Sicilia al cubo: 2007/2008/2010

DIARIO DI BORDO

Sicilia - estate 2008

Iniziamo questo racconto premettendo che sarà sicuramente un po’ diverso da quelli che avete letto finora.

Il viaggio in Sicilia del 2008, infatti, non è stato di puro piacere, bensì a scopo didattico, per la precisione di tirocinio universitario. La base è stata Messina, città che tra l’altro conta numerosi parenti di Daniele, che quindi ha giocato in casa. Ma tra un impegno e l’altro, abbiamo ovviamente approfittato per visitare alcune delle bellezze di questa splendida isola italiana.



Dopo ore e ore di macchina, arriviamo finalmente a Villa S. Giovanni, dove attendiamo il traghetto che ci farà attraversare lo Stretto di Messina e porterà finalmente in terra sicula; i primi giorni di orientamento passano tranquilli, e già siamo in grado di darvi qualche dritta: non mancate assolutamente di assaggiare le delizie di “Famulari”, vicino all’università. Qui troverete arancini di tutti i gusti (speciale quello alla nutella!!!), mozzarelle in carrozza, pitoni e altri rustici buonissimi.

Un risto-pub-pizzeria che ci sentiamo di consigliare è “gli Antenati”, in corso Cavour: oltre ad avere un ambiente giovanile e simpatico, si mangia molto bene, sia che si scelga la pizza o un semplice panino (semplice per modo di dire, i gusti sono davvero molto vari!). La cosa bella è che mentre si attende il proprio piatto, portano una ciotolina con la pasta della pizza fritta, una squisitezza! Abbiamo in seguito scoperto che lo stesso pub è aperto anche a Milazzo, nelle vicinanze del castello.

Un’usanza tutta siciliana da provare è quella di fare colazione con la granita al caffè, panna dolcissima e una super briosche di forma tondeggiante da inzuppare…e il buongiorno si vede dal mattino!

In occasione del mio compleanno siamo andati all’”hostaria da Bacco”, dove abbiamo ordinato un antipasto misto di Bacco, strozzapreti alla trapanese e orecchiette fresche con gambero rosso e pistacchi di Bronte…tutto molto buono e delicato (ma il prezzo è un segreto J).

L’ultimo sabato di luglio siamo andati a Milazzo, in occasione della notte bianca, e abbiamo cenato alla pizzeria “il covo dei pirati”, direttamente sul lungomare: l’ambiente è veramente carino e caratteristico, ovviamente quella sera abbiamo aspettato tantissimo, ma eravamo preparati all’evenienza vista la serata particolare.

A Milazzo ci siamo tornati anche pochi giorni dopo per vedere lo spettacolo di “Pino e gli anticorpi” e quello dei “Turbolenti”, troppo divertenti!

Una delle nostre gite più importanti è stata quella a Lipari e Vulcano: partendo proprio da Milazzo abbiamo raggiunto Lipari con una delle compagnie che si trovano al porto e offrono escursioni in giornata. Una volta sbarcati, siamo saliti su di un autobus per raggiungere una spiaggia un po’ meno affollata delle altre, subito dopo le cave bianche. Siamo tornati quindi in nave, la quale ci ha portato a Vulcano, un’isola fantastica e super divertente, visto che c’è una vera e propria pozza di fango dove potersi cospargere (a pagamento ovviamente!) di fanghi e farsi un bel peeling, per finire poi a sciacquarsi in mare con le bollicine dei mini geyser…un’esperienza da provare assolutamente! Last but not the least, prendere il sole sulla spiaggia nera vulcanica, il tutto fattibile a piedi ovviamente.

Dopo alcuni giorni di tran-tran siculo, ripartiamo per un’altra avventura, questa volta poco marina: decidiamo infatti di visitare con una nostra amica le gole dell’Alcantara, situate nella Valle dell’Alcantara, in provincia di Catania. Sono delle gole alte fino a 25 metri e larghe dai 2 ai 5 metri, createsi probabilmente in seguito a eventi sismici, di certo non rari in questa terra. Tra queste scorre il fiume Alcantara, che nasce nei monti Nebrodi, bellissimo, cristallino ma davvero molto molto freddo!

Al ritorno non ci facciamo mancare una puntatina all’isola Bella (Isula Bedda), di fronte a Taormina…dopo qualche difficoltà di parcheggio scendiamo finalmente a mare e lo spettacolo è davvero particolare! Quando c’è bassa marea, infatti, si scopre un lembo di terra (o meglio di ghiaia), che fa si che questa diventi una penisola, dando più spazio anche a quelle persone che oltre a voler fare un bagno in queste acque, vogliono godersi un po’ di sole stando “comodamente” sdraiati a terra.

Riaccompagniamo la nostra amica a Milazzo e ne approfittiamo per passare la serata cenando alla pizzeria “Riva Smeralda”, direttamente sul mare. In realtà è la pizzeria di un campeggio (il Riva Smeralda appunto), ma è aperta anche a chi non alloggia lì.

Ci concediamo solo un giorno di riposo e per l’indomani organizziamo un’escursione sull’Etna. Per il pranzo ci arrangiamo con un picnic sotto una pineta, sulla strada che sale in cima, dove si può tranquillamente mangiare, riposarsi e giocare a palla. Arrivati in cima ci dicono che non c’è speranza di vedere la lava scendere e quindi decidiamo che pagare parecchi soldini per fare il percorso con la guida non ne vale la pena, piuttosto decidiamo di andare dalla parte opposta, a Etna nord, sperando di aver più fortuna.

Visto che di vedere la lava non se ne parla nemmeno qui, optiamo per la scalata dei “crateri silvestri”, i crateri inattivi più famosi dell’Etna, risalenti al 1892.

L’esperienza è davvero divertente, per nulla pericolosa (c’erano pure famiglie con bambini), vi consigliamo solo di portarvi delle calzature adatte (per non finire con kg di terra vulcanica dentro le scarpe) e una felpa, dato che, pur essendo in agosto, fa piuttosto freddo visto anche il vento che soffia impietoso a quelle altezze. Il paesaggio lunare comunque vi ripagherà sicuramente delle fatiche!

Ai piedi dei crateri vi segnaliamo parecchi negozietti di souvenir, dai quali portare a casa per esempio dei portafortuna a forma di animaletto in lava

raffreddata.

Lungo la discesa verso Messina vediamo alcuni cartelli che pubblicizzano una sagra e quindi facciamo tappa a Vena, dove ceniamo a base di salsiccia e maccheronata, in un contesto di allegria paesana assolutamente genuino! La sagra prevedeva, oltre alla cena con pochi euro, intrattenimento con karaoke e bancarelle varie, e sbirciando qua e la non abbiamo resistito alla tentazione delle frittelline con miele, deliziose!

Il giorno successivo saremmo dovuti andare a fare una gita in barca, ma il brutto tempo ci ha costretti a casa…poco male, viste le fatiche della giornata precedente. Passiamo una domenica in relax e la sera saliamo in terrazza a vedere le stelle, visto che questa è la notte di San Lorenzo.

I primi giorni della settimana passano tranquilli, divisi tra tirocinio, studio e puntatine al mare, con l’intermezzo di un concerto di Paolo Meneguzzi goduto dalla nostra terrazza e lo spettacolo dei “Turbolenti” al castello di Milazzo. Finalmente arriva giovedì e possiamo rifarci della mini crociera mancata domenica: stavolta le destinazioni sono Panarea e Stromboli.

A Panarea va detto che ci si muove esclusivamente in 2 modi: a piedi o con i golf cart! Essendo quest’ultimi poco numerosi rispetto agli sbarchi dei turisti dai traghetti, ci armiamo di pazienza e aspettiamo il nostro turno; dopo un po’ fortuna vuole che se ne fermi uno proprio davanti a noi, riusciamo cosi a salire e raggiungere la spiaggia (se non sbaglio Cala Junco), la quale è rimasta nei nostri ricordi per l’acqua particolarmente calda.

Passammo quindi all’isola di Stromboli, con il vulcano più attivo d’Europa. E’ stato davvero particolare vedere il fumo che saliva dalla cima del vulcano…ma ovviamente il bello deve ancora venire!

Dopo aver fatto il bagno siamo risaliti in barca e abbiamo mangiato la famosa “maccheronata”, in attesa del calar del sole. L’evento clou della giornata infatti è la vista della “Sciara del fuoco”, ovvero una parete ampia e ripida dove sopra si riversa la lava incandescente, formando cosi una scia rossa lungo tutto il pendio che di notte crea uno spettacolo a dir poco emozionante.

Ogni tanto era poi possibile vedere delle vere e proprie esplosioni vulcaniche, tutte sottolineate dagli “oooh” della gente e dai gridolini dei bambini…la natura ci riserva davvero degli spettacoli incredibili!

Arriviamo cosi alla giornata di Ferragosto, ricorrenza particolarmente sentita in terra sicula vista la grande devozione alla Madonna; in modo particolare a Messina si celebra questa giornata con la corsa della Vara, un carro di forma piramidale, alto circa 14 metri, dal peso di 8 tonnellate, che viene fatto slittare sull'asfalto bagnato.

Il traino avviene ad opera di quasi un migliaio di devoti scalzi, uomini e donne, giovani ed anziani, al grido di “Viva Maria”; sopra la robusta slitta un tempo vi erano 12 ragazzini che raffiguravano gli apostoli e, attorno al corpo della Vergine, nuvole ed angeli. Contrapposti, sole e luna raggiati, il globo terraqueo che sostiene la figura di Cristo e alla sua destra la candida Vergine; il tutto cosparso di figure variopinte di angeli, cherubini e serafini.

Da notare che fino al 1860 tutti i personaggi erano viventi, ciò malgrado gli incidenti, accaduti nei secoli XVII e XVIII, ma sempre risoltisi felicemente per fortuna.

Una decina di giorni dopo ci organizziamo per l’ultima gita di questo periodo: Palermo.

Sbagliando uscita ci troviamo senza volerlo a Bagheria; ritroviamo quindi la via maestra e arriviamo finalmente in centro. Passiamo per Piazza dei marinai e mangiamo pane e panelle da U’ Vastiddaru, godendocele all’ombra di Ficus giganti; rimpinzati da quella botta calorica ci dirigiamo verso il Teatro, Vucciria, Piazza Pretoria e poi visitiamo la bella Cattedrale, della quale ci ha colpito in maniera particolare il pavimento con la meridiana in marmo e le tarsie colorate rappresentanti i segni zodiacali.

Al Palazzo dei Normanni mi danno un kit per coprirmi le spalle (sembravo quasi una dei RIS!), ma poi possiamo ammirare la Cappella Palatina, tutta ricoperta da mosaici bizantini. La visita prosegue con una guida che ci spiega i segreti delle varie stanze del palazzo, ora sede della Regione.

Vista la camminata decidiamo di premiarci con uno sfincione, rustico tipicamente palermitano, mentre ammiriamo da fuori la chiesa di San Cataldo e Martorana e la piazza Politeama. Riprendiamo la nostra fidata macchina e ci spostiamo a Monreale, dove con un’enorme botta di fortuna riusciamo a visitare l’interno della chiesa: l’orario di chiusura sarebbe infatti passato, ma essendoci una messa pontificale troviamo aperto e riusciamo ad ammirare i famosi mosaici.

L’ultimo giorno di permanenza a Messina mi godo il particolare scoccare del mezzogiorno del Duomo: dapprima il ruggito del leone, poi il canto del gallo e infine l’Ave Maria…un’attrazione davvero unica nel suo genere.

Anche quest’estate è passata e in sua memoria rimarranno i bei ricordi di questa terra calda…e qualche kg in più!:-)  


TIPS dal viaggio in Sicilia – dicembre 2007:

siamo scesi in Sicilia a cavallo tra il 2007 e il 2008, in occasione del capodanno. Durante questo viaggio abbiamo passato molto tempo a casa dei parenti, ma non ci siamo fatti mancare qualche gita, come ad esempio quella a Taormina.

Per salire in città bisogna necessariamente lasciare la macchina al parcheggio appena sotto il centro e poi prendere la navetta; ovviamente l’attrazione principale è il Teatro Greco, risalente al III secolo a.C., riedificato e ampliato poi dai Romani. Se siete studenti ricordatevi di portare con voi il tesserino universitario, avrete diritto ad uno sconto!

Come nel passato, anche nel presente, il teatro è il fulcro della cultura e degli spettacoli del posto; spesso infatti al suo interno vengono presentati concerti e opere, grazie anche alla perfetta acustica.

La passeggiata continua per la via del centro, tra negozi e baretti chic, fino a che una pasticceria (che pare più una gioielleria) attira la nostra attenzione: entriamo e veniamo stregati dai colori della frutta di marzapane, ma soprattutto dalle scorzette candite di arancia ricoperte di cioccolato, libidine pura!

Pur essendo quasi una pazzia, durante questa breve permanenza in terra siciliana, non abbiamo resistito al fascino del viaggio nel viaggio e siamo quindi partiti alla volta di Agrigento. Dopo 3 ore abbondanti di macchina siamo arrivati alla Valle dei Templi, il sito archeologico più famoso della Sicilia. La somiglianza con il Partenone di Atene salta subito agli occhi, ma va considerato che questo è il parco archeologico più grande del mondo, in grado quindi di battere anche l’originale greco!

Quello che, oltre alle meraviglie architettoniche, è da considerare una vera e propria meraviglia della natura, è l’estensione di centinaia di mandorli in fiore…a quanto pare cosa piuttosto famosa, visto che abbiamo appreso esserci addirittura una sagra esclusivamente ad esso dedicata.

Al ritorno decidiamo di passare per il centro di Agrigento, ma purtroppo ci troviamo imbottigliati nel traffico a causa di un autobus e delle macchine parcheggiate dove non dovrebbero. La prendiamo con filosofia, parcheggiamo la macchina e, aspettando che il traffico defluisca, ci godiamo un cannolo e un tartufino da “In funna” e la mostra dei presepi all’interno della chiesa.

Inizia il nuovo anno e per smaltire i pranzi e cene degli ultimi giorni optiamo per una scalata dell’Etna…ci bardiamo di tutto punto pronti più per una sciata che per una camminata, ma appena arrivati in cima rimaniamo delusi dal fatto che in inverno non esistano escursioni da poter fare. Essendo a 1800 metri la neve non manca, perciò ne approfittiamo per fare qualche foto; visto il buco sull’acqua, ci rifacciamo con la tappa a Bronte, famoso per i suoi pistacchi. Qui li usano per fare proprio di tutto, e ovviamente ci lasciamo convincere facilmente: dopo un assaggio acquistiamo il pesto di pistacchi (ottimo per condire la pasta) e la nutella di pistacchi, da provare almeno una volta nella vita!

Giusto per non smentirci, anche se siamo ai primi di gennaio, un gelato al pistacchio e torroncino costituiscono la nostra super merenda del giorno.

La settimana si va concludendo, tra ultimi saluti ai parenti e una visita a Tindari, famosa per la Madonna nera (ebbene si, la Vergine è di colore) e per la leggenda di Marinello: alla base del promontorio si trova una zona sabbiosa con una serie di piccoli specchi d'acqua, la cui conformazione si modifica in seguito ai movimenti della sabbia, spinta dalle mareggiate. La spiaggia è conosciuta con il nome di Marinello o "il mare secco". Secondo una credenza popolare, la spiaggia si sarebbe formata miracolosamente in seguito alla caduta di una bimba dalla terrazza del santuario, ritrovata poi sana e salva sulla spiaggia appena creatasi per il ritiro del mare. La madre della bambina, una pellegrina giunta da lontano, in seguito al miracolo, si sarebbe ricreduta sulla vera natura miracolosa della scultura, della quale aveva dubitato a causa dell'incarnato scuro della Vergine.

 

TIPS dal viaggio in Sicilia – ottobre 2010:

anche in quest’occasione il vero scopo del viaggio è stato quello di una visita ai parenti, ma come di consueto abbiamo organizzato una gita fuori porta. Stavolta la nostra meta è stata Piazza Armerina.

Ovviamente lo scopo principale era quello di visitare la Villa del Casale, una villa tardo romana la cui attrazione principale è la pavimentazione ricoperta di mosaici.

Anche in questo sito archeologico è possibile avere una riduzione (per fortuna) se si è studenti o comunque di età inferiore ai 26 anni; dicevamo per fortuna perché purtroppo la Villa è in gran parte in ristrutturazione, e quindi ci è stato possibile visitarne una minima parte.

Sicuramente quello che ci ha colpito di più è stato il mosaico raffigurante le “fanciulle in bikini”: è all’interno della sala più celebre dell’intera Villa e rappresenta 10 ragazze in bikini impegnate in esercizi ginnici come il lancio del disco, il gioco con la palla e coi pesi e una sorta di corsa campestre. In basso a sinistra è inoltre rappresentata l’incoronazione delle vincitrici.

Un altro mosaico davvero incantevole è quello denominato la “grande caccia”: si sviluppa in lunghezza per quasi 66 metri e in larghezza per 5 metri. Nonostante il nome, esso rappresenta la cattura degli animali selvaggi, che verranno poi portati a Roma per combattere durante i giochi all’interno degli anfiteatri. La cosa sbalorditiva è che la lunghezza del corridoio è stata utilizzata per una rappresentazione geografica: al centro c’è ovviamente Roma, spostandosi verso destra si vedono raffigurazioni dell’Egitto e dell’Asia, mentre spostandosi verso sinistra vi sarebbero scene che fanno pensare all’Africa. Nonostante la struttura simmetrica del mosaico, la parte verso destra è quella più sviluppata, sia per la vastità delle terre, che forse per una maggior conoscenza di quei luoghi piuttosto che quelli africani.

Uscendo ci fermiamo ad uno dei banchetti di souvenir posti lungo la via che porta all’ingresso della villa e il commerciante ne approfitta per fare due parole ed esprimere il suo disappunto per l’imminente chiusura totale del sito, che a quanto pare ha alle spalle motivi di tipo economico/politico…sappiamo solo che la riapertura non avverrà prima della primavera del 2011. Sarà un’ottima scusa per tornarci e poterla finalmente visitare tutta.



SICILIA


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GRAZIE e...buon viaggio!!!
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