CRONOLOGIA ILLUSTRATA DEL CASO GHEDDAFI - SVIZZERA

By Tabasio - Chronology al-Gaddafi   Libya - Switzerland -- Chronologie Kadhafi  Libye - Suisse --  Chronologie al-Gaddafi  Libyen - Schweiz -- Cronologia Gheddafi Libia  - Svizzera

 HOMEPAGE    
SCANDALI IN SVIZZERA

Sull'argomento v. anche, sul sito della Tv romanda TSR: Suisse-Libye - Chronologie d'une crise diplomatique (video e articoli).

Nota: le immagini di questa pagina (foto escluse) sono tratte dal sito libico di sostegno a Hannibal Gheddafi Hannibal.ly e dalla pagina "Die ganze Schweiz gegen Gaddafi
" su Facebook. In grassetto sono indicati i fatti principali.






2008

**** 15 luglio 2008 - Motassim Bilal Gheddafi detto Hannibal, figlio del leader libico Muammar, e sua moglie Aline, incinta di nove mesi, vengono arrestati in un albergo a cinque stelle di Ginevra, l'Hôtel Président Wilson -> Google Maps. Sono accusati di maltrattamenti verso due domestici maghrebini, un marocchino e una tunisina, che hanno presentato querela il 12 luglio.

17 luglio 2008 - La coppia è incriminata dal giudice Michel-Alexandre Graber per lesioni semplici, minacce e coazione. Hannibal e Aline tornano in Libia la sera stessa, dopo il pagamento di una cauzione di 500'000 franchi.



****19 luglio 2008 - I due cittadini svizzeri Max Göldi (54), un ingegnere bernese che dirige la filiale libica di ABB da inizio 2007, e Rachid Hamdani (*27.10.1940), uno svizzero-tunisino domiciliato nella regione di Nyon (VD) e sposato con una ticinese, vengono arrestati in Libia e trattenuti in ostaggio. Tripoli li accusa di aver violato le disposizioni sull'immigrazione e sul soggiorno.

26 luglio 2008 - La Libia esige dalla Svizzera scuse ufficiali per il trattamento riservato al figlio e alla nuora del leader libico. Berna rifiuta.

29 luglio 2008 - Hamdani e Göldi sono liberati su cauzione, ma non possono lasciare il paese.

8 agosto 2008 - L'avvocato del domestico querelante marocchino, François Membrez, annuncia che il fratello del suo cliente è "trattenuto in ostaggio" in Libia. 

13 agosto 2008 - Il procuratore generale ginevrino Daniel Zappelli si esprime per la prima volta sulla vicenda: "non ci sarà archiviazione politica".

Agosto-settembre 2008 - Una commissione ad hoc "indipendente" si riunisce sette volte alla sede dell'ONU a Ginevra, con l'assenso di Berna, per tentare di risolvere la crisi. La commissione è composta di due giuristi, il libico Mohamed Ibrahim Werfalli e lo svizzero Lucius Caflisch, ex giudice alla Corte europea dei diritti dell'uomo, eletto nel 2006 nella Commissione del diritto internazionale delle Nazioni Unite. I giuristi devono emettere raccomandazioni che i due paesi si impegneranno a seguire.

2 settembre 2008 - I due domestici della coppia Gheddafi ritirano le loro accuse dopo aver ricevuto un indennizzo. Il procuratore generale di Ginevra Daniel Zappelli archivia il procedimento.

Metà ottobre 2008   - La Libia sospende la fornitura di petrolio alla Svizzera. Ritira inoltre buona parte dei suoi averi depositati nelle banche elvetiche: a fine 2008 questi sono passati da 5,748 miliardi a 628 milioni di franchi, si apprenderà il 28 giugno 2009 dalla pubblicazione annuale della Banca nazionale (BNS) "Le banche in Svizzera".

14 dicembre 2008 (notizia il 30) - Rapporto del professor Lucius Caflisch, copresidente della commissione "indipendente" creata "ad hoc" per stabilire i fatti che hanno generato il contenzioso diplomatico tra Berna e Tripoli. Caflisch giunge alla conclusione che nessun atto illegale può essere ascritto alle forze dell'ordine ginevrine, ma stigmatizza il comportamento della polizia e della giustizia. Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) aveva raccomandato alle autorità cantonali di agire con precauzione e delicatezza, considerata la posizione delle persone coinvolte. Ginevra però non ha tenuto conto di queste raccomandazioni, scrive nel rapporto lo specialista di diritto internazionale: invece di emettere un mandato di accompagnamento e di procedere all'arresto della coppia Gheddafi, il commissario di polizia avrebbe potuto accontentarsi di un mandato di comparizione con l'ordine di presentarsi. Per quanto concerne l'ammanettamento di Hannibal Gheddafi, il quale non ha opposto una resistenza attiva, il giurista lo considera "inutile, inappropriato e soprattutto umiliante". Il fatto di non aver permesso alla coppia di entrare in contatto con il loro consolato subito dopo l'arresto non è contrario alla Convenzione di Ginevra, ma viene qualificato di "scortese".


23 dicembre 2008 - Swiss è costretta a interrompere i voli verso Tripoli.

24 dicembre 2008 - Si apprende che nella vertenza tra Svizzera e Libia l'avvocato ginevrino Charles Poncet difende gli interessi del governo libico. L'ex consigliere nazionale ha assistito le autorità di Tripoli già durante le sedute del comitato "ad hoc" indipendente riunitosi in estate a Ginevra per trovare una soluzione alla crisi tra i due Paesi.

26 dicembre 2008 - Il ministero degli esteri libico, citando le conclusioni della commissione ad hoc (in realtà solo quelle del giudice libico Mohamed Ibrahim Werfalli), afferma che l'arresto a Ginevra di Hannibal Gheddafi e di sua moglie Aline è stato "illegale".

29 dicembre 2008 - Il giudice libico della commissione ad hoc Mohamed Ibrahim Werfalli, in una bozza di rapporto trasmessa all'ATS da una "fonte vicina al dossier", afferma che le richieste di riparazione e di scuse avanzate da Tripoli hanno base legale e sono giustificate.

30 dicembre 2008 - Sono rese note le conclusioni critiche del professor Lucius Caflisch, membro svizzero della commissione ad hoc (v. 14 dicembre).

2009

21 gennaio 2009 - Una delegazione del DFAE si reca in Libia per tentare di rilanciare il dialogo. Nessun progresso, ammette il dipartimento federale il 26.

29 gennaio 2009 - La ministra degli esteri svizzera Micheline Calmy-Rey presenta un memorandum d'intesa a un altro figlio del colonnello Gheddafi, Seif al-Islam, in margine al Forum economico mondiale (WEF) di Davos. Berna vi ammette che la polizia ginevrina ha agito in modo inadeguato. Il testo è respinto da Muammar Gheddafi.

Aprile 2009 (notizia il 4) -  L'ambasciatore svizzero in Libia, Daniel von Muralt (* 1946), lascia anticipatamente il suo incarico a Tripoli, che aveva assunto a fine gennaio 2008, e viene messo in pensione anticipata, quando gli manca meno di un anno alla pensione regolare (v. anche 27.6.2010). Il nuovo incaricato d'affari svizzero, il cui nome non sarà rivelato pubblicamente per "misura precauzionale",  arriverà nella capitale il 16 luglio a sostituirlo.

8 aprile 2009  - I coniugi Gheddafi promuovono una azione civile contro il Cantone di Ginevra, denunciando la sproporzione dei mezzi mobilitati dalla polizia ginevrina per il loro arresto e criticando l'ammontare troppo elevato della cauzione per il loro rilascio (500'000 franchi). A loro avviso le autorità ginevrine hanno violato la Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche. La coppia libica chiede 475'000 franchi di risarcimento danni e 50'000 franchi di torto morale. 

21 maggio 2009 - In un colloquio a Tripoli con il capo delle Forze armate americane in Africa, generale William Ward, Muammar Gheddafi individua "due fonti del terrorismo: il wahabismo (islamismo saudita, ndr) e la Svizzera", indica il cablogramma inviato il 26 maggio dall'ambasciata americana a Tripoli al Dipartimento di stato a Washington. "Gheddafi ha affermato che il sistema bancario svizzero è usato per finanziare terroristi e ha proposto che la Svizzera sia suddivisa tra i paesi confinanti in base alle lingue", si legge nel documento, classificato "segreto" e pubblicato da Wikileaks il 25.02.2011 (riportato anche da "Le Temps") -> http://wikileaks.ch/cable/2009/05/09TRIPOLI417.html.

26-29 maggio 2009 - Micheline Calmy-Rey si reca segretamente a Tripoli con le mogli dei due ostaggi, Bruna Hamdani e Yasuko Göldi. Quest'ultima, con passaporto giapponese, si trovava in Libia al momento dell'arresto del marito ma non aveva voluto partire fino al novembre 2008. Fatti riferiti il 20.6.2010 da Le Matin Dimanche.

10-11 luglio 2009 - Vertice del G8 all'Aquila (I). Secondo un dispaccio pubblicato dall'agenzia nazionale libica Jana, Muammar Gheddafi vi avrebbe dichiarato che la Svizzera  "è una mafia mondiale, non uno Stato" ed "è formata da una comunità italofona che deve riunirsi all'Italia, da una tedescofofona che deve ritornare alla Germania e da una francofona che deve ricongiungersi alla Francia". Dichiarazioni analoghe anche al vertice dei Paesi non allineati del 15-16 luglio a Sharm el-Sheik (Egitto).  "Le parole di Gheddafi non devono essere prese sul serio", dichiara la ministra degli esteri elvetica Micheline Calmy-Rey in un'intervista pubblicata il 19 luglio sulla "NZZ am Sonntag". La Libia presenta successivamente a New York la richiesta di discutere durante la prossima sessione plenaria dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, in programma dal 15 settembre, la proposta di smembrare la Svizzera e suddividerla tra i paesi confinanti così da cancellarla dal mappamondo. La proposta è però respinta dal comitato responsabile di programmare l'assemblea, perché contraria alla Carta dell'Onu, indica il 3 settembre all'ATS il portavoce dell'Onu Farhan Haq.



**** 20 agosto 2009  - Il presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz va a Tripoli a sorpresa senza accordarsi con i colleghi di governo, si scusa pubblicamente definendo l'arresto "sproporzionato* e inutile" e accetta l'istituzione di un tribunale arbitrale internazionale (-> Comunicato DFF 20.8; Accordo Libia-Svizzera (pdf, 537kb). (*Ted. ungebührliche, fr. peu adaptée à la situation, ingl. inappropriate, injustified nel testo dell'accordo).

L'accordo prevede l'istituzione di una corte in cui ciascuna parte è rappresentata da un giudice. I due magistrati, da nominarsi entro 10 giorni, devono designare entro 20 giorni un terzo giudice per presiedere il tribunale, che avrà sede a Londra. Se non vi fosse consenso, il terzo giudice dovrebbe essere designato dal presidente della Corte internazionale di giustizia (il principale organo giudiziario delle Nazioni Unite).

Una volta costituito, il tribunale avrà 60 giorni per rendere nota la sua sentenza. Esso dovrà determinare se la polizia ginevrina ha agito in modo illecito o sproporzionato in occasione del breve arresto della coppia Gheddafi.


21 agosto 2009 - Merz dice alla stampa a Berna di aver ottenuto oralmente l'assicurazione che i due ostaggi svizzeri potranno tornare in patria entro fine mese. Se non sarò riuscito nel mio intento "avrò perso la faccia", aggiunge. Nel termine previsto i due svizzeri non tornano, ma Merz non si dimette. 

25 agosto 2009 - Un aereo del Consiglio federale vola a Tripoli. I due svizzeri trattenuti ricevono i passaporti e i visti di uscita, ma devono ancora attendere il via libera del ministero libico della giustizia per lasciare il paese. L'aereo torna due giorni dopo in svizzera senza di loro.

30 agosto 2009 - Alla scadenza dei 10 giorni fissati dall'accordo di Tripoli, si apprende che il Consiglio federale ha scelto la giurista britannica Elizabeth Wilmshurst quale giudice del tribunale arbitrale che dovrà statuire sull'arresto di Hannibal Gheddafi. La Libia non annuncia nessuna scelta.

4 settembre 2009 - "La Tribune de Genève" pubblica le foto segnaletiche di Hannibal Gheddafi scattate dalla polizia ginevrina. Il fatto fa arrabbiare moltissimo la famiglia Gheddafi. Secondo fonti di stampa rese note successivamente, avrebbe addirittura compromesso il ritorno degli ostaggi ormai imminente. La tensione risale.


18 settembre 2009 - I due ostaggi sono convocati all'ambasciata per una visita medica e posti in un "luogo sicuro" (v. 23 settembre).

23 settembre 2009 (ora locale) - A New York Merz incontra Gheddafi, che non aveva visto a Tripoli. Il leader libico gli ha garantito che si impegnerà personalmente per il ritorno dei due svizzeri, afferma il 24 un comunicato del DFF, ma poche ore dopo si apprende che i due svizzeri sono stati convocati e posti in detenzione in "luogo sicuro" il 18 settembre. Secondo fonti libiche, nel timore di un tentativo di liberazione con la forza da parte svizzera, evocato dal futuro consigliere federale Didier Burkhalter


11 ottobre 2009 - Bruna Hamdani, la 67enne moglie di Rachind Hamdani, di origine ticinese (è una Pedrini nata a Faido ma trasferitasi da tempo in Romandia), intervistata dal TG romando, chiede alla famiglia Gheddafi di dimostrare umanità e di liberare suo marito. Aveva deciso di rivolgersi al pubblico a fine ottobre con una intervista allo "Schweizer Illustrierte" e all'"Illustré", non vedendo risultati dalla precedente "politica di discrezione".

14 ottobre 2009 - Si apprende, ma non ancora ufficialmente, che La Libia, a tempo ampiamente scaduto,  ha scelto il giudice indiano Sreenivasa Pammaraju Rao per rappresentare i suoi interessi nel tribunale arbitrale previsto dall'accordo con la Svizzera. Il giurista indiano, 67 anni, lavora come perito presso il procuratore generale del Qatar ed è anche membro titolare del'istituto di diritto internazionale di Gand, in Belgio.

18-19 ottobre - Una delegazione elvetica si reca a Tripoli ma torna a mani vuote.

20 ottobre
2009 - Scade con un nulla di fatto il termine di 60 giorni fissato per "ristabilire le normali relazioni" tra i due paesi (punto 7 dell'accordo).

22 ottobre 2009 - Il Consiglio federale cambia tono: Micheline Calmy-Rey parla per la prima volta di "ostaggi" e "rapimento" e lascia intendere che Berna potrebbe cambiare strategia verso la Libia che non ha rispettato i suoi impegni.

4 novembre 2009 - Il governo svizzero sospende l'accordo con la Libia



9 novembre 2009 - L
a Libia annuncia che i due svizzeri sono stati riportati nell'ambasciata elvetica di Tripoli.

12 novembre 2009 - Tripoli annuncia che saranno processati entro fine anno per "evasione fiscale, infrazione al codice del commercio e violazione della legge sull'immigrazione": sono giunti in Libia con visti turistici ma hanno svolto attività commerciali sottoposte a tasse.

30 novembre 2009 (notizia l'1.12) - I due svizzeri sono condannati a 16 mesi di carcere e a una multa di 2'000 dinari (circa 1'700 franchi) per violazione delle norme sui visti ("soggiorno illegale"). Un secondo processo per "attività economiche illegali" è pendente. Le udienze d'appello per il primo e di prima istanza per il secondo sono più volte rimandate per l'assenza degli imputati.

Inizio dicembre 2009 (?) - La Svizzera impone il blocco dei visti Schengen a un numero indeterminati di dirigenti e cittadini libici. La data esatta non è nota, la ministra di giustizia Eveline Widmer-Schlump ha informato i colleghi in materia il 30 novembre a Bruxelles).

22 dicembre 2009 - Hannibal Gheddafi presenta una denuncia contro il Cantone di Ginevra e la "Tribune de Genève" per violazione della sfera privata con la pubblicazione delle sue foto segnaletiche il 4 settembre, chiedendo un indennizzo di 100'000 franchi.

30 dicembre 2009 - Il giornale britannico "Daily Mail" rivela che Hannibal Gheddafi ha causato l'intervento della polizia in uno degli alberghi più lussuosi di Londra, il Claridge, perché avrebbe aggredito e malmenato la moglie il giorno di Natale. Tre guardie del corpo sono state arrestate per aver opposto resistenza. Gheddafi, invece, è riuscito a sottrarsi agli agenti chiamando l'ambasciatore libico, il quale ha informato i funzionari di polizia della sua immunità diplomatica. La coppia è stata quindi portata via su un'auto dell'ambasciata.


2010

31 gennaio 2010 - La corte d'appello di Tripoli assolve dall'accusa di "soggiorno illegale" Rachid Hamdani.

6 febbraio 2010 - La corte d'appello condanna Max Göldi al pagamento di una multa di 1000 dinari - circa 850 franchi - per "esercizio di attività economica illegale".

7 febbraio 2010 - Hamdani è prosciolto anche dall'accusa di "attività economiche illegali".

11 febbraio 2010 - La corte d'appello riduce da 16 a 4 mesi la pena di carcere di Göldi per "soggiorno illegale".


14 febbraio 2010 - La Libia annuncia la sospensione dei visti e quindi il blocco degli ingressi per i tutti cittadini dell'area Schengen in ritorsione alla misura adottata dai paesi membri in ossequo al veto svizzero contro 188 cittadini libici, tra cui i membri della famiglia Gheddafi. La notizia è annunciata il 15 dal quotidiano on line 'Oea', vicino a Seif Al Islam, altro figlio di Gheddafi.

15 febbraio 2010 - Il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini dichiara che di fatto la decisione della Svizzera di bandire in una 'black list' 188 personalità libiche "prende in ostaggio tutti i Paesi dell'area Schengen". Ai microfoni di Sky Tg24 aggiunge che la Svizzera va aiutata a "risolvere una questione bilaterale", ma "non a spese" di tutti.

18 febbraio 2010 - Iniziano le consultazioni a livello UE per risolvere la questione. Si mette in moto la macchina diplomatica europea. Il 19 febbraio incontro a Madrid tra i due ministri degli esteri Micheline Calmy-Rey e Moussa Koussa.

**** 22 febbraio 2010 - Rachid Hamdani può lasciare la Libia e tornare in Svizzera l'indomani, mentre Max Göldi si consegna alla giustizia ed è imprigionato nel carcere di Al-Jadaida. Una sorta di "guest house" secondo il ministro degli esteri italiano Franco Frattini.

25 febbraio
2010 - Muammar Gheddafi lancia un appello alla jihad (guerra santa) contro la Svizzera "miscredente e apostata che distrugge le case d'Allah" per la votazione anti minareti approvato dal popolo il 29 novembre 2009. Esponenti libici spiegano successivamente che il colonnello intendeva con jihad semplicemente un embargo economico.


1 marzo 2010 - Hannibal Gheddafi visita Göldi in carcere.

11 marzo 2010 - Le relazioni tra Svizzera e Libia possono essere normalizzate a quattro condizioni, afferma a Ginevra l'ambasciatore della Libia all'Onu, Ibrahim Aldredi: 1) istituzione di una commissione arbitrale, 2) traduzione in giustizia dei responsabi dell'arresto di Hannibal Gheddafi, 3) un'inchiesta seria sulle foto segnaletiche dello stesso Hannibal pubblicate dalla "Tribune de Genève" il 4 settembre 2009, 4) l'annullamento del divieto d'ingresso nello spazio Schengen imposto dalla Svizzera a 188 libici.

15 marzo 2010 - Il ministro degli esteri italiano Franco Frattini, che il 15 febbraio aveva già accusato la Svizzera di tenere l'Europa in ostaggio, in visita a Tripoli dice che Berna non risolverà il contenzioso con la Libia entro il 4 aprile (il 5 entrano in vigore nuove norme sui visti Schengen) l'Italia proporrà ai 'colleghi' Schengen di rilasciare i visti alle personalità di Tripoli, anche se la Svizzera "continuasse ad opporsi".

16 marzo 2010 - La rubrica informativa della tv svizzerotedesca "10vor10" cita una lettera dell'avvocato che rappresenta il Cantone di Ginevra nella causa civile intentata da Hannibal Gheddafi: il Cantone sarebbe pronto a versargli un risarcimento per la pubblicazione (4.9.2009) delle foto segnaletiche passate alla "Tribune de Genève" da un suo funzionario. Il 17 il Cantone conferma.

17 marzo 2010 - La commissaria europea agli affari interni, Cecilia Malmström, invita "con urgenza" la Svizzera "ad agire rapidamente ed efficacemente per porre fine ad un contenzioso bilaterale che rischia di mettere a repetaglio la coerenza d'insieme del sistema Schengen".

18 marzo 2010 - Il ministro degli esteri Moussa Koussa, in una intervista alla "Liberté", accusa la Svizzera di non prendere le crisi sul serio e l'omologa Micheline Calmy-Rey di rifiutare qualsiasi soluzione. Aggiunge: "Perché non abbiamo contatto con la presidente della Confederazione (Doris Leuthard)?".

18 marzo 2010 - Udienza procedurale al Tribunale di prima istanza di Ginevra sulla denuncia di Hannibal Gheddafi (22.12.2009) contro il Cantone e la "Tribune de Genève" per le foto segnaletiche. Gheddafi - riferisce l'agenzia AFP - rifiuta il risarcimento (che pure aveva chiesto). Chiede invece che venga istituito un tribunale internazionale. Accusa poi Micheline Calmy-Rey di essere all'origine della pubblicazione delle foto e invita il popolo svizzero "a gettare la ministra svizzera degli esteri nel lago di Ginevra".


22 marzo 2010 - Discussione a Bruxelles della proposta Frattini: i ministri degli esteri UE chiedono alla Svizzera e alla Libia "gesti concreti" per porre fine al loro contenzioso. Attacco diretto di Hannibal Gheddafi a Micheline Calmy-Rey: dalla prima pagina del quotidiano libico "Oea", accusa la ministra degli esteri elvetica di aver avuto un ruolo nella pubblicazione delle foto segnaletiche scattate dopo il suo arresto e la invita a ritirarsi dalla politica.

24 marzo
2010 - Il Consiglio federale si dice disposto a revocare "in tempi brevi" la lista dei cittadini libici cui è stato vietato l'ingresso e il transito sul territorio elvetico. L'Alto rappresentante per la politica estera Ue Catherine Ashton, incontrando Micheline Calmy-Rey a Bruxelles, accoglie positivamente l'annuncio e si augura che questo passo porti a una rapida conclusione della vicenda. Anche la Commissione europea loda il 25 marzo la decisione di Berna, e chiede la liberazione di Max Göldi.

25 marzo 2010 - La Svizzera revoca la "lista nera" Schengen, comprendente "fra i 150 e i 180 nomi" (Tripoli parla sempre di 188). La notizia è appresa dall'ATS il 26 a margine del vertice UE di Bruxelles. Da Berna nessuna conferma ufficiale.

27 marzo
2010 - La Libia annuncia la revoca del blocco dei visti per i cittadini UE e si rallegra di aver "battuto la Svizzera", mentre la presidenza spagnola dell'UE "si rammarica" per i problemi causati a cittadini libici dalla lista nera elvetica. In Libia arrivano il ministro degli esteri spagnolo Miguel Angel Moratinos e il premier italiano Silvio Berlusconi, che trova l'"amico" Gheddafi e gli bacia la mano (Video) ma non torna con l'ostaggio svizzero Max Göldi come qualcuno sperava. Göldi è anzi trasferito in una nuova cella, senza finestra né acqua calda.

31 marzo 2010 - "Molti Paesi sono liberi di acquistare il nostro greggio, ma non la Svizzera che dovrà cercare fonti alternative", dichiara Shokri Ghanem, capo dell'ente nazionale libico per il petrolio NOC (National Oil Corporation) sul giornale libico on line "Oea".

12 aprile 2010 - Il Tribunale di prima istanza di Ginevra (v. 18 marzo) consegna alle parti la sua sentenza in cui giudica che pubblicando le foto segnaletiche di Hannibal Gheddafi il 4 settembre 2009 la "Tribune de Genève" ne ha violato la sfera privata. La Corte non accorda tuttavia l'indennizzo di 100'000 franchi chiesto dal figlio del leader libico. Il Tribunale condanna la "Tribune" a pubblicare la sentenza nelle sue pagine e sul suo sito internet. La decisione deve pure essere pubblicata dal sito internet del Cantone di Ginevra, condannato a prendersi a carico i 3/4 della spesa relativa alla pubblicazione nel giornale.



13 aprile 2010 - Hannibal Gheddafi ribadisce di voler portare il caso davanti a un tribunale arbitrale internazionale, scrive l'emittente TV qatariota al-Jazeera sul suo sito internet.

20-21 aprile 2010 - Il giornale online libico "Oea" pubblica una lettera di Max Göldi a Seif al-Islam Gheddafi, fratello di Hannibal e presidente della Fondazione caritativa Gheddafi, in cui gli chiede di "intervenire immediatamente", considerandolo "prigioniero di opinione", affinché sia liberato e possa tornare in Svizzera. La famiglia e Amnesty International mettono in dubbio l'autenticità della missiva. L'ex ostaggio Rachid Hamdani rompe il  silenzio due mesi dopo la sua liberazione, con una intervista - senza critiche - al settimanale romando "L'Illustré".

22 aprile 2010 - Anche i due fratelli di Max Göldi, Moritz e Christian, rilasciano la loro prima ampia intervista, al "Bund" e al "Tages Anzeiger", lodando gli sforzi di Berna.

1 maggio 2010 - In un'intervista al settimanale tedesco "Der Spiegel", Muammar Gheddafi chiede di nuovo lo smembramento Svizzera, che accusa di praticare il riciclaggio di denaro in grande stile e di incitare al suicidio mediante l'eutanasia attiva.




10 giugno 2010 - Max Göldi è rilasciato dal carcere a Tripoli dopo aver scontato quattro mesi di carcere per "soggiorno illegale".

**** 13 giugno 2010 - La ministra degli esteri svizzera Micheline Calmy-Rey, giunta a Tripoli con il ministro degli esteri Miguel Angel Moratinos, firma un accordo con Tripoli destinato a normalizzare le relazioni bilaterali ed è poi ricevuta a sorpresa da Muammar Gheddafi nella sua tenda assieme al premier italiano Silvio Berlusconi. Svizzera e Libia si dicono d'accordo di costituire un tribunale arbitrale, che avrà sede a Berlino e che dovrà far luce sulle circostanze dell'arresto di Hannibal Gheddafi. La Svizzera presenta inoltre le sue scuse per l'"illegale pubblicazione" sulla "Tribune de Genève" delle foto segnaletiche di Hannibal. Il Consiglio federale si impegna a portare avanti le indagini per "consegnare alla giustizia elvetica il colpevole". Se nessuno sarà incriminato, "un compenso economico deciso dalle due parti sarà versato dalla Svizzera alla Libia. Il ministro degli esteri libico Moussa Koussa afferma che Hannibal ha ottenuto il risarcimento di 1,5 milioni di euro dal Canton Ginevra per la pubblicazione delle foto, informazione smentita "categoricamente" dal Cantone l'indomani. In serata Max Göldi può lasciare la Libia (dopo 695 giorni di soggiorno coatto).

14 giugno
2010 - Max Göldi arriva all'aeroporto di Zurigo verso l'1:20 del mattino, accompagnato dalla ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey. "Ho vissuto momenti di grande paura", dice Göldi alla stampa. "Fino all'ultimo abbiamo nutrito dubbi", ammette la consigliera federale, mentre il governo ginevrino nega "categoricamente" di aver versato un'indennità finanziaria alla famiglia Gheddafi.

16 giugno 2010 - Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) conferma la notizia di stampa: la Svizzera ha versato 1,5 milioni di franchi su un conto tedesco quale garanzia di risarcimento a Hannibal Gheddafi. Se la giustizia ginevrina non riuscirà a identificare chi ha passato alla stampa le sue foto segnaletiche, il denaro sarà consegnato alla Libia.

18 giugno 2010 - Una denuncia penale contro Muammar e Hannibal Gheddafi è presentata dal presidente del "Mouvement citoyens genevois" (MCG) Eric Stauffer presso la giustizia ginevrina e il Ministero pubblico della Confederazione. Il granconsigliere accusa padre e figlio di presa d'ostaggio, minaccia ed estorsione. Berna sta intanto esaminando l'opportunità di avviare un procedimento per rapimento contro la Libia davanti a un tribunale internazionale, afferma la ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey in un'intervista al "20 Minuten online". Destano scalpore indiscrezioni di stampa, secondo cui ci sarebbero stati due progetti concreti d'intervento segreto in loco a fine 2008 e inizio 2009 per far fuggire i due ostaggi svizzeri dalla Libia, via il deserto algerino e del Niger. I servizi segreti libici ne sarebbero però venuti a conoscenza e i progetti sarebbero stati accantonati come troppo rischiosi. Più tardi si sarebbe persino progettato un'azione via mare con l'intervento di un sottomarino. Sempre secondo indiscrezioni, nella seduta governativa tenutasi in mattinata l'ex presidente Merz si sarebbe arrabbiato di brutto con la Calmy-Rey, che non lo avrebbe informato al riguardo prima del suo viaggio di scuse a Tripoli del 20.8.2009, facendolo così fallire (-> Tages Anzeiger 19.6, Bund 19.6). A Madrid incontro tra segretari di Stato di Svizzera e Libia sull'applicazione del piano di azione firmato dai due paesi per uscire dalla crisi diplomatica, sotto l'egida della Spagna e della Germania.


21 giugno 2010 - La presidente della Confederazione Doris Leuthard conferma l'esistenza dei piani d'azione per liberare gli ostaggi svizzeri e precisa che il governo ne è stato informato solo nella seduta del 3 febbraio 2010. -> Dichiarazione Leuthard a nome del Consiglio federale. Rimane aperta la questione: quando fu informato Merz, prima o dopo il viaggio a Tripoli?

22 giugno
2010 - Il presidente del PS Christian Levrat dice alla radio DRS, senza indicare fonti, che Merz era stato informato dal DFAE sui piani d'azione in Libia già nel gennaio 2009 e che questi piani erano stati abbandonati nel maggio 2009, ossia tre mesi prima del viaggio in Libia del presidente della Confederazione. Questo non sarebbe dunque fallito per colpa della ministra degli esteri Calmy-Rey.

24 giugno 2010 - Hans-Rudolf Merz e il presidente del Consiglio di Stato ginevrino François Longchamp sono ascoltati a Berna da una sottocommissione della commissione della gestione del Consiglio degli Stati, incaricata di seguire il dossier Gheddafi. Il DFAE annuncia che saranno la britannica Elizabeth Wilmshurst (per la Svizzera) e l'indiano Sreenivasa Pammaraju Rao (per la Libia) i due giudici che si occuperanno di far luce sulle circostanze dell'arresto di Hannibal Gheddafi e di sua moglie Aline nel luglio 2008 a Ginevra.

27 giugno 2010 - L' ex ambasciatore a Tripoli Daniel von Muralt, citato dalla "SonntagsZeitung", nega di aver sofferto di estremi sbalzi d'umore - di tipo maniaco-depressivo - che avrebbero creato problemi nella delicata gestione della vicenda degli ostaggi, come sostenuto il 20 giugno da Le Matin Dimanche. Conferma invece che ci sono state "divergenze d'opinione" con il DFAE a Berna, come pure la presenza di un terzo ostaggio svizzero a Tripoli nell'estate 2008, M. R., un 35enne residente in Germania che potè lasciare la Libia nell'ottobre di quell'anno in cambio di un visto per un domestico di Bashir Saleh Bashir, un intimo di Muammar Gheddafi. Le ricerche della "SoZ" confermano che Merz era stato informato dei piani d'azione per fare uscire dalla Libia Max Göldi e Rachid Hamdani una prima volta a fine 2008 dal suo predecessore Pascal Couchepin e una seconda volta dal DFAE all'inizio del 2009, prima del Forum economico mondiale di Davos cui era atteso un altro figlio di Gheddafi, Saif al-Islam.

29 giugno
2010 - Le spese procedurali e la partecipazione svizzera al tribunale arbitrale istituito nel quadro della vicenda Gheddafi ammontano a 1,7 milioni di franchi. La delegazione delle finanze del Parlamento ha dato il via libera, di stretta misura, allo sblocco di questa somma, indica il presidente della commissione, Hans Altherr (PLR/AR), confermando una notizia della radio svizzerotedesca DRS.

4 luglio 2010
- La "SonntagsZeitung" rivela, citando "diverse fonti fra loro indipendenti", che è stato H.-R. Merz a diffondere le indiscrezioni sui piani d'intervento in Libia. Avrebbe declassificato informazioni destinate ai soli consiglieri federali da "segrete" a "confidenziali" e le avrebbe trasmesse a diversi uffici, consentendone in tal modo la visione a forse più di 100 persone. Indiscrezioni (con luoghi d'intervento, aiutanti ecc.) sarebbero così circolate tra parlamentari e giornalisti già nei giorni precedenti la seduta governativa del 18 giugno.

23 settembre 2010 - Si apprende che sarà il giurista britannico Sir Michael Wood a presiedere il gruppo che rappresenterà gli interessi della Libia nel quadro del futuro tribunale arbitrale chiamato a far luce sulle condizioni dell'arresto di Hannibal Gheddafi nel luglio 2008 a Ginevra. La missione permanente libica presso l'ONU conferma una notizia in questo senso pubblicata dalla "Tribune de Genève".

22 ottobre 2010 -  Il Ministero pubblico della Confederazione apre una inchiesta penale contro il presidente del "Mouvement citoyens genevois" (MCG -> Wikipedia) Eric Stauffer: l'MPC esige la soppressione di qualsiasi riferimento al colonnello Muammar Gheddafi e alla Libia sul manifesto del partito ideato in vista della votazione del 28 novembre sul rinvio dei criminali stranieri. Il manifesto presenta una immagine di Gheddafi senior accompagnata dalla scritta "Vuole distruggere la Svizzera". Il 21 ottobre il Consiglio di Stato ginevrino, dopo aver consultato Berna, aveva giudicato il manifesto "contrario agli interessi superiori della Svizzera". Il 18 novembre il Dipartimento federale di giustizia e polizia comunica che Stauffer sarà perseguito dall'MPC per oltraggio a uno stato estero (Art. 296 del Codice penale). Una richiesta in tal senso è stata inoltrata per iscritto dalla Libia al Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), indica il DFGP.

3 dicembre 2010 - La Comissione della gestione del Consiglio degli Stati pubblica l'atteso rapporto sulla gestione della crisi diplomatica con la Libia, molto critico verso il Consiglio federale, in particolare verso l'ex presidente Merz e la ministra degli esteri Calmy-Rey. A Merz rimprovera di essere andato molto oltre le sue competenze, recandosi a Tripoli senza avvertire i colleghi di governo e firmando il trattato capestro con la Libia senza consultarli, per poi fornire loro una versione edulcorata del trattato. Anche alla Calmy-Rey la commissione rimprovera di aver oltrepassato le sue competenze e di non aver firmato dovutamente i colleghi di governo, critica, questa, estesa anche al ministro della difesa Ueli Maurer. Più info: ATS it, Der Bund, Le Temps, 20 Minutes. Documenti originali (PDF): Rapporto (francese), 98 pp + allegati, Allegati (Il rapporto è consultabile anche come allegato in fondo a questa pagina).

5 dicembre 2010 - "Ci sono indicazioni che fanno ritenere che le informazioni provengono direttamente dalla copia di cui era in possesso Micheline Calmy-Rey", dichiara in una intervista pubblicata dalla "Zentralschweiz am Sonntag" un membro della Commissione della gestione degli Stati, il consigliere agli Stati UDC svittese Alex Kuprecht. Si riferisce a indiscrezioni pubblicate il 28 novembre dalla stampa domenicale, relative a un capitolo dichiarato segreto del rapporto (v. 3 dicembre), riguardante tra l'altro i piani per liberare e riportare in patria i due ostaggi svizzeri in Libia.  Kuprecht aggiunge che la commissione sta valutando una eventuale querela contro la ministra degli esteri. Successivamente fa marcia indietro, affermando che l'eventuale denuncia sarebbe rivolta contro ignoti. Il Dipartimento federale degli affari esteri respinge ogni addebito.

8 dicembre 2010 - Micheline Calmy-Rey viene eletta presidente della Confederazione dall'Assemblea federale con il peggior risultato mai realizzato da un consigliere federale dal 1919 (106 voti su 189 schede valide). Le critiche per il suo comportamento nella crisi libica pesano in parte nello smacco.

21 dicembre 2010 - La Delegazione delle commissioni della Gestione (DCG) delle Camere federali rinuncia a sporgere una querela contro ignoti per le indiscrezioni sulla vicenda Gheddafi (v. 5 dicembre). Non è ormai più possibile stabilire chi abbia passato alla stampa informazioni segrete contenute nel rapporto sulla Libia, spiega alla radio svizzerotedesca il presidente della DCG e della Comissione della gestione del Consiglio degli Stati Claude Janiak (PS/BL).

22 dicembre 2010 - Il Consiglio federale annuncia che sporgerà denuncia per violazione del segreto d'ufficio dopo le indiscrezioni in merito al rapporto sulla vicenda libica.

2011

31 gennaio - 1 febbraio 2011 - Wikileaks pubblica diversi cablogrammi dell'ambasciata USA a Tripoli da cui appaiono le difficoltà e un certo scoramento dei diplomatici svizzeri nella capitale libica durante la crisi degli ostaggi. -> Wikileaks.ch/cablegate.html). Esempi: wikileaks.ch/cable/2008/12/08TRIPOLI987.html; wikileaks.ch/cable/2009/12/09TRIPOLI942.html: da quest'ultimo cablo risulta che il 1° dicembre 2009, l'incaricato d'affari elvetico Stefano Lazzarotto chiese all'ambasciata americana e a quelle di "diversi" paesi dell'Unione europea di fornire "assistenza materiale" ai due ostaggi svizzeri nel caso temuto di una sua temuta espulsione. Lazzarotto le invitava "a fornire loro cibo e a vegliare alla loro salute e al loro benessere", stando a una nota redatta dalla sua omologa statunitense Joan Polashnik lo stesso giorno. Invano: un'assistenza diretta a cittadini svizzeri "potrebbe essere altamente pregiudizievole ai nostri interessi", commentava la Polashnik, chiedendo nel contempo direttive al Dipartimento di stato americano.

8 febbraio 2011 - Il ministero degli esteri libico annuncia che Svizzera e Libia hanno nominato di comune accordo l'esperto canadese di diritto internazionale Philippe Kirsch alla carica di presidente del Tribunale arbitrale che dovrà far luce sulle modalità dell'arresto di Hannibal Gheddafi. Oltre a Kirsch faranno parte del tribunale, che avrà sede a Berlino, la giurista britannica Elizabeth Wilmshurst, nominata dalla Svizzera, e l'indiano Sreenivasa Pammaraju Rao, scelto da Tripoli (-> RSI 9.2., l'Ats dà la notizia solo il 15, riprendendola dalla Reuters).

17 febbraio 2011 - Inizio della "rivoluzione" libica, che coinvolge i maggiori centri del paese, dopo essere cominciata il 16 con una sanguinosa protesta a Bengasi (Est). -> Wikipedia.

21 febbraio 2011 - In Libia le proteste avviate in alcune città a seguito delle "rivoluzioni" in Tunisia ed Egitto e alle agitazioni in vari paesi arabi si trasformano in una vera e propria rivolta generalizzata contro il regime di Gheddafi, che risponde con un bagno di sangue: si parla di centinaia di morti e feriti. Il DFAE "condanna severamente" la "violenza mirata" delle autorità libiche contro i dimostranti. Nel contempo Berna sospende i lavori di preparazione per il tribunale arbitrale. "L'ambasciata svizzera a Tripoli è in contatto con tutti i 46 cittadini elvetici notificati", per lo più binazionali (-> Comunicato DFAE).

23 febbraio 2011 - Il Consiglio federale "condanna con la massima fermezza i brutali atti di violenta contro i manifestanti in Libia". In una nota ufficiale, il governo svizzero "invita i dirigenti libici a rinunciare a ricorrere alla forza contro i loro compatrioti".

24 febbraio 2011 -
Il Consiglio federale decide di bloccare immediatamente eventuali averi in Svizzera di Muammar Gheddafi e 28 membri del suo clan. Il ministero degli esteri libico smentisce che Gheddafi abbia conti bancari in Svizzera o in qualsiasi altra banca nel mondo e annuncia che "avvierà tutte le procedure legali per intentare causa al governo svizzero per queste dichiarazioni prive di fondamento". Ignoto l'ammontare degli averi libici in Svizzera dopo il massiccio ritiro successivo alla crisi dell'estate 2008 (a fine 2008 erano passati da 5,748 miliardi a 628 milioni di franchi).

25 febbraio 2011Davanti al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, riunito in sessione straordinaria a Ginevra, la Svizzera, per bocca del suo ambasciatore all'ONU Dante Martinelli,  si dice d'accordo di sospendere la Libia dal Consiglio e appoggia la risoluzione dell'Unione europea di condanna alla Libia (l'esclusione della Libia dal Consiglio sarà decisa dall'Assemblea generale dell'ONU il 1° marzo).

3 marzo 2011 - Il DFAE conferma un'informazione della "Tribune de Genève":  la Confederazione ha versato già nell'estate 2010 a Hannibal Gheddafi la somma di 1,5 milioni di franchi prevista nel piano d'azione concluso tra Berna e Tripoli per risolvere la crisi (v. 16 giugno 2010), pur non essendo ancora formalmente concluso il procedimento sulla trasmissione alla "TdG" delle foto segnaletiche di Hannibal Gheddafi. "A quel momento, si poteva infatti presumere che il o la responsabile non sarebbe stato identificato. Era stato pattuito che i soldi sarebbero stati utilizzati da Hannibal Gheddafi a fini umanitari", si difendono i servizi di Micheline Calmy-Rey.

4 marzo 2011 - Berna inasprisce le sanzioni contro la Libia sulla scorta di quelle adottate dal Consiglio di sicurezza dell'Onu il 26 febbraio. I provvedimenti decisi dal Consiglio federale comprendono misure a livello finanziario contro 6 personalità legate al regime libico, compreso lo stesso Muammar Gheddafi, e un embargo sulle forniture di armi. Contro 16 personalità legate al regime sono state imposte restrizioni a livello di spostamenti (immigrazione e transito). Nel mirino anche le transazioni finanziarie della Tamoil, controllata da una società con sede in Olanda, la Oilinvest, a sua volta posseduta dalla Lybian Investment Authority.

6 marzo 2011 - La presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey auspica un'azione penale in Svizzera per la vicenda degli ostaggi svizzeri trattenuti in Libia, in particolare per il "sequestro" dell'autunno 2009. I colpevoli devono essere portati davanti a un tribunale, afferma la presidente della Confederazione e ministra degli esteri elvetica in interviste pubblicate dai domenicali "Sonntag" e "NZZ am Sonntag".

9 marzo 2011 - La presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey riceve a Berna Jebril El-Waalfarvi, un rappresentante del Consiglio nazionale di transizione, neonato organo politico dei ribelli libici anti-Gheddafi. -> comunicato DFAE.

11 marzo 2011 - L'ambasciata di Libia a Berna annuncia di aver rotto ogni rapporto con il regime del colonnello Gheddafi: da questo momento tutto il personale della missione diplomatica appoggia la rivoluzione popolare e passa a sostenere il Consiglio nazionale di transizione.  L'ambasciata libica presso l'Onu a Ginevra aveva già compiuto identica scelta il 25 febbraio.

19 marzo 2011 - Il Ministero pubblico della Confederazione indica di aver ricevuto una denuncia penale contro la Libia, inoltrata dal DFAE,  per il rapimento di Max Göldi e Rachid Hamdani. Dato che l'avvio di procedimenti penali di tipo politico è di competenza del governo, occorre che si pronunci il Consiglio federale, spiega alla radio DRS la portavoce Jeannette Balmer. L'MPC si è dunque rivolto all'esecutivo. Aerei di Francia, USA e GB bombardano obiettivi dell'esercito di Gheddafi Libia.

20 aprile 2011 - Il Consiglio federale si dice d'accordo con la maggior parte delle raccomandazioni formulate il 3 dicembre 2010 dalla Commissione della gestione del Consiglio degli Stati sulla vicenda Gheddafi e afferma di essere pronto ad applicarle.(-> comunicato).

2 maggio 2011 - La ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey, a Tunisi per la conferenza degli ambasciatori elvetici in Nordafrica e Medio Oriente, indica che in Svizzera sono stati bloccati circa 360 milioni riconducibili al clan Gheddafi, 410 milioni attribuibili al clan del deposto presidente egiziano Hosni Mubarac e circa 60 milioni riconducibili all'ex presidente della Tunisia Ben Ali, in tutto 830 milioni. Il 4 maggio il governo libico smentische che Muammar Gheddafi abbia averi personali su conti bancari in Svizzera. Il viceministro degli esteri Khaled Kaim dichiara che si tratta esclusivamente di denaro del fondo di investimento del governo. "Se esiste un solo centesimo che possa venir fatto risalire al dirigente (...) siete liberi di prenderlo e darlo a chi volete", aggiunge.

6 giugno 2011 - Il Consiglio federale autorizza il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ad avviare un procedimento penale contro la Libia per presa d'ostaggi e ricatto nel caso dei due cittadini svizzeri Rachid Hamdani e Max Göldi. 

8 giugno 2011 - Il DFAE annuncia che la Svizzera è rientrata in possesso dei 1,5 milioni di franchi versati nel 2010 su un conto bancario in Germania in seguito alla pubblicazione illegale di due foto segnaletiche della polizia che ritraevano Hannibal Gheddafi subito dopo il suo arresto a Ginevra nel luglio 2008 (v. 16.6.2010) -> Comunicato. I soldi erano stati successivamente trasferiti a Gheddafi Jr., secondo lo stesso DFAE (v. 3.3.2011). Non è chiaro dove. Il dipartimento federale rifiuta di precisare i dettagli del recupero, limitandosi a dire che è avvenuto "grazie all'ottima collaborazione tra il DFAE e il Ministero degli esteri (tedesco) a Berlino".

5 agosto 2011 - Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha archiviato il procedimento penale richiesto dalla Libia contro il presidente del Mouvement citoyens genevois (MCG) Eric Stauffer per oltraggio a uno Stato estero. Una notizia in questo senso del sito internet de "La Tribune de Genève" è confermata all'ats da Walburga Bur, responsabile della comunicazione del MPC (v. 22 ottobre 2010).

20 agosto 2011 e seguenti - I ribelli libici danno l'assalto finale a Tripoli. Violenti combattimenti nei giorni successivi. Cade il regime di Gheddafi e anche il suo bunker, ma il Colonnello rimane irreperibile. Taglia per chi lo consegna vivo o morto. Hannibal e la moglie Aline si rifugiano in Algeria con altri membri della famiglia. Il 29.8 la CNN diffonde un filmato raccappricciante in cui l'ex bambinaia etiope dei due, Shweyga Mullah, denuncia maltrattamenti: Aline le avrebbe versato dell'acqua bollente sulla testa, tuttora orrendamente ustionata.

20 ottobre 2011 - Muammar Gheddafi è ucciso a Sirte in circostanze poco chiare. >  video
Al Jazeera su Youtube (altri video sulla stessa pagina).

21 ottobre 2011 - L'ex presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz, in un'intervista pubblicata dai quotidiani "Tages-Anzeiger" e "Der Bund", afferma di avere in passato rinunciato a correggere le mezze verità circolate in merito alla vicenda di Hannibal Gheddafi per non mettere in pericolo la vita di altri cittadini svizzeri. Merz dice di dover ancora "riflettere su cosa intende correggere e di voler formulare le affermazioni con precisione". Si tratterà - aggiunge - di farlo tenendo conto di tutte le persone implicate e di tutte le circostanze. In ogni caso il suo viaggio a Tripoli non è certo nato da una decisione spontanea: è stato studiato e preparato a lungo.

26 ottobre 2011 - In una lettera aperta pubblicata dal settimanale tedesco "Die Zeit" (e il 27 dal settimanale svizzero "Weltowoche),  Hans-Rudolf Merz sostiene di essere stato all'oscuro,
durante il suo incontro con Muammar Gheddafi del 23 settembre 2009 a New York, dei piani segreti di liberazione dei due ostaggi da parte di militari svizzeri. Avrebbe saputo di questi preparativi dalla bocca stessa di Gheddafi.

27 ottobre 2011 -
Hans-Rudolf Merz mi fa "un po' pena": così reagisce la presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey  alla lettera aperta del suo ex collega in governo (v. 26.10). "Merz ha un tale bisogno di giustificarsi che evidenzia come egli abbia vissuto la situazione con un rifiuto della realtà", aggiunge la consigliera federale socialista ai microfoni della radio romanda RSR.

29 dicembre 2011 - Il giornale "Blick" rivela che un professore americano, Harvey Rishikof, reclama dieci milioni di dollari alla Svizzera dopo che sua moglie è stata travolta e uccisa il 6 ottobre a Washington da un'auto guidata da un dipendente marocchino dell'ambasciata elvetica. Si tratta di uno dei domestici che avevano denunciato Hannibal Gheddafi a Ginevra nel luglio 2008. Dopo l'arresto di Hannibal i due domestici, secondo una lettera confidenziale dell'allora ambasciatore svizzero negli Usa Urs Ziswiler, sono stati "trasferiti temporaneamente" nella capitale americana perché la loro sicurezza "non poteva più essere garantita in Svizzera". Il DFAE, in accordo con il Dipartimento di stato americano, ha deciso di impiegarli presso la missione elvetica. La notizia doveva rimanere segreta, ma l'incidente ai danni della donna 64enne, persona nota a Washington e membro della locale Alliance Française, ha portato alla luce l'intera vicenda. La donna è stata investita dall'auto intestata all'ambasciata elvetica mentre attraversava la strada quando il semaforo destinato ai pedoni segnalava il via libera. Il guidatore, stando a notizie di stampa, in quel momento stava telefonando. Harvey Rishikof, 57 anni, è direttore del Dipartimento di sicurezza interna del "National War College" di Washington ed esperto di terrorismo internazionale. La denuncia è stata inoltrata il 22 dicembre.

9 gennaio 2012 - La Libia annuncia di aver sospeso il boicottaggio economico e commerciale ai danni della Svizzera, deciso dal regime di Muammar Gheddafi nel marzo del 2010. La decisione è stata adottata l'8 gennaio dal nuovo governo del paese nordafricano.







          Piano elvetico per la Libia in risposta alla proposta Gheddafi di smembramento della Svizzera.




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Pippo Tabasio,
05 dic 2010, 01:31
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