STORIA DEL MOVIMENTO MESSIANICO




IL SIMBOLO DEI MESSIANIC LA CROCE E LA STELLA DIDAVID

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Le radici di questo fenomeno, cioè di comunità di ebrei che giungono alla fede in Cristo ma sostengono di restare ebrei, risalgono al XIX secolo. Nel mondo protestante, un rinnovato interesse per la vocazione e per il destino del popolo ebraico aveva portato a fondare strutture che favorissero i credenti ebrei. Alcuni vedono un tentativo pionieristico in questo senso, ma fallito, nella missione congiunta anglicano-luterana in Terra santa, fondata nel 1840 e guidata da un primo vescovo di Gerusalemme, un ebreo convertito di nome Michael Solomon Alexander. La Hebrew Christian Alliance, fondata nel 1867 in Inghilterra, e la International Hebrew Christian Alliance, fondata nel 1925 negli Stati Uniti, intendevano potenziare l'identità ebraica di coloro che si erano affiliati a Chiese protestanti. L'associazione Israelites of the New Covenant, attiva a Kishinev, in Russia (oggi in Moldavia), dalla fine del XIX secolo, fu un'autentica precorritrice del Movimento messianico e diede vita a un'espressione ebraica della vita corporativa in Gesù, che era dotata anche di una propria liturgia.
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Senza dubbio non furono soltanto il rinnovato interesse cristiano per l'Antico Testamento e per l'ebraismo e le tendenze della modernità a influenzare la nascita di questi Movimenti ebraici, perché si deve tener conto anche dell’evoluzione del nazionalismo del XIX secolo.

Mentre alcune forme di sionismo cristiano iniziarono a emergere già nel XVII secolo, il sionismo ebraico sorse verso la fine del XIX secolo. Il sionismo cristiano, fortemente escatologico, afferma che la fine dei tempi e il ritorno di Cristo sono imminenti; sostiene che le promesse rivolte alla Chiesa per la fine dei tempi devono essere precedute dall'adempimento delle promesse agli ebrei contenute nell'Antico Testamento.

Il sionismo ebraico è nato in seguito, nel contesto dei movimenti nazionali europei e dello sviluppo dell'antisemitismo moderno. I sionisti ebrei affermavano che gli ebrei erano un popolo come gli altri e avevano il diritto a una terra, la patria biblica. Sostenevano che gli ebrei dovevano conservare la loro identità, e l'unica maniera sicura per raggiungere questo scopo era quella di emigrare in una patria in cui avrebbero dovuto costituire la maggioranza.

Durante la Shoah gli ebrei che credevano in Cristo affrontarono la morte come ebrei, in quanto i nazisti non facevano distinzione tra ebrei che credevano in Cristo ed ebrei che non vi credevano. Nei postumi della Shoah le idee sioniste divennero predominanti nel mondo ebraico, e molti cristiani avallarono il sionismo in quanto lo ritenevano un mezzo adatto a riparare le sofferenze subite dagli ebrei per mano cristiana.

La fondazione dello Stato d'Israele come Stato ebraico nel 1948 rappresentò un trionfo del sionismo, e questo rafforzò ancor più la convinzione che gli ebrei fossero un popolo. Per gli ebrei credenti in Cristo e per i loro sostenitori cristiani, il sionismo cristiano e quello ebraico convergono nel sostenere la continuità del ruolo degli ebrei nella storia della salvezza e le aspirazioni degli ebrei a essere riconosciuti come popolo.

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Una nuova ondata di messianismo ebraico pose le sue radici negli anni successivi al 1967. Il Jesus Movement della California e la guerra in Medio Oriente del 1967, che fu considerata come una netta vittoria di Israele, contribuirono ad attrarre alla fede in Gesù diversi ebrei americani. Si intrecciano strettamente tra loro fede carismatica e un rinnovato orgoglio nazionalistico ebraico. Nel 1975 la Hebrew Christian Alliance degli Stati Uniti cambiò nome, diventando la Messianic Jewish Alliance of America (Mjaa): un cambiamento che era anche indice di un nuovo orientamento, in quanto si accentuava di più l'identità ebraica, e meno la tradizione cristiana.

Ciò influì sull'autocomprensione e sull'ecclesiologia, sul culto e sul modo di vivere, sull'esegesi biblica e sulla teologia del Movimento messianico. Gli ebrei messianici sono in continuo movimento, alla ricerca di come vivere strettamente uniti tra loro come discepoli ebrei di Gesù, senza proporsi alcun modello storico da seguire.
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Diversità nel Movimento messianico

Vi è oggi una grande diversità nei modi con cui le comunità ebraiche messianiche esprimono la loro identità ebraica, formulano la loro fede in Yeshua HaMashiah, vivono e celebrano il loro culto. Alcune sono molto simili a varie correnti del cristianesimo protestante ed evangelico, mentre altre hanno adottato la prassi e il culto tradizionale ebraico; anzi, alcune hanno scelto persino uno stile di vita conservatore o ispirato al rabbinismo ortodosso.

In tutta questa diversità non esiste un'autorità centrale che assicuri uniformità di lingua, di definizioni e di pratica. Un leader messianico, che si attiene alla tradizione ebraica nel suo modo di vivere, si è espresso così: «Quando definiamo il nostro Movimento un tipo di ebraismo, confermiamo la nostra relazione con il popolo ebraico in quanto tale, come pure il nostro legame con la fede religiosa e con lo stile di vita che quel popolo ha vissuto nel corso della sua storia».

Ebrei messianici si possono ritrovare oggi in una vasta gamma di comunità, specialmente nella diaspora ebraica del mondo anglosassone (Stati Uniti, Inghilterra, Australia, Sudafrica ecc.), nei Paesi dell'ex Unione Sovietica, in Europa e in Israele. Nei vari luoghi della loro residenza essi presentano differenze notevoli nel loro modo di vivere, nelle loro consuetudini e nelle loro prospettive. In tutto il mondo gli ebrei messianici sono quasi certamente attorno ai cinquantamila. E, come è difficile conoscere il loro numero preciso, così è arduo sapere quanti membri siano effettivamente ebrei secondo le definizioni moderne di «ebraismo».

Gli ebrei messianici si distinguono per la loro osservanza del calendario ebraico, del sabato e delle feste ebraiche, invece di assumere la domenica e il calendario cristiano per regolare il ritmo della loro vita. Il contenuto del culto è diversificato: alcune comunità seguono forme ebraiche, mentre altre si conformano allo stile cristiano. Gli ebrei messianici in genere battezzano i loro membri - alcuni praticano soltanto il battesimo degli adulti - e celebrano in qualche sua forma la Cena del Signore. Nell'adottare la prassi cristiana, riconoscono come unica autorità quella del Nuovo Testamento e respingono in genere la tradizione cristiana posteriore.
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Alcuni intendono il Movimento messianico in termini di «restaurazione»: una risurrezione della ekklesia originale ebraica che deve coesistere accanto alla ekklesia proveniente dai gentili. Come afferma uno dei leader messianici: «L’ebraismo messianico non è un Movimento completamente nuovo, ma è piuttosto la risurrezione di un Movimento molto antico». Gran parte di questo Movimento è fortemente sionista, perché crede che la restaurazione della vita ebraica comunitaria nel corpo di Cristo debba avvenire contemporaneamente al «ritorno» nella terra d'Israele. Le due cose - così pensano alcuni - annunciano una «fine dei tempi», che rende il Movimento messianico «un segno escatologico».

L'eminente teologo messianico Mark Kinzer ha scritto: «Come la distruzione della presenza nazionale ebraica nella città santa e nella Terra Santa nel I secolo ha aperto la via a una ecclesiologia supersessionista, così la restaurazione di tale presenza nel XX secolo pone in crisi quella ecclesiologia. La restaurazione di una esistenza ebraica nazionale nella Terra promessa ai patriarchi e alle matriarche ha portato anche alla restaurazione della Chiesa della circoncisione nella terra Santa e nella città santa. Gerusalemme fu il centro della Chiesa; Sion non potrebbe forse avere nuovamente un ruolo centrale da svolgere nella vita della Chiesa?».
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Fonte varie
A cura di EBREI CON GSU'

https://www.facebook.com/EBREI-CON-GESU-415040314545/

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