Esc su ipotesi di riforma #cameredicommercio: "Noi non stiamo a guardare!"

Post date: 1-ago-2016 6.25.32

ASSOCIAZIONE ECOSISTEMA CAMERALE

www.ecosistemacamerale.it

Su ipotesi di riforma delle #cameredicommercio

"Non staremo fermi a guardare la disgregazione del servizio pubblico e delle nostre competenze. Al Governo un contributo per la #giustariforma"

"È ormai agosto e il Governo, in modo frettoloso e piuttosto pasticciato, si concentra sulla riorganizzazione delle Camere di commercio. Ma noi siamo più vigili che mai e manterremo alta l'attenzione con tutte le iniziative che dovessero rendersi necessarie perché non siamo disposti a far scippare alle imprese funzioni pubbliche a favore di privati"

Così il Consiglio direttivo di Esc - Associazione Ecosistema camerale www.ecosistemacamerale.it l'associazione nazionale di advocacy del Sistema camerale, nata spontaneamente nel 2014.

I consiglieri di Esc si sono riuniti d'urgenza sabato scorso a Pisa per discutere dell'ipotesi di decreto legislativo che, secondo indiscrezioni, sarebbe alla discussione del prossimo Consiglio dei Ministri. "Sin dal 2014 il gruppo Ecosistema camerale (attraverso la piattaforma Facebook si confrontano e interagiscono oltre 2.500 uomini e donne che operano nel Sistema camerale) e l’associazione da questo derivata hanno denunciato il progressivo impoverimento del servizio pubblico e la desertificazione dei territori che potranno determinarsi da una riforma nata male e scritta peggio, ancorché preceduta da un drastico taglio di risorse" commenta il Consiglio direttivo che nel corso della riunione ha già avviato proficui contatti nazionali a sostegno del Sistema.

"Perdita delle competenze di oltre 10.000 lavoratori, pubblici e privati, che hanno contribuito in modo determinante alla crescita del livello di innovazione dei servizi resi alle imprese, dovendo accettare tagli di risorse, ridimensionamenti, accorpamenti, insomma, ogni cambiamento presentato come necessario, mentre l'unica cosa necessaria da fare sarebbe una riforma per rendere più efficienti funzioni e servizi, modificare il sistema di governo delle Camere di commercio con l'ingresso, ossia l’elezione diretta, delle imprese (che vanno coinvolte - tutte - secondo il principio no taxation without representation), riducendo il livello di intermediazione nella nostra governance, composto oggi da rappresentanze del mondo imprenditoriale che non supera, a livello nazionale, il 30% delle imprese iscritte nel Registro delle imprese.

Questi i principi a partire dai quali abbiamo costruito la nostra proposta di riforma - assai più sfidante in termini di impatto e innovazione rispetto ai contenuti delle ipotesi finora intercettate - che è rimasta volutamente inascoltata, nonostante abbiamo garantito la sua diffusione in tutte le sedi funzionalmente deputate ad assumere decisioni in merito”.

Tutto questo in attesa dell’approvazione del primo testo di riforma da parte del Governo, che, inspiegabilmente, punta a smantellare un pezzo efficiente di PA con l’effetto di agevolare interessi privatistici sugli stessi ambiti in cui oggi opera, efficacemente, il sistema camerale.

Perché al Governo non interessa una proposta come la nostra che riduce costi di costituzione a carico delle imprese di 1 miliardo di euro annui, mentre priva il sistema delle PMI di supporti per internazionalizzazione e per la mediazione? Perché non interessano “open data” con i dati pubblici del Registro delle imprese? I motivi sembrano più avere a che fare con gli interessi di pochi privati - che ben conoscono il sistema camerale e il valore economico, a mercato, dei suoi servizi! - e molto meno con gli interessi pubblici delle imprese e dei territori.

"Siamo pronti a portare avanti ad oltranza e senza cedimenti un'azione forte - anche sul piano mediatico - sui rischi di involuzione insiti in questa riforma raffazzonata che si prova a far passare come assolutamente necessaria nel mezzo dell'estate - conclude Esc. Pronti a riproporre per l'ennesima volta i nostri principi, supportando, come sempre, anche le iniziative delle organizzazioni dei lavoratori, coinvolgendo politica e territori con tutta la forza diffusiva di chi su quegli stessi territori opera da decenni. Non resteremo a guardare, pretendiamo una riforma vera e partecipata. I social network e il web sono il nostro principale - ma non unico - strumento.

Perché una Camera di Commercio - secondo il nuovo modello ipotizzato nelle bozze di decreto - che svolge solo funzioni amministrative e tecniche dovrebbe avere una governance? Che senso avrebbe una governance composta da:

    1. un consiglio, da 16 a 22 persone
    2. una giunta, da 5 a 7 persone
    3. un presidente
    4. un collegio dei revisori di 3 persone

Cosa sarebbe chiamata a decidere tale governance, ormai priva di qualsiasi autonomia funzionale in assenza di azioni con ricadute a livello territoriale?

Tutto questo per svolgere funzioni ridotte alla tenuta del Registro delle imprese, alla metrologia legale, alla alternanza scuola lavoro, alla tenuta del fascicolo d’impresa. Come può funzionare questa nuova Camera di Commercio senza autonomia e senza più correlazione con il territorio?

La confusione sembra essere davvero tanta. Il tempo per ascoltare e affrontare una riforma giusta c’è ancora.

Preparatevi, #noinonmolliamo

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Il Manifesto di ESC - Ecosistema camerale

La proposta di Riforma elaborata da ESC - Ecosistema camerale

ESC – Ecosistema camerale

www.ecosistemacamerale.it, 1° agosto 2016

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