LISBONA 2013


DIARIO DI BORDO

LISBONA IN PILLOLE: 

* Periodo di viaggio: 17/05/2013 - 22/05/2013

* Volo: Venezia - Lisbona  EASYJET

* Dove dormire: Hotel Ibis Saldanha

http://www.ibis.com/it/hotel-2117-ibis-lisboa-centro-saldanha/index.shtml

* Dove mangiare: in rosso

                             * Cosa vedere: in verde



Considerando il brutto tempo di questo maggio 2013, siamo ancor più felici di partire…e non siamo i soli! Infatti, questo è un viaggio un po’ particolare, dato che siamo SEI in viaggio: a noi si sono aggiunti anche i miei genitori e mia sorella con fidanzato. La destinazione finale, dopo settimane di indecisione, è il Portogallo, e in particolar modo Lisbona. Per noi è la prima esperienza in questo Paese, invece Daniele aveva già visitato la città in occasione di una gita scolastica, ma il ricordo ormai s’è fatto abbastanza vago e alla fine si è lasciato convincere.

1° giorno

Finito di lavorare, attorno alle 18.15, partiamo alla volta dell’aeroporto di Venezia, ma la nostra corsa viene purtroppo interrotta da un brutto incidente che blocca tutta l’autostrada; fortunatamente siamo partiti con largo anticipo e ci possiamo permettere di uscire e cercare strade alternative, che finalmente ci fanno arrivare a Tessera. Raggiungiamo il parcheggio “Fly Park” e lasciamo macchina e chiavi al signore dell’accettazione, mentre un altro carica i nostri bagagli sulla navetta e ci porta in men che non si dica all’area Partenze dell’aeroporto. Una volta effettuati i vari controlli, ci dirigiamo al gate e ci mettiamo in fila per l’imbarco, dove una gentile signorina ci chiede se vogliamo (in maniera volontaria) spedire i nostri bagagli in stiva, poiché lo spazio in cabina è ridotto. Decliniamo l’offerta e proseguiamo verso il minibus, che ci porterà sotto all’aereo; i posti con Easyjet sono già assegnati, senza costi aggiuntivi, in fase di prenotazione, quindi non ci resta che sederci e goderci il volo di circa 3 ore. Nonostante la partenza un po’ in ritardo, atterriamo in orario alle 00.15; sbarchiamo e dopo un lungo corridoio con simpatiche caricature di importanti personaggi portoghesi, troviamo le casse automatiche dove poter fare i biglietti per la metro. A seguito di varie ricerche e sulla base delle nostre necessità di spostamenti per i prossimi giorni, optiamo per la carta Viva Viagem dal costo di 0.50e, facilmente ricaricabile con tagli di minimo 5e alla volta. La cosa positiva è che scegliendo la carta e non i biglietti singoli da fare di volta in volta, oltre alla comodità, si hanno viaggi in metro, autobus e tram a tariffa scontata (la corsa in metro in modalità “zapping”, ad esempio, costa 1.25e invece di 1.40e con la tariffa intera). Per qualsiasi ulteriore informazione contattate il sito www.metrolisboa.pt. Il nostro hotel, fortunatamente, è proprio sulla linea rossa che ha come capolinea l’aeroporto, e quindi dopo una decina di fermate arriviamo a quella di Saldanha; qualche centinaio di metri ed ecco il nostro hotel dal classico stile Ibis! Eseguiamo il check-in e ci vengono consegnate le chiavi elettroniche delle nostre tre camere...ma veniamo presi dalla fame e quindi chiediamo di poter avere qualcosa da mangiare, e con nostra grande sorpresa ci viene detto che il servizio ristorante è attivo 24/24; vista l’ora tarda optiamo per qualche toast e una fetta di torta di mele, accompagnati da bibite. Stanchi, ma soddisfatti e con la pancia piena, andiamo finalmente a dormire…domattina ci aspettano i primi giri di ricognizione della città!

2° giorno

L’Ibis, per quanto possibile, è quasi sempre la nostra prima scelta durante l’organizzazione, e quindi nei vari anni ne abbiamo girati parecchi, ma crediamo proprio che questo sia quello con i letti più comodi e confortevoli di tutti!!! L’arredamento, sia della camera, che del bagno, è un po’ più datato rispetto ad altri dove abbiamo soggiornato, ma il comfort del letto fa dimenticare il lato prettamente estetico delle camere…Ben riposati, andiamo alla ricerca di una pasticceria dove poter fare colazione, ma purtroppo quella immediatamente di fronte all’hotel è chiusa. Decidiamo quindi di spostarci con la metro, arrivando fino alla fermata Oriente; la stazione stessa è un’opera da fotografare, progettata dal celebre architetto spagnolo Santiago Calatrava, del quale si riconosce facilmente lo stile e il solito amore per l’acciaio e il vetro. All’uscita è praticamente impossibile non vedere il grande centro commerciale Vasco da Gama, all’interno del quale troviamo una sorta di bar-banchetto chiamato appunto Quiosque dos Sabores dove gustare buone pastine e caffè decenti (3e circa a testa; meglio il caffè del cappuccino, poiché quest’ultimo essendo servito in tazze più grandi, risulta più annacquato). Usciamo dalla parte opposta e ci troviamo nella zona che fu realizzata in occasione dell’Expo ’98, denominata Parque das Nações. Ci accoglie un’imponente scultura chiamata Homem-Sol di Jorge Vieira, rappresentante un gigante antropomorfo (l’uomo del sole appunto), le cui forme taglienti dominano Alameda dos Oceanos. Poco più avanti, proseguendo verso il fiume, troviamo la scultura astratta Rhizome di Antony Gormley, raffigurante nove figure umane a grandezza naturale, che si fondono in maniera armonica. Proprio di fronte, invece, vi è il Mar Largo, di Fernando Conduto, un percorso a mosaico ispirato all’Oceano che riflette il corso del Rio Tejo. Ovviamente tutte queste opere furono commissionate in occasione dell’Expo ’98 e ora rimangono a disposizione di tutti in una sorta di museo a cielo aperto.

La nostra passeggiata prosegue sul lungo fiume, verso destra, fino ad arrivare a delle piattaforme di legno che permettono una bella visuale sul Ponte Vasco da Gama, il più lungo d’Europa con i suoi 17.2 km…è talmente lungo, che in fase di costruzione, si è dovuto tenere conto addirittura della curvatura della Terra! Torniamo verso il centro commerciale e proseguiamo verso sinistra questa volta, fino ad arrivare al Lago das Tágides, opera di Cutileiro, una sorta di laghetto con sculture di marmo parzialmente sommerse che raffigurano donne nude ispirate alle mitiche ninfe del Tejo del poeta Luís de Camões. Poco più avanti ci imbattiamo nel “giardino della musica”, uno spazio con vari strumenti come gong, triangoli e xilofoni giganti dove divertirsi anche se si è grandicelli! Il lungofiume continua con la curata erbetta, le cascatelle e i fiori del Jardim Garcia de Orta, che però purtroppo in parte è in stato di manutenzione. Ci imbattiamo poi in una costruzione che ricorda un po’ le costruzioni di Dubai, la Torre Vasco da Gama, alta 145m, a forma di vela di caravella; a quanto pare è in fase di trasformazione in un albergo di lusso. Arrivati quasi alla base del Ponte, ci giriamo e torniamo indietro, con destinazione il Museo della Scienza. Bisogna dire che risulta davvero piacevole camminare in questo lungofiume, ben tenuto, pulito e curato, tra persone che fanno jogging e bambini che imparano ad andare in bicicletta…l’unico neo potrebbe essere il vento, piuttosto freschetto, ma eravamo preparati a questa caratteristica costante della città!

Lungo la via troviamo varie fontane mosaicate, con giochi d’acqua, panchine su cui sedersi per riposarsi un po’ e un gigantesco Casinò dalla costruzione ultra moderna. Finalmente arriviamo al Pavilhão do Conhecimento, il museo interattivo della scienza. Oggi l’ingresso è gratuito, poiché il 18 maggio è la Giornata Internazionale dei Musei, ma comunque generalmente il biglietto costa poco meno di 10 euro. È un museo a misura di bambino, e lo dimostra il grande tavolo con sedie dell’entrata, dove ci si può sedere per rendersi conto di come vedono e vivono il mondo degli adulti i piccoli, davvero simpatico! L’attrazione più importante è quella della bicicletta sospesa: avrete la possibilità di guidare una bici a circa 6 metri di altezza, in tutta tranquillità! C’è poi una sala dove si possono scatenare tornado in miniatura, ci si può confrontare con le illusioni della mente o far rimanere impressa la propria ombra su di un pannello, davvero fantastico! La sala adiacente è interamente dedicata ai piccoli esperimenti per bambini: c’è un ampio spazio di gioco che simula una cittadina di Lego, c’è “il volo della mosca” (si lancia il bambino, che ha indossato una speciale tutina, su di una parete di velcro, che gli permette di rimanerci attaccato), c’è un pannello che misura i tempi di reazione e un letto di chiodi dove poter fare il fachiro senza farsi male! Al piano di sotto, invece, c’è una zona interamente dedicata ai dinosauri e una mostra sull’importanza della scienza nella vita di ogni giorno…ma quest’ultima l’abbiamo passata in velocità perché ormai era tempo di andare a pranzo! Per rimanere in zona, siamo tornati al centro commerciale, nel quale c’è un intero piano dedicato a ristoranti di vario genere e cucina: alcuni di noi hanno optato per un kebab o falafel, per dell’insalata di pollo e gli uomini si son lasciati tentare da dei panini con una specie di porchetta (spesa media in generale di 6-7e compresa bibita e patatine).  

Torniamo verso il centro della città e scendiamo a Praça Dom Pedro IV (1° imperatore del Brasile), soprannominata Rossio, un po’ particolare per la presenza ad ogni ora del giorno e della notte di spacciatori che cercano di venderti coca, marijuana o hashish con estrema naturalezza. Dal punto di vista estetico, la piazza si caratterizza per la statua di Dom Pedro e per il pavimento di san pietrini di diverso colore che creano suggestive onde. Salendo per una delle viuzze che convogliano proprio nella piazza, ci imbattiamo nell’Elevador de Santa Justa, in stile neogotico per mano di Mésnier, allievo del famoso Eiffel. Purtroppo c’è molta fila per salire e quindi, avendo i tempi un po’ stretti, preferiamo usare i piedini e continuare la passeggiata, visitando la Basilica Nostra Signora Martire e il Cafè Brasilia con l’immancabile pausa foto in braccio alla statua di Pessoa, che soleva venire proprio qui quando era in vita. Torniamo verso la piazza più piccolina accanto a quella Rossio,  Praça da Figueira, sulla quale si affacciano palazzi in stile pombalino e vari caffè. Torniamo in hotel per una rinfrescata e per la cena scegliamo di stare in zona, andando al ristorante Sessenta, che  purtroppo è pieno! Il gentile ristoratore, però, ci consiglia un altro ristorante sempre della zona, il Colina, dove con 16.50e a testa mangiamo come antipasto una crocchettina di pesce e come piatto principale il famoso bacalao a bras, un modo inusuale per cucinare questo pesce, che mescola nella stessa pietanza il baccalà appunto, uova, cipolla, olive e le patatine fritte a forma di stick! Ricordate bene che gli antipasti che vi portano solitamente prima che ordiniate, vi verranno poi addebitati in conto, non sono offerti…e siccome spesso girano di tavolo in tavolo, sinceramente noi li abbiamo sempre rifiutati. Il cameriere che ci serviva era davvero molto gentile e simpatico, bisogna dire che ci sanno davvero fare tra battutine, smorfie e scherzetti vari. e alla fine della cena ci hanno pure offerto un bicchierino di Porto! Stanchi ma soddisfatti torniamo in hotel, la sveglia domani suona verso le 9 perchè ci son molte cose da fare nella sola mattinata!

3° giorno

Essendo domenica mattina, abbiamo la fortuna di poter visitare alcune delle attrazioni più importanti di Lisbona in maniera totalmente gratuita; arriviamo a Rossio e ci fermiano alla Pasteleria Casa Suiça, dove la scelta di pastine (o salato per chi preferisse) è davvero ampia, e con i soliti 3e a testa riusciamo a fare colazione, bibite comprese. Dalla piazza prendiamo il tram 15 (sempre scalando il credito dalla carta Viva Viagem) e arriviamo a Belém; notiamo una grande folla, dovuta ad una sfilata di macchine e auto militari d’epoca. Arriviamo davanti al Mosteiro dos Jerónimos e ci mettiamo pazientemente in fila per entrare al chiostro, visto che comunque l’entrata alla Cattedrale è limitata a causa di una funzione in corso. Il monastero è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall'UNESCO  ed effettivamente è un luogo molto suggestivo. Un tempo nel monastero vivevano i monaci dell’ordine di San Geronimo, che avevano come missione principale quella di confortare i marinai…e non se la passavano affatto male, considerando la bellezza del chiostro e di alcune stanze, come quella che fungeva da refettorio. Usciamo e siamo costretti a rifare la fila, stavolta per entrare nella Chiesa: è piuttosto buia, ma questo serve anche a far splendere di più le magnifiche vetrate colorate. La parte più interessante è forse sapere che subito a sinistra dell’entrata si trova la tomba di Vasco da Gama, di fronte a quella del poeta Luis Vaz de Camões!

Usciamo e ci incamminiamo verso la Torre di Belém, un altro Patrimonio dell’Umanità che merita sicuramente la visita! È stata costruita nel 1515 e mi piace immaginarla proprio come una magica presenza alle porte dell’Atlantico…nel basamento (dove farete la fila per salire le scale) si trovano le riproduzioni dei vari cannoncini che servivano per la difesa. La Torre è divisa in più settori e la salita prevede una tortuosa e stretta scala a chiocciola, dove vi scontrerete con le persone che scendono. La fatica è ripagata però dal bel panorama che si può ammirare dall’alto, con tanto di vista sul Ponte 25 de Abril, quello che assomiglia in maniera impressionante al Golden Gate di San Francisco (effettivamente la società di costruzioni era la stessa). Torniamo coi piedi per terra e ci accorgiamo che la gente che entra ora paga il ticket: l’entrata gratuita della domenica mattina è, infatti, solo fino alle 14! Se non riuscite a visitare monastero e torre gratuitamente, vi consigliamo di fare il biglietto cumulativo, che al costo di 10e vi permette di risparmiare qualcosina.

Continuando in tema di altezze e panorami, scegliamo di prendere l’ascensore del Padrão dos Descobrimentos (3e), che ci porta a 52 m di altezza e ci permette di avere una vista a 360 gradi sul fiume e una visione completa del bellissimo mosaico che segna le rotte percorse dai marinai portoghesi. In lontananza, inoltre, riusciamo a scorgere il Cristo Rei, ispirata al più famoso Cristo Redentore di Rio de Janeiro. Una volta scesi facciamo qualche immancabile foto con il Monumento delle scoperte sullo sfondo, la cui forma ricorda una caravella che si impenna sulla cresta di un’onda; sulla prua sono raffigurati poi alcuni celebri personaggi, tra cui Vasco da Gama e Magellano.

Veramente affamati ci dirigiamo al McDonald’s più vicino, praticamente davanti alla Antica Confeitaria de Belém, nostra vera meta, per poter finalmente assaggiare i famosi pasteis (1.05e l’uno). Vengono offerti caldi, fragranti, in raffinate scatoline di cartone con logo, al cui interno si trovano anche delle bustine di zucchero a velo e cannella, da dosare a piacere. Troverete i pasteis in giro per tutta la città, ma non avranno mai nulla a che fare con questi che sono praticamente appena sfornati!

Riprendiamo il tram e ci spostiamo verso il vero centro, precisamente Rua Augusta, la via principale della Baixa che unisce il Rossio con Praça do Comércio attraverso un grande arco, che però è in ristrutturazione. Purtroppo anche la statua di Dom José I che domina il centro piazza è in restauro, e allora non ci resta che ammirare le facciate gialle dei palazzi e gli scalini che ti portano direttamente in acqua: un tempo, infatti, tutti i viaggiatori che giungevano in nave sbarcavano proprio qui, il luogo conosciuto come “la porta della città”. Stanchi, ma soddisfatti della giornata culturale torniamo in hotel per una rinfrescatina e per organizzare la serata. Purtroppo, nonostante la lunga lista di ristoranti che ci eravamo preventivamente preparati, è davvero difficile trovare un esercizio aperto la domenica sera, cosa veramente strana per noi italiani, che usciamo a mangiare fuori proprio il weekend. Decidiamo di andare un po’ allo sbaraglio e scendiamo alla fermata Baixa-Chiado, che essendo una di quelle più centrali, dovrebbe avere più opportunità aperte. Dopo aver superato le 4 scale mobili della stazione, finalmente risaliamo al giusto livello sul mare (è una stazione metro davvero in profondità!), e iniziamo la ricerca…camminando, camminando, troviamo un localino segnato sulla mia guida personale più come wine bar che ristorante, ma almeno è aperto. Si chiama Caso Sério e il nome gioca un po’ sul fatto che è proprio sulla via della Cattedrale, che appunto viene chiamata Sé. Il gestore è davvero molto simpatico e cordiale, fa le solite battutine scherzose e ci suggerisce alcuni piatti un po’ particolari: alla fine ordiamo un tagliere di formaggi, presentati insieme a confetture varie, un piatto di roasted linguiça cotta nella birra con miele e sesamo, una salsiccia chiamata farinheira, dalla consistenza appunto farinosa, servita con arance, miele e cannella e un formaggio di capra cotto al forno con varie erbe aromatiche. Vini e bibite compresi, la cena è costata meno di 10e a testa! Se anche non aveste voglia di mangiare, andate comunque a fare una visita a questo bel localino: l’interno è tutto in pietra, con delle simil grotte dove ci sono divanetti e bauli che fungono da tavolo, le sedie poi sono tutte di colori diversi e alcuni arredamenti in stile vintage lo rendono davvero un luogo piacevole anche solo per fare una chiacchierata davanti ad un bicchiere di vino. Al termine della cena, poi, il simpatico gestore ci offre il liquore simbolo della città: la ginja, dal gusto piacevolmente dolciastro di amarena, buonissima!

4° giorno

La mattinata è dedicata ad una visita di pellegrinaggio: Fátima. Al di là del motivo religioso, abbiamo scelto di andare anche per poter ammirare un po’ la campagna e i paesaggi portoghesi che si dipanano dai finestrini dell’autobus. Ma facciamo un passo indietro: facciamo colazione alla stazione della metro Jardim Zoológico, ma non è propriamente una buona scelta. Alcuni croissant sembravano un po’ vecchi, mentre invece la pastina noci e sciroppo d’acero era piuttosto buona. Andiamo alla stazione degli autobus Sete Rios, che è praticamente davanti a quella della metro e chiediamo di fare i biglietti, ma il bus in partenza 15 minuti dopo è già al completo, perciò siamo costretti a prenotare quello a distanza di un’ora. Per passare il tempo, facciamo una breve passeggiata, e guardando la cartina ci accorgiamo che dovremmo riuscire a vedere l’acquedotto. Dopo un centinaio di metri, infatti, scorgiamo in lontananza l’Aqueduto das Águas Livres, purtroppo chiuso al pubblico perché pare che nel passato un certo Diogo Alves uccidesse le sue vittime gettandole oltre il parapetto, a 65 m di altezza. Finalmente prendiamo l’autobus e in circa 1 ora e mezza arriviamo alla stazione di Fátima . Una volta usciti, basta prendere la via che svolta verso destra e si arriverà esattamente nel piazzale dietro la grande Basilica di recente costruzione. Noi però facciamo tappa in una sorta di mini centro commerciale semi deserto, dove troviamo un chioschetto che espone alcuni rustici interessanti, come pao com chourico o sfogliatine ripiene di formaggio e prosciutto cotto. Con poco più di 2e a testa pranziamo, e possiamo continuare la nostra passeggiata; per prima cosa visitiamo la Basilica da Santíssima Trinidade, che in realtà sembra più un auditorium che una chiesa! È sicuramente più apprezzabile l’esterno, con 12 porte di bronzo, ciascuna con un’iscrizione biblica, o la vetrata incisa all’acquaforte coi versi delle Sacre Scritture scritti in varie lingue. Siamo inoltre riusciti a fotografare un paio di bellissime colombe bianche che riposavano all’ombra. Particolarmente suggestiva era la lunga pista di marmo che portava alla Cappella dell’apparizione, resa liscia dal passaggio in ginocchio di milioni di fedeli che hanno fatto voto di penitenza, magari per una grazia ricevuta. Arriviamo quindi alla cosiddetta “fornace”, un’area dove si posso accendere candele (min 0.50e) o addirittura lasciar bruciare piccole sculture di cera rappresentanti una gamba, un bambino, un braccio, etc, in base alle necessità del fedele. La Basilica originale, del 1953, è sicuramente più bella di quella di nuova costruzione, per quanto con interni piuttosto semplici; ovviamente tutta l’attenzione è catturata dalle tombe dei tre pastorelli Francisco, Lúcia e Jacinta, situate proprio appena prima dell’altare, sia a destra che a sinistra. Essendo stati a Berlino, avevamo letto dalla guida che vi è una porzione di muro donata da un cittadino ed eravamo curiosi di vederla, ma noi la cercavamo all’interno della Basilica, quando in realtà bisogna uscire da essa e dandole le spalle, continuare sulla sinistra per un centinaio di metri: qui si troverà una specie di giardinetto, dove appunto c’è il pezzo del muro. Poco più avanti ci sono i classici negozietti di souvenir, dove comprare l’ennesimo rosario o una bella medaglietta benedetta, con un po’ di terra di Fátima. Purtroppo, sul più bello degli acquisti, inizia a piovere e quindi ci affrettiamo verso la stazione, visto che comunque l’autobus parte nel giro di una mezz’ora.

Arriviamo a Lisbona verso le 17.30, prendiamo velocemente la metro fino alla fermata Baixa Chiado e affrontiamo la salita fino al Convento do Carmo: sappiamo bene che la chiusura è alle 18 e abbiamo pochi minuti per la visita, ma ci basterebbe solo entrare e fare qualche foto…purtroppo una cassiera davvero scorbutica quasi ci impedisce l'entrata, facendoci presente che avremmo solo pochi minuti, ma noi insistendo le facciamo capire che ci basterebbe vedere la Chiesa in velocità, e ancora, con fare davvero indicibile si mette a contare i minuti, che tra l’altro lei ci sta facendo perdere! Alla fine, facendole vedere l’orologio e capire che ancora non è orario di chiusura e non può lasciarci fuori, riusciamo a convincerla e ci fa finalmente entrare (facendoci tra l’altro pagare comunque il biglietto a tariffa intera di 3 euro!). Abbiamo insistito cosi tanto perché questa è una chiesa un po’ particolare, poiché è a cielo aperto: il suo fascino deriva proprio dal fatto che essa è quanto resta della più imponente cattedrale gotica della città, quasi interamente distrutta dal tremendo terremoto del 1755; l’annesso Museo Arqueológico ospita alcuni sarcofagi e due terrificanti mummie.

Un’altra esperienza assolutamente da fare a Lisbona è prendere il tram 28, diventato ormai prettamente attrazione turistica; dopo un divertente percorso fatto di salite e discese (cercate di sedervi se potete), passaggi tra le viette dell’Alfama davvero strettissime e ragazzini che si appendono alle maniglie esterne per non pagare il biglietto, scendiamo a  Praça Martim Moniz, dove ci imbattiamo in una visuale davvero stupenda del castello e in una sorta di festival del mese chiamato “mercado de fusã”, che consisteva in vari gazebo, quiosques dove spizzicare qualche aperitivo e musica dj set. Ci lasciamo tentare anche noi da un aperitivo a base di ginja e nachos con salsa guacamole e piccante…un mix di culture insomma! Per la cena, questa sera, ho selezionato un ristorante tipico, in zona abbastanza centrale, dal nome tutt’altro che semplice: A licorista e o bacalhoeiro. Anche qui è super affollato, ma riusciamo a farci strappare la promessa di avere un tavolo un’ora più tardi; purtroppo mangiare in 6 è ben diverso che cercare tavoli da 2, ma per fortuna, anche in questo caso, il cameriere è molto gentile e ci rimanda a più tardi. Approfittiamo allora per fare un giro nei negozi che ancora sono aperti (a Lisbona chiudono quasi tutti molto presto, verso le 19), e infatti troviamo aperti gli unici due di gestione italiana: Benetton e Tezenis, giochiamo in casa! Finalmente viene il nostro turno e riusciamo a conquistare il tavolo da 6: decliniamo i soliti antipasti che hanno girato quasi sicuramente per tutti i tavoli, ma non resistiamo di fronte a delle crocchette di baccalà fragranti, davvero buonissime! Il piatto principale, neanche a dirlo, è ovviamente il baccalà, che questa sera assaggiamo nella sua versione minhota, che non è una parolaccia come tanti posso credere, ma consiste nel presentare un filetto di baccalà fritto con patatine fritte a sfoglia fatte a mano (deliziose) e cipolle dolci…sublime! Per digerire il tutto, il simpatico cameriere (3 su 3!) ci offre la ginja. Anche stavolta, con meno di 15e abbiamo mangiato bene e tipicamente portoghese!   

5° giorno

Finalmente splende un bel sole su Lisbona, così possiamo goderci al massimo la giornata fuori porta che abbiamo organizzato: iniziamo con una bella colazione da Chef Baker, immediatamente davanti al nostro hotel, che finalmente è aperto! Anche qui, con meno di 3e, mangiamo brioche e succo o caffè. Oggi prendiamo il treno, così arriviamo alla stazione centrale e facciamo una nuova carta, simile alla Viva Viagem, che si chiama “bilhete de 1 dia”: vale 24 ore e con questa prepagata di 12e si possono prendere tutti i treni e autobus tra Lisbona – Sintra e Cascais…una vera comodità e un vero risparmio! Una volta arrivati alla stazione di Sintra, prendiamo il bus 435 villa express fino alla Quinta da Regaleira (6e): il palazzo, in stile neomanuelino, è stato creato dall’italiano Manini su volere del magnate brasiliano del caffè Monteiro. È stato molto divertente aggirarsi tra le varie sale interne, e ci ha colpiti moltissimo la libreria, che con un sistema di specchi dava l’impressione di continuare anche sotto al pavimento! Ancor più divertente, però, è aggirarsi tra i giardini, fino a raggiungere la Torre, dalla quale si domina un maestoso paesaggio verdeggiante, e soprattutto il Lago della cascata, dove i più temerari possono provare l’attraversata passando di masso in masso, fino ad arrivare ai tunnel sotterranei (portatevi una torcia o almeno un cellulare con flash) che iniziano dalla Grotta Est e portano fino al Pozzo dell’iniziazione. Esso è profondo circa 30m e sul suo fondo si può scorgere la croce dei Templari; per tutta la visita alla villa, abbiamo cercato di scovare i simboli mitologici e templari, e proprio la scalinata che riconduce in superficie sembra essere una di questi, poiché trattasi di una scalinata in pietra a spirale a 9 ordini (9 quadrato di 3, il numero perfetto per eccellenza!). Il giardino di questa villa è davvero enorme, e forse servirebbe una giornata intera per visitarlo tutto e con calma, ad ogni modo assicuratevi di farvi dare la cartina quando pagherete il biglietto d’ingresso, perché aiuta molto nell’orientamento.

Una volta usciti, la fermata del bus che riporta in città è proprio di fronte al cancello, così attendiamo il solito bus 435 e torniamo in centro; è finalmente ora di pranzo e non avendo tempo e modo di sedersi in un vero e proprio ristorante, ci facciamo conquistare dalla vetrina di PaniSintra, una specie di tavola calda che permette anche la seduta. Qui, con 6e a testa, ci rimpinziamo di stuzzichini tipo il pastel bacala (la solita crocchetta), quiches di vari gusti, sfogliatine con pollo e maxi rustici impanati a forma di salsicciotto: era tutto davvero squisito, sebbene alcune cose venissero riscaldate al momento (attenzione: non hanno la tendenza a scaldare bene, spesso le pietanze vi verranno servite appena tiepide, quindi se amate le cose “bollenti” specificatelo quando ordinate), e il simpatico cameriere ci ha pure offerto i “caffè all’italiana” alla fine del pranzo. Rinforzati da cotanta energia, iniziamo il giretto turistico per le vie della cittadina, che offrono negozietti di souvenir e non solo in maniera consecutiva, uno dopo l’altro. In uno di questi degustiamo una buonissima ginja nel chocolate cup, un bicchierino di cioccolato, che assieme al sapore dell’amarena, rende lo shottino molto simile al nostro Mon Chéri. Ci imbattiamo poi in un palazzo adibito a galleria d’arte da alcuni giovani artisti, dove sono in vendita oggettini davvero simpatici come collane di caucciù, anelli fatti coi mattoncini dei Lego, fermacapelli formati dall’intreccio di vecchie lattine di bibita, etc. Il passaggio successivo sarebbe quello di prendere l’autobus 434 e andare a fotografare l’esterno del Palácio Nacional da Pena, caratterizzato da cupole di vari colori…affrontiamo quindi il percorso a tornanti del bus (sconsigliatissimo a chi soffre l’auto, perché i pazzi spericolati autisti di questi bus affrontano curve da vera gincana e corrono in maniera spropositata!) ma con enorme sdegno ci rendiamo conto che non è possibile fare alcuna foto dall’esterno, perché il Palazzo è circondato da una fitta e alta vegetazione, e soprattutto la biglietteria è sapientemente posta all’inizio di questa coltre d’alberi! Torniamo alla stazione di Sintra e attendiamo il passaggio dell’autobus 403, che ci porterà a Cabo da Roca, il punto più occidentale del continente Europeo, “onde a terra se acaba e o mar começa”. Purtroppo è difficile tradurre a parole le emozioni personali che si provano di fronte a quell’immensa distesa di acqua, col pensiero poi che alla fine di essa si trova l’America…quindi non ci resta che consigliare a tutti una visita in questo luogo magico e altamente suggestivo. Un sacco di foto dopo (c’è molto vento, quindi legatevi sempre la macchinetta fotografica al polso o al collo, e soprattutto arrivate con un vestiario adeguato, se possibile muniti di cappuccio perché, per quanto non troppo freddo, il vento si insinua nelle orecchie ed è facile poi soffrirne!) torniamo alla fermata del bus e raggiungiamo Cascais, diventata ormai località balneare preferita dai lisbonesi nel weekend e durante le vacanze estive. L’intento era quello di noleggiare in maniera gratuita delle biciclette e pedalare fino alla Boca do Inferno, una formazione rocciosa battuta dalle onde dell’Atlantico, ma purtroppo siamo arrivati troppo tardi, proprio mentre stavano portando via le bici. Optiamo allora per goderci gli ultimi raggi di sole e scoviamo una spiaggetta tranquilla (in teoria era Praia da Conceiçao) e io e mia sorella ne approfittiamo per fare un’esperienza da brividi: mettere i piedi nell’Oceano! Giriamo un po’ il centro e i suoi negozietti, facendo qualche acquisto, e decidiamo di fermarci qui a cenare; non avendo in programma questa cena fuori porta, ci lasciamo guidare dalle recensioni della Lonely Planet, e approdiamo al Restaurante Galeria, dove gustiamo una deliziosa picanha impiattata con patatine fritte fatte a mano, riso, fagiolata e tapioca…eccezionale, soprattutto considerando il fatto che, bibite incluse, abbiamo speso 10e a testa! Terminiamo la serata con un giro al centro commerciale situato dietro alla stazione e poi riprendiamo il treno che ci porterà a Lisbona, passando anche davanti al quartiere Belém, spettacolare di notte, quando tutto è illuminato.

6° giorno

Ci rimane un’ultima mattinata per visitare qualcosa, e quindi dopo aver fatto colazione davanti all’Ibis da Chef baker, ci riportiamo in centro e andiamo a visitare, da bravi padovani, la Chiesa di Sant’Antonio, che per chi non lo sapesse è nativo proprio di Lisbona. La chiesa non è molto grande o particolarmente lussureggiante, ma comunque la cosa più suggestiva è proprio la cripta, che sorgerebbe proprio dove, secondo la tradizione, sarebbe nato e vissuto il Santo; al centro, inoltre, c’è l’inginocchiatoio dove si fermò Papa Giovanni Paolo II a pregare nel 1982. La seconda tappa è la Cattedrale Sé, il cui nome deriva dall’antico nome del quartiere: Sedes Episcopales. L’esterno è particolare e caratteristico, ma l’interno ci lascia piuttosto delusi; probabilmente l’opinione cambierebbe visitando il Chiostro e il Tesoro della Cattedrale, ma sono a pagamento e non abbiamo molto tempo, quindi decidiamo di evitare.

Continuiamo il nostro giro per le viette della città, comprando gli ultimi souvenir e con una foto a Praça Restauradores concludiamo la nostra visita a Lisbona. Torniamo all’hotel per recuperare la valigia e facciamo gli ultimi biglietti della metro (non ci conveniva infatti ricaricare la Viva Viagem di 5e per utilizzarne solo 1.40e, quindi ci facciamo fare delle corse singole, tentando di spiegare la cosa alla signorina dietro lo sportello, che però capisce solo dopo l’ennesima spiegazione!). Arriviamo in aeroporto, ma a differenza di quello che credevamo, dobbiamo prendere un mini bus gratuito per arrivare fino al Terminal 2…alla luce di ciò, prendetevi con anticipo, perché i tempi sono un po’ lunghi. Pranziamo con un panino al McDonald’s e andiamo al negozio duty free per comprare una bottiglia di Ginja da portare a casa. Viene chiamato il nostro volo, ci avviciniamo al gate, e qui abbiamo una brutta sorpresa: un’antipaticissima hostess ci avverte che dobbiamo obbligatoriamente mandare il bagaglio a mano in stiva, perché in cabina non c’è abbastanza posto! A differenza delle hostess e steward di Venezia, però, che chiedevano gentilmente chi volontariamente volesse spedire la valigia, lei ci ha praticamente obbligati, intimandoci che se non lo avessimo fatto, saremmo rimasti giù dall’aereo! Nonostante le nostre proteste (avevamo cose fragili all’interno dei bagagli, che tra l’altro erano nuovi e di stoffa, quindi non certo adatti alla stiva come quelli di plastica rigidi), alla fine abbiamo dovuto cedere e spedire le valigie. La cosa assurda è stata che dopo aver fatto questa identica storia ad una decina di altri passeggeri in coda dopo di noi, lei se n’è andata e agli ultimi della fila non è stato più chiesto di spedire il bagaglio, una vera e propria presa in giro insomma! Ad ogni modo Daniele si è fatto dare il nome della hostess, ha fotografato gli spazi liberi nelle cappelliere, così come i sedili vuoti, dove volendo si sarebbero potuti mettere i trolley (Ryanair fa così), e ha scritto una bella mail di protesta a Easyjet…ora attendiamo la loro replica.

Lisbona è una città molto carina, a misura di pedone, sicuramente non una delle capitali più belle d'Europa, ma vale una visita almeno di qualche giorno, per aver la possibilità di poter fare anche quelle gite fuori porta che meritano il viaggio!

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GRAZIE e...buon viaggio!!!        

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