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Massimo Borgatti (Esperio)



Massimo Borgatti
 
 



Vittime.. Guerrieri.. e Srotolatori di Paesaggi
Come in un gioco di scatole cinesi ci accorgiamo che, ad ogni risveglio, corrisponde un’illusione, in attesa di un risveglio successivo e di un’altra, più ampia illusione.

La vittima dorme sulla sua isola del Tonal, isolata e circondata al tempo stesso. Fa sogni cupi, nei quali ogni cosa è separata dall’altra, in questi spazi di separazione brucia la propria energia e il proprio potenziale di realizzazione. La vittima dorme, sogna e nel suo sogno le responsabilità, le colpe, le cause degli effetti che essa sente su di sé, sono attribuibili a fattori esterni.

Dorme la vittima, sogna, si logora, percorre spirali di contrazione, perde ogni giorno potere personale. Il suo destino è già scritto, non c’è libertà nella sua vita.


Arriva poi il momento del fatidico risveglio, un risveglio graduale e faticoso. Le forze d’inerzia che vorrebbero la vittima ancora addormentata, sono dentro e fuori di lei ma essa sceglie finalmente di non auto commiserarsi e inizia gradatamente ad assumersi la responsabilità di ogni disequilibrio interiore, di ogni limite che essa stessa pone alla propria espressione e alla propria percezione. La vittima si sveglia e nasce il guerriero.

Il guerriero, combattendo una quotidiana lotta contro il proprio ego, acquisisce poco per volta lucidità e potere personale. Ogni piccola vittoria incrementa il suo potere personale; egli usa la propria impeccabilità come linea guida, come arma e come obiettivo quotidiano. Ha finalmente l’opportunità di percorrere spirali espansive. Il cammino del guerriero è faticoso, richiede dedizione assoluta e spesso porta verso la solitudine: già, perché l’impeccabilità non sempre è socialmente gradevole.

Se il guerriero lotta per la perfezione anziché lottare con impeccabilità, presto o tardi creerà dei disequilibri energetici che, in attesa di essere risolti, bloccheranno il suo cammino. Di fronte a questi incidenti di percorso, il guerriero esperto, può rendersi conto di essersi nuovamente recluso in un sogno. Un sogno più ampio, più lusinghiero e più difficile da infrangere.Il guerriero lotta per la conquista di se stesso, una lotta che può durare una vita. La lotta stessa diventa un nuovo sogno capace di ottenebrare la lucidità e di precludere gli orizzonti successivi.  Il sogno del guerriero è quello della perfezione. Confondere impeccabilità con perfezione è una trappola mortale, perché ci inchioda a un senso infinito d’inadeguatezza e di frustrazione, lasciandoci guerrieri a tempo indeterminato.

Il risveglio del guerriero è quell'attimo magico nel quale, dopo anni di battaglie, conficchiamo a terra la spada e ci sediamo alla sua ombra.

Uno squarcio di nuova consapevolezza si accende dentro di noi: non c’è più bisogno di lottare. Il nemico è finalmente allo scoperto: conosciamo alla perfezione ogni sua mossa e ogni suo punto debole. Abbiamo percorso in lungo e in largo il campo di battaglia. Le nostre armi sono affilate e la nostra arte del combattimento è sopraffina. Non serve altro. Non serve vincere. È stato sufficiente prepararsi alla vittoria, ora dobbiamo solo accettarla.


Il veggente o srotolatore di paesaggi è colui il quale accetta di avere già vinto. Può farlo solo perché ha conosciuto fino in fondo il proprio potere e i pericoli annidati nella propria mente. Sa, non perché lo ha letto o sentito dire ma perché lo ha vissuto in prima persona, di essere l’unico artefice del proprio destino. Riconosce di essere la causa prima di ogni sua sconfitta e di ogni sua fatica; riconosce di essere l’artefice di ogni proprio successo e di ogni propria soddisfazione. Che senso ha allora combattere?

Il momento vero nel quale smettere di combattere va riconosciuto con lucida consapevolezza: smettere un attimo prima ti farebbe scivolare indietro, lungo spirali di contrazione, perderesti potere personale; sarebbe tutto da rifare.

Il guerriero è pronto al risveglio quando ha esercitato fino in fondo le quattro padronanze fondamentali:

à la padronanza dell’intento (o energia),

à la padronanza della consapevolezza,

à la padronanza della trasformazione,

à la padronanza del sentire.

[Testo tratto da "SCIAMANAGER. L’avventura del manager nel paradigma dell’energia"]
 
Numero partecipanti minimo/massimo: 
massimo 50 persone
 
Oudoor/Indoor
indoor


 


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