MALTA agosto 2010

DIARIO DI BORDO

MALTA IN PILLOLE: 

* Periodo di viaggio: 26/08/2010 - 02/09/2010

* Volo: Ryanair Treviso-Luqa

* Dove dormire: Falcon Court, Bugibba   

  http://www.falconcourtmalta.com

* Dove mangiare: in rosso

                             * Cosa vedere: in verde



1° giorno: eccoci qui, con il cuore che freme di nuovo, poco prima dell’imbarco per Malta…quasi tutto sembra un deja-vu di qualche mese prima (eccetto il fatto che stavolta imbarchiamo un bagaglio, visto che per una settimana marittima il solo bagaglio a mano non basta proprio!). Dopo un bellissimo viaggio con tanto di vedute dell’Argentario, Giannutri, Orbetello, Civitavecchia, Palermo e dell’Etna (spettacolare il modo in cui svettava dalle nuvole con la cima e nuvoletta di fumo annessa), avendo fatto una rotta diversa da quella di maggio, il gentil capitano ci ha dato anche la possibilità di goderci Gozo e Comino, con tanto di Blue Lagoon in bella vista…magnifica!

Atterriamo a Luqa accompagnati dallo squillo di trombe e dall’applauso scrosciante di tutti i passeggeri e fuori dall’aeroporto ci aspetta Olaf, il proprietario del nostro appartamento. Infatti, come di nostra consuetudine, abbiamo optato durante questa vacanza per l’affitto di un mini appartamento che ci potesse dare l’indipendenza necessaria a girare l’isola, senza vincoli di orari, e soprattutto mettendo in conto il fatto che avremmo sempre mangiato cose locali e non i cibi internazionali che propinano certi hotel.

La location in questione è il Falcon Court, un palazzetto di 4 piani a poca distanza dal centro di Bugibba, zona strategica per girare tutta la zona nord di Malta, che ovviamente è quella con le spiagge migliori e con i collegamenti più facili per Gozo e Comino, proprio quello che ci voleva!

Inoltre il Falcon Court è a pochissima distanza dalla stazione degli autobus di Bugibba, l’unica “indipendente” da La Valletta, fattore molto importante per ottimizzare i tempi.

Olaf carica i nostri bagagli e partiamo in direzione della nostra nuova casetta: ci accorgiamo subito che è un signore veramente molto gentile, parla benissimo l’inglese e ne approfittiamo per una bella conversazione, ma all’occorrenza sa capire e rispondere anche in italiano. A riprova della sua estrema disponibilità, ci accompagna prima di portarci a casa, in un tour guidato della zona, dandoci validi consigli e molti punti di riferimento per orientarci i primi giorni: i soldi per il suo servizio taxi son stati davvero ben spesi!

Come benvenuto ci godiamo un bellissimo tramonto dal nostro terrazzino, sistemiamo un po’ di cose e poi andiamo al ristorante “la stalla” a mangiare, proprio a pochi passi da casa. Qui ordiniamo un lampuki (pesce fresco pescato del giorno) e un menu che comprendeva un cocktail di gamberetti freschi in salsa rosa, mezzo pollo arrosto e un tipico dolce maltese (ricordate che quasi tutti i secondi vengono serviti già con il contorno). Bevendo acqua abbiamo speso meno di 25 euro in due! Ottima scelta e soprattutto ottimi piatti! La serata termina con una breve passeggiata per in centro, il cui scopo principale era la ricognizione dei negozi, che però chiudono relativamente presto, verso le 22.30/23.

2° giorno: consultando la nostra guida personale decidiamo di recarci a Melliha bay, ci rechiamo quindi alla stazione autobus di Bugibba e compriamo l’abbonamento settimanale (14 euro), che consigliamo a tutti, visto che facendo qualche calcolo, comprando i biglietti di volta in volta avremmo speso molto di più. Oltretutto se la gente facesse più abbonamenti e meno biglietti-corsa, a parte risparmiare, verrebbero ottimizzati i tempi di percorrenza, visto che a volte si sta fermi anche 5 minuti ad una fermata perché un sacco di persone devono fare il biglietto al momento!

Tornando alla bella Melliha bay, scopriamo un mare bellissimo, molto calmo e caldo, ideale per le famiglie visto che rimane piuttosto basso per metri e metri, l’unica nota negativa è che era ancora un po’ troppo affollata come spiaggia.

Dopo il bagno, abituati bene con le spiagge di Rodi dell’anno scorso, cerchiamo una doccia e scopriamo che purtroppo qui sono a pagamento: 50c per mezzo minuto di acqua! Dopo esserci più o meno sciacquati andiamo a mangiare al ristorantino sul mare, ordinando una ftira, tipico paninone dal costo di 2 euro ripieno di tonno, capperi, pomodori, cipolla e olive. Una bontà!

Avendo più o meno un programma in mente, decidiamo per il pomeriggio di spostarci ad Armier bay, una baia molto carina e dal mare cristallino…anche qui doccia dello stabilimento a pagamento! Attenzione: le notevoli influenze arabe di Malta impediscono alle donne di rimanere in topless, anche solo per un cambio costume!

Ritornati a casa facciamo un po’ di spesa e poi Daniele suggerisce una cena alternativa: fish&chips e coca-cola sul nostro terrazzo vista mare. Per anni sono andata in Inghilterra e non li avevo mai mangiati, grave mancanza perché sono davvero strepitosi…e convenienti! Con meno di 5 euro a testa, anche per questa abbiamo mangiato! A differenza della notte prima, tormentata dal caldo umido dello Xlokk (scirocco), questa sera si è dormito davvero bene…eh già, stava arrivando il Majjistral, il maestrale compagno d’ora in poi di tutta la vacanza.

3° giorno: la colazione in terrazza è movimentata da un super vento, proprio come volevasi dimostrare! Con i nostri abbonamenti ben in vista (passano spesso i controllori!) saliamo sull’autobus che ci porterà alla Golden bay, ma il mare è troppo mosso e l’unica cosa da ammirare veramente è il colore ramato della sabbia. Riprendiamo l’autobus (dove si sale esclusivamente vestiti, vedi quanto detto prima!) e con un cambio alla Valletta, arriviamo a Marsaxlokk, il nostro amato paesino colorato.

Ma stavolta la destinazione non è lui, bensì la Peter’s pool, un incanto di mare incastonato tra alte falesie bianche, tanto bella quanto difficile da raggiungere se si è a piedi come noi. Una volta scesi dall’autobus, infatti, bisogna attraversare tutto il paesino e proseguire verso una ciminiera (così dicevano le guide a nostra disposizione, non specificando però che ci sono vari bivi)…abbiamo chiesto conferma a qualche passante e tutti sembravano scoraggiarci dicendoci che la camminata era lunga, mah! Ad un certo punto ci si avvicina un signore con una macchina bianca (Olaf ci aveva già messo in guardia!) e si propone in maniera piuttosto insistente di accompagnarci li, per la modica cifra di 20 euro! Per fare 1 km?! Ovviamente ringraziamo con un sorriso e continuiamo la nostra “passeggiata” dirigendoci verso la ciminiera. A detta dei nostri informatori avremmo dovuto trovare un sentiero che si arrampicava su per una collina, ma man mano che andavamo avanti questo sentiero non compariva mai! Ci fermiamo a chiedere ad una famigliola e ci dicono che stiamo facendo la strada sbagliata, dobbiamo tornare verso giù, poi proseguire dall’altra parte fino ad una chiesetta. Considerando il sole, il caldo e il nervosismo d’aver sbagliato strada e sprecato energie fondamentali, la salita comincia ad esser difficoltosa…fortuna vuole che una macchina con a bordo una famiglia di inglesi si fermi a chiederci informazioni (ahahah! A noi?)…purtroppo erano già in 4 e si scusano per non poterci dare un passaggio, promettendoci almeno che se la strada fosse stata sbagliata sarebbero tornati ad avvertirci. Continuiamo perciò la nostra faticosa salita e proprio quando le forze cominciavano a venir meno rivediamo la macchina degli inglesi! “Oh no, stiamo sbagliando strada di nuovo” è stato il primo pensiero, invece il signore molto gentilmente aveva scaricato moglie e primo figlio alla spiaggia e poi era tornato a prenderci! God bless you! Con infiniti ringraziamenti saliamo in macchina e raggiungiamo finalmente Peter’s pool, che per quello che ci è costata dev’essere minimo la spiaggia più bella di Malta! Ed infatti…merita sicuramente l’ingresso nella top 3! Le foto che troverete nel photoalbum parlano sicuramente da sole, vogliamo comunque dirvi che dalle alte scogliere si possono fare dei tuffi straordinari, durante la discesa vi sembrerà di volare! Una curiosità: guardate le incisioni sulla roccia bianca e noterete vari numeri e un nome che si ripete, è quello di Pelè, un signore da anni e anni viene in questo posto e si esibisce in carpiati spettacolari…ebbene si, noi abbiamo avuto la fortuna di vederlo in azione!

Ovviamente non è obbligatorio tuffarsi da quelle altezze se si vuole semplicemente fare il bagno o snorkeling in questo bel specchio di mare, vi sono rocce più basse oppure scalette che entrano direttamente in acqua.

Dopo esserci esibiti in 2-3 tuffi e aver preso un po’ del restante sole, ci incamminiamo nuovamente verso Marsaxlokk, ma fortuna vuole che una mamma con figlioletto accosti la macchina e ci offra un passaggio fino alla fermata dell’autobus, meglio di cosi!

Per gratificarci dell’impegnativa giornata decidiamo di andare a mangiare in centro a Bugibba, precisamente al “Bucaneers”: ordiniamo un menu con Gozo fried cheese (polpettine di formaggio impanate) accompagnati da cipolle rosse dolcissime, brajoli (fette di carne ripiene in salsa) e dolce maltese, e un maltese platter composto da una salsiccia maltese speziata, olive, formaggio di capra, fagioli, insalatina, cetrioli, pomodori e la bigilla (crema di fave). I piatti erano davvero molto buoni, l’atmosfera carina, allietata dal pub vicino…unica nota negativa un prezzo spropositato per l’acqua: quasi 3 euro per nemmeno un litro! La prossima volta saremo più furbi…

4° giorno: il vento soffia ancora forte, quindi le spiagge del nord sono impraticabili, meta del giorno diventa quindi la Blue Grotto. Una volta arrivati prenotiamo il giretto in barca che ti porta dentro le grotte: bardati con giubbotti salvagente sfidiamo le alte onde con un luzzu ed entriamo nella Cat’s cave, Filfla cave, Reflection cave, Blue Grotto, Circle cave (qui chiediamo di poter fare un tuffetto e ci viene concesso, esperienza consigliata!), Elephant foot (eh si, sembra proprio la zampa di un elefante), Honeymoon cave e Window cave. Al di là dei nomi strani e a volte senza senso, denominatore comune per tutte queste grotte è l’acqua trasparente e turchese, che talvolta si riflette sulla roccia creando magnifici giochi di colori, come bella è la sorpresa del granito viola appena sotto la superficie dell’acqua…ah, i colori della natura!

Dopo esser sbarcati decidiamo di fare un tuffo nel porticciolo da dove partono le barchette, che ha un’acqua incredibilmente verde! Il mio sesto senso ci fa uscire appena prima che venga dato l’allarme medusa: un bimbo con retino inizia a pescare cosette gelatinose, meno male che siamo usciti!

Decidiamo di mangiarci un’altra bella ftira, stavolta davvero enorme! Riprendiamo l’autobus verso casa e ci fermiamo alla spiaggia di Qawra, dove però il mare non è niente di che e il sole sta tramontando…meglio avviarsi verso casa e pensare alla cena.

Tornando dalla stazione ci fermiamo dal nostro amico ristoratore de “la stalla”, il ristorante del primo giorno, a cui avevamo chiesto se c’era disponibilità della pasta coi rizzi (memori dell’abbuffata di maggio all’Avenue). Purtroppo quella sera non c’erano e molto simpaticamente ci aveva detto di ripassare dopo qualche giorno perché nuotando sarebbe andato a pescarli…e infatti eccoli in bella vista sul carrello del pesce fresco in esposizione! E’ fatta, stasera pasta coi rizzi! Proprio come all’Avenue anche qui c’è la possibilità di scegliere il piatto considerato “antipasto” da 5 euro, ma comunque un bel piattone, oppure la “portata”…indovinate cosa abbiamo scelto =)

5° giorno: rimanendoci solo 2 giornate piene, ovviamente queste saranno dedicate alla visita di Gozo e Comino. Oggi decidiamo per Gozo, visto che merita una visita anche culturale, mentre domani andremo a Comino, nella speranza (mal riposta) che il vento si calmi un po’. Partiamo con il traghetto della Gozo Channel Line da Cirkewwa, dove però la biglietteria è chiusa…niente paura, non è che non si paghi il biglietto, la filosofia loro è che tanto a Malta ci devi tornare, perciò il biglietto si fa al ritorno dal porto di Mgarr. Proprio qui sbarchiamo e glissiamo le proposte dei taxisti e di altri tour: sappiamo già dove andare! Appena usciti dal porto, andando verso sinistra, troviamo l’ufficio del Mgarr Tourist Service, proprio quello che cercavamo. Per 10 euro infatti, ti danno la possibilità di visitare tutte le tappe più importanti di Gozo, trasportandoti con un pulmino da 10 persone. Abbiamo optato per questa soluzione visto che il tempo era poco e soprattutto perché i mezzi di trasporto a Gozo non permettono di ottimizzare i tempi. Partiamo insieme a Manolo, il nostro conducente, che ci porta a Victoria, dandoci qualche informazione qua e là durante il tragitto. Qui visitiamo il mercatino, facciamo qualche acquisto e saliamo alla cittadella murata per qualche foto. Dopo un’oretta, all’orario indicatoci da Manolo, ci ripresentiamo al punto d’incontro, pronti per raggiungere la famosa Ramla bay, la spiaggia con la sabbia rossa. Stavolta in macchina con noi c’è un’altra coppia di italiani e si scambia qualche parola insieme.

Arrivati alla spiaggia notiamo che il mare è notevolmente mosso, c’era da aspettarselo vista la sua posizione, ma comunque non perde fascino…anzi ne acquista in divertimento, viste le nostre lotte con le onde!

All’ora indicata ripartiamo (con 3 ragazze asiatiche in più) alla volta dell’Azur window, Fungus rock e Inland Sea…un insieme di luoghi spettacolari e colori magnifici, dove ci perdiamo in un vero e proprio servizio fotografico al mare che si infrange con forza sulla roccia. La tappa successiva è il monastero della Madonna di Ta Pinu, dove ti fanno coprire con vari teli prima di entrare.

Ultimo spettacolo di quest’isola sono le saline, che difficilmente con altri tour si potrebbero visitare, visto che per raggiungerle si deve percorrere una strada veramente malmessa.

Ritorniamo al porto di Mgarr, salutiamo e ringraziamo il nostro autista, facciamo il biglietto stupendoci della maestosità di questo porto (e chiedendoci un po’ a cosa possa servire viste le piccole dimensioni dell’isola) e ci imbarchiamo per tornare a Malta.

Vista la stanchezza optiamo nuovamente per il fish&chips e una fetta di torta snickers comprata alla pasticceria Mare Azzurro.

6° giorno: per il gran finale la destinazione più ambita: Comino! Dopo uno stop alla nostra pastizzeria di fiducia Sphinx, prendiamo l’autobus per Cirkewwa come ieri, ma stavolta cerchiamo l’ufficio della United Comino Ferries, che un ufficio vero e proprio non ha, bensì un omino che intasca i soldi (10 euro a/r, il doppio di Gozo!) e strappa i biglietti.

Purtroppo il mare è abbastanza mosso e quindi per raggiungere Comino facciamo quasi una circumnavigazione, dandoci modo di vedere una parte dell’isola che altrimenti non si sarebbe vista. Arriviamo alla spiaggia dell’unico hotel e ci incamminiamo verso la Blue Lagoon…l’acqua è già un incanto, ma quando vediamo la laguna ci brillano gli occhi! Descriverla non rende l’idea dei suoi colori, e nemmeno le fotografie sono in grado di catturare il turchese particolare dell’acqua…l’unico modo è vederla di persona!

Non essendoci una vera e propria spiaggia decidiamo di noleggiare 2 sdraio per 7 euro totali…mossa azzeccata perché altrimenti prendere il sole sarebbe stato troppo scomodo!

Ci tuffiamo dalle rocce (attenzione perché l’acqua è bassa!) e dopo un po’ di galleggiamenti vari in quella piscina naturale, decidiamo di nuotare fino a Cominotto. La “grande traversata” non è difficile in sé, bisogna solo stare un po’ attenti alle correnti! Toccata la terra di Cominotto, ritorniamo a Comino e ci godiamo un po’ di sole: per fortuna c’era un bel vento, altrimenti avrebbe fatto davvero molto caldo!

Durante il tragitto in barchetta del ritorno ci fermiamo a vedere qualche grotta, come promesso dal depliant della compagnia.

Per la cena decidiamo di andare sul sicuro e torniamo da Bucaneers, ordinando 2 piatti maltesi e coca-cola (ve l’avevamo detto che saremmo stati più furbi, no?)…finiamo la serata girovagando per i negozietti in cerca dei souvenirs da portare a casa.

7° giorno: la meta principale del giorno è l’Hypogeum Hal Saflieni, prenotato circa un mese prima (a maggio non sapevamo di questa necessità, ma stavolta ci siamo attrezzati!).

La prima tappa è un giretto per La Valletta, dove notiamo che sono in corso vari lavori di restauro. Prendiamo quindi l’autobus per Paola, ci fermiamo a comprare i pastizzi, e finalmente è il nostro turno di entrata all’Hypogeum: per conservare il microclima di questo meraviglioso luogo, le visite non superano mai le 10 persone, visto che l’aria respirata da troppa gente insieme sarebbe dannosa per le pitture e le pareti delle sale.

La visita si suddivide in 3 parti: la prima consiste nello stare in una stanzina con dei pannelli esplicativi del luogo e dei vari ritrovamenti, la seconda nella visione di un video, dove spiegano che la necropoli è stata scoperta nel 1902 durante gli scavi per la costruzione di un edificio (tutt’intorno infatti ci sono solo case), e la terza è la visita vera e propria, che si svolge con un’audioguida che porta in vari punti e spiega in più lingue le caratteristiche principali del posto.

Pensare che quelle pareti e quei buchi hanno ospitato più di 7000 corpi in un periodo tra il 3600 e il 3000 a.C. rende la visita ancora più densa di emozioni! Tutti i suoni che sentirete dall’audioguida sono stati registrati durante i lavori di scavo e restauro del sito, affascinante!

Dopo l’entusiasmante visita all’ipogeo decidiamo di fare un ultimo bagno e ci rechiamo alla spiaggia diGhajn Tuffieha, praticamente una Golden bay più carina e naturale, senza il grande hotel-resort sullo sfondo.

Qui mi diletto in una vera e propria opera artistica con i sassolini della spiaggia…opera che verrà fotografata da più persone…e i miei diritti d’autore? =)

Dopo una breve capatina a casa per sistemarci, usciamo abbastanza presto visto che è l’ultima sera rimasta e abbiamo ancora qualche regalino in sospeso. Mangiamo un paio di pastizzi e una pasta al forno in velocità e poi…shopping all night long! In realtà dopo un’oretta concludiamo tutti i conti aperti (anche perché i negozi iniziavano a chiudere sempre prima, verso le 22.30), e decidiamo di fare una puntatina al Casinò.

A differenza di quello di St. Julian, il casinò vicino Bugibba permette di entrare con abiti più casual…dopo la registrazione, con tanto di foto da webcam e consegna di tessera magnetica, entriamo e puntiamo sulla roulette virtuale. Come prima esperienza, niente male. Attenzione a non fare foto all’interno del casinò, altrimenti vorranno vedere che cancellate le foto dalla memoria della macchinetta!

8° giorno: mattinata dedicata alla preparazione delle valigie, capatina alla nostra pastizzeria di fiducia per gli ultimi pastizzi…ed ecco Olaf già pronto con la macchina fresca per riportarci all’aeroporto. Tirando le somme di questa vacanza ci possiamo considerare soddisfatti per i numerosi posti che abbiamo visitato, nonostante il fatto di muoversi in autobus sia sicuramente meno efficace del noleggio di un mezzo proprio.

Con la pelle abbronzata e la mente arricchita di ricordi dei posti incantevoli visitati, riprendiamo l’aereo e torniamo in patria. Anche per questa volta, grazie Ryanair per aver reso possibile questo viaggio.


MALTA


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