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Regolamento delle partite ufficiali del Gingo dei Professionisti (1993)

1. Svolgimento del gioco.

Si gioca in cinque con otto carte a testa secondo le regole della Briscola per ciò che attiene al valore dei semi e delle carte e del sistema di punteggio.

Ogni partita si divide in più mani che constano di un'asta e di una fase di gioco nella quale il chiamante ed il suo compagno, per vincere, devono realizzare i punti dichiarati nell'asta.

 

2. Arbitri del gioco.

I giocatori sono anche arbitri e decidono immediatamente su ogni controversia affidata alla loro risoluzione.

Non si esclude la presenza di giudici esterni.

 

3. Silenzio.

Il gioco si svolge in silenzio e senza compiere gesti che consentano di individuare o presumere, anche erroneamente, chi sia il compagno.

 

4. Posti di gioco.

I giocatori, disposti casualmente intorno al tavolo, sono serviti di una carta: chi ha quella più alta, a partire dal re, rimane dove si trova mentre gli altri si dispongono alla sua destra secondo il valore della loro carta.

 

5. Servizio.

Il giocatore che vince l'assegnazione dei posti serve per primo a partire dalla sua destra.

Il mazzo procede in senso antiorario.

 

6. Teste di serie.

Quando si disputano turni di qualificazione si scelgono per ogni batteria delle teste di serie tratte dall'ordine di merito della classifica A.G.P. (Association of Gingo's Players).

 

 

7. Distacco percentuale.

Quando il numero delle batterie non consente il passaggio, da ognuna di esse, di un numero eguale di giocatori per la finale, accanto ai qualificati di diritto in ragione del numero delle batterie accedono alla finale coloro che hanno ottenuto un punteggio che in termini di percentuale è più vicino al risultato del vincitore della batteria.

La regola si applica solo tra giocatori classificati nella stessa posizione in batterie diverse.

 

8. Sostituzioni.

Il giocatore che, dopo aver acquisito il diritto di giocare una finale, non vi partecipa, è escluso dalla classifica finale dell'incontro.

Al qualificato di diritto subentra il primo dei non qualificati di diritto della sua batteria.

Il ripescato è sostituito dal migliore degli esclusi che non appartiene alla batteria di colui che rinuncia.

 

9. Finale dei secondi.

Se non si disputa la finale dei secondi, gli eliminati sono classificati, a parità di posizione di batteria, secondo il distacco percentuale.

 

10. Tempo di gioco.

Una partita dura due ore.

Previo accordo la finale dei secondi può essere più breve, ma non inferiore alla metà del tempo normale.

I giocatori non possono conoscere lo scorrere del tempo e sono avvertiti del suo scadere da suonerie o da terzi.

Se il tempo scade mentre è in corso una mano, questa viene terminata. La mano è in corso quando l'asta è aggiudicata. Fa eccezione la mano chiamata a centoventi.

Se vi sono rilevanti sospensioni di gioco, a richiesta si disputa una mano di recupero a meno che il congegno di misurazione del tempo non possa essere fermato durante la sospensione della partita.

 

11. Verbale della partita.

Risponde a finalità pratiche, storiche e statistiche. Fa fede di quanto avvenuto in partita.

Contiene: nomi dei giocatori; turni di servizio; per ogni mano: chiamante, chiamato, punteggio dichiarato, esito; punteggi: parziali e totali.

 

12. Asta.

E' la prima fase di una mano, ovvero l'insieme delle dichiarazioni dei giocatori sul numero di punti che ritengono di ottenere, e termina quando è dichiarato un punteggio tale da scoraggiare ulteriori rialzi dello stesso entro i tre colpi del banditore (giocatore o terzo).

 

13. Chiamante.

Il giocatore che si aggiudica l'asta:

a) decide il seme di briscola;

b) chiama la briscola più alta che non è in suo possesso;

c) può chiamare una briscola che ha in mano, ovvero si chiama da solo e se vince raddoppia i punti dichiarati

d) apre la mano.

 

14. Compagno.

Detto anche chiamato, è colui che ha la briscola chiamata. Concorre con il chiamante al raggiungimento del punteggio dichiarato da quest'ultimo.

Non può manifestare la sua condizione esplicitamente se non calando la carta chiamata.

 

15. Punteggio della mano.

Nel caso di vittoria del chiamante e del suo compagno questi ottengono i punti dichiarati, mentre gli altri giocatori non hanno diritto ad alcun punteggio.

In caso di sconfitta della coppia chiamante i due giocatori saranno penalizzati dei punti pari alla differenza tra quelli fatti e quelli dichiarati, mentre ognuno degli altri giocatori avrà diritto ai punti complessivamente conquistati.

 

16. Punteggio della partita.

E' dato dalla somma dei punteggi delle singole mani.

 

17. Chiamata proditoria.

E' fatta da un giocatore, generalmente in condizioni precarie di classifica, allo scopo di perdere la mano e rendere critica la posizione di classifica del compagno nella speranza di ingenerare un clima di tensione che sfoci in chiamate di rappresaglia indiscriminata comportanti il sovvertimento della classifica.

E' fatta valere al termine della mano da chi vi ha interesse ed il giudizio è attribuito insindacabilmente ai giocatori non chiamati.

Sanzione:

a) duecento punti di penalità più i punti persi nella mano;

b) un punto nella classifica generale del torneo.

La mano viziata è annullata.

 

18. Rialzo d'asta sleale.

Quando un giocatore, nel tentativo surrettizio di rialzare il punteggio necessario agli altri per avere diritto a chiamare, è costretto ad aggiudicarsi l'asta, si ha il rialzo d'asta sleale.

Il giudizio sul comportamento temerario è chiesto dall'interessato e spetta insindacabilmente ai giocatori non chiamati.

Sanzione:

a) ammissione spontanea prima della mano.

prima infrazione: 50 punti

seconda infrazione: 70 punti

terza infrazione: 100 punti

b) giudizio a posteriori:

penalità del punto a) più i punti persi nella mano.

La mano è annullata e ripetuta.

Questa regola si applica solo per chiamate superiori a settantadue punti.

 

19. Integrazioni.

In caso di dubbi o lacune si ricorre:

a) ai principi generali del Gingo;

b) alle regole organizzative dei tornei;

c) alle consuetudini di gioco e ai precedenti.

 

20. Modifiche al regolamento.

Sono decise, disciplinate ed emanate dal Consiglio dei Garanti dell'Ortodossia del Gingo.

 

Approvato dal Consiglio dei Garanti dell'Ortodossia del Gingo

nella riunione organizzativa del Secondo Torneo invernale.

Frascati, 19 settembre 1993.

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