Storia del Gingo

Il testo che segue è stato redatto dal Luogotenente Federale nel 2008 quale introduzione ai "Documenti del Gingo", organica raccolta di norme e di risultati che viene in queste pagine pubblicata.

In attesa di un saggio storico più completo, le parole del Luogotenente ricostruiscono i primi vent'anni di Gingo.

La FIGG è onorata di pubblicarle qui.



Tutto ebbe inizio nel giugno del 1989, quando Fioranelli insegnò il gioco del Gingo a Dolci, Ferrario, Ferri e Montalto, lungo la strada che da Frascati conduce a Reggio Calabria. E così il demiurgo ed i Proto-ginghisti disputarono la mano primigenia. Questo evento viene ricordato come la Ludofania Reggina.

Nei mesi successivi i Proto-ginghisti ammaestrarono nel gioco le Genti atletiche tuscolane, principalmente gli appartenenti al Cinico’s Team ed al Mecozzi’s Group, e tra i sodali si distinsero per fervore partecipativo ed organizzativo Paoli, Tommasi di Vignano ed Ercolani.

Le prime regole codificate della Comunità del Gingo risalgono all’ottobre del 1989. In quel torno di tempo i Proto-ginghisti ed i loro sodali più vicini decisero che la pratica “agreste” del Gingo nel territorio dello stadio “8 Settembre” di Frascati dovesse lasciare il posto ad una più vigorosa organizzazione degli interessi ludici. Quindi venne istituita la Federazione Italiana Ginghisti Avvelenati, il cui primo atto fu l’approvazione del Regolamento del Gioco del Gingo, che conteneva la disciplina del gioco (articoli 1-7) e della prima manifestazione della Federazione, il Grand Prix (articolo 8).

Accanto alle regole scritte ne sorsero altre consuetudinarie. In primo luogo i singoli tornei del Grand Prix vennero sentiti da tutta la Comunità dei giocatori come eventi di grande portata tecnica e spirituale, perciò fu naturale l’attribuzione del titolo di Campionato del mondo ad ognuno di essi. In secondo luogo Diego Dolci, Alessandro Ercolani, Giorgio Ferrario, Fabrizio Ferri, Pierpaolo Montalto, Andrea Paoli, Sergio Tommasi di Vignano, furono riconosciuti quali guide indiscusse della Comunità per le qualità tecniche innate e lo spirito di partecipazione dimostrato. In virtù di ciò venne loro tributato il titolo di Padri Fondatori.

Iniziò così l’Età dell'Oro del Gingo e dei dieci mondiali in diciotto mesi nel Gingodromo Anagnino.

Poi la passione scemò per le difficoltà organizzative del torneo iridato, ma non scomparve del tutto e dopo un lungo periodo di completa inattività della Federazione, che va sotto il nome di Prima Glaciazione del Gingo, nel maggio del 1992, alcuni coraggiosi (Brunetti, Dolci, Ercolani, Ferrario, Ferri, Locci, Paoli, Tommasi) dichiarano di fatto chiusa l’esperienza della Federazione Italiana Ginghisti Avvelenati, ma soltanto perché ad essa succedesse la Federazione Italiana del Giuoco del Gingo (F.I.G.G.).

Il nuovo ente innanzitutto fece proprie le regole e le attività della Federazione Italiana Ginghisti Avvelenati ed istituì, inoltre, il Torneo Dal Negro, la cui agile formula, basata su riunioni di una sola partita, ridestò le sopite coscienze avviando il Rinascimento del movimento ludico.

Nel 1993 la Comunità conobbe il suo primo deciso allargamento al di là dei gruppi storici dell'atletica tuscolana con l'ingresso di De Bonis e degli Ercolani’s Boys. L’evento, conosciuto come Prima Migrazione dei cani morti, indusse i rappresentanti della Comunità a riordinare le regole codificate e quelle consuetudinarie, che si erano sovrapposte le une alle altre nel corso degli anni. Pertanto, nel dicembre del 1993, in occasione dell’undicesimo mondiale, venne approvato lo Statuto della Federazione ed il Regolamento delle Partite Ufficiali del Gingo dei Professionisti. Il primo, disciplinando i rapporti tra i componenti del gruppo, riaffermava il ruolo centrale ed autoritativo dei Padri Fondatori, che si costituivano in Consiglio dei Garanti dell'Ortodossia del Gingo. Il secondo delineava la disciplina base di ogni partita di Gingo. La normazione del Grand Prix e del Campionato del mondo veniva lasciata all'articolo 8 del vecchio regolamento, mentre il Torneo Dal Negro continuava a fondarsi sugli accordi verbali del 1992.

Seguirono anni di grande fermento agonistico grazie ad una attenta programmazione delle manifestazioni, che offriva con cadenza annuale il Campionato del mondo ed il Torneo Dal Negro a coloro che invocavano il gioco.

Anche questa seconda età felice del Gingo passò, altre faccende occupavano la vita dei Ginghisti e, dopo un ultimo Torneo Dal Negro nel 1997 ed una conclusione stanca ed arruffona del Grand Prix nel gennaio del 1998, ebbe inizio la Seconda Glaciazione del Gingo che portò ad un letargo interminabile delle attività ludiche.

Nel 1999 una serie di fortunate circostanze consentì la ripresa delle attività federali. Infatti alcuni giovanotti di belle speranze e poco talento per le carte, i Ballero’s Boys, passarono sotto le cure atletiche del Montalto, dimostrando nel contempo una certa attrazione per il Gingo. Lentamente il gioco riprese sotto forma di esibizioni e partite didattiche e prendendo spunto dalla ricorrenza del decimo anno di fondazione della Federazione, il Consiglio indisse una nuova edizione del Campionato del Mondo, affinché anche i neofiti potessero provare l’ebbrezza della sfida nell'arena. Capitale innovazione fu l’introduzione della formula a quindici giocatori, che forse non premia il livello tecnico dei partecipanti, ma sicuramente compensa l’occhio e l’orecchio dello spettatore di fronte ad una così nutrita schiera vociante di competitori.

Nel 2000, alla luce degli eventi accaduti nel Decennale della Federazione, risultò indifferibile una più completa e razionale sistemazione delle regole comunitarie, che vennero ripartite in due grandi aree: da un lato quelle che afferiscono all’assetto fondamentale della Comunità, i suoi fini, i diritti ed i doveri dei componenti del gruppo sociale, l’organizzazione dello stesso, ovvero le Regole Fondamentali della Federazione; dall'altro quelle più propriamente tecniche che presiedono allo svolgimento del gioco, cioè il Regolamento Generale del Giuoco del Gingo.

Le Regole Fondamentali, sebbene continuino ad attribuire l’assoluta potestà d'imperio al Consiglio nella gestione ordinaria delle cose del Gingo, peraltro riconoscono il concorso di tutti i componenti della Comunità nella modificazione delle norme che reggono l’assetto fondamentale del gruppo. Inoltre per la prima volta vengono definiti in modo chiaro ed oggettivo i criteri in base ai quali un giocatore è considerato Ginghista e quali sono i suoi diritti e doveri.

Il Regolamento Generale è a sua volta suddiviso in due parti: una che spiega il funzionamento della partita; l’altra che riguarda i tornei, ovvero quei complessi di partite tra di loro coordinate al fine di assegnare un titolo.

Quanto alle regole della partita si è fatto luogo anche in tal caso ad una dicotomia: da una parte le disposizioni sul gioco vero e proprio, cioè le nozioni fondamentali per capire cosa sia una singola mano di Gingo e le sue ripartizioni interne (servizio, asta, chiamata, gioco delle carte) ed il modo in cui si rapportano le mani (punti e tempo di gioco); dall’altro l'insieme di regole organizzative che attengono a tutte quelle attività preparatorie, direttive, di controllo senza le quali la partita non potrebbe avere luogo (assegnazione dei posti, redazione del verbale, controllo del risultato, risoluzione delle questioni insorte durante il gioco).

I tornei, invece, accanto ad una disciplina generale sul diritto di partecipazione, sull’istituzione dei tornei, l’indizione delle singole edizioni e sulla normativa applicabile in caso di lacune, prevedono capitoli dedicati specificatamente alle varie tipologie di manifestazioni previste: il Campionato del mondo, prototipo del torneo ad eliminazione diretta, che si esaurisce in una sola riunione; il Torneo Dal Negro, classico torneo a girone unico, articolato su più riunioni; il Grand Prix, torneo composto da tornei.

Dopo sette edizioni del Campionato del mondo, disputate tra il 1999 ed il 2002, una Terza Glaciazione si abbatté sul Gingo e nessuna attività federale ebbe più luogo fino al luglio del 2005, quando il Consiglio con un ultimo grande sforzo per salvare i destini del Gingo dall’oblio, portò ai tavoli del Paladolci tutti gli uomini a sua disposizione sul territorio nazionale, sottraendo per l'occasione dai suoi ozi agonistici Senzacqua, primo campione del mondo in pensione da sette anni!

Subito dopo l’agone iridato, Dolci e Paoli si riunirono in Comitato Legislativo Straordinario, per sistemare definitivamente il Corpus normativo con il beneplacito degli altri Consiglieri. Nacque così la raccolta degli Usi del Consiglio, ovvero l’insieme di comportamenti, prassi e precedenti che nel corso del tempo hanno contraddistinto il modo in cui l’Alto Consesso ha provveduto ad adottare le proprie decisioni.

L’altra novità introdotta dal Comitato è stata la stesura delle Norme sui Registri della Federazione, che stabiliscono quali sono i registri federali, il loro contenuto e le loro modalità di redazione. I Registri dei Ginghisti, dei Giocatori, dei Tornei e della Classifica A.G.P. svolgono l’insostituibile funzione di dare certezza ai fatti rilevanti nella vita della Federazione, stimolando lo spirito competitivo degli agonisti, i vincoli di solidarietà tra i Ginghisti e la salvaguardia della loro memoria storica. Spetta ora al Segretario Generale provvedere alla loro pubblicazione.

Un doveroso cenno spetta ai Ginghisti dell’ultima migrazione per aver dato vita a quella manifestazione parafederale che va sotto il nome di Torneo Modiano, grazie al quale la pratica del gioco rimane viva nel corso dell’anno pur nella rarefazione degli incontri mondiali.

L’ultimo Campionato del mondo è stato disputato pochi mesi or sono e non si è ancora spenta l'eco degli applausi che hanno salutato il ritorno nell'arena di Costantini dopo quattordici anni di assenza ed il quarto titolo di Montalto, conquistato al termine dell’edizione di maggiore spessore tecnico della storia federale, eccettuando forse il mondiale del dicembre 1989.

Non è dato sapere come volgeranno in futuro le fortune del gioco, i Ginghisti vivono ormai il loro tempo in luoghi diversi, in modo diverso e coltivando diversi interessi, ma è certo che si riuniranno ancora una volta per disputare il Campionato del mondo, forse l' ultima.

 

Diego Dolci, Luogotenente Federale

Frascati, Anno Domini 2008

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