EUROPA PARK e SVIZZERA 2013

DIARIO DI BORDO

EU PARK e SVIZZERA IN PILLOLE: 

* Periodo di viaggio: 08/08/2013 - 12/08/2013

* Auto

* Dove dormire: Hotel Ibis Freiburg Süd (ex Etap Hotel)

http://www.ibis.com/it/hotel-2656-ibis-budget-freiburg-sued-ex-etap-hotel/index.shtml

                    Hotel Ibis Basel Pratteln (ex Etap Hotel)

                                               http://www.ibis.com/it/hotel-5250-ibis-budget-basel-pratteln-ex-etap-hotel/index.shtml

                                                                                                   Hotel Ibis Como Grandate

                             http://www.ibis.com/it/hotel-5604-ibis-como/index.shtml

                             * Dove mangiare: in rosso

                             * Cosa vedere: in verde




Chi ci segue da un po’ di tempo sa che stiamo cercando di “collezionare” quante più visite possibili ai vari Parchi divertimento d’Europa (e chissà…un giorno magari del mondo!). Sapendo che non c’è regalo migliore che un bel viaggetto, per il mio compleanno abbiamo deciso di andare a viverci uno dei maggiori Parchi divertimento d’Europa, secondo solo a Disneyland Paris: Europa Park, a Rust (vicino Friburgo), in Germania.

1° giorno

Il nostro viaggio inizia alle 11 di mattina, quando ci mettiamo in macchina alla volta della Germania, pronti ad affrontare un viaggetto piuttosto lungo (una decina di ore). Poco prima del confine con la Svizzera ci fermiamo a comprare la vignetta (33€), che ci permetterà di girare per tutte le autostrade del Paese senza alcun problema. Nonostante sia giovedì, il traffico è abbastanza sostenuto e dobbiamo affrontare più di 1 ora e ½ di coda prima di entrare nella Galleria del S. Gottardo, lunga quasi 17 km! Nei nostri piani, per spezzare la lunghezza del viaggio, c’era una sosta a Lucerna, ma il diluvio universale che si sta scatenando non ce lo permette, quindi proseguiamo fino ad uno degli autogrill Marchè, dove ci gustiamo dei rustici con spinaci, prosciutto e una buonissima Coca Cola alla vaniglia (prima d’ora l’avevamo trovata solo a New York!). Riprendiamo il viaggio ammirando i paesaggi svizzeri e rimanendo colpiti dalle impetuose cascate che con la pioggia si stanno creando ai lati della strada e dal verde surreale e quasi fosforescente dei prati che ci circondano. Verso le 21 raggiungiamo l’hotel Ibis ex Etap di Friburgo in Bresgovia: è la prima volta che facciamo questa scelta e bisogna dire che è uno stile Ibis un po’ più spartano rispetto a quelli a cui siamo abituati, ma ugualmente confortevole e soprattutto pulito. La camera non ha chiave o tessera, ma si apre solo tramite un codice da inserire in un tastierino numerico (quindi occhio a non dimenticarlo altrimenti rischiate di chiudervi fuori!), è un po’ piccolina e il bagno è destrutturato, ovvero lavandino e specchio sono nella zona letto, a parte c’è la doccia e a parte ancora (ma chiuso da una porta) c’è il water…un po’ bizzarro, ma per certi versi funzionale! Distrutti dalle molte ore passate in macchina crolliamo quasi subito…c’è bisogno di riposarsi in vista della prima grande giornata al parco di domani.

2° giorno

Non avendo la colazione compresa nel prezzo ci arrangiamo con qualche dolcetto dei distributori automatici situati nella hall, e poi partiamo subito alla volta dell’Europa Park: la tenuta è ovviamente “a cipolla”, poiché di mattina fa piuttosto freschetto, ma poi quando sbuca il sole scalda un bel po’! Dopo aver fatto i biglietti ci accaparriamo una cartina e iniziamo ad orientarci; gli spazi sono divisi in base a varie nazioni dell’Europa, e il tutto è molto tematizzato. Proprio nella zona italiana vediamo un baracchino che vende dei krapfen dall’aspetto invitante e decidiamo che quella sarà la nostra colazione! Ci spostiamo nell’area francese e ci mettiamo in cosa per l’Eurosat, una montagna russa al coperto e al buio, dentro ad un tendone che sembra una gigantesca pallina da golf! Purtroppo proprio quando sta quasi per toccare a noi, ci avvisano che l’attrazione verrà chiusa a causa di un guasto…cominciamo bene! Ripieghiamo sull’Universo delle Energie, una dark ride il cui tema è quello dei dinosauri: carina, ideale per rinfrescarsi un po’ e soprattutto per farsi un giro seduti. Noi che siamo amanti delle montagne russe varie, non ci facciamo scappare nella zona dedicata alla Russia l’Euro Mir, facilmente riconoscibile dalla ricostruzione della famosa stazione spaziale e dai 5 alti palazzi cilindrici di vetro. Questa attrazione sarà eletta come la nostra preferita! Per non rovinarvi la sorpresa del primo giro, eviteremo di descrivere in maniera dettagliata quello che succede all’interno delle varie attrazioni…il bello è proprio scoprire per la prima volta come sarà! Appena finito il “volo” sulla Mir, controlliamo il tabellone degli spettacoli e scopriamo che a poca distanza, nella zona inglese, sta iniziando il musical ispirato agli ABBA (Waterloo), dentro a quello che sembra proprio il Globe Theatre! Ci precipitiamo ed entriamo per un pelo! Lo spettacolo è abbastanza carino, vengono cantate le canzoni più conosciute, ma anche alcune ben poco famose…consigliato sì, ma solo se avete abbastanza tempo da riuscir a vedere anche tutto il resto del parco. Si è fatta ora di pranzo e ci spostiamo al ristorante FoodLoop, il 1° ristorante al mondo dove il cibo arriva al tavolo attraverso un sistema di montagne russe, doppio giro della morte compreso! Praticamente ad ogni persona verrà data una scheda magnetica, vi faranno accomodare attorno ad un tavolo tondo con al centro l’arrivo di una rollercoaster, ordinerete direttamente dal computerino di fronte a voi, e dopo pochi minuti bibite e portate arriveranno sui binari…strabiliante! Preparatevi a fare un po’ di coda, ma ne vale la pena! Il cibo è piuttosto buono, non tanto vario, ma anche stravagante: abbiamo mangiato la vital salat (pollo speziato, anacardi, mango, papaya, ananas e insalata conditi da una salsina speziata) e un misto di fritti, spendendo circa 20€ in due, bibite comprese. Per digerire un po’ facciamo una passeggiata nella Foresta Incantata dei Grimm, entrando anche nella biblioteca dei misteri, dove davanti ad uno specchio “magico” diventi una caricatura, e se diventerai un mago, sarai la guida di tutto il gruppetto…fino allo spettacolo in una specie di teatrino. Ci fermiamo qualche minuto a vedere lo spettacolo dei tuffatori nella zona portoghese, ma il sole a picco dà troppo fastidio, quindi proviamo l’Atlantica SuperSplash, molto simile a Fuga da Atlantide di Gardaland: in sé non ci si bagna molto, ma c’è sempre qualche “burlone” che da bordo piscina inserisce i soldini e fa scoppiare delle vere e proprie bombe d’acqua al passaggio del barcone, facendo uscire così i passeggeri belli zuppi! Per asciugarci ci mettiamo in fila da Wodan Timburcoaster, nella zona islandese: questa è l’attrazione dell’anno, e infatti ci aspetta una fila abnorme, di quasi 1 ora e mezza, veramente troppo. La particolarità è che questa montagna russa è completamente costruita in legno, molto bella tra l’altro da vedere da fuori, ma una vera “perdita” di tempo perché a fronte dei 90 minuti di coda, il giro poi dura pochino e non è particolarmente emozionante. Per fortuna lì vicino c’è il Blue Fire Megacoaster, sponsorizzato dalla Gazprom: a tutti consigliamo, almeno una volta, di provare a fare un giro in prima fila…spettacolare! Tra l’altro la bella organizzazione di queste attrazioni, è che se vuoi fare il giro nei primi seggiolini, ad un certo prendi una fila completamente diversa da quelli che stanno dal 2° posto in poi. Certo la fila sarà un po’ più lunga, ma almeno qui, ne vale davvero la pena, soprattutto per godersi appieno l’accelerazione iniziale che ti attacca al sedile (da 0 a 100 km/h in 2 secondi)! Ci spostiamo, quindi, nella zona svizzera e proviamo una simpatica roller coaster di nome Matterhorn Blitz (traduzione in tedesco del Monte Cervino), dove si sale su dei carrellini con davanti delle simpatiche marmotte o scoiattoli scompigliati dal vento e si affrontano veloci salite o tornanti mozzafiato; sempre in zona Svizzera c’è Swiss Bobsleigh Run, una montagna russa particolare: sali su dei veri e proprio bob, che ad un certo momento si sganciano dalle rotaie e scivolano su una pavimentazione particolare, molto carino. Finiamo la giornata con adrenalina pura al Silver Star, montagna russa sponsorizzata da Mercedes con cifre da capogiro: più di 1 km ½ di lunghezza , 73 metri d’altezza e una velocità che raggiunge i 130 km/h! Anche qui la fila è sempre piuttosto consistente, ma il giro la vale tutta. Ormai la serata si sta concludendo, le attrazioni chiudono e noi ci spostiamo nella zona tedesca per cenare con roastbratwurst e patatine fritte + wurstel bianchi serviti con senape e un bretzel (16€ per due, comprese 2 coke). Terminiamo la giornata con un dolce zucchero filato e l’acquisto di 2 t-shirt del parco. Torniamo in hotel e crolliamo, domani sarà un altro lungo e adrenalinico giorno.

3° giorno

Stamattina ci dedichiamo alla zona greca, che ieri abbiamo praticamente saltato a piè pari: la prima scelta è per Pegasus, una montagna russa per famiglie, con qualche emozionante discesa, ma nulla di più…molto meglio Poseidon, mezzo montagna russa e mezzo acqua splash, con una bellissima ambientazione, ma altrettanto importante fila da sostenere (quasi 1 ora). Per puro caso capitiamo a Il volo di Cassandra, attrazione con illusione ottica molto simile alla Casa di Prezzemolo di Gardaland; facciamo qualche foto con l’ambientazione greca e poi ci godiamo la parata, modesta, ma pur sempre carina da vedere. Con una passeggiata ci spostiamo nella zona scandinava e mangiamo un panino con salsa di gamberi e agrumi e 2 panini con crocchette di pesce (15€ in totale, comprese 2 coke). Cerchiamo di organizzare il pomeriggio in base agli orari degli spettacoli, e vedendo che la coda non era infattibile, ci buttiamo sul Tirol Log Flume, i classici tronchi acquatici (attenzione perché è usanza bagnare quelli che stanno facendo la fila). Torniamo nella zona spagnola e nell’arena ci godiamo un po’ di ombra, l’intrattenimento di un simpatico comico pre-spettacolo e finalmente l’esibizione con i cavalli a tema D’Artagnan e i 4 moschettieri. Visto che siamo in zona, torniamo in zona Austria e prendiamo l’Alpine Coaster Enzian, un trenino che va piuttosto veloce e ad un certo punto entra in una specie di miniera. Dato che finora abbiamo fatto attrazioni abbastanza tranquille, decidiamo di ripetere il Blue Fire, ma stavolta senza fare la fila per il primo posto. In Olanda scoviamo per puro caso il Pirates in Batavia, barcone galleggiante sotterraneo proprio molto simile ai Corsari di Gardaland, ottimo per riposarsi un po’ e rifarsi gli occhi con le belle ambientazioni (chicca: alla fine della corsa ci si può fermare al ristorante tematico, mi pare fosse di gusto asiatico). Torniamo in zona Svizzera e ripetiamo le due roller coaster (carrellini e bob), rifacciamo il Silver Star e poi ben 3 volte la Mir, praticamente fino alla chiusura, visto che ormai non c’era più fila! Indecisi su dove mangiare, facciamo il bis con la cena tipica tedesca a base di bratwurst, allietati da un’esibizione di piano bar. Portandoci verso l’uscita acquistiamo gli ultimi gadget vari e io compro una “porcheria” dolciosa: un tubo di plastica da riempire con polverine di vari gusti. Prendiamo la macchina e arriviamo a Basilea, dove con qualche difficoltà dovuta a dei lavori stradali troviamo l’hotel Ibis ex Etap Pratteln. Finalmente possiamo riposarci, su un nuovo letto ancora, ma per questa vacanza andrà cosi!      

4° giorno

Purtroppo, per motivi di tempo, dobbiamo fare una scelta e decidere se visitare Basilea o spostarci subito a Zurigo: optiamo per la seconda e ci mettiamo in viaggio, decidendo però ad un certo punto, di lasciare l’autostrada e continuare per strade statali, giusto per vivere un po’ di più l’atmosfera svizzera. Troviamo anche una bakery aperta e ne approfittiamo per fare colazione con 2 gustose brioches e un bricco di latte Energy al gusto vaniglia! Arriviamo in città e troviamo un parcheggio, senza obbligo di pagamento visto che oggi è domenica, che fortuna. Ci incamminiamo verso il centro città, facendo qualche foto qua e là, e arriviamo quindi alla via dello shopping principale, Bahnhofstrasse, che dalla stazione centrale raggiunge il lago; al centro di questa via purtroppo desolata vista la chiusura generale dei negozi per turno festivo, sfrecciano i caratteristici tram bianchi e blu. Approfittando della luce, entriamo nella chiesa del complesso di Fraumünster, famosa per le vetrate opera di Marc Chagall; rimaniamo in tema chiesa, attraversiamo il ponte e visitiamo il Grossmünster, l’antico duomo di Zurigo, simbolo architettonico della città, facilmente riconoscibile dalle due torri, che in teoria sono anche visitabili. Gli interni di queste chiese in realtà non ci piacciono moltissimo, le troviamo un po’ fredde e impersonali, ma è una questione di gusti. Dopo una puntatina al negozio di souvenir nelle immediate vicinanze, dai prezzi piuttosto folli, torniamo dall’altra parte del fiume, incuriositi dalla Peterskirche, che a quanto pare vanta il quadrante più grande d’Europa, con un diametro di 8.7 metri! Passeggiamo poi per Augustinergasse, la via storica più bella di Zurigo, ammirando i caratteristici bovindi, una particolare finestra in cui infissi e vetrate sembrano sporgere dal muro dell’abitazione; ritorniamo giù, sul lungolago, dove ci sarebbe un piacevole giardinetto con panchine su cui soffermarsi per godere lo spettacolo delle acque, ma purtroppo la puzza di urina è molto forte in questo punto, e cerchiamo di andarcene al più presto. Non vi abbiamo detto finora, infatti, che la nostra visita è stata un po’ sfortunata, in quanto la notte precedente si è svolta per le vie della città la Street Parade, una parata techno che vanta presenze che superano il milione di persone! Ovviamente da una cittadina svizzera ci saremmo aspettati pulizia e ordine, invece la puzza di pipì dei bagordi della notte prima invadeva con forza le nostre radici e condizionava un po’ la nostra perlustrazione. Decidiamo quindi di tornare alla macchina, dopo aver visto i tuffi di alcuni bagnanti dalla piattaforma sul lago e la Wasserkirche, costruita un tempo su un’isola, e ora affacciata sulla riva del Limmat. 

Ritorniamo alla macchina e ci spostiamo a Lucerna, dove purtroppo non siamo altrettanto fortunati con il parcheggio e alla fine desistiamo nella ricerca e accettiamo di pagare 5€ per 3 ore in un garage coperto. La cittadina è davvero incantevole, grazie anche ai suggestivi ponti di legno che sovrastano un fiume in certi punti piuttosto impetuoso; il primo ponte che percorriamo è il Ponte del Mulino (Spreuerbrücke), il ponte coperto più antico d’Europa (1408), caratteristico grazie ai dipinti in stile medievale, e un po’ inquietanti, intitolati “la danza della morte”, visto che il tema principale era la peste del XVII secolo. Arriviamo in una piazza dove si sta allestendo il “Festival dei calciatori”, svizzeri ovviamente, purtroppo! In un baretto pranziamo con 2 pezzi di torta rustica (spinaci e formaggio, cipolla: 10€), visitiamo il centro e rimaniamo incantati dai palazzi finemente affrescati, persino il Rathaus, ovvero il municipio, è davvero un bel palazzo con due enormi fioriere colorate in bella vista. Facciamo una piccola sosta lungo lago, allietati dalla compagnia di alcuni cigni e poi andiamo a visitare la scultura del Leone morente, simbolo della città. Tornando verso il centro facciamo qualche foto e poi attraversiamo il bellissimo ponte di legno (Kappellbrücke), attrazione principale della città, assieme alla Torre dell’acqua (Wasserturm), una fortificazione del XIII secolo. Recuperiamo la macchina e facciamo rientro in Italia: questa notte dormiremo all’hotel Ibis Grandate, vicino a Como. La voglia di pizza si fa sentire, così ci affidiamo alle recensioni di TripAdvisor e prenotiamo da “Il salice”, dove mangiamo la pizza con pasta ai multi cereali, una vera delizia!

5° giorno

Ci svegliamo, richiudiamo la valigia e andiamo al grande supermercato Iper proprio davanti all’hotel per fare colazione; dopo una buona crema al caffè, ripartiamo in direzione della Svizzera e arriviamo a Lugano, dove parcheggiamo la macchina in un garage comunale praticamente in riva al lago (2€ per 4 ore). Affascinati dallo specchio d’acqua, complice la bella e calda giornata, ci godiamo il verde e i colori dei fiori di Parco Ciani, il parco civico della città…fino a lasciarci convincere a mettere i piedini nella fresca acqua! In realtà c’era proprio gente che si faceva il bagno! Rinfrescate le dolenti gambe, riprendiamo il cammino facendo una bella passeggiata lungo lago, fino all’estremità opposta, per visitare la Chiesa di Santa Maria degli Angeli: l’esterno semplice, in mattoni faccia vista, non lascia assolutamente presagire che all'interno vi sia un colpo d’occhio impressionante grazie all'enorme affresco “Passione e crocifissione” di Bernardino Luini, l’opera rinascimentale più famosa della Svizzera, datata 1529. Attraversiamo la principale via dello shopping, ornata ovviamente da molte orologerie e gioiellerie, ed entriamo in un supermercato dove facciamo scorta di tavolette di cioccolato di vari gusti (assenzio, muesli, scorze d’arancia, biscotto…) e di lattine di Coca Cola alla vaniglia e alla ciliegia, che finora avevamo trovato solo in America! Per ultimo, qualche bottiglia di Fanta al gusto mango, da provare. Con borse e zaino pesantissimi a causa della pazza spesa, affrontiamo la salita fino alla Cattedrale di San Lorenzo, che ci riserva però una bruttissima sorpresa: è quasi interamente in restauro! Per fortuna ci possiamo consolare con un bel panorama, visto che la Chiesa sorge su una semi altura; dopo qualche foto al lago, che da qui appare proprio incastonato tra le montagne, torniamo alla macchina e in poco tempo lasciamo la terra svizzera, arrivando poi a Menaggio, in provincia di Como. 

Ci fermiamo per una sosta e godiamo un gelato al gusto ‘omino pan di zenzero’ e ‘biscotto caramellato’ in piazzetta “da Edo”; il paesino è davvero caratteristico e merita una passeggiatina. impostiamo il navigatore con destinazione "casa" e circumnavighiamo tutto il Lago di Como, che però è visibile solo da un lato, quello sinistro,  perché dall'altro purtroppo la strada rientra ed è piena di gallerie, una vera delusione!

Torniamo, quindi, in terra veneta con un’altra bella esperienza da raccontarvi, e infatti eccoci qui a consigliare a tutti di andare almeno una volta all'Europa Park, il parco più adrenalinico mai provato (almeno fino ad ora!): la nostra collezione di parchi ora ha un segno in più.

 
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GRAZIE e...buon viaggio!!!

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