04 Cosa sono i DRM?

Sappiamo che per qualunque file la duplicazione avviene con un semplice click del mouse.
Questa evidenza ha del tutto rivoluzionato, ad esempio, i modelli di business delle case discografiche, impreparate, nei primi anni Zero, alla proliferazione dello scambio gratuito dei files MP3 nei circuiti peer-to-peer (Napster).
 

Per impedire l'illimitata riproduzione e distribuzione di un documento digitale, i produttori di contenuti incorporano ai loro files i DRM.

DRM (Digital rights management) sono i meccanismi software incorporati in un documento elettronico su qualunque supporto (CD, Dvd) e di qualunque tipo (file MP3, MP4, ebook Pdf o ePub ecc.) che lo "bloccano" e ne impediscono fisicamente la copiatura, riproduzione o duplicazione in dispositivi non autorizzati. 

Anche negli ebook, quindi, il DRM è un dispositivo software che opera come una specie di "lucchetto" del documento.
Il DRM gestisce alcuni aspetti del file in cui è incorporato, ad esempio: la limitata riproducibilità (non più di X dispositivi autorizzati per la copiatura), l'auto-cancellazione del file in caso di prestito dopo un certo definito numero di giorni.

Gli ebook con DRM hanno formato originario .acsm e vanno  "sbloccati" con un software specifico, che si chiama Adobe Digital Editions (ADE).

Come bibliotecari e professionisti della conoscenza interessati alla libera diffusione sapere possiamo criticare i DRM ("duri", non "social") e fare pressione affinchè gli editori adottino politiche più permissive per il digitale.
E' del tutto evidente che le legislazioni che rigurdano il copyright non "sono pronte", dal punto di vista culturale, all'emergere di una pluralità di contenuti digitali.
Ricordiamo che la legge italiana sul copyright, tutt'ora vigente, pur con tutti i successivi aggiornamenti e revisioni, è del 1941.

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