VALENCIA 2008

DIARIO DI BORDO

VALENCIA IN PILLOLE: 

* Periodo di viaggio: 24/05/2008 - 27/05/2008

* Volo: Roma - Valencia  RYANAIR

* Dove dormire: Hotel Ibis Palacio de Congresos

http://www.ibis.com/it/hotel-3314-ibis-valencia-palacio-de-congresos/index.shtml

* Dove mangiare: in rosso

                             * Cosa vedere: in verde



1° giorno

Il nostro viaggio di primavera ci riporta in Spagna…e la mèta prescelta questa volta è Valencia.

Lasciamo la stazione di Roma Tiburtina e ci dirigiamo a Fiumicino sfruttando il collegamento ferroviario, effettuiamo i soliti controlli e finalmente ci imbarchiamo con un po’ di ritardo. Arriviamo a Valencia alle 14, prendiamo la metro e scendiamo alla fermata Beniferri; anche questa volta siamo andati sul sicuro prenotando all’Hotel Ibis, che ci riserva il trattamento di sempre. Dopo un rapido cambio d’abito, riprendiamo la metro e raggiungiamo il centro, fermandoci per una breve sosta panini al supermercato Consum, catena che avevamo già provato e gradito a Barcellona.

Le prime foto le facciamo a Plaza Ayuntamento, la piazza principale della città, quella del Municipio per la precisione; visitiamo il Mercado General, che però ci aspettavamo più ricco di odori e colori (abbiamo sempre nel cuore la Boqueria di Barcellona…e penso che sarà dura reggere il confronto!) e infine entriamo nel palazzo della Lonja de la Seda, che venne costruito nel 1469 e usato, appunto, come mercato della seta. Visitiamo Plaza de la Reina, il cui nome cambiò da "Reina María de las Mercedes" (in onore della sposa di Alfonso XII) nel fine 800, a "plaza de la Región Valenciana” durante la repubblica, poi "Plaza Zaragoza" e dal 1970 "Plaza de la Reina". Qui nei dintorni ci dissetiamo all’Horchateria Santa Catalina, famosa per aver avuto l’onore di servire la regina Isabella nel 1907 (come testimonia l’insegna affissa sulla parete destra all’ingresso) con una horchata y farton, bevanda tipica del posto, molto dissetante, accompagnata da questa specie di “biscotti” di pasta fritta, davvero ottimi e introvabili in altri posti.

Una delle attrazioni principali della città è la Cattedrale, che al suo interno ospita i famosi quadri di Goya e il presunto Sacro Graal. Anche se è stata costruita nel XIII Secolo, la Cattedrale di Valencia sorge su un luogo già occupato da un tempio romano e poi da una Mezquita, una moschea musulmana, intrecciando cosi vari stili. Solitamente bisognerebbe pagare il ticket d’ingresso (3e), ma dato che era in corso una funzione religiosa (essendo sabato ci sono moltissimi matrimoni in città), entriamo e visitiamo la Cattedrale in maniera del tutto gratuita. Ci armiamo poi di pazienza ed energia per affrontare la salita al Miguelete (che prende il nome da San Michele Arcangelo), il campanile annesso, dalla cui altezza si gode di un panorama mozzafiato della città. La salita è abbastanza faticosa (attenzione quindi se avete bambini al seguito), e avviene attraverso una scala a chiocciola di 207 scalini, che porta fino ai 50 metri d’altezza! Lungo la salita troverete 3 stanze: la prima si trova a circa 14 metri d'altezza, è piccolissima, solo 2 metri di larghezza, e serviva per ospitare le persone che chiedevano asilo alla Cattedrale, la seconda sala era la "casa" dei sacrestani e campanari che avevano il compito di suonare le campane e infine nella terrazza superiore troverete 11 campane, che prendono il nome di Ursula, Violante, Catalina, Bárbara, Narciso, Pablo, Vicente, Andrés, Manuel, Jaime e María. Dopo qualche foto a Plaza de la Virgen e ai bellissimi “dipinti” dell’infiorata (pannelli enormi raffiguranti scene religiose realizzate con i fiori), ci mettiamo alla ricerca di uno dei ristoranti da me selezionati, ma risultano tutti pieni o addirittura in giorno di chiusura, fatto veramente curioso per essere sabato sera! Ad ogni modo troviamo un posticino al ristorante “El Rall”, dove veniamo però serviti da una cameriera veramente dai modi poco consoni per un lavoro a stretto contatto con la gente come il suo (parafrasando il fatto di non voler macchiare il diario con una brutta parola!)…viviamo una vera e propria odissea di tempi lunghissimi e ordini andati persi prima di gustarci la tanto famigerata paella alla valenciana, che si diversifica dall’immagine della paella comune per il fatto di essere prettamente di colore verde, dato l’alto numero di ingredienti “vegetali”. Per tornare in hotel siamo costretti ad aspettare un po’ alla stazione della metro, poiché i tempi di attesa in tarda serata sono più dilatati, ma poi finalmente conquistiamo il tanto atteso riposo.


2° giorno

Il tempo oggi non è di aiuto, ma fortunatamente abbiamo previsto per la data odierna una visita alla Ciudad de las Artes y las Ciencias. Con la metro scendiamo a Turia, dove una volta scorreva il fiume, e complice un po’ la pioggia sbagliamo direzione dell’autobus che avrebbe dovuto portarci al Polo Scientifico. Senza perderci d’animo ne approfittiamo per vedere un po’ questo quartiere con occhi diversi, e soprattutto al riparo dalla pioggerellina insistente. Finalmente arriviamo al Museo della Scienza, uno dei più belli e interattivi mai visitati: i vari padiglioni danno modo di confrontarsi con innumerevoli argomenti, dalla fisica, alla chimica, al corpo umano…e c’era anche una interessante sezione relativa alle droghe, un ottimo ripasso per me che dovrò affrontare a breve l’esame di psicobiologia! Ad un certo punto veniamo attratti da una specie di cupola gonfiabile, che altro non è che un “planetario portatile”: lo staff ci invita ad entrare e di lì a breve inizia lo spettacolo, ovvero una lezione praticamente privata, essendo noi due i soli visitatori, sul cielo stellato, le costellazioni e le loro leggende antiche.

Una volta terminata la visita al Museo, ci spostiamo all’Emisferic, una sorta di cinema 3D con visione a 180°, dove proiettano il film “Il mistero del Nilo”: essere avvolti dall’immagine fin quasi all’intero campo visivo dona una percezione della realtà quasi naturale…in alcune scene sembrava davvero di essere immersi nella natura d’Egitto, coccodrilli compresi! Dopo esserci fermati al negozietto souvenir per acquistare un ricordino dell’esperienza museale di oggi, facciamo un salto all’Opencor lì vicino per acquistare la cena da consumare in camera stasera; riprendiamo il bus fino a Turia (stavolta azzeccando la direzione al primo colpo) e poi ci facciamo una passeggiata di 1 km fino all’hotel. Doccia e riposo, in preparazione alla giornatina intensa di domani.


3° giorno

In vista del probabile pranzo al sacco, ci rifermiamo da Consum per comprare l’occorrente alla preparazione dei panini, torniamo con la metro fino a Turia e riprendiamo il bus 95, nella giusta direzione che ormai abbiamo imparato! Oggi visiteremo infatti un altro componente della Città delle Scienze, l’Ocenografic: l’acquario è diviso in sezioni in base al tipo di mare: c’è quindi la sezione del Mar tropicale, del Mediterraneo, la sezione squali, Artico (dove ci sono dei simpaticissimi Beluga), l’Antartico, il Mar Rosso e l’habitat pinguini. Ad un certo punto ci spostiamo all’esterno per prender parte ad uno spettacolo con i delfini, molto interattivo anche con il pubblico, peccato solo non esser stati scelti per prender parte attiva a certi numeri con questi intelligenti e simpatici animali. Visitiamo poi un secondo padiglione squali, dal quale fanno bella mostra di sè anche delle carinissime tartarughe Caretta Caretta.

Tornando verso la fermata dell’autobus 95 passiamo sotto all’Umbracle, una curiosa installazione a mo’ di giardino, sempre opera del genio di Calatrava; se potete fermatevi fino al tramonto in questa zona, perché scatterete delle foto davvero stupende con le grandi architetture di Calatrava e i colori caldi sullo sfondo! Non essendo ancora del tutto stanchi, optiamo per un giro in centro, nelle vie dello shopping. Per la sera scegliamo il ristorante “Utielana”, dove ordiniamo paella e cordero al horno, che però ci lasciano piuttosto insoddisfatti purtroppo…per fortuna in hotel abbiamo ancora qualche provvista per sfamarci come si deve!


4° giorno 

Dopo aver preparato le valigie e averle lasciate in custodia nella stanzetta dedicata dell’hotel, raggiungiamo il centro con la metro e visitiamo l’interno del Mercado General; torniamo alla Cattedrale speranzosi di poter riammirare il Sacro Graal, ma questa volta si paga, quindi desistiamo, avendolo già visto gratis il sabato prima. Per pranzare scegliamo la “Cerveceria 100 montaditos”: i montaditos sono dei paninetti ripieni, e in questa birreria in particolare c’è un menu con 100 possibilità, si scelgono i preferiti, si comunicano al barista e poi loro appena sono pronti ti chiamano al microfono con un “por favor, Erika”! Una soluzione simpatica e con un buon rapporto qualità/prezzo per un pranzo o una cena diversi dal solito.

Con il tram raggiungiamo il porto di Valencia, creandoci cosi la possibilità di guardare la città e i suoi sobborghi con un occhio meno turistico…facciamo una passeggiata sul lungomare e torniamo col tram in centro; andiamo alla scoperta del barrio del Carmen, ma non c’è niente di speciale da segnalare, quindi terminiamo il giro negozi per gli ultimi acquisti di souvenir, ci fermiamo al fidato Consum per acquistare i panini per la cena, visto che la partenza è prevista in tarda serata, recuperiamo le valigie e riprendiamo la metro in direzione aeroporto, davvero molto comoda poiché ti porta direttamente al terminal, senza bisogno più di prendere ulteriori mezzi.

Purtroppo anche questo spring-break volge al termine…¡Hasta luego Espaňa!   


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