LA MUSICA E IL NAZISMO

La musica fu, per diverse ragioni, un elemento fondamentale della                             politica    culturale    nazista; nella  storia   tedesca, infatti,essa ha sempre avuto un ruolo importante nella vita sociale.                                                                                                                                     
Il nazismo sfruttò questa situazione per fare della musica un elemento fondante dell’identità nazionale, tanto da arrivare a mescolare, nell’iconografia, un simbolo nazista come l’aquila, con un organo ( la scritta dice “Germania, terra della musica”).  Di conseguenza, il regime nazista creò un’organizzazione formidabile della vita musicale facendone una potente ed efficiente macchina di propaganda.                                                                                        
L’elemento costante della politica nazista fu quello di esaltare la purezza della cultura tedesca, e distruggere tutto ciò che si  pensasse potesse inquinare tale purezza. Le funzioni della musica erano per lo più legate all’esaltazione della forza e della gloria della Germania, all’amore per la purezza della cultura tedesca e alla valorizzazione dell’ideologia di razze superiori sulle inferiori L’intera attività musicale fu regolata attraverso la Reichmusikkammer, un’istituzione che aveva il compito di dirigere, controllare ed eventualmente censurare la vita musicale del Reich. Oggetto degli attacchi nazisti erano quindi il jazz perché appartenente ad cultura inferiore, la dodecafonia, le canzoni del cabaret e qualunque altra musica che non rientrasse nella tradizione dei grandi autori tedeschi.
Ma qual era secondo i nazisti la vera incontaminata musica tedesca?
E’ noto che Hitler aveva una personale, sterminata ammirazione per Wagner. Tuttavia , al di là dell’ammirazione che il Fuhrer aveva per il compositore,altre profonde ragioni contribuirono a far si che i nazisti erigessero Wagner a fondatore dell’identità , non solo musicale, tedesca.                                                                                
I soggetti narrativi delle sue opere e la magniloquenza della sua musica ben  si  adattavano  alle delle  cerimonie e  della propaganda , tanto che i  congressi del partito ed altre ricorrenze ufficiali si aprivano con  l’esecuzione di musiche di Wagner, soprattutto con l’ouverture dei Maestri cantori di Norimberga o di Rienzi.                                                     
Egualmente venivano organizzati dal regime concerti nei luoghi di lavoro e di ricreazione in cui la musica di Wagner costituiva spesso l’unico repertorio eseguito.                                                                                  
Bisogna inoltre ricordare che Wagner era amato dai nazisti per le sue idee antisemita, avendo lui pubblicato un opuscolo contenente chiare idee razziste.Più sfumata fu invece la posizione del nazismo verso
Beethoven, che seppure eseguito nei concerti pubblici e considerato nella sua peraltro indiscutibile grandezza, non venne mai usato nelle celebrazioni di regime.
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