evidenza dell'immagine. Una concezione,questa,aderente ai principi pre-impresiionisti dove l'arte e' il campo della forma compiuta,solida nella sua consistenza marmorea e perfetta nella sua qualita' e nel movimento dettato dalla legge dell'empatia tra le figure secondo un ordinato progetto del cosmo,rivelato da una luce divina che determina l'esistenza stessa delle cose. La pittura del Maestro si alimenta di questo modo di sentire la grande tradizione pittorica europea  del passato, sia nei suoi soggetti sacri che nelle scene allegoriche e rivela senza reticenze il senso di stupore,che solo uno sguardo infantile riesce a cogliere,ed e' trasmesso attraverso il liguaggio pittorico fatto di linee, volumi, piani, colori organizzati secondo il ritmo di una metrica rigorosa e segreta".

                     

 

                                                                                                                    Dott.ssa  Grazia Vallone 

                                                                                                                  Esperto in Storia dell'Arte

 

 

 

 

"E' innegabile che il livello di crescita e di maturazione della sensibilità delle persone per l'arte e per tutto cio che attiene al bello e al suggestivo è notevole.

Oggi, per fortuna, anche un adolescente sa orientarsi nella selva delle molteplici espressioni artistiche, riuscendo a dare un giudizio autonomo su cio che vede, legge o ascolta. Il compito di chi è chiamato a recensire colui che intende affacciarsi nel panorama delle espressioni artistiche diventa a questo punto veramente inpegnativo e serio, perchè immediatamente sottoposto a riscontro. Quando però si ha a che fare con talenti naturali questo compito diventa agevole e non occorrono oziosi giri di parole per ribadire concetti semplici e comprensibili da tutti. E' il caso di Francesco Serluca.

Questo giovane artista ha cominciato a maneggiare pennelli e colori sicuramente per vocazione fin da giovane. La sua è stata una chiamata interiore , mettendo su tela con naturalezza e schiettezza sentimenti e passioni che altri, probabilmente con la stessa ispirazione, tramuterebbero in poesia o musica.

Franceso Serluca mette su tela i temi del suo sentire. Lo fa innanzitutto  grazie ad una tecnica ben collaudata negli anni , che tuttavia non si sovrappone all'ispirazione, ne entra in conflitto con la caratteristica dell' alogicità che qualunque espressione artistica dell'uomo contiene in se. Questa tecnica acquisita da anni di duro impegno è sicuramente un punto a favore di Francesco Serluca che si pone in questa personale con l'intento di gridare ai quattro venti che si possono trasferire su tela grandi sentimenti e grandi intuizioni, a condizione che l'animo sia sgombro da condizionamenti culturali  o da ideologie. Non importa se il tema trattato è laico o religioso. Non importa la dimenzione del quadro, ne la prevalenza dei colori forti e ben marcati. Basta osservare una tela di questo pittore arianese per capire che l'ispirazione si è già trasformata in messaggio, in spinta emotiva in confronto interiore, in impegno sociale.

La luce e la limpidezza di espressione sono la quasi ovvia colorazione dei personaggi trattati, accompagnano il percorso culturale di questo artista che, nonostante a volte la semplicità dei temi trattati, non è mai banale, mai provocatorio, se non nella giusta misura, mai pago nella sua ricerca.

La pittura è la dimenzione stessa dell'artista;è il rifugio ideale per poter concentrare un insieme di sensazioni, di emozioni che diversamente rischierebbero di disperdersi.II contatto con la realtà nelle opere di Francesco Serluca non viene mai meno. L'artista sa trasferire nell'osservatore i temi dell'amore, dell'impegno sociale, del misurarsi e mettersi in discussione. Francesco Serluca sicuramente continuerà a seguire la traccia intrapresa. Il suo è un canto libero, un canto che si ascolta nei prati del sentire non comune. Il suo è un canto libero perchè è arricchito da una fede che lo aiuta a ricercare nel volto di una Madonna o di un bambino il volto del suo prossimo. Francesco Serluca raggiunge con questa mostra personale una maturità che rappresenta il biglietto da visita per affermazioni ancora più lusinghiere ". 

     

                                                                          Dott. Vincenzo Grasso

                                                                              " Il MATTINO "

  

"Ruggiero II in Melfi

Il ritorno del Re"

olio su tela e tavola  cm135x155

 

 

 

San Francesco

 olio su tela 70 x 100

 

 

 

Mater Gaudendi

olio su tela  50  x 70

 

 

 

 

San Giuseppe   

olio su tela  50 x 70

 

 

 

 

Ecce Homo  

olio su tela  41,5  x  58,5

 

 

Gesù deriso      

olio su tela 60  x 80

 

 

 

 

San Pietro e San Giacomo- Apparizione di Maria 

70  x 100

 

 

 

Deposizione    

olio su tela 100  x 115

 

 

 

Annunciazione 

olio su tela 90  x 130

 

 

 

Sacrificio di Isacco

olio su tela cm  50

 

 

 

 

  

Natività 

olio su tela   140  x 210

 

 

 

Natività  

olio su tela  105  x 135

 

 

 

 

Evangelisti

olio su tela 72  x 72

 

 

 

Maddalena penitente 

olio su tela    76,50   x 100

 

 

 

" Gesù saraceno"

olio su tela 50x70

 

 

  

Padre Pio

olio su tela 50x70

 

 

 

 

Tre Arti     

olio su tela  94   x 125

 

 

 

olio su tela    50  x 70

 

 

olio su tela   50   x   70

 

 

olio su tela    50   x   70

 

 

 

 olio su tela 50x70

 

 

 

 

 

olio su tela 45x55 

 

 

 

 

 

 olio su tela 50x70

 

 

 

 

 

olio su tela 50x70 

 

 

 

 

olio su tela 50x70

 

 

 

 

 olio su tela 50x70

 

 

 

 

 

 

  • olio su tela 50x70

     

     

     

     

  • olio su tela     50   x 70  

     

     

     

     

     

     

    olio su tela 50x70

     

     

     

    olio su tela  50x60

     

     

     

     olio su tela 70x100

     

     

     

    olio su tela 50x70

     

     

     

     

     

     

    DI   REALISMO  E   PARTICOLARISMO

    CONTEMPORANEO

       

     

     

  •  

     AMARSI VUOL DIRE GUARDARSI COM GLI OCCHI DI UN TEMPO

  • olio su tela       50  x 70

     

     

     

     

     PRIMA

  • olio su tela   50   x   70

     

     

     

  •  

     

      DURANTE

    olio su tela   50   x   70

     

     

     

     

     

     

     

     DOPO

    olio  su tela   50   x   70

     

     

     

     

     

     

    IL FAUNO

    olio su tela    50   x   70

     

     

     

     

     

     

     

    CENERE

    olio su tela   50  x 70

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    olio su tela   50   x 70

     

     

     

     

     

     

     

    CARNE

    olio su tela     60   x  80

     

     

     

     

     

     

     

     

    ANZIANI: IL GIOCO NON HA ETA'

    olio su tela     60   x  80

     

     

     

     

     

     

     

    UN BICCHIERE DI TROPPO

    olio su tela    60   x   90

     

     

     

     

     

     

     

    LA DIFFERENZIATA

    olio su tela    60   x  90

     

     

     

     

     

     

     

     

    OPERAI IN MINIERA

    olio su tela     60   x  90

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    olio su tela   

     

     

     

     

     

     

     

     

    BLU

    olio su tela    60   x  90

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    olio su tela    70   x   100

     

     

     

     

     

     

     

     


    REGGIMI

    lio su tela    70   x 100

     

     

     

     

     

     

     

     

    FUGA DEI CERVELLI

    olio su tela    70   x 100

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    ENTRARE GRATIS

    olio su tela    70   x   100

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    AMANTI

    olio su tela     70   x   100

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    VELLUTO BLU

    lio su tela    70   x   100

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     PRECARIO

     olio su tela 50 x70

     

     

     

     

     

     

     

    IL RITORNO

    olio su tela    30   x   40

     

     

     

     

     

     

     

      

     olio su tela 50x70

     

     

     

     

     

  •  

    olio su tela 50x70 

     

     

     

     

     

     

    olio su tela 50x70 

     

      

     

     

     

     

     

     

     olio su tela 50x70

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    olio su acciaio 140x210

     

     

     

     

     

    Francesco Serluca

    nato ad Avellino il 22 Novembre 1955

    E' sposato e risiede ad Arianoo Irpino

    Maturandosi artisticamente con grande esperienza , manualità e conoscenza intrinseca della materia , ha partecipato a numerosi concorsi di pittura , ottenendo numerosi meritati riconoscimenti , tra cui :

    -  nel settembre del 1980 "1° Concorso Nazionale di Pittura Città di Ariano Irpino".

    -  Nel luglio del 1982 "1° concorso Nazionale di pittura - Zungoli e il suo centro storico".

    -  Nell' Agostoo del 1982 "1° Concorso Nazionale di Pittura - Montefalcone di Valfortore (BN)"

    -  Nell' agosto 1982  "1° Concorso Nazionale di Pittura  "vollanova del Battista e il suo centro Storico".

    -  Nel settembre del 1982  "Sesta Biennale di pittura - Comune di San Bartolomeo in Galdo".

    -  Nell' agosto del 1983  "Villanova del Battista e la sua campagna".

    -  nel settembre del 1983  "sant'Angelo all'Esca".

    -  Nel settembre 1983 " settimana Biennale di Pittura - Comune di Baselice".

    -  Nell' agosto del 1984  " Ferragosto Botinese" 

    -  Nell' agosto del 1984  " 2° Concorso Arbereshe e il suo centro storico".

    -  Nell' agosto del 1984  "3° Cooncorso Villanova del battista Paesaggio, storia campagna e folclore"

    -  Nell' Agosto del 1984  " Premio nazionale arte sacra montefalcone di Valfoltore (BN)"

    -  Nel settembre 1984 " Ottava biennale di pittura" comune di Baselice

    - Nel settembre 1984 "Sesto concorso di pittura S Angelo all' Esca"

                                                

  • CARTOLINE ALLA REALTA'

  • "..un paesaggio non e' solo  frutto di cio' che l'artista prova nel momento in cui lo realizza, ma       anche dello spettatore che completa l'opera intrapresa dall'artista con cio' che egli stesso prova nel momento in cui l'osserva.Perche' l'artista non deve essere il  protagonista,ma deve aiutare lo spettatore   a  essere protagonista dell'opera che sta osservando e completando con le sue stesse emozioni".       

     

    • "L'opera che sa di arte e parla di cultura e' l'espressione massima dell'artista, ma anche il mezzo con cui egli trasuda la volanta' di non voler perdere i valori veri della vita. Cosi' sentiti. Cosi' vissuti. E talvolta anche cosi' sofferti perche' percepiti come parte del proprio animo piu' profondo spesso non in sintonia con il presente. Ma in ogni caso,attraverso il movimento della sua mano l'artista non puo' non esprimerli al fine di immortalarli nella sua opera. Appunto."            

  • "Il mio? Un ciclo volutamente pittorico,ma ricco di primi piani e sfumature sacre e profane, convenzionali e non, fuse e rinfuse tra loro, secondo l'idea che le ha concepite. E tutte vissute con la stessa consapevolezza del proprio essere artista: un inviato speciale nella realta' ".                                  

  •     "Tutti amano la bellezza, ma la  ' bruttezza '  rimane tra i fattori umani,e anzi forse alla vista appare il piu' forte. Perche' non rappresentarla?  ".