BRUXELLES 2012


DIARIO DI BORDO

BRUXELLES IN PILLOLE: 

* Periodo di viaggio: 08/12/2012 - 10/12/2012

* Volo: Treviso - Charleroi  RYANAIR

* Dove dormire: Hotel Ibis Brussels Off Grand' Place

http://www.ibis.com/it/hotel-1046-ibis-brussels-off-grand--place/index.shtml

* Dove mangiare: in rosso

                             * Cosa vedere: in verde










Questo è un viaggio un po' particolare...siamo sempre DUE in viaggio, ma cambiano i protagonisti, infatti, questo è il primo viaggio che faccio da sola, con mia sorella!
Come avrete visto da "le pillole" il periodo è puramente natalizio, e nella scelta della mèta siamo ricadute su Bruxelles per l'economicità del biglietto aereo e i giorni di partenza (era l'unica destinazione con voli in partenza il sabato e ritorno il lunedì).


1° giorno


Siamo state accompagnate presto il sabato mattina all'aeroporto di Treviso e dopo un volo di circa un'oretta e mezza (durante il quale abbiamo avuto la fortuna di conoscere un co-pilota Ryanair che tornava alla base), siamo atterrate a Charleroi. Ovviamente da qui abbiamo dovuto prendere la navetta (Brusselscityshuttle.com) al costo di 11 euro p.p. Se intendete comprare anche il viaggio di ritorno, fate un calcolo dell'orario in cui vorreste essere nuovamente all'aeroporto, perchè vi verranno chiesti data e orario indicativo di partenza dalla città.
Dopo circa un'oretta, arriviamo a Bruxelles, alla Gare du Midi, e visto che il nostro hotel è in posizione centralissima, prendiamo la metro (attenzione: per fare i biglietti alla cassa automatica dovrete utilizzare la carta di credito o, per pagare in contanti alla cassa ,fare una fila piuttosto lunga)...inizialmente, senza alcuna mappa è stato difficile orientarsi e capire le destinazioni verso cui andare (anche perchè di solito questo è affare di Daniele!), ma poi abbiamo realizzato che ci sono dei display luminosi che indicano con dei pallini che si colorano di rosso la stazione in cui è ferma la metro in quel momento. Arriviamo quindi alla Gare Centrale, usciamo e chiediamo informazioni, scoprendo che l'hotel è davvero a due passi; al check-in ci chiedono i soliti documenti e poi ci consegnano le chiavi elettroniche (sembrano due carte di credito), che servono già in ascensore, dato che per salire è richiesta la strisciata della chiave della camera, una sorta di sicurezza in più per evitare che gente esterna salga ai piani. La camera è in stile Ibis, bagno piccolino ma pulito e con vasca, lettone comodo e forse un po' troppo poco spazio per muoversi, ma per sostare qualche giorno va più che bene. Scopriamo di essere davvero affamate, e dopo un rapido cambio di vestiti (ci siamo munite di "intimo tecnico", maglia e calzamaglia che mantengono il calore) finalmente usciamo alla scoperta della città; notiamo quasi subito una fila immensa davanti ad una baracchina e scopriamo che tutti stanno aspettando il turno per mangiare le famose "patatine fritte" con salse, ma la nostra fame ci impedisce di essere cosi pazienti, perciò ci fidiamo del nome ed entriamo da "Quick", una sorta di Mc Donald's dove però, a dispetto del nome, la cassiera ci impiega davvero tantissimo a servirci! In compenso abbiamo la possibilità, grazie ad una speciale iniziativa del mese, di mangiare il menu panino e bibita con poco più di 3 euro a testa. Con la pancia piena possiamo finalmente imboccare la stradina e...ritrovarci davanti la meravigliosa Grand Place: siamo fortunatissime perché è vero si che fa freddo, ma c'è un bel sole, e i palazzi dorati vengono inondati da una luce pazzesca, che li fa risplendere davanti alle nostre macchinette fotografiche. Come avrete capito, questa è la piazza centrale della città, circondata dall'Hotel de Ville (è il municipio, costruito nel 1400, con una torre gotica al cui vertice si trova la statua del patrono della città S. Michele Arcangelo che combatte il drago; la leggenda dice che l'architetto si suicidò terminata la sua costruzione, poiché la torre centrale non era allineata col portone d'ingresso), dalla Maison du Roi (a dispetto del nome, qui veniva venduto il pane) e dalle case delle corporazioni (per citarne alcune: dei panettieri, dei birrai, degli ebanisti, degli arcieri, dei pittori, etc).

Nel bel mezzo della piazza troneggia un futuristico albero di Natale, la cui funzione la scopriremo di sera, e un presepe a grandezza naturale; scattate le foto di rito, ci dirigiamo verso il simbolo della città: il Manneken Pis! Prima di arrivare però alla statuina pisciante, ci imbattiamo in un simpatico murales raffigurante TinTin, il suo cagnolino Milù e Capitan Haddock che scendono una scala esterna di emergenza (si trova accanto al negozio di Desigual, che tra parentesi consiglio di visitare perché arredato in modo curioso, in Rue de l'Etuve) . Nel caso non lo sappiate ancora, Bruxelles è famosa per i murales sparsi qua e là, e sinceramente è stato molto divertente fare una sorta di "caccia" per vederne quanti più possibile. Alla fine della strada troviamo quindi la statuina del bambino che fa pipì: non è molto grande, appena 50 cm, e le leggende che avvolgono il significato di questa opera sono alquanto bizzarre; forse la più interessante tra tutte è quella che descrive un bimbo eroe che spense la miccia di una bomba proprio facendoci pipì sopra! Poco più avanti, svoltando sulla sinistra in Rue du Chéne, nascosto da un palazzo, troviamo un secondo murales raffigurante dei fuochi d'artificio, una coppietta felice e qualche altro personaggio tra cui uno gnometto che assomiglia molto al Grande Puffo: scopriamo poi che il murales è una sorta di "pubblicità" del negozio di articoli pirotecini che sta all'interno del palazzo stesso. Proseguiamo la nostra caccia al murales e finalmente troviamo quello più conosciuto e importante, Broussaille, dalla matita di Frank Pé: si trova in Rue du Marché au Charbon, in quello che pare essere un quartiere gay-friendly, infatti inizialmente il murales fu preso come simbolo dell'amore omo, dato che i due ragazzi che si abbracciano sembravano due maschi; con i successivi restauri, però, la figura sulla sinistra venne resa più "femminile", perdendo quindi la sua connotazione originale. Attirano poi la nostra attenzione un palazzo con la facciata dipinta in modo tale da dare un aspetto "leopardato" (anche se poi a guardarlo da vicino notiamo che sono raffigurati degli snowboardisti) e un gigantesco murales raffigurante un'elegante coppia presumibilmente degli anni '20.
Proseguiamo la nostra passeggiata (anche perché fa troppo freddo a rimanere fermi) e arriviamo davanti all'imponente palazzo della Borsa, illuminata di colori e circondata dalle bancarelle dei mercatini natalizi; decidiamo di immergerci nell'atmosfera e sfidiamo la folla che si accalca soprattutto davanti ai banchetti mangerecci. Arriviamo nella piazzetta dove si trova la Chiesa di San Nicola, entriamo e ci godiamo per un po' il silenzio reverenziale e il poter star sedute dopo tanto camminare; riposate gambe e schiena, ci dirigiamo verso il vero centro del Mercatino di Natale: Place St. Catherine. In una piazzetta appena antecedente, troviamo una curiosa installazione di enormi canne di bambù, una giostra davvero bizzarra, il mercatino turco e lanterne che fluttuano tra i rami degli alberi, mentre la piazza principale è contornata da file di alberi decorati di luci rosse, al cui interno si trovano le casette di legno che vendono davvero di tutto (cibi e specialità di tutti i tipi, gioielli, berretti, giocattoli, un vero mercatino insomma). All'estremità opposta della chiesa svetta su tutto la gigantesca Diamond wheel, una bellissima ruota panoramica alta 60 metri e addobbata di 18.000 lucine (5 euro il costo del biglietto, ma ne vale davvero la pena, per vedere la città luccicante ai propri piedi)...e per chi volesse sfidare il gelo, c'è anche una pista del ghiaccio dove poter pattinare! Appena dietro la ruota, veniamo attratte dai colori di uno chalet immenso, con tanto di scenografia montana, e finalmente per la prima volta abbiamo occasione di assaggiare i famosi Macarons, dei pasticcini a base di meringa che noi abbiamo scelto al gusto caramello e gusto lavanda. Al centro della piazza si presenta una giostra dei cavalli simile a quella che avevamo visto nell'altra piazzetta: è davvero particolare perché al posto dei classici cavalli ci sono le miniature di un razzo, del Titanic, di una mongolfiera, di un aeroplano...e i bambini sembrano davvero divertiti! Dopo un breve giretto per le casette di legno, oltre al freddo, cominciamo ad avvertire i primi segni della fame, quindi ci mettiamo in fila in una delle baraques à frites di nome Patisserie Bruxelloise e ordiniamo un cono di patatine fritte con salsa andalusa, strepitose, basti pensare che ci hanno fatto da cena! Tornando verso la Grand Place ci fermiamo ad ammirare i giochi di luce e colore che vengono proiettati sulla facciata della Chiesa di San Nicola: fiori, neve, nuvole, pois colorate, Babbo Natale etc, e poi facciamo qualche tappa nei vari negozi di souvenir per iniziare a farci l'idea di cosa portare a chi è rimasto a casa. Camminando, in lontananza, sentiamo una musica (capiremo la sera successiva che è lo spettacolo musicale della Grand Place), ma quando arriviamo in Piazza riusciamo a vedere solo gli ultimi giochi di colore che illuminano il Municipio e l'albero futuristico di cui vi parlavo all'inizio. Tornando verso l'hotel notiamo le bellissime vetrine di negozi di cioccolato e dolci vari, tra cui una vera fontana di cioccolato e varie sculture, come una giostra di cavalli, sempre tutto di rigoroso oro marrone!


2° giorno


Purtroppo, come da previsione, il tempo oggi è un po' incerto, e per terra è già bagnato...ombrellino alla mano, iniziamo la nostra giornata con la buffa foto insieme alla statua di un puffo sopra ad un fungo, proprio davanti alla Galerie Horta; passeggiando (Bruxelles è visitabile quasi interamente a piedi) arriviamo al quartiere Sablon, che dicono essere il vero cuore pulsante dell'antiquariato. A noi però non interessa più di tanto questo aspetto, ma non ci facciamo invece scappare l'occasione di provare i famosi biscottini speculoos della Maison Dandoy (uno semplice alla cannella e uno ricoperto di cioccolato fondente, 1.41 euro); poco più avanti, invece, ci perdiamo nell'ammirare le vetrine delle cioccolaterie più famose, come Leonidas, Neuhaus, Godiva, Wittamer...purtroppo sono quasi inavvicinabili, sembrano più gioiellerie che pasticcerie! Ci consoliamo entrando nella chiesa di Notre Dame au Sablon, che ci ammalia con le gigantesche vetrate colorate e la bella navata centrale, e poi notiamo, al di la della strada, il Jardin du Petit Sablon, un parco contornato da 48 piccole statue che rappresentano le corporazioni medievali di Bruxelles. Ritornando verso la piazza, troviamo finalmente la vetrina di Pierre Marcolini, dove si sta esibendo un maitre chocolatier che armeggia con stecche di vaniglia e lastre di cioccolato; facendo qualche foto, però, veniamo avvicinate da due signore che ci avvisano che il vero showroom di Marcolini è un po' più avanti, in un grazioso palazzo, del quale occupa più piani. Proseguiamo verso la parte "bassa" della città, precisamente verso il quartiere Marolles, uno dei più interessanti in quanto a varietà di negozi: anche qui troviamo qualche murales non segnalato (uno molto simpatico è in Rue de l'Epée e rappresenta due finestre disegnate, nello stile della terza, che in realtà è vera!) e poi un altro di Hergè. Risaliamo nella città "alta" grazie ad un ascensore di vetro al lato del palazzo di giustizia, che però ci ha deluso poiché interamente contornato da impalcature di restauro, quindi proseguiamo su Rue de la Regence verso Place Royale, riconoscibile per la statua di Goffredo di Buglione e la chiesa di Saint Jacques sur Coudenberg sullo sfondo. Deviamo verso la zona con la più alta concentrazione di musei della città, Mont des Arts, e ammiriamo l'orologio a carillon, le cui lancette vengono mosse dai personaggi della storia belga...ritorniamo sulla retta via verso il Palais Royal, che però in questo periodo è chiuso. Ci sediamo allora sulle panchine del parco antistante, dove veniamo approcciate da un vecchietto italiano, che inizialmente si offre di farci da guida, ma poi inizia a parlarci della legge belga, dei processi di divorzio, etc. Una volta riuscite a staccarci dal nonnino, prendiamo Rue Lambermont, poi Rue Belliard e infine Rue du Luxemburg fino ad arrivare all'omonima Place du Luxembourg; qui ci fermiamo in una specie di bistrot dai prezzi esorbitanti e ordiniamo 2 semplici brioches al cioccolato, che comunque ci vengono a costare ben 4 euro! Un po' rifocillate, entriamo al Parlamentarium, il centro visitatori del Parlamento Europeo (visitate il sito ufficiale per vedere orari e giorni di apertura), depositiamo cappotti e borse al guardaroba (richiedono il deposito di una cauzione) e poi partiamo con la visita, resa più interattiva dalle guide elettroniche multimediali in lingua italiana; all'interno quindi è possibile rivivere le varie tappe della costruzione dell'Europa, vedendo video, partecipando a giochi, interagendo con touchscreen, etc. Una volta uscite facciamo qualche foto all'esterno del Parlamento Europeo e alla statua dell'Euro, e poi ci avviamo verso la fermata della metro più vicina, Trone, per raggiungere l'Atomium, la struttura che fu costruita per l'Esposizione Universale del 1958 e che sarebbe dovuta durare solo 6 mesi, ma da più di 50 anni è il simbolo della tecnologia e dell'ottimismo della modernità.
Qualche foto a queste affascinanti sfere illuminate e poi di corsa a riprendere la metro, per non dover pagare un altro biglietto; la nostra destinazione è nuovamente il mercatino di Natale di Place Sainte Catherine, prescelto per la nostra cena. Questa sera, infatti, abbiamo deciso di provare la tartiflette, una pasticciata di patate, formaggio, cipolla e pancetta (8 euro)...lo preparano davanti ai tuoi occhi in enormi pentolone, dove viene fatto sciogliere il formaggio da fondere, davvero buonissimo! Io e mia sorella ci siamo divise un piatto (è una vera bomba calorica, se affrontata in solitudine), perchè in questa serata volevamo assaggiare più cose: infatti, la nostra seconda tappa è stata la pescheria Noordzee Mer du Nord, per assaggiare le fantastiche crocchette di gamberi, croccanti fuori e morbide dentro, da intingere nella salsa tartara, una vera delizia! Il pesce è tutto fresco, infatti non ci sono menù disponibili, ma solo una lavagna su cui vengono scritti i piatti disponibili del giorno. Non paghe delle esperienze salate, decidiamo di concederci il dessert per eccellenza di Bruxelles: il waffle! Il giorno prima, in quel bistrot dove le brioches si facevano pagare caro, abbiamo trovato quelle piccole card che assicurano uno sconto su vari prodotti (tour in autobus, entrate a musei, sconti su ristoranti, etc) e tra questi c'era anche una card con 1 euro di sconto da The Waffle Factory, sulla strada che porta al Manneken Pis, quindi vicino a casa nostra. Essendo l'unico waffle che abbiamo assaggiato, non abbiamo mezzi di confronto, ma c'è da dire che era davvero molto buono, super condito (fragole, panna e cioccolato) e il ragazzo che stava al banco era simpatico e disponibile (vi assicuro che quando vi trovate davanti a tutto quel ben di dio, si entra in crisi esistenziale eheh).
Con tutte quelle calorie in corpo, nonostante il freddo, non potevamo certo andare in albergo, perciò continuiamo la nostra passeggiata, intervallata da entrate e uscite dai vari negozietti di souvenir aperti fino a tardi, finché l'orologio rintocca le 23 e parte lo spettacolo di suoni e luci in Grand Place: tutto si colora di blu, rosso, verde, rosa...e il tutto a tempo di musica natalizia, davvero imperdibile! Terminiamo la serata con una super spesa al negozio Sucx, il tempio delle caramelle!


3° giorno


Purtroppo è arrivato il nostro ultimo giorno in città...per fortuna però il nostro aereo parte nel tardo pomeriggio, quindi abbia tutta la mattina per fare ancora un po' di giretti. Lasciamo la stanza e portiamo i bagagli nella stanza adibita a deposito, che però con mia grande sorpresa scopro essere a pagamento! In pratica ci sono delle simil "casseforti" a misura di valigia, che si aprono con un pin che viene stampato quando si inseriscono i soldi (in media 2-3 euro, dipende dalla grandezza del trolley). Di certo è molto più sicuro, però ritengo che quello del deposito bagagli sia un servizio che un hotel dovrebbe offrire ai clienti.
Iniziamo la giornata inebriandoci dei profumi di Chocopolis, che è proprio accanto al nostro hotel; mia sorella prende una cioccolata calda, io invece una selezione di praline con gusti particolari (0.70 euro circa l'una). Se chiedete, ma talvolta nemmeno serve, vi verrà offerta una degustazione, poiché i gusti sono davvero vari e particolari, ed è piuttosto difficile scegliere. Assistiamo poi alla preparazione delle praline direttamente al di là del vetro...avremmo anche potuto assistere in prima persona, ma credo servisse una prenotazione, e sicuramente più tempo di quello che avevamo noi a disposizione.
Sulla via per la Grand Place entriamo nel negozio interamente dedicato a Tin Tin, dove si trovano vari oggetti davvero carini, ma un po' costosi (se non conoscete Tin Ti, vi consigliamo di guardare il recente film Le avventure di Tin Tin - Il segreto dell'unicorno di Steven Spielberg)...un ultimo giretto per la Piazza e poi ci godiamo la bellezza delle Galeries St. Hubert, tutte addobbate con palle e stelle e nastri dorati. Continuiamo la nostra passeggiata e ci accorgiamo di un palazzo, che pare esser stato la dimora di Victor Hugo dal 1852 (se non ricordo male, è il palazzo "casa dei pittori" in Grand Place); iniziamo ad accusare la fame e decidiamo di tornare da Nordzee per assaggiare finalmente il piatto tipico, ovvero le moules (cozze). Con nostro immenso dispiacere però, il nostro amato Nordzee è chiuso, e non avendo molto tempo per iniziare una nuova ricerca, vedendo che la pescheria accanto fa lo stesso servizio, ci lasciamo convincere e ordiniamo le cozze da mangiare al banco: si chiama Poissonerie ABC Vishandel e anche qui il pesce viene venduto fresco, oppure cucinato al momento sotto i vostri occhi. Le cozze ci sono state servite in un piatto di coccio, belle piccantine e insaporite, contornate da insalatina e peperoni (tra l'altro, compreso nel prezzo, c'era anche il "coperto", ovvero salviette, forchette e coltelli e un cestino di pane!). Soddisfatte per aver provato un'altra cosa nuova e tipica del posto, ci mettiamo sulle tracce di Jeanneke Pis, la sorellina del Manneken (considerate che sono 3 i simboli che fanno pipì a Bruxelles: il bambino, la bambina e il cagnolino, che purtroppo però è ormai troppo lontano). Per raggiungere la simpatica bimbetta, attraversiamo Rue des Bouchers, detta anche la "pancia di Bruxelles", vista la presenza uno dopo l'altro di tanti ristoranti di varie cucine (italiana, greca, cinese, indiana etc). La statuetta si trova alla fine di una strada chiusa (Impasse de la Fidélité 10-12) ed è coperta da barre di acciaio per preservarla da atti vandalici, ma inserendo la macchinetta fotografica tra le sbarre, si possono fare ugualmente delle foto decenti, folla permettendo.
Mantenendo un certo anticipo, torniamo in hotel a recuperare i bagagli e poi raggiungiamo la stazione metro, per tornare al punto prefissato a Gare du Midi: qui ci attende il bus navetta che ci porterà all'aeroporto di Charleroi, dove con un po' di ritardo prenderemo l'aereo per tornare a Treviso (ps: fate molta attenzione alle dimensione del vostro trolley, perché non sono fiscali sul peso, bensì sulle misure: passano con uno scatolone che inseriscono sopra al bagaglio, e deve starci perfettamente!).


La cosa che forse mi è dispiaciuta di più è non aver avuto il tempo di organizzare una gita fuori città per visitare Anversa, Gand e Bruges, ma sicuramente sarà un'ottima scusa per tornare in Belgio, magari stavolta con temperature miti e il mio compagno di viaggi di sempre.






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GRAZIE e...buon viaggio!!!

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