Filosofia riformata

Vedi anche: Glossario di cosmonomia 

Con il termine "filosofia riformata" si intende il movimento filosofico nato in Olanda negli anni 20 del XX secolo, il cui obiettivo era (e rimane per i suoi continuatori) l'elaborazione di un sistema filosofico fondato sui presupposti della fede cristiana così come è espressa dai principi del Calvinismo classico (1). L'aggettivo "riformato", tradizionalmente associato al Calvinismo, è stato però recentemente riqualificato da questo movimento per indicare piuttosto una più ampia riforma del pensiero filosofico.

Indissolubilmente legato a questo movimento sono essenzialmente due nomi: il prof. Herman Dooyeweerd e il prof. Dirk H. Th. Vollenhoven, professori (entrambi dal 1926) all'Università Libera di Amsterdam. Lo sviluppo della teologia riformata è stato favorito da molti pensatori anche all'esterno dei Paesi Bassi. Per organizzare il lavoro di questo movimento è stata fondata nel 1935 l'Associazione per la Filosofia Calvinista, ora denominata Associazione per la Filosofia Riformata, con più di 500 membri. Nello stesso anno è nata pure la rivista periodica Philosophia Reformata per servire come strumento accademico per la discussione e lo sviluppo di queste idee.

Le sue radici

Radicate nella tradizione protestante olandese, queste idee si sviluppano dal pensiero di Guillaume Groen van Priensterer (1801-1876), politico e storico (2), e Abraham Kuyper (1837-1920) politico, giornalista e teologo, primo ministro in Olanda dal 1901 al 1905. Essi si erano ingaggiati, infatti, in una critica stringente della tradizionale filosofia cristiana di taglio scolastico, affermatasi non solo nel Cattolicesimo romano, ma anche nella tradizione protestante, come pure della moderna filosofia umanista. La tradizione scolastica veniva criticata in quanto contestabile sintesi fra pensiero filosofico autonomo e fede cristiana, per avere arbitrariamente diviso la realtà fra natura (il campo della ricerca filosofico-scientifica autonoma) e il sovrannaturale (lo spazio che la teologia rivendicava per sé stessa e nel quale veniva sovente relegata. L'umanesimo moderno era criticato per la sua pretesa di oggettività e di razionalità, mentre, in realtà, è radicato in un credo pre-teoretico di tipo religioso. L'elaborazione più completa di questa critica appare nell'opera in quattro volumi di Herman Dooyeweerd: "Una nuova critica del pensiero teoretico" (Amsterdam/Philadelphia 1953-1956) e "Nel crepuscolo del pensiero occidentale, studi nella pretesa autonomia del pensiero filosofico" (4). Dooyeweerd dimostra come sia impossibile l'esistenza di un pensiero filosofico indipendente da credenze pre-teoretiche, come pure la sintesi fra autonomia e fede cristiana.

La filosofia riformata a livello internazionale

La filosofia riformata ha ricevuto significativi riconoscimenti non solo nei Paesi Bassi, ma pure negli USA, Canada, Australia, Sud Africa e Corea. Questo riconoscimento è in parte riflesso dalla Fondazione Dooyeweerd in California (USA), il Centro Dooyeweerd, fondato nel 1994 con base nel Redeemer's College di Ancaster (Ontario, Canada), il Centro Kuyper nel Dordt College dello Iowa (USA) e nell'annuale Conferenza Kuyper al Princeton Theological Seminary. Gli archivi delle opere di Dooyeweerd si trovano presso l'Istituto di Studi Cattolici di Toronto (Canada). Almeno una volta ogni cinque anni, sotto gli auspici della Società per la Filosofia Riformata, si tiene un simposio internazionale che riunisce partecipanti di tradizione calvinista da tutt'Europa.

Sinossi delle sue caratteristiche

La critica trascendentale del pensiero teoretico

La filosofia riformata respinge l'idea che il pensiero teoretico, incluso il pensiero filosofico, sia autonomo da presupposti e valori di tipo religioso (che prescindono da una qualsiasi fede presupposta e non dimostrabile) e che quindi possa considerarsi neutrale. L'idea che il pensiero teoretico sia un'attività puramente razionale o che non richieda condizioni o vincoli pre-teoretici per la sua possibilità, si afferma, non può essere sostenuto. Qualsiasi tentativo di spiegare il pensiero teoretico senza che si riconoscano fattori pre-teoretici, sarebbe destinato al fallimento e si risolverebbe in insolubili antinomie. La conclusione alla quale giunge la "critica trascendentale del pensiero teoretico" di Dooyeweerd è che la filosofia non possa funzionare senza profondi presupposti religiosi. La sua analisi dell'influenza delle motivazioni religiose di base (moventi o "ground motives") nella storia della filosofia è particolarmente illustrata dall'esame della questione di natura-libertà nell'umanesimo moderno.

P​unti d'Archimede e filosofie immanenti e trascendenti

Dooyeweerd crede che il primo compito della filosofia sia quello di scoprire un punto di partenza appropriato per la sua investigazione della totalità della realtà, un punto fisso di riferimento ultimo dal quale contemplare l'intero creato che trascenda il cosmo nella sua diversità e coerenza. Egli lo chiama "Punto d'Archimede". Le filosofie immanenti pongono il loro punto d'Archimede all'interno del creato, mentre le filosofie trascendenti lo pongono al di fuori. Per Ii filosofi immanentisti come Cartesio il punto di partenza è il pensiero, per Kant è la ragione. La filosofia riformata è una filosofia trascendente: il suo punto di partenza è Cristo, fonte e sostenitore d'ogni cosa. L​e filosofie immanenti sono considerate inerentemente riduzioniste e pagane, cioè, deificano, assolutizzandolo, un aspetto della creazione: in questo consiste la loro idolatria e motivo religioso non dichiarato e fallace.

Il motivo religioso della filosofia riformata

Il motivo religioso della filosofia riformata si trova in quella che confessa essere la rivelazione biblica e può essere sintetizzato nei parametri di creazione, caduta e redenzione. Questo motivo è considerato come determinante non solo della teologia, ma anche d'ogni aspetto della realtà.

1. La realtà nella sua diversità, nella sua coerenza e totalità, è frutto dell'attività creatrice di Dio ed esiste grazie alla sua volontà sovrana.
2. Tutte le creature sono quindi sottomesse a Dio come legislatore, e quindi alle sue ordinanze.
3. L'essere umano, culmine dell'opera creatrice di Dio, fatto a sua immagine e somiglianza, si è ribellato a Dio nella pretesa di voler essere sufficiente a sé stesso ("essere come Dio") e autonomo, cioè auto-legislatore, per determinare da sé ciò che è bene e male. È ciò che la teologia chiama la Caduta nel peccato.
4. Poiché l'essere umano occupa un posto centrale nella creazione, la Caduta ha coinvolto tutto il creato che si è corrotto e non è più da considerarsi "normale".
5. Dio ha inviato il Suo unico Figlio Gesù Cristo per riconciliare l'essere umano con sé e per salvare la creazione nella sua totalità.

Caratteristiche del creato sono l'insufficienza e la dipendenza. Non vi può essere anarchia o autonomia perché Dio è e rimane sovrano. Nulla di creato è "assoluto" (ab-solutum, da solo). In tutto ciò che esiste vi è coerenza (esseri umani, rapporti sociali, natura, manufatti, si suppongono e si riferiscono l'un l'altro, perché Dio ha ordinato ogni cosa (il cosmo) come un insieme coerente (dal macrocosmo al microcosmo).

La teoria modale

La filosofia riformata si è sempre occupata di voler efficacemente servire tutti i settori della scienza. A questo riguardo, la sua più grande influenza è stata la sua concezione degli aspetti modali. Essa afferma che ogni cosa nell'ambito del creato possa essere inquadrata in particolari modalità dell'essere. Questi aspetti modali sono i modi fondamentali attraverso i quali possiamo osservare la realtà che ci circonda (questo vale solo per la realtà creata). Esse sono allo stesso tempo i "modi di esistere" delle cose e come tali vanno distinte dalle cose stesse, vale a dire dalla realtà concreta. In ordine di complessità sempre più grande, questi aspetti modali sono definiti generalmente come: numerico, spaziale, cinematico, fisico, biotico, sensitivo, analitico, culturale, linguistico, sociale, economico, estetico, giuridico, etico, e pistico. 

Esempi possono essere tratti da una qualsiasi cosa. Questa pagina di wikipedia, per esempio, presenta un aspetto numerico (i codici che la generano); un aspetto spaziale (la lunghezza ed il "peso" del testo); un aspetto cinematico (il movimento che si può ottenere in questa pagina e cliccando sui collegamenti); un aspetto fisico (gli elementi chimici che la costituiscono); un aspetto biotico (la vitalità dei suoi redattori); un aspetto sensitivo (le emozioni che il testo suscita); un aspetto analitico (la sua struttura ed ordine logica); un aspetto culturale (la cultura e la conoscenza che l'ha prodotta e la produce); un aspetto linguistico (la sua lingua e linguaggio); un aspetto sociale (la collaborazione dei suoi redattori); un aspetto economico (il costo della wikipedia); un aspetto estetico (la bellezza e l'eleganza del testo come appare); un aspetto giuridico (le leggi che regolano la produzione dei suoi testi); un aspetto etico (la necessità di non copiarvi prodotti soggetti a diritto d'autore); un aspetto pistico (la fede che ha ispirato l'ideatore e i redattori di questi articoli).

Tutte queste dimensioni sono considerate presenti nella realtà e nessuna di esse può essere ridotta all'altra, cioè, nel linguaggio della filosofia riformata, esse sono irriducibili. Nel caso di questo articolo, il senso della wikipedia non può essere ridotto ad uno o più aspetti soltanto, ad esempio, solo economico o solo estetico).

Queste diverse modalità non sono rigidamente separate l'una dall'altra. Tra di esse esiste una fitta rete di collegamenti, detti momenti analogici, o semplicemente analogie. Secondo Dooyeweerd le modalità hanno una loro "radice" comune (sono unificate) al di fuori della realtà temporale. Sono unificate nel "tempo universale" o integrale. Altri preferiscono parlare di una radice pre-funzionale (cioè pre-modale) ma non sopra-temporale. In ogni caso, la "pienezza" del significato non si può attribuire ad un solo aspetto della realtà. Gli aspetti indicano, nella loro parzialità, una pienezza che va al di là di loro stessi e costituisce il loro comune punto di concentrazione e la loro radice.

Ciascuno degli aspetti modali possiede determinate leggi o norme che lo caratterizzano. Ciascuna modalità esprime sé stessa in ogni altra modalità attraverso analogie intra-modali che o "anticipano" modalità ad esse superiori, o "retrocipano" modalità ad esse inferiori. Ogni descrizione non-riduzionista della realtà (cioè che non la riduce ad una di queste modalità) deve riconoscere i particolari odi in cui ciascuna entità, azione o processo funzioni nell'ambito di ciascuno degli aspetti modali, altrimenti cadrebbe di nuovo nelle menzionate antinomie.

L'idea di legge

"L'idea di legge" è fondamentale per la filosofia riformata, tanto che è stata pure chiamata "La filosofia dell'idea di legge" (1). Dio ha sottoposto l'intero creato a precise leggi. Esse costituiscono "il confine" (the boundary) fra Dio e le sue creature. Nessuna creatura può sfuggire dall'autorità delle leggi di Dio. Nessuna creatura potrà mai essere auto-sufficiente ed auto-determinante. Dato che le scienze sono sottoposte a leggi (le leggi del pensiero teoretico) esse non possono esaminare ciò che sta oltre quel confine. Dio può essere conosciuto solo attraverso la rivelazione.

Vi sono diversi tipi di legge: ogni aspetto modale è sottoposto a leggi che gli sono specifiche, vale a dire. è compreso in una sfera di leggi. Il numero degli aspetti di significato è lo stesso del numero delle sfere di leggi. Le sfere di leggi sono un a priori, in quanto esse formano il fondamento immutabile della realtà empirica. Le sfere di legge sono pure ontologiche, cioè non semplicemente categorie della mente o modi di considerare il mondo, ma hanno un carattere metafisico ed esistono di fatto nel cosmo temporale. Le sfere di legge possono essere descritte come aspetti ontologici del cosmo. Esiste un ordine nelle sfere di legge che ci permette di parlare di ordinamento cosmico delle leggi (cosmic law order). Quest'ordinamento è stabilito da Dio e può solo essere scoperto dalle scienze. Ogni sfera di legge ha il propri momento nucleare, vale a dire la distinzione irriducibile di base che distingue ciascun aspetto dall'altro.

Le leggi delle prime sei sfere (numero, spazio, movimento, energia, vita, sensazione) non possono essere infrante. Le norme delle sfere rimanenti, però, possono essere infrante dall'essere umano (a suo danno). È compito che Dio ha affidato alla creatura umana quello di elaborare ed applicare alla vita i principi delle sfere normative.

L'idea di tempo

Le sfere di legge sono aspetti di quel che è chiamato "tempo cosmico" (cosmic time). Secondo la filosofia riformata, il tempo può essere paragonato ad un prisma che la luce frange nelle sue parti componenti. Così come un prisma frange la luce nei vari colori dell'arcobaleno, così nel mondo temporale il tempo cosmico frange il significato complessivo in una in una struttura di modalità diverse di significato. Tutti i vari aspetti di significato, però, puntano tutti alla pienezza sovra-temporale di significato che può essere trovata solo nella persona di Gesù Cristo. Le diverse sfere di legge si rapportano tutte all'unità della legge trascendente di Dio. Le sfere di legge sono caratteristiche della realtà temporale. Dato però che esse sono create (e quindi relative) esse puntano tutte al di là del tempo, alla loro origine o fonte sovra-temporale, cioè Dio.

Il tempo non può essere racchiuso in un solo aspetto del cosmo, ma tutti gli aspetti del cosmo sono racchiusi nel tempo. Ecco così che tempo e spazio (uno degli aspetti di significato) non sono uguali e non possono essere posti sullo stesso livello. Il tempo attraversa verticalmente tutti i 15 aspetti modali e può essere considerato in modo diverso in ciascuna sfera.

Per approfondire vedi "tempo cosmico".

Sovranità delle sfere di legge

Ogni sfera di legge è "sovrana", cioè possiede le proprie leggi e la propria natura. Le capacità di una sfera non sono trasferibili ad un'altra. Questa sovranità non è, però, assoluta perché è derivata dalla sovranità originale di Dio. È anche relativa, perché ogni sfera particolare ha i propri limiti. Assolutizzarla significherebbe ricadere nell'idolatria. Le leggi dell'etica, per esempio, non possono essere ridotte alle leggi della psicologia. Le sfere di leggi corrispondono a tutti gli aspetti della vita.

In ogni sfera vi sono due "lati" (side): il lato della legge ed il lato dei sottoposti o soggetti (subject). Ad esempio, nella sfera numerica sono i numeri ad essere i sottoposti alle leggi matematiche. Il lato dei soggetti di ciascuna legge di sfera pure contiene gli oggetti (object). Le cose individuali sono classificate in rapporto all'aspetto più alto in cui funzionano come soggetti. Ad esempio, una pietra è una cosa fisica, una pianta una cosa biologica, un animale è una cosa psicologica (capace di sensazioni). L'essere umano, però è eccezione alla regola perché è la sola creatura che non sia caratterizzata da una specifica funzione temporale. Nel suo "cuore" egli concentra tutte le funzioni temporali in uno stato sovra-temporale.

Il cuore umano

Il cuore umano è un'importante caratteristica di base della filosofia riformata che caratterizza l'unicità e l'irriducibilità della creatura umana nell'ambito del cosmo. Non indica le sue emozioni e sentimenti, né l'intelletto o la ragione, non è la funzione temporale della fede, né è una "sostanza" (materiale o immateriale che sia). Il cuore è "il sé" del'essere umano, io suo "io" profondo, il punto in cui l'esistenza umana si concentra, il centro più profondo della nostra esistenza temporale. Il cuore è il punto dove l'essere umano trascende il tempo, è il centro religioso della sua esistenza. Come tale è la fonte sia della fede che del peccato, la radice di ogni pensiero, sentimento ed azione.

Il cuore umano è il fattore decisivo che determina il suo rapporto con Dio. Esso non è mai neutrale: o adora il Creatore oppure un qualche aspetto della creazione. Con la caduta nel peccato il cuore umano si è corrotto e diventa onte di ogni male come dice Gesù stesso: "Poiché dal cuore vengono pensieri malvagi, omicidi, adultèri, fornicazioni, furti, false testimonianze, diffamazione" (Matteo 15:19). Con la rigenerazione, però, quando una persona si ravvede dai propri peccati e ripone la sua fede in Cristo come proprio Signore e Salvatore, essa riceve "un nuovo cuore" disposto ad amare e servire Dio.

Il concetto di "cuore" supera il dualismo subentrato dall'arbitraria distinzione nell'essere umano di corpo e spirito/anima.

Per approfondire, vedi "cuore", e "tesi di antropologia cosmonomica".

Contributi ed obiezioni

La filosofia riformata ha dato importanti contributi allo sviluppo del pensiero filosofico in diversi campi: (1) l'identificazione delle motivazioni religiose di base di ogni pensiero teoretico e la contestazione del dogma della sua presunta autonomia ed oggettività; (2) la valorizzazione della "esperienza ingenua" come modalità cognitiva non inferiore al pensiero teoretico; (3) il sistema delle sfere di legge comporta promettenti implicazioni per la filosofia della scienza; (4) fornisce una sostanziale nuova critica del pensiero di Immanuel Kant; (5) la teoria del "cuore" comporta importanti implicazioni nella controversia mente-corpo.

Sono state sollevate numerose critiche a questa filosofia, sia nel suo insieme che nei suoi punti costitutivi. Fra queste critiche  si possono menzionare: (1) il carattere "confessionale" della teologia riformata la rende inaccettabile da chi non condivide i suoi presupposti e contesta la normatività della Bibbia come libro ispirato da Dio, soprattutto in forza dei risultati della moderna critica storico-letteraria ed i criteri ermeneutici utilizzati dai sostenitori di questa filosofia; il fatto stesso di mescolare espressamente filosofia ed una particolare posizione teologica ha suscitato più d'una perplessità; (2) il fatto che ha cambiato il significato della tradizionale terminologia filosofica rendendo difficile la comunicazione con chi sostiene filosofie diverse; (3) il suo carattere originale, unico nel suo genere, che si distanzia dall'approccio più comune alla filosofia.



Bibliografia

  • Il sito web dell'Associazione per la filosofia riformata, http://www.aspecten.org/content/over_srw/geschiedenis
  • Ronald H. Nash, Dooyeweerd and the Amsterdam Philosophy, Zondervan, Grand Rapids, Michigan, 1962. Recensione.
  • H, Dooyeweerd (1894-1977), in Studi di Teologia, nuova serie, anno VI, 1994/2, Padova, 1994.
  • M. Rubboli. La funzione della religione nella filosofia di Herman Dooyeweerd, in: Il metodo della filosofia della religione, a cura di A. Babolin, Padova, 1975, pp. 281-303.
  • P. Pagani, Filosofia e religione nel pensiero di H. Dooyeweetd (tesi di laurea), Università di Bologna, 1984-85.
  • John M. Frame, The Amsterdam Philosophy: A Preliminary Critique, Phillisburg, Harmony Press, 1972.
  • A. R. Kayayan, "La philosophie chrétienne de Herman Dooyeweerd, in La Revue Réformée, XXII, 1971 pp. 1-26.
  • Marcel Verbrug, Herman Dooyeweerd. Leven en werk van een Nederlands christen-wijsgeer. Tesi di dottorato all'università Libera di Amsterdam (4/10/1989), Barn, 1989, pp. 447.

Note


(1) Traduciamo con "Filosofia riformata" il termine originale olandese olandese: Reformatorische wijsbegeerte, reso in inglese con: Reformational philosophy. In inglese si fa l'utile distinzione fra "Reformed" (associato alle chiese riformate in quanto tali) e "Reformational" (associato al movimento dell Riforma protestante in generale). La filosofia particolare risultante è pure chiamata, sulla base dell'opera originale di Dooyeweerd: "filosofia dell'idea cosmonomica" (in olandese:de Wijsbegerte der Wetsidee), abbreviato in WdW, o anche "la Scuola di Amsterdam".
(4) A New Critique of Theoretical Thought (Edwin Mellen Press, 1997); 'In the twilight of western thought. Studies in the pretended autonomy of philosophical thought', (Philadelphia, Presbyterian and Reformed Publishing Company, 1960).
(5) Dooyeweerd 1997 Vol. 1.
(6) Dooyeweerd 1997 Vol. 2.