Un grafico per Linea

posted May 16, 2013, 1:14 PM by Michelle Nebiolo   [ updated May 17, 2013, 1:01 AM by r ]

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Sabato 18 maggio sarà presentato al
Salone del Libro di Torino il primo Rapporto sulla promozione della lettura in Italia (h16, Sala Blu), pubblicato da Il Forum del Libro.
I dati raccolti sono davvero molti, e per questo chiudiamo un occhio se la loro rappresentazione nel documento non è sempre perfetta. A p.8, per esempio, troviamo un grafico a linea per mostrare l’andamento negli anni del tasso di lettori in Italia, ovvero quanti italiani, su 100 in grado di leggere, arrivano alla fine di almeno un libro l’anno.

Grafico a p.8 del Rapporto sulla promozione della lettura in Italia

Il problema è che i dati si riferiscono ad anni anche non consecutivi, con intervalli di tempo variabili tra una rilevazione e l’altra, mentre quei punti sono messi uno in fila all'altro sempre alla stessa distanza. Vediamo un bel salto (poco più di 10 punti in 15 anni tra il 1973 e il 1988) che in realtà si può considerare equivalente ai piccoli balletti – un punto in più, mezzo in meno – dell'ultimo periodo. Inoltre i dati a singhiozzo fino al 2005 permettono di tracciare solo un andamento indicativo, a differenza di quelli successivi più regolari.

Il grafico a dispersione con linee qui sotto risolve questa distorsione, e di questo si può rallegrare il nostro amico Linea...

Grafico rivisto da r in chiave infografica (click qui per scaricare il file Excel)

... ma, anche corretta, questa linea cresce troppo piano e resta troppo bassa: ogni anno l’Istat aggiorna i dati e i giornali provano a farci vergognare per un punto in meno o incoraggiarci con uno in più, ma rimane il fatto che nel nostro paese una persona su due non legge niente, mai.

Del grafico allora non ci interessa tanto la linea blu che separa i buoni dai cattivi, ma tutto quel bacino ancora enorme di lettori potenziali che in qualche modo bisogna convincere.

Come? Le idee sono tante: c’è chi dice sconti selvaggi e canali distributivi più vicini alla gente (supermercati, Amazon, e i librai si trovino altro da fare); c’è chi dice pubblicare meno titoli, ma curati meglio, e chi dice pubblicare più titoli, che qualcosa nel mucchio lo centriamo; c’è chi dice è colpa della scuola che ci fa odiare Manzoni (ma bambini e ragazzi leggono più degli adulti).

Io dico: non si legge perché costretti, incoraggiati, o perché il libro allegato alla rivista costa poco. Si legge per abitudine: abitudine a passare del tempo da soli e in silenzio, abitudine a entrare in biblioteca e in libreria, abitudine a stare zitti e ascoltare una storia. Ecco perché quella linea arranca: non ci sono svolte nel mercato e non ci sono strategie editoriali, ma solo persone che piano piano, piano piano, maledettamente piano piano, iniziano a leggere e non smettono più.

by Michelle Nebiolo (alias missplan)

Traduttrice e copywriter freelance. Quando ancora lavorava in casa editrice ha aperto il blog ...you'll love publishing, con il quale segue le vicende del settore tra book making, book design e book love.

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May 16, 2013, 1:14 PM
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May 17, 2013, 1:01 AM
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