Luoghi

             

        
        
   


L’Estremadura è una comunità autonoma della Spagna centro – occidentale formata dalle due province di Cáceres e Badajoz. La capitale è Merida, terza città della regione.

Confina con la Castiglia e León a nord, con la Castiglia – La Mancha a est, con il Portogallo ( regioni Alentejo e Centro ) ad ovest e 

con l’Andalusia a sud.

E' attraversata da due dei principali fiumi spagnoli : il Tago e la Guadiana, che alimentano, lungo il loro corso, invasi artificiali che rappresentano delle risorse idriche importanti. Nonostante ciò la stagione estiva in Estremadura è molto calda ed arida e le correnti ascensionali di aria calda permettono la presenza di una quantità impressionante di cicogne, aironi, rapaci ed avvoltoi.



Nell’aprile del 1991, allegato al numero 120 della rivista " Airone " , vi era un poster dell’Estremadura. Sul fronte erano illustrate e descritte brevemente 33 mete naturalistiche della regione spagnola. Sul retro i disegni e la descrizione di alcuni degli animali più importanti, in particolare uccelli, che si possono osservare nel territorio dell’Estremadura.

Dato che questa carta è ormai quasi impossibile da reperire ( forse su ebay si può trovare una copia usata a pochi Euro ), basandomi su di essa vorrei provare a ricostruire un percorso di visita naturalistica riprendendo le 33 mete descritte nella carta con le relative descrizioni.


     La carta di  "Airone"
        
         
            
       
                                                                                   




Il  viaggio


Ho immaginato la visita a queste 33 mete naturalistiche giungendo da Cordoba e quindi partendo dal sud dell'Estremadura. Appena lasciata l'Andalusia si giunge a Granja de Torrehermosa e a Llerena. Da qui inizia un percorso tortuoso da sud a nord attraverso il territorio dell' Estremadura che tocca tutte le mete descritte nella carta di "Airone",  per poi lasciare la regione a Navalmoral de la Mata in direzione di Madrid o Toledo.

N.B. Le seguenti descrizioni delle 33 mete sono prese alla lettera dalla carta citata. Naturalmente dalla pubblicazione della carta sono passati più di 25 anni, molte situazioni ambientali potrebbero essere cambiate, ma questo forse potrebbe essere uno stimolo ancora maggiore per farsi un bel viaggio in questa bellissima regione e verificare lo stato delle cose.


  1.  Tutta la piana arida su entrambi i lati della strada da Granja de Torrehermosa a Llerena ospita forti popolazioni di otarda e gallina prataiola, occhione, ganga e grandule, oltre all'albanella minore e a qualche coppia di nibbi bianchi. Durante l'inverno vi sosta qualche migliaio di gru.
  2. Proseguendo verso occidente si giunge a Jerez de los Caballeros. La presenza di aree di bosco maturo nei dintorni del centro abitato crea un ambiente molto importante per la nidificazione della cicogna nera ( una decina di coppie ) e dei rapaci ( nibbio bruno e reale, biancone e aquila minore ).
  3. Sempre proseguendo verso occidente si giunge a Villanueva del Fresno. L'ondulata regione di pascoli, dehesa e campi di frumento a nord della cittadina, nei pressi del confine portoghese, è interessante soprattutto per l'abbondanza di specie della steppa ( otarda, occhione, gallina prataiola, pernice di mare, ganga, grandule ), oltre che come quartiere di svernamento per migliaia di gru.
  4. Ora fiancheggiando il confine col Portogallo si sale verso nord sino a Badajoz, capoluogo di provincia. A sud - ovest della città, dove il Rio Guadiana segna il confine con il Portogallo, lembi di foresta ripariale ospitano la maggiore colonia spagnola di airone guardabuoi  ( oltre 5.000 coppie ), più qualche coppia di nitticore e garzette.
  5. Prendendo verso est per Mérida si giunge ad Isla de Aljucén. E' un isolotto al centro del Rio Guadiana, alla periferia di Mérida. Ospita centinaia di aironi guardabuoi      ( intorno alla città ne nidificano almeno un migliaio ) ;  in acqua visibili anche svassi, folaghe e anatidi. Cicogne bianche e colonia di grillai nel centro della città.
  6. Presso Mérida si trova l' Embalse de Cornalvo ( Parco Naturale ) : un invaso artificiale di origine romana, bello e solitario. Intorno, pascoli e coltivi, e distese di  dehesa . Molte cicogne, albanelle minori, qualche coppia di nibbi bianchi. In inverno accoglie anche la gru.
  7. Da Mérida ci si dirige a est verso La Serena , una regione di piane aride ondulate, spoglie e poco abitate. Forse la più importante area di Spagna per le specie della steppa :  vi nidificano migliaia di galline prataiole, occhioni, ganga,centinaia di otarde, grandule, albanelle minori, e qualche piccola colonia di pernici di mare.   Durante l'inverno inoltre ospita gru, pavoncelle e pivieri a migliaia.
  8. Nei pressi si trova la cittadina Cabeza del Buey. Colline e dehesa intorno alla cittadina sono interessanti soprattutto per la presenza della cicogna nera, oltre che di vari rapaci diurni. Importante quartiere di svernamento per la gru.
  9. Da Cabeza del Buey si sale sino all'Embalse de Orellana . La zona intorno all'invaso e la vicina Sierra de Pela ospitano tra l'altro almeno un migliaio di coppie di  aironi guardabuoi, la cicogna nera e la cicogna bianca. E' una importantissima area di svernamento per la gru  ( oltre 3000 esemplari ) e per diverse specie di uccelli      acquatici.
  10. Poco oltre si giunge all'Embalse de Garcia de Sola. Questo invaso artificiale è una meta di eccezionale interesse per il birdwatcher. Basta parcheggiare l'auto in un'area da pic-nic nei pressi della diga e guardare sopra di sé per assistere a un andirivieni di grifoni, capovaccai, aquile reali, nibbi bruni e reali, cicogne nere in una atmosfera di assoluta, primordiale tranquillità.
  11. Ancora poco oltre vi è l'Embalse de Cijara, riserva nazionale di caccia ai confini con la Castiglia. E' un'area di nidificazione per la cicogna nera, l'aquila reale, il gufo reale, il grifone ed il capovaccaio.
  12. Proseguendo in direzione di Logrosan e ai piedi della Sierra de Guadalupe, si punta su Zorita. Nella campagna a pascolo arborato e a cereali nidificano oltre 3000 aironi guardabuoi, centinaia di otarde, di galline prataiole e di occhioni, oltre alla pernice di mare e alla grandule. Numerosissimi i rapaci :   nibbio bruno, reale e  bianco, biancone ( almeno 50 coppie ), albanella minore ( un centinaio di coppie ), grillaio e aquila minore.   E' anche una importante area di svernamento per centinaia di gru.
  13. Trujillo. La cittadina, particolarmente interessante dal punto di vista storico e architettonico, per i palazzi costruiti dai fratelli Pizarro e dagli altri conquistadores  con le ricchezze accumulate nelle terre americane, ospita decine di coppie di cicogne e una numerosa colonia di grillai. Anche la campagna intorno ha grandi attrattive :  nibbio reale e bianco, aquila minore e albanella minore, e le specie tipiche della steppa, dall'otarda alla gallina prataiola, dall'occhione alla ganga e  alla grandule. Frequentissima la gazza azzurra.
  14. Da Trujillo si raggiunge a nord il Parco naturale del Monfragüe dove conviene fermarsi qualche giorno. Circa 18.000 ettari di colline boscose e invasi artificiali che proteggono la lince, la genetta e la mangosta, nidificazioni di grifone, avvoltoio monaco ( è la maggiore colonia di Spagna ), capovaccaio, aquila imperiale, reale, minore e del Bonelli, falco pellegrino, gufo reale, cicogna nera.
  15. Villareal de San Carlos. Il villaggio ospita un centro di informazioni del parco e può offrire una spartana possibilità di alloggio da cui visitare il Monfragüe. E' sorvolato spesso dai rapaci della zona.
  16. Portilla del Tiétar. Una stretta gola con erte pareti di roccia dove il Tiétar si unisce al Tago, nel territorio del Parco naturale del Monfragüe. Interessante soprattutto    per la presenza di alcuni nidi di capovaccaio e di cicogna nera, visibili agevolmente anche dalla strada.
  17. Castillo del Monfragüe.    Ruderi di un castello arabo e una piccola cappella di fronte alla parete del Peñafalcòn, all'inizio del lungo crinale della Sierra de las  Corchuelas. Eccezionale punto panoramico. Nelle ore giuste, vi sfilano accanto gli avvoltoi e i rapaci che vengono a prendere le termiche contro le rocce scaldate  dal  sole e poi veleggiano verso le zone di caccia. Sono possibili osservazioni emozionanti di tutti i rapaci presenti nella zona.
  18. Peñafalcòn. Grandiosa parete a picco sul Tago, sulla quale nidificano numerosi grifoni, alcuni capovaccai e almeno una coppia di cicogne nere.        
  19.  Da Trujillo a Cáceres. Questa piana ondulata a pascolo, con lembi di dehesa e di gariga, è la zona dove più abbonda l'otarda ( quasi un migliaio di coppie ). Sono numerosissimi anche gli altri uccelli della steppa, gallina prataiola, occhione, ganga e grandule, e facili da vedere la ghiandaia di mare e il gruccione, per tacere di specie più piccole come la cappellaccia, lo strillozzo, la monachella.
  20. Cáceres. Forse nessuna città europea di tali dimensioni ( circa 70.000 abitanti )  è altrettanto ricca di fauna. Tetti, torri e campanili ospitano. oltre a taccole e rondoni, nidi di cicogna bianca e una colonia di grillai. La campagna intorno offre 2.000 coppie di aironi guardabuoi, aquile minori, nibbi bruni e albanelle minori, oltre a occhioni, galline prataiole e decine di coppie di ganga e di grandule. Anche qui a Cáceres conviene sostare  per qualche giorno per visitare i dintorni che offrono  luoghi interessanti.  
  21. Da Cáceres si prende la strada per Torrequemada sino a giungere all' Embalse del Salor. E' uno stagno artificiale interessante per l'avifauna che lo frequenta :   ( cavaliere d'Italia, airone guardabuoi, tuffetto ), per le due specie di tartaruga palustre ( Emys orbicularis e Mauremys caspica ), e, nei dintorni, per la presenza del gatto selvatico, della pernice di mare e della grandule, del nibbio bianco, di numerose upupe e gazze azzurre. Facile osservare civette e conigli selvatici.
  22. Si prosegue sino ad Alcuéscar e si prende La E803 per Cáceres sino ad Herguijuelas un castello circondato da una vasta tenuta dove nidificano aironi cenerini,  cicogne bianche, nibbi bruni e anche l'aquila minore, visibili in volo dalla strada.                                                                           Cinque chilometri a nord, i torrioni smozzicati di un altro castello diroccato ospitano decine di nidi di cicogna bianca.
  23. Ermita de Nuestra Señora de la Luz. Nei pressi di Arrojo de la Luz, è una piccola costruzione bianca tra gli alberi di una splendida dehesa dove pascolano cavalli bradi.  Tutt'intorno è facile osservare specie come la gazza azzurra e il gruccione, il nibbio e la civetta, ma anche l'aquila minore e il cuculo dal ciuffo.
  24. Sierra de San Pedro. Selvaggia catena montuosa coperta dalla tipica vegetazione mediterranea, ancora ben conservata. E' presente anche la lince. Vi nidificano  avvoltoio monaco, capovaccaio, nibbio reale e bianco, aquila imperiale, minore e del Bonelli, gufo reale e cicogna nera.
  25. Cuatro Lugares. L'area di pascoli aridi a nord di Cáceres è importante soprattutto per la presenza di specie tipiche della steppa, con un paio di centinaia di otarde e      duemila galline prataiole. Nelle zone alberate frequente il cuculo dal ciuffo. D'inverno l'area ospita oltre un migliaio di gru. Presso Monroy una colonia di cicogna         bianca nidifica su alcuni pini di fianco alla strada.
  26. Salendo ancora in direzione nord si giunge all' Embalse de Alcántara, grande invasa artificiale circondato da steppe a pascolo intervallati a macchia, dehesa e oliveti.   Primaria area di nidificazione per per cicogna bianca e cicogna nera, rapaci  ( nibbio bruno, aquila minore, albanella minore e grillaio ), gallina prataiola e occhione.  Vi svernano cormorani e gru.
  27. Salendo verso Coria si giunge al Ponte di Alconétar. Ciò che resta di un manufatto romano che scavalca un'ansa dell'Embalse de Alcántara, spesso asciutta. Fino a  pochi anni or sono una coppia di cicogne nidificava proprio sul rudere. Intorno l'ambiente è splendido, ed è facile osservare garzette e cavalieri d'Italia, nibbi e, a  volte, la cicogna nera.
  28. Proseguendo ancora a nord e poi a ovest si può visitare il Canchos de Ramiro, uno sperone roccioso alla confluenza del Rio Arrago e del Rio Alagón, che formano una profonda gola raggiungibile con una sterrata disagevole che si stacca dalla strada comunale Ceclavin - Portaje.   In alto roteano grifoni, capovaccai, corvi imperiali e lungo le pareti di roccia sfrecciano aquile del Bonelli, aquile minori e falchi pellegrini in caccia.
  29. Embalse del Borbollón. Invaso artificiale a nord di Coria con un'isola ( riserva ornitologica ) dove nidificano più di mille coppie di aironi guardabuoi, oltre ad aironi  cenerini, garzette e nibbi bruni. Intorno cicogna bianca, nibbio bianco, otarda, ganga. Area di svernamento per centinaia di gru e diverse migliaia di pittime reali.            La strada che costeggia la diga, presso El Fresno, consente ottime osservazioni con l'ausilio di un potente cannocchiale.
  30. Poco più a nord si trova la Sierra de Gata. Compresa in parte nel territorio dell'Estremadura, questa catena montuosa ai confini con il Portogallo ospita ancora la  lince e nidi di cicogna nera, aquila imperiale, aquila minore, falco pecchiaiolo e avvoltoio monaco.
  31. Embalse de Gabriel y Galán. Invaso utilizzato per l'irrigazione e la produzione di energia elettrica, circondato da piantagioni di pino, dehesa ( pascolo con querce   rade )  e macchia. Presenti la lince e la cicogna nera. Area di svernamento per la gru e il piviere dorato.
  32. Ritornando verso sud arriviamo a Plasencia. Anche questa cittadina monumentale nella parte più settentrionale dell'Estremadura ospita nel suo borgo storico una colonia di grillai che nidificano sui tetti e negli anfratti delle antiche mura e cacciano nella campagna circostante.
  33. Scendendo ancora in direzione sud - est ci si dirige verso l'ultima delle 33 mete naturalistiche :  l' Embalse de Valdecanas. E' un invaso artificiale sul tago circondato da campagne coltivate, boschi ed aree incolte. Oltre alle onnipresenti cicogne bianche, vi nidificano alcune coppie di cicogna nera e di albanella minore. Migliaia di cormorani svernanti.


          Tappe da 1 a 8                                                     Tappe da 9 a 13                                                   Tappe da 14 a 28                                                Tappe da 29 a 33
                  



                                                                                            

         
         

Esempi da seguire. Vitoria Gasteiz European Green Capital 2012 : una città assediata dal verde

Anillo Verde de Vitoria-Gasteiz - ¿Qué es el Anillo Verde?

Anillo Verde de Vitoria-Gasteiz


Presentación | Historia | Información técnica



El Anillo Verde es un conjunto de parques periurbanos de alto valor ecológico y paisajístico enlazados estratégicamente mediante corredores eco-recreativos.

Es el resultado de un ambicioso proyecto que se inició a comienzos de los 90 del siglo pasado con el objetivo principal de restaurar y recuperar la periferia de Vitoria-Gasteiz, tanto desde el punto de vista ambiental como social, para crear una gran área verde de uso recreativo en torno a la ciudad.

Después de más de 18 años trabajando en el proyecto, durante los cuales se han llevado a cabo importantes actuaciones de restauración ecológica y paisajística de zonas degradadas y de acondicionamiento para el uso público, el Anillo Verde cuenta actualmente con 6 parques: Armentia, Olarizu, Salburua, Zabalgana, Zadorra y Errekaleor. No obstante, en la periferia de la ciudad quedan todavía algunas zonas degradadas pendientes de recuperación y está por completar el sistema de conexiones que enlazará unos espacios con otros a través de sendos corredores ecológicos.

Una vez que la red de parques se complete, el Anillo formará un continuo que podrá recorrerse cómodamente a pie o en bicicleta.

Anillo Verde

Anillo verde

Posee una gran diversidad de ambientes que atesoran en conjunto una notable riqueza naturalística. Bosques, ríos, humedales, praderas, campos de cultivos, sotos y setos son una muestra de los variados ecosistemas que coexisten en la periferia urbana, algunos de ellos internacionalmente reconocidos por su elevado valor ambiental, como es el caso de los humedales recuperados de Salburua o el ecosistema fluvial del río Zadorra.

Desde el punto de vista social y de uso público, el Anillo Verde ofrece excelentes posibilidades para el paseo, el ocio y el disfrute en contacto con la naturaleza y es un espacio ideal para la realización de actividades e iniciativas educativas y de sensibilización ambiental.

Situados a escasa distancia de Vitoria-Gasteiz, desde el centro de la ciudad se puede acceder fácilmente a los parques del Anillo a pie o en bicicleta a través de sendas urbanas recientemente habilitadas.

Datos de interés
  • Año de creación: 1993.
  • Superficie actual: 727 has.
  • Superficie total prevista: 993 has.
  • Parques actuales: Armentia, Olarizu, Salburua, Zabalgana, Zadorra y Errekaleor.
  • 79 km de itinerarios peatonales y ciclistas.
  • El parque de Salburua fue declarado Humedal de Importancia Internacional por el Convenio Ramsar en 2002.
  • Salburua y el río Zadorra fueron declarados zonas LIC e incluidos dentro de la Red Natura 2000 en 2004.