NEW YORK 2011

DIARIO DI BORDO

NEW YORK IN PILLOLE: 

* Periodo di viaggio: 30/09/2011 - 10/10/2011

* Volo: British Airways Venezia M. Polo - Londra Gatwick

         British Airways Londra Heathrow - JFK Airport

* Dove dormire: apt privato  

* Dove mangiare: in rosso

                             * Cosa vedere: in verde




1° giorno

Finalmente ci siamo...il viaggio che abbiamo aspettato una vita ora diventa realtà! Dopo giorni di preparativi (passaporto, marca da bollo, Esta, valigia con lucchetto TSA, etc) e ricerche su internet per scegliere la migliore assicurazione sanitaria (noi abbiamo scelto viaggisicuri.com, attenzione in fase di stipula ai massimali, devono essere la vostra discriminante nella scelta!), finalmente si parte! Il nostro volo parte da Venezia alle 23 e ci porta a Londra Gatwick, con tanto di bibita e sacchettino di frutta secca nel mezzo. Da qui dobbiamo spostarci all'altro importante aeroporto della capitale, perciò prendiamo l'autobus National Express (20€ p.p. già prenotato online da casa) che ci porta a Heathrow. Con mooolta calma, visto che abbiamo tutta la notte davanti, facciamo un giro nei dintorni, notando con curiosità come tutto sia molto curato nei dettagli: ci sono giochi di luci con le iniziali degli aeroporti più importanti del mondo, sculture di atleti impegnati in sport olimpionici (eh si, nel 2012 ci saranno le Olimpiadi proprio qui a Londra!), il tutto in una calma molto insolita per un posto generalmente affollato e pullulante di persone che si affannano a portarsi dietro i loro valigioni. Ci cerchiamo finalmente un posticino dove sistemarci e proviamo a fare un piccolo sonnellino in attesa che i banchi check-in aprano.

2° giorno

Puntuali alle 5.30 arrivano gli addetti e noi, ovviamente, siamo i primi a fare il check-in, non senza un balzo al cuore quando mi dicono che ci sono problemi con il mio Esta; dopo un primo momento di panico, faccio vedere all'assonnata signora tutte le copie che mi ero stampata, e cosi dopo qualche telefonata si scopre che il mio Esta era stato classificato come visto, ma ora è tutto sistemato. E' fatta, siamo dentro, ora dobbiamo solo prendere quel bestione di  aereo! Dal terminal A dobbiamo spostarci al terminal B e siamo quindi costretti ad usare una specie di trenino interno all'aeroporto; l'aereo è davvero super, come anche il servizio, dato che appena arriviamo troviamo ad aspettarci sul sedile un kit cortesia composto da copertina, cuscino, spazzolino, dentifricio e cuffie per ascoltare la musica o guardare i film che vengono proiettati sugli schermi dello schienale del sedile davanti! Poco dopo la partenza passano le hostess con la colazione, composta da frittatina, macedonia, yogurt, succo di arancia, panino con burro e marmellata e apple pie. Poco prima di atterrare le hostess ci consegnano una scheda da compilare con varie domande circa il motivo della visita, il luogo di soggiorno etc. Alle 11.05 ora locale (ci sono 6 ore di fuso) arriviamo al JFK: dopo 40 minuti di attesa all'immigrazione, ci controllano i passaporti, prendono le impronte digitali e fanno la scansione oculare...ottimo, siamo pronti per metter piede sul suolo americano! Prendiamo il taxi (attenzione a non prendere quelli abusivi! i veri taxi hanno la tariffa fissa dall'aeroporto al centro città) e ad un certo punto si profila all'orizzonte lo skyline più famoso del mondo, un'emozione unica! Il nostro appartamento era nell'Upper East Side, vicinissimo alla stazione della metro (fermata 103rd street) e altrettanto vicino al miglior ristorante fast food dove mangiare il primo vero hamburger in stile americano: Joy Burger, un vero paradiso dove scegliere le proprie salsine e condimenti da aggiungere (noi abbiamo provato l'hamburger con pesto, cipolla, salsa bbq e patatine fritte, spe.cia.le!). Ovviamente per colpa del fuso orario e della notte praticamente insonne passata in aeroporto, come ci stendiamo sul letto crolliamo in un sonno profondo, sebbene la promessa fosse quella di fare solo un riposino e poi andare fuori a cena.

3° giorno

Dopo quasi 12 ore di sonno, ci svegliamo alle 6 e iniziamo ad organizzare la giornata, il primo vero giorno a New York! Scendiamo in metro e acquistiamo la Metrocard 7 giorni alla modica cifra di 29$; la prima tappa è la Grand Central Station, sfondo di molti film famosi, con annessa colazione da Starbucks a base di apple fritter (dolcetto alle mele e pasta glassata), caramel apple spice (bevanda calda al gusto mela), peanut cupcake e salted caramel hot chocolate. Prendiamo quindi la metro 7 fino a Times Square e qui inizia la favola, perchè sembra davvero di essere in un set cinematografico...dopo averla vista migliaia di volte sullo schermo, finalmente ne facciamo parte anche noi! Durante le mie ricerche organizzative avevo scoperto che proprio qui si trova uno dei negozi più grandi di M&M's e ovviamente la tappa in questo paradiso colorato non ce la siamo fatta mancare: l'atmosfera è incredibile, musica, commessi che ballano e cantano, pupazzi che si lasciano fotografare con te e naturalmente intere pareti con colonne dispenser di caramelle di tutti i gusti e colori, guardate le foto per credere! Dopo questa dolce pausa riprendiamo la metro e ci spostiamo verso Central Park, che attraversiamo per raggiungere la Frick Collection, visto che la domenica si paga con la formula pay what you wish (ebbene si, ci sono vari modi furbi per visitare i musei di NY, tra cui quello di consultare le info e vedere i giorni e orari in cui si entra gratis o pagando una somma a propria discrezione, volendo anche solo 1$): la Frick comprende una collezione di artisti, soprattutto europei, molto carina ma non imperdibile, a nostro parere. La scelta per il pranzo oggi cade sul Mc Donald's di Times Square per soddisfare la nostra curiosità di come sia veramente il Mc americano: il menu è ovviamente più fornito e particolare, tant'è che scegliamo dei super paninozzi all'angus. Attirati da uno dei negozi tecnologici della piazza decidiamo di chiedere un po' di informazioni su una macchina fotografica che scatti foto panoramiche, pensando di mandare in pensione dopo anni di onorato servizio la mia Canon...inizialmente il commesso si mostra molto gentile, ci spiega le caratteristiche, ci porta fuori dal negozio per fare le foto con mano nostra, ma quando poi ringraziamo e diciamo che ci pensiamo un attimo su praticamente inizia ad insultarci, a dirci che gli abbiamo mancato di rispetto, che non si fa cosi, etc! A quel punto facciamo un bel sorriso, ringraziamo e usciamo imbarazzati dal negozio...tutto ciò per consigliarvi di stare attenti alle presunte truffe, perchè questo è quello che avevamo fiutato (e infatti poi, comparando i prezzi di altri negozi, quello era davvero esagerato per un articolo di mediocre qualità). Per farci tornare il sorriso non c'è niente di meglio che il negozio Toys R Us, pare sia il terzo store di giocattoli più grande al mondo, ed in effetti considerando che appena si entra ti accoglie una vera ruota panoramica alta quasi tre piani, non stentiamo a crederci! Qui si trovano pupazzi di ogni genere, gadgets, abbigliamento e giochi di tutti i tipi, un vero paradiso per grandi e piccini (inclusa la statua della libertà e l'Empire fatti di Lego). Passeggiando per la via centrale assistiamo ad un vero e proprio spettacolo di artisti di strada, che fanno salti e piroette degni di una compagnia circense, a ritmo di musica hip hop; facciamo un giro per i vari negozi di souvenir iniziando a farci un'idea su cosa portare a casa e poi immancabile tappa all'Hard Rock Cafè, che ci lascia a bocca con la parete interamente costruita con pezzi di chitarre. Per essere il primo vero giorno abbiamo già fatto un bel po' di km, come inizio può bastare...

4° giorno

Anche stamattina ci svegliamo praticamente all'alba (tutta colpa del fuso), navighiamo un po' in internet tanto per arrivare ad un orario decente, ci prepariamo e usciamo con direzione Union Square per fare il cambio metro, ma pare sia successo un incidente tra treni e quindi saliamo in superficie, dove veniamo attorniati da pompieri, sirene, polizia, ambulanze...sembra di stare sul set di un film, ma è la realtà purtroppo...impossibilitati quindi ad usare la metro, decidiamo di fare un giro per i negozi della piazza. Curioso è il "metronome", un'opera d'arte composta da un orologio a led rossi e un buco da cui ogni tanto esce del fumo, che altro non è che vapore acqueo, davvero particolare! Decidiamo di fare colazione da Jumba Juice con un frullato di zucca e spezie a dir poco divino, muffin ai mirtilli e un salato al formaggio; dopo aver fatto un giretto per il parchetto della piazza e ammirato le bancarelle, riprendiamo la metro fino al World Trade Center. Inutile dire che qui le emozioni sono davvero amplificate: ti guardi intorno e cerchi di immaginarti quel luogo con le due torri gemelle, scacciando le immagini di morte e disperazione che tutti conosciamo. Visitiamo la chiesa di Saint Paul con tombe e altarini in memoria di quel 11/9 e poi ci concediamo un fenomenale falafel sandwich (pita con falafel, hummus, babaganoush, melanzane fritte, insalata e pomodori) proprio a lato di una piazza occupata da manifestanti in protesta (verremo poi a scoprire che si tratta degli Indignados che marciano verso Wall Street). La prossima tappa non è altro che il centro commerciale Century 21, un mega negozio dove perdersi tra le occasioni di prezzi stracciati anche per le grandi firme! Camminiamo poi verso Wall Street, con foto ricordo al toro, alla Borsa di New York (Stock Exchange) e al Federal Hall National Memorial. Volevamo vedere il Trump Building dall'interno, ma il portiere ci dice che non è visitabile, quindi ci spostiamo in un negozio che vale tutta la pena di vedere internamente: Tiffany! Dopo tutto quel luccichio riposiamo gli occhi entrando nella Trinity Church, per poi ributtarci nella mischia dei negozi del Macy's e dintorni, Victoria's Secret compreso. Torniamo alla nostra amata Times Square e andiamo a caccia del Dallas BBQ, che però non riusciamo a trovare; sapendo però che questo ristorante ha diverse filiali, ci dirigiamo verso quello dell'Upper East Side, dove un simpatico cameriere ci porta subito due bicchieri di acqua fresca e ordiniamo le baby back ribs (baby per modo di dire!) più pollo e patatine fritte che fanno proprio loro, divine! La passeggiata per tornare a casa ci vuole tutta per poter smaltire questa super cena.

5° giorno

Dopo una breve colazione a casa, usciamo per raggiungere il Sony Wonder Technology Lab, un museo interattivo davvero molto divertente e interessante: facciamo il login con i nostri dati e ci danno una schedina da tenere al polso che ci riconoscerà in ogni "stazione", con la possibilità di personalizzare il nostro nome, colore preferito, musica, foto etc. All'interno del lab si possono comandare robot, vengono spiegate la medicina robotica e come avviene l'animazione di varie scene, ma soprattutto si può essere giornalisti per un giorno, facendo un vero tg con tanto di gobbo da leggere e telecamere puntate addosso, davvero divertente! Assistiamo infine alla proiezione di un film sullo scioglimento dei ghiacci in una specie di mini sala cinema e alla spiegazione di come si crea un trailer. Verso la fine del percorso c'è una specie di sala giochi dove poter provare vari videogames, tra cui anche il ballo con kinect, una specie di telecomando che segue i tuoi movimenti e li riproduce sullo schermo. Uscendo veniamo attirati da un negozio enorme di giocattoli nelle vicinanze: il Fao Schwarz, un vero bazar a più piani ricco di pupazzi, giochi all'ultima moda, sfilate di Barbie e statue di Lego. Camminando per il quartiere ci imbattiamo in un vero set, che veniamo poi a scoprire esser quello di CSI: NY! Ovviamente rimaniamo ad assistere a qualche ciak con la protagonista Lindsay Monroe, e poi ripartiamo alla volta del MET attraversando praticamente tutto l'UES (Upper East Side), con una sola sosta davanti al museo per sfamarci con un hot dog e due bretzel feta/olive più cheddar. Entriamo al Metropolitan Museum of Art (anche qui c'è il biglietto a donazione) e visitiamo quanti più padiglioni possibili, con la promessa di tornarci con più calma; particolarmente interessanti le sezioni egiziane, con sarcofagi e monili dai colori vivaci. Sulla strada ci imbattiamo nella Chiesa di San Bartolomeo, ma non è niente di che, mentre merita una visita all'interno la Chiesa di S. Patrizio, davvero enorme! E' cosi interessante vedere il contrasto tra queste costruzioni in stile gotico e gli specchi dei grattacieli, passato e moderno presente che coesistono in (quasi) armonia. Arriviamo al Rockfeller Center e prendiamo il biglietto per salire sulla terrazza, ma avendo un po' di tempo libero prima del nostro turno, ci deliziamo vista e palato da Magnolia bakery con i coloratissimi cupcake. Tocca a noi, quindi con un super ascensore veniamo letteralmente sparati a 260m d'altezza in pochi secondi: siamo finalmente sul ponte di osservazione del Top of the Rock, con una vista a 360° di tutta New York di notte. Abbiamo scelto, infatti, di avere una doppia visione dall'alto: di notte dal Top e di giorno dall'Empire, in maniera tale da goderci il panorama con le luci sia del giorno, che della sera.

6° giorno

L'idea di oggi è quella di fare colazione con i famosi pancake, ma una volta arrivati da Sarabeth a Central Park scopriamo che non fanno colazioni singole, perciò aspettiamo un orario decente e pranziamo da KFC sulla Madison. Complice la bella giornata di sole, ci convinciamo che oggi è il nostro giorno giusto per la gita, quindi raggiungiamo Battery Park con la metro, facciamo i biglietti e diamo un'occhiata a Fort Clinton per poi metterci in fila ben 20 minuti prima di raggiungere i controlli. La traversata con la Ferry Statue Cruise non dura moltissimo, e dopo aver ammirato lo skyline a poppa, ci giriamo ed eccola li...la Statua della Libertà! Sbarchiamo su Liberty Island e ovviamente scattiamo decine e decine di fotografie a quel simbolo di libertà, speranza e benvenuto che abbiamo visto cosi tante volte in tv e al cinema. L'interno al momento è in restauro, ma se pensate di voler salire fino alla corona, visitate il sito ufficiale e prenotatevi con largo anticipo. Riprendiamo il battello e raggiungiamo Ellis Island, quella che fu il principale punto d'ingresso per gli immigrati che inseguivano il sogno americano. Visitare le stanze del museo dell'immigrazione, che negli anni hanno visto passare milioni di persone con i loro sogni, le loro speranze, talvolta disilluse, provoca davvero molte emozioni; prendetevi qualche minuto per osservare le nostre foto, soprattutto quelle dei bagagli lasciati nell'atrio o quelle dei cartelli con le paghe dei vari mestieri...e magari una volta che sarete li guardate i registri degli immigrati, potreste trovare proprio il vostro cognome! Con il ferry facciamo ritorno a Battery Park e con la metro di Bowling Green raggiungiamo la fermata di Fulton, dove cambiamo verso High Street: ora siamo a Brooklyn! Vorremmo seguire il suggerimento della Routard per mangiare un buon gelato, ma la zona non ci sembra molto sicuro, perciò saliamo le scale e ci troviamo sul Ponte più famoso di tutta la città. Lo attraversiamo a ritroso tornando verso Manhattan, e ci godiamo le luci del tramonto che illuminano i grattacieli. Sempre con la metro torniamo alla stazione centrale e visitiamo la bellissima New York Public Library, che a quanto pare è una delle più grandi del Nord America e ha una reading room stupendamente decorata. Questa sera siamo talmente stanchi che optiamo per una cena messicana take away da El Paso

7° giorno

La colazione di questa mattina è a base di apple juice e donitas al cocco dei simpatici ragazzi del negozio messicano sotto casa; con un po' di cambi di metro (la nr 6 fino a Union Square + metro L fino 6th Avenue + path azzurro fino ad Hoboken, 4$ a/r) arriviamo finalmente alla pasticceria di Buddy, il Boss delle Torte! E' cosi emozionante esser proprio qui per noi, fan di quel bellissimo programma di Real Time...purtroppo lui non riusciamo a vederlo, ma in compenso vediamo la sorella e ci gustiamo occhio e palato mangiando qualche dolcetto! La nostra visita prosegue verso il Flatiron Building (il palazzo che ricorda la forma di un ferro da stiro) e Madison Garden; vista la troppa fila alla biglietteria dell'Empire, ci spostiamo in Times Square al chiosco TKTS per prendere i biglietti per lo spettacolo del musical Chicago. Torniamo all'Empire State Building e finalmente riusciamo a salire e goderci la panoramica di giorno della splendida NY: i taxi gialli a metri e metri sotto di noi sembrano formichine che camminano in un labirinto! Ci ristoriamo con un panino da Subway e andiamo a passeggiare a China Town, un altro mondo praticamente! I negozi vendono cose davvero stranissime, comprese anatre esposte come fossero salami appesi oppure pesce essiccato...è tutto un po'...bizzarro, ecco! ad ogni modo ci facciamo coraggio e decidiamo di prendere una specie di spiedino di palline di pesce fritto (forse) e del tofu fritto ad uno dei banchetti dei venditori ambulanti a lato della strada; non sapremo mai cosa abbiamo mangiato veramente, ma in effetti era buono! Un simpatico negozio dai colori pastello attira la nostra attenzione, è un Bubble Bar, dove vendono bevande con palline di gelatina ai vari gusti...la bambinetta che lavora li è cosi simpatica e già in gamba come venditrice, che mi convince a provare un the verde freddo con palline di gelatina di tapioca, davvero particolare! Da bravi italiani non potevamo non visitare Little Italy, che però di italiano conserva solo i nomi dei negozi e i pozzetti dell'acqua dipinti col tricolore: la maggior parte dei ristoratori e camerieri che cercavano di invitarci nei loro locali erano infatti sudamericani con un marcato accento spagnolo! In una fantastica pasticceria di Nolita di nome Eileen prendiamo delle cheesecake al cioccolato/caramello/nocciole e cioccolato/banana take away che mangeremo poi a teatro...si, perchè la nostra destinazione ora è Broadway!!! Il musical, Chicago, inizia in orario ed è davvero molto coinvolgente...consigliato davvero, soprattutto se avete già visto il film e conoscete bene la storia. Per terminare la serata facciamo un altro giro per Times Square (finendo sulla webcam della piazza) e poi prendiamo la metro per tornare a casa.

8° giorno

La colazione di questa mattina è nell'Upper East Side a base di pancake con burro e sciroppo d'acero e bagel con burro e marmellata...ovviamente per digerire il tutto ci vuole una bella passeggiata attraverso Central Park con fermata al Belvedere Castle per fare qualche foto. Se siete grandi amanti dei cani come noi, non perdetevi la bellissima statua a Balto, il cane eroe! La nostra visita principale del giorno è il Museo di storia naturale, proprio quello del film "Una notte al museo", con la nostra solita entrata pay what you wish; abbiamo visitato la sezione mammiferi e uccelli, dinosauri, popoli del mondo, pesci (con una balenottera azzurra di dimensioni reali), visto il filmato sul Big Bang in una specie di planetario, visitato il padiglione dei minerali e asteroidi e del corpo umano e lingue...insomma, alcolate almeno 3 ore per visitare quasi tutto in maniera quasi accurata! Prendiamo la metro fino a Herald Square 34th e pranziamo da Wendy's con degli hamburger fenomenali, che tutt'ora ci vengono in mente quando si parla di NY (tanto per farvi capire, Daniele ha mangiato l'hamburger triplo, con ben 3 polpette!). La tappa del pomeriggio è il MOMA, dove possiamo ammirare alcune opere che finora avevamo visto solo sui libri: tra tutti "la notte stellata" di Van Gogh, "les demoiselles d'Avignon" di Picasso e "la persistenza della memoria" di Dalì. C'erano poi altre opere di arte moderna alquanto bizzarre, quadri di Andy Warhol, Matisse, Magritte...in più abbiamo visto un divertente video chiamato "human interfaces", lo si trova anche su Youtube nel caso non sia più in esposizione! Stasera per cena si va di chinese wok take away: banana fritta, pollo con anacardi, riso con aragosta e verdure lo mein...per digerire ci vorrà un po', ma non potevamo non fare una cena all'americana, con le scatolette del cibo cinese!

9° giorno

Siamo agli inizi di ottobre e già tutto al Chelsea Market ricorda la festa di Halloween: le pareti sono ricoperte di finte ragnatele, ci sono lapidi e zucche un po' ovunque e c'è un vero e proprio piccolo spazio con tanto di pupazzi malefici, spose fantasma, morti viventi etc...all'entrata non c'è il solito buttafuori, ma un manichino della security very scary! Anche i negozi dei generi alimentari sono a tema, e perciò come non provare i brownies alla menta e alla frutta secca di Fat Witch?! Sembrerà strano, ma la passeggiata che andremo a fare una volta usciti dal centro commerciale è davvero green: percorriamo infatti l'High Line Park, un parco che si estende in lunghezza per più di un km, ricavato da una ferrovia in disuso...un modo davvero intelligente di utilizzare i vecchi binari e dare un tocco di verde alla città. Proseguiamo il cammino verso il Palazzo dell'ONU, che però ci accontentiamo di vedere solo da fuori, dato che per entrare bisogna prenotare tempo prima; per il pranzo siamo curiosi di assaggiare una pizza, quindi entriamo in una di quelle pizzerie da asporto e proviamo il menu con la bibita che è piuttosto conveniente...il responso? mah...sembra una di quelle pizze surgelate, con l'inconveniente che ovviamente al posto della mozzarella c'è il formaggio filante, però per fare uno spuntino non è poi cosi terribile! Dopo esser passati a Times Square per fare scorta di souvenir e regalini da portare a casa, torniamo a fare gli acculturati al Guggenheim, dato che il sabato per 2 ore l'entrata è a offerta libera (e per fortuna, dato che il museo ci lascia alquanto insoddisfatti, visto che molti spazi sono vuoti o in ristrutturazione!): le opere che più spiccano solo quelle di Kandinsky, Picasso, Gauguin, vari oggetti pop e una stanza intera ricoperta da banconote di 1$, per un totale di 100.00$, davvero stupenda! La serata si conclude con gli ultimi giretti di shopping e una cena take away con cibo messicano; in realtà dovremmo anche fare la valigia, ma vista la giornata stancante sulle spalle, optiamo per il relax!

10° giorno

Ovviamente la valigia prima o poi (purtroppo) va rifatta, quindi rubando meno tempo possibile all'ultimo giorno newyorkese infiliamo tutto nelle valigie e andiamo a fare colazione da Jumba Juice con lo smoothie alla zucca e spezie che avevamo provato i primi giorni. Decidiamo di goderci fino all'ultimo l'aria della città e facciamo una passeggiata davvero lunga attraversando Noho e Soho, con tanto di amicizia da parte degli scoiattolini di una parco che venivano a mangiare le briciole direttamente dalla mia mano! Arriviamo al centro commerciale Century 21 e facciamo un altro po' di shopping davvero conveniente (vedi t-shirt di Paul Frank a 9$!). La metro li vicino è chiusa per le proteste degli Indignados a Wall Street, perciò la prendiamo a City Hall, portiamo a casa i pacchetti e andiamo a mangiare il nostro ultimo hamburger da Joy Burger: un super panino con pesto, salsa BBQ e onion rings. Quando torniamo a casa il ragazzo dell'appartamento è già arrivato e molto gentilmente ci chiama un suo amico tassista, che ci porta in poco tempo al terminal 7 dell'aeroporto JFK. Partiamo alle 22.45 con un aereo davvero bello, che ti dà persino la possibilità di giocare ai videogiochi con tanto di joypad personale.

11° giorno

Arriviamo a Londra Heatrow alle 10.15, ritiriamo i bagagli e facciamo un giretto per l'aeroporto, ricco di souvenir delle prossime Olimpiadi. Dopo un po' prendiamo il bus National Express fino all'aeroporto di Gatwick e pranziamo con tramezzini con falafel e panini con la salsa di mirtilli e affettato! Salutiamo anche il suolo inglese e atterriamo in orario a Venezia, con un nuovo, bellissimo ricordo di un viaggio che racconteremo come il più bello della nostra vita, almeno finora!

PS: è assolutamente normale essere affetti da Newyorkite una volta tornati in terra madre; a detta di molti è una "sindrome" riconosciuta e molto comune che colpisce chi visita questa città e poi se la ritrova in quasi ogni film, telefilm, videogames, documentario americano, nonchè negli oggetti di arredamento, quadri, etc. :-)


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