Naxos - Paros - Atene 2007

DIARIO DI BORDO

GRECIA IN PILLOLE: 

* Periodo di viaggio: 26/07/2007 - 09/08/2007

* Volo: Air One Roma-Atene

* Dove mangiare: in rosso

* Cosa vedere: in verde

                            * Dove dormire: NAXOS: http://www.naxosvacanze.net/
                                               PAROS: http://www.katerinamare.com/
                                               ATENE: http://apollo.athenshotels.it/hotel.html

Naxos

1° giorno: questa volta la nostra partenza è da Roma, perciò ci facciamo accompagnare a Roma Tiburtina per poter prendere il treno che ci porterà all’aeroporto di Fiumicino…con un’oretta di ritardo partiamo e atterriamo ad Atene alle 13. Prendiamo l’autobus per raggiungere il Pireo e attendiamo l’imbarco sotto al sole cocente; finalmente alle 17.30 si parte…anche quest’anno abbiamo scelto la compagnia Blue Star Ferries, che ci fa sbarcare a Naxos a mezzanotte. Al porto ci aspetta Carmine, con la bella Chevrolet Matiz rossa che ci ha aiutato a noleggiare. Grazie a lui e a sua moglie soggiorneremo in un bellissimo studio, sul promontorio di Stelida, con una splendida vista mare. Carmine e Luisa, infatti, fanno da tramite tra i proprietari di camere ed appartamenti dell’isola e i turisti italiani: naxosvacanze è la loro iniziativa. Sono molto gentili e disponibili, una volta arrivati a casa ci danno delle mappe dell’isola e alcune dritte, anche per il mangiare.

2° giorno: ci svegliamo molto tardi e andiamo subito a fare la spesa in un supermercato li vicino. Vista l’ora scendiamo alla spiaggia vicino casa, che si chiama Agios Prokopios, dove assistiamo ad un tramonto spettacolare. Proprio in cima al promontorio c’è una tipica chiesetta greca che attira la nostra attenzione, cosi non ci lasciamo sfuggire l’occasione per qualche foto. Il primo ristorante che proviamo si chiama Meze2 e ci è stato consigliato da Carmine; infatti, si rivela uno dei migliori ristoranti mai provati. Qui assaggiamo un meraviglioso polipo in vinaigrette freschissimo, insalata di pesce, pesce spada alla griglia e polpette di zucchine, per finire con ouzo e palline di cioccolato offerte da loro! Una delizia! Facciamo una passeggiata per digerire il tutto lungo la Paralia (il corso) e finiamo la serata mangiando i tanto agoniati Baklava in veranda.

3° giorno: ci svegliamo e torniamo alla vicina spiaggia di Agios Prokopios, mentre al pomeriggio esploriamo la spiaggia di Agia Anna, che però ci riserva delle sorprese (è una spiaggia per nudisti J). Fedeli alla nostra filosofia del visitare più spiagge possibili, ci spostiamo alla Plaka per un bagnetto refrigerante. La sera torniamo in centro per andare a mangiare al ristorante Scirocco e sotto un piacevole pergolato gustiamo tzatziki, moussaka, costolette di agnello, saganaki e uno sciroppo di cannella con panna offerto da loro. La serata termina con la consueta passeggiata e baklava in terrazzo mirando el mar!

4° giorno: sulla strada per la spiaggia di Alikò ci fermiamo a Vivlos, un paesino che ci attira per il profumino di una bottega dove compriamo qualche cheese pie e vari assaggini di sfogliatine. In spiaggia c’è un po’ troppo vento, perciò ci spostiamo in una piccola spiaggia protetta dal promontorio di Mikri Vigla e con il mare più calmo. La sera incontriamo Luisa e Carmine al porto per farci dare i biglietti di una gita che abbiamo organizzato per il giorno dopo; il ristorante prescelto stavolta si chiama Piquarito e qui assaggiamo un’insalata di Naxos, i dolmades (foglie di vite ripiene di riso speziato) e due bei pita gyros. In una pasticceria turca suggerita da Naxosvacanze assaggiamo il gelato di “mastice di Chio”, ovvero la resina del Lentisco.

5° giorno: la sveglia suona presto e noi siamo pronti per salpare! Facciamo una prima tappa a Paros, per imbarcare un altro po’ di persone, e ad Iraklia, che fa parte delle Piccole Cicladi. Qui saliamo fino ad una chiesetta e poi ci rilassiamo all’ombra di qualche albero in riva al mare. Ripartiamo e finalmente arriviamo a Koufonissi, vera meta della nostra gitarella. Ci incamminiamo alla ricerca della spiaggia Porì, che segue quella di Platìa Punda, oltrepassando un promontorio roccioso. È la più estesa di tutte e, infatti, riusciamo a trovare nelle vicinanze una caletta quasi solo per noi due. Il ritorno risulta piuttosto divertente perché il mare è un po’ mosso, ma probabilmente giusto perché noi siamo sottocoperta: i poveri passeggeri scesi belli zuppi forse non l’hanno pensata allo stesso modo.

Per la sera scegliamo il ristorante Smirneiko, che propone kesarian pie (una sorta di quiche con la salsiccia), asian minor zucchini pie (sempre quiche ma con zucchine), pollo alla yiatouava (petto di pollo in salsa di yogurt, limone, aglio e menta) e la buonissima salsiccia di Naxos, dal gusto molto intenso! Passeggiamo un po’ per l’Old Market finché non vediamo una gelateria che presenta montagne di gelato su base waffle: ci facciamo conquistare e ordiniamo un gelato con Maltesers e uno allo Snickers, conditi da sciroppo di cioccolato e scaglie di cioco – cocco.

6° giorno: da instancabili esploratori ci mettiamo in viaggio anche oggi, questa volta con l’intento di visitare il più possibile i luoghi più storici e paesaggistici dell’isola. Passiamo Glinado, Galanado e Ano Sagri sulla via del sito di Gyroula, dove si trovano le rovine del tempio di Demetra, costruito nel VI sec. a.C., il più importante al di fuori della città di Naxos. Proseguiamo in direzione Halki, dove troviamo la distilleria di Kitro, costruita nel 1896 e poi ci godiamo il panorama di Filoti. A sud est del paesino si trova il monte Zas (1004 m, il più alto di tutte le Cicladi), che da bravi avventurieri abbiamo deciso di scalare al fine di scoprire la grotta con le iscrizioni del dio greco Zeus! Vi rassicuriamo, non è una cosa impossibile scalare il monte, ma munitevi di scarpe da ginnastica, crema solare (il sole picchia!), magari un cappellino e occhiali da sole, nonché bottigliette d’acqua. La cosa più bella (ebbene si, ancor più della grotta, che di per sé non è niente di eccezionale) è stato l’incontro con un’aquila che ci ha “sorvegliati” durante il tragitto.

Tornando verso casa ci fermiamo ad Apiranthos (che significa ricco di fiori), un paesino in cui il marmo bianco la fa da padrone e che si distingue per l’influenza veneziana, visibile chiaramente nell’architettura dei palazzi e delle case. Passiamo Koronos e ci fermiamo alla Panagia Drossiani, la chiesa più antica dei Balcani. L’ultima tappa è quella forse più importante: il Kouros di Flerio, uno dei posti più visitati dell’isola. È una statua alta quasi 5 metri, di marmo bianco, che giace nel cortile del giardino di Flerio, vicino a Melanes. È datato tra il settimo e il sesto secolo, e come tutti i Kouroi rappresenta un giovane uomo nudo con le braccia affiancate al corpo, i cui piedi risultano mancanti. La giornata volge al termine e noi ci rimpinziamo al ristorante Meltemi con patè di olive gentilmente offerto dalla casa, dolmades, frittura di calamari e un calamaro ripieno con due diversi tipi di formaggio e pomodori.

7° giorno: attraversiamo l’isola per arrivare alla spiaggia di Panermos, che è davvero incantevole e non molto frequentata. Il tempo di una foto alla piccola isola di Mikronissi e poi via verso casa, ma prima facciamo tappa fotografica in centro a Naxos città. Qui visitiamo il Kastro, una fortezza veneziana costruita nel 1207, che viene anche chiamata “l’acropoli di Naxos” per la sua posizione elevata. Una curiosità: all'entrata della Trani Porta (situata a nord), si trova un'incisione verticale che rappresenta la misura veneta dell'epoca, la quale serviva ai mercanti per misurare le stoffe che portavano alle nobildonne del luogo. Sempre nelle vicinanze visitiamo una carinissima chiesetta cattolica e ci spostiamo poi verso la Portara, illuminata dalle luci del tramonto nei suoi 6 metri di altezza. È ovviamente il simbolo dell’isola (la troverete in quasi tutte le cartoline), ed è tutto quello che rimane del grande tempio dedicato al dio Apollo; in realtà è doveroso specificare che la porta non si trova proprio a Naxos, bensì sul punto più alto di una piccola isola, Palatia, che è collegata alla città di Naxos da una lunga e stretta corsia. Quando la attraverserete, assicuratevi che il mare sia abbastanza calmo, se non volete fare una doccia indesiderata J.

Essendo l’ultima serata sull’isola, pensiamo di concludere in bellezza cosi come iniziammo, ovvero cenando da Meze2: ancora una volta ci gustiamo una buonissima insalata di pesce, il polipo in vinaigrette, le polpette di zucchine e aneto e la frittura di pesce. Non ci rimane che fare l’ultima passeggiata lungo la paralia, acquistare qualche souvenir da portare a casa e preparare con una nota di tristezza la valigia…fortunatamente il pensiero che domani si partirà alla scoperta di una nuova isola ci elettrizza e fa pensare un po’ meno alla nostalgia naxoniana!

 

Paros

 

8° giorno: sistemiamo le ultime cose, salutiamo “Terremoto”, la piccola gattina dell’hotel che per tutto il soggiorno ci ha fatto compagnia (e qualche simpatico dispetto, come dormire sui nostri asciugamani stesi!) e facciamo l’ultima colazione mirando el mar dalla nostra terrazzetta. Salutiamo, quindi, la proprietaria degli studios (Katerina) e riportiamo all’autonoleggio la fedele Matiz rosso fiammante. Anche per questa volta è andato tutto bene!

Con la valigia in mano ci rechiamo al porto, pronti per prendere il traghetto che ci porterà a Paros; una volta arrivati a Parikia ci mettiamo subito alla ricerca dell’ufficio Europcar, ma a quanto pare l’auto non è ancora pronta, perciò depositiamo le valigie e ci facciamo un giretto per i negozietti vicini. L’auto che ci è stata assegnata è una Fiat 600 abbastanza sgangherata…dopo un’accurata compilazione dei moduli relativi a precedenti bozzi e danni sulla carrozzeria, finalmente ci lasciano partire! Destinazione…Naussa. Una volta giunti a destinazione prendiamo un primo grande spavento vedendo che gli studios sono praticamente arroccati su di una collinetta, e temiamo quindi siano senza parcheggio privato! Una volta trovata la stradina che porta alla casa, però, ci accorgiamo che in realtà la macchina si può tranquillamente lasciare vicina all’entrata, che non è quella che si vede dalla strada principale! Katerina (sì anche lei si chiama cosi!), la proprietaria, ci accoglie in casa sua, ci abbraccia e bacia come se ci fossimo conosciuti da sempre e infine ci mostra il nostro appartamentino, offrendoci anche una bottiglia di acqua fresca. In realtà, a differenza di quello di Naxos, questo è un monolocale nel vero e proprio senso della parola, con il letto incassato nel muro e la cucina purtroppo praticamente inesistente, utilizzabile giusto per prepararsi la colazione…vorrà dire che mangeremo fuori più spesso!

Al pomeriggio partiamo subito alla conquista della prima spiaggia, Kolymbitres, che si trova a pochi km da casa nostra e tra l’altro è in un certo modo molto particolare, grazie alla presenza di rocce scultoree, un fenomeno geologico alquanto unico. La sera, piuttosto affamati, giriamo per il centro città alla ricerca di un posticino dove mangiare qualcosa al volo e troviamo una sorta di greek fast food, dove piuttosto che i soliti hamburger, si possono gustare pita con carne di pollo, salsiccia locale e gyros. Anche in questa sistemazione abbiamo richiesto la vista sul mare…e qui è davvero eccezionale!

9° giorno: per il pranzo ci prepariamo un panino con tonno e cheddar, che acquistiamo al Market, in maniera da partire presto per raggiungere la spiaggia di Santa Maria. Se cercate la calma e la tranquillità questa non è assolutamente la spiaggia per voi! Infatti, nella spiaggia centrale, si trova un beach bar che rende l’atmosfera ibizenca, con cocktail e musica ad alto volume. Per la sera decidiamo di provare il ristorante Oinoh, che offre wine stuffed leaves (i dolmades), saganaki, souvlaki e moussaka. Un breve giretto per un po’ di shopping in città e poi a nanna.

10° giorno: anche oggi optiamo per il pranzo al sacco, vista l’impossibilità di cucinare pasta fredda o insalata di riso come facevamo a Naxos; la meta di oggi è precisa, e dopo aver sbagliato strada, troviamo finalmente la spiaggia di Kaloghieras, raggiungibile solo da poche persone elette, visto che non è per niente segnalata! Il mare è davvero incantevole e, cosa ancor più particolare, è la grande scogliera che la ripara: essa è, infatti, ricoperta da argilla che, una volta bagnata, è applicabile sulla pelle per fare un bel peeling! Oltre che per il trattamento estetico, ricorderemo questa spiaggia per un’avventura che ci siamo ritrovati a condividere con le altre persone: mentre stavamo in acqua, iniziano ad alzarsi delle grandi onde, che nonostante la nostra corsa fanno in tempo a bagnare praticamente tutto, teli mare e libri compresi! Inizialmente pensiamo tutti ad un terremoto, ma poi ascoltando i telegiornali e leggendo notizie e giornali vediamo che effettivamente nessuno ne parla e appoggiamo la teoria di un signore che crede la causa sia il passaggio dei traghetti a poche miglia dalla riva…rimarremo sempre col dubbio! Sulla via del ritorno ci consoliamo con una spesa in una pasticceria/bakery che offre sfogliatine con wurstel, con uvetta, un super cannolo con panna (resterà per sempre nel nostro cuore) e un baklava. La sera ce ne andiamo a Parikia e finalmente, in uno dei tanti negozietti, trovo una bellissima collana con l’occhio di Naxos, una conchiglia che si dice portar fortuna a chi la indossa.

11° giorno: la spiaggia scelta per oggi si chiama Lolandoni e oltre ad un mare cristallino, offre un riparo ideale per un pranzo al sacco all’ombra delle tamerici. Una breve fermata alla spiaggia di Glifa e per il pomeriggio scegliamo la spiaggia di Faranga. Qui troverete un grazioso baretto dove poter sorseggiare un caffè-frappè o una buonissima granita alla frutta (Daniele scelse la pesca); tornando ci fermiamo alla Butterfly Valley, dove gli alberi sono ricoperti da farfalle notturne, che al loro muoversi sembrano creare una danza. Ma la cosa ancor più sensazionale di questo paesaggio è il tramonto, uno dei più belli (guardate la foto del Photoalbum! Merita davvero!).

Ci fermiamo al porto di Pounda per vedere gli orari dei traghetti, visto che abbiamo in programma una gita ad Antiparos; per cenare scegliamo il ristorante Trata a Parikia, dove ordiniamo sgombro ai ferri, frittura di calamari e le solite polpettine di zucchine all’aneto. Facciamo una passeggiata per un po’ di shopping e troviamo un cannolo come quello di Marpissa…ma che delusione! Non ha proprio nulla a che vedere! Tornando a casa c’è molto traffico, scopriremo poi che è appena terminato il concerto di Mikailis Katzighianis, un cantante pop a quanto pare piuttosto famoso qui in Grecia, visto che avevamo visto i suoi cartelloni anche in altre isole.

12° giorno: per la prima volta vediamo in cielo un po’ di nuvole…grande evento! Oggi andiamo a Parikia a visitare la “chiesa delle 100 porte” (Ekatontapiliani’), anche se in realtà le porte sono molto meno; dopo la breve tappa culturale, prendiamo il traghetto con direzione Antiparos, la piccola isola che dista poco meno di 2km da Paros. Affascinati come siamo dalle grotte, non ci lasciamo sfuggire quella dei 411 scalini (contati tutti eh!) che nel suo cuore offre davvero delle sculture magnifiche, tra cui quella che sembra essere un organo (e noi ovviamente non perdiamo occasione per fare una foto simpatica!). Dopo esserci rinfrescati nelle profondità della grotta, ci dirigiamo alla spiaggia di Agios Georgios, dove però bisogna stare attenti alle meduse e alle rocce delle acque poco profonde. Tornando verso il porto troviamo una spiaggetta davvero carina, collegata con una lingua di sabbia ad un piccolo ammasso di sassi; non ci facciamo mancare la visita alla cittadina di Antiparos, con relativo shopping di souvenir, ma il traghetto ci aspetta e dobbiamo tornare a Paros. La pazzia del giorno è quella di fare un giro lungo dell’isola, in maniera da ripassare per la pasticceria Nikita che ci rubò il cuore con il Korne e il Milfeg (il nostro millefoglie). La cena di stasera, vista la tarda merenda, sarà a base di insalata greca e pitta con local sausage, la loro salsiccia un po’ speziata. Per dessert ci regaliamo una porzione di palline di pastella da intingere nella Nutella, previa super fila alla cassa (ma ne è valsa la pena!).

13° giorno: la colazione è ovviamente a base di korne e milfeg…e andiamo a smaltirla alla spiaggia di Magaya, una caletta davvero bellissima, con il mare una tavola e l’acqua cristallina. Alla sera, a Parikia, cerchiamo il ristorante Efesto di cui avevamo sentito tanto parlare, ma è chiuso! Ci fermiamo allora al ristorante Dionisos, che però stasera non ha il moussaka, una vera delusione. Optiamo per saganaki, foglie di vite (sono diverse dal solito, hanno la carne dentro e una salsina) e agnello in salsa di limone; trascorriamo l’ultima serata in un lounge bar lungo mare gustando un freddocino choca moca e un waffle.


ATENE


14° giorno: dopo aver finito di sistemare gli ultimi bagagli, salutiamo la nostra padrona di casa Katerina e ci dirigiamo a Parikia, dove consegniamo la macchina e facciamo l’ultimo giretto per i negozi del porto. Ad una bakery compriamo dei pain aux chocolate e varie sfogliatine (con feta e prosciutto, formaggio e prosciutto, peperoni e noci). Prendiamo il traghetto che ci porterà al porto del Pireo, da li saliremo in metro fino ad Omonia e poi cambio per Metaxourgio. Qui c’è il nostro hotel Apollon…ma l’accoglienza non è delle migliori visto che l’ascensore è rotto e ci tocca fare un bel po’ di piani a piedi. Una volta posati i bagagli e dati una rinfrescata, ci mettiamo in moto verso l’Acropoli (se siete studenti portatevi il tesserino universitario perché cosi potete entrare gratis). La scalata è davvero emozionante, soprattutto per il contrasto tra quella Atene antica e l’Atene moderna, fatta di palazzoni e hotel. Inutile dire che il momento più bello è il raggiungimento del Partenone, il cui nome deriva dalla statua di culto di Atena Parthènos scolpita da Fidia. L’epiteto di Atena si riferisce allo stato di nubile e vergine della dea, nonché al mito della sua creazione, per partenogenesi, dalla testa di Zeus.

Dirigendoci verso Piazza Syntagma ci godiamo un po’ di ombra al Giardino Nazionale, che si trova proprio dietro la Piazza. Syntagma in greco significa “costituzione”, e tale piazza si trova proprio davanti al Parlamento; qui c’è anche il monumento al Milite Ignoto, che viene sorvegliato notte e giorno da due corpi scelti detti Euzoni. Potrete fare delle foto con loro, ma attenzione a non avvicinarvi troppo, altrimenti vi faranno prendere un colpo! Aspettiamo ovviamente il momento del cambio della guardia, che come sempre è molto suggestivo.

Il volto più antico di Atene lo scopriamo camminando per la Plaka, il quartiere più turistico ma anche affascinante, visto che è abitato da più di 7000 anni! Cammini cammini e tra un negozietto di souvenir e un ristorante spunta una chiesa bizantina, un monumento o un palazzo antico.

Avendo girato praticamente tutta l’Atene che conta in mezza giornata, ci è venuta una gran fame, ma qui siamo sprovvisti di consigli, perciò ci facciamo guidare un po’ dall’istinto e un po’ dall’olfatto…vedendo però che la zona è esageratamente turistica, decidiamo che non sarebbe carino prendere una sòla l’ultimo giorno di vacanza, quindi andiamo sul sicuro con un pitta gyros take away. Finiamo la serata (e la vacanza, sigh!) ammirando dal roof garden dell’hotel l’Acropoli illuminata, uno spettacolo da mozzare il fiato!

15° giorno: la sveglia suona con calma, facciamo colazione in hotel, ci rilassiamo guardando un po’ di MTV greca, prendiamo la metro e il trenino che ci porta all’aeroporto. Accumuliamo un ritardo notevole visto che 1. alcuni passeggeri furbissimi hanno lasciato la carta d’identità dentro la valigia imbarcata, 2. il pc si impalla, 3. quelli che facevano scalo erano senza contrassegno per i bagagli, 4. l’aereo era già di per sé in ritardo…fortunatamente poi durante il volo il ritardo è stato recuperato in parte e siamo scesi in terra italiana quasi all’orario previsto.

Come sempre la nostra amata Grecia non ci ha deluso, e anche questo è un semplice arrivederci, a presto!



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GRAZIE e...buon viaggio!!!
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