Conosci l'Omeopatia

CHRISTIAN FRIEDRERICH SAMUEL HAHNEMANN Padre dell'Omeopatia
 
Nasce a Meissen, in Germania, il 10 Aprile del 1755. Compie i suoi studi universitari presso le Università di Lipsia a Vienna, e consegue la laurea in medicina nell’Agosto del 1779 presso l’Università d’Erlangen in Baviera.
OPERA DI HAHNEMANN

Fase dello studio sperimentale dei farmaci (1789-1816).

L'Organon della medicina razionale, prima edizione 1810,

La Materia medica pura, 1811-1821. Seconda edizione ampliata 1822-1827

Fase della individuazione del modello di malattia cronica (1816-1818)

Fase clinica di correlazione tra l’aspetto sperimentale farmacologico e il modello di malattia cronica(1818-1843).

Le malattie croniche: la loro natura specifica e il trattamento omeopatico, 1828. Seconda edizione modificata e ampliata 1835-1839.

Muore a Parigi Il 2 Luglio 1843.                                     

La Medicina Omeopatica Hahnemanniana
La Medicina Omeopatica formulata dal Dottor Samuel Hahnemann nel XVIII secolo, fu concepita sul principio “similia similibus curentur”  enunciato da Ippocrate nell’antica Grecia. Ovvero una malattia si può curare con un farmaco che in una persona sana produce una malattia simile. E sulla cosidetta legge di John Hunter “Due febbri simili non possono coesistere” il chirurgo inglese vissuto tra il 1728 e il 1793 che aveva osservato come in un paziente una malattia potesse guarirne un’altra preesistente se simile ad essa nelle sue manifestazioni. “Qui si mette in evidenza come la guarigione possa avvenire in modo naturale e quale via si debba seguire per guarire” osservò Hahnemann. La malattia avviene a causa di un fattore patogeno che perturba quella capacità, insita nell’organismo stesso che Hahnemann definì  “Forza Vitale”, quell’insieme di processi fisiologici cioè, che permettono a un individuo di mantenersi in uno stato di salute, che oggi chiamiamo Sistema Immunitario. E’ la stessa “Forza Vitale, secondo Hahnemann, che opera il processo di guarigione se stimolata secondo il principio di similitudine con un farmaco omeopatico appropriato. In altre parole la medicina Omeopatica favorisce le naturali capacità di guarigione proprie dell'organismo.
Ma è solo più tardi agli albori del XIX secolo che Hahnemann affronta le malattie croniche sviluppando una dottrina medico-scientifica premonitrice di due secoli di scoperte mediche e scientifiche: dalla costituzione genetica ai microbi, al sistema immunitario fino alle malattie immunomediate con la formulazione di farmaci specifici per queste patologie.

Nella teoria delle malattie croniche Hahnemann spiega che queste malattie derivano dallo sviluppo di un’alterazione nel sistema omeostatico dell’organismo (forza vitale), innescata da un contagio (miasma) avvenuto anche anni prima della manifestazione della malattia.

Oggi abbiamo la conferma scientifica che sono i microbi patogeni ad innescare la reazione immunomediata che determina gran parte della patologia cronica. Ad esempio un’ epatite da HBV può essere alla base di una tiroidite autoimmune; una infezione  gastrica da Helicobacter Pylori di un’emicrania o un’epilessia; una infezione genitale da Chlamydia trachomatis di un’artrite del ginocchio e così via. I traumi esistenziali d'altronde assumono il ruolo di fattore scatenante o causa di riacutizzazione di una patologia cronica.

Grazie a queste scoperte scientifiche oggi possiamo praticare una Medicina Omeopatica attualizzata, che integra le conoscenze scientifiche attuali alla teoria di Hahnemann. Questo metodo medico vede la persona nella sua unità anatomica e psicologica.

Il colloquio con il paziente permette di definire la storia clinica personale e la visita medica, di rilevare i segni clinici obbiettivi.

Le pregresse infezioni emerse nell’anamnesi del paziente e chiamate  in causa dalla patologia in questione, vengono poi verificate da analisi sierologiche volte a quantificare gli anticorpi specifici di ciascun microbo nel sangue del paziente. Una volta ottenuta così la diagnosi dell’innesco infettivo, unitamente alla valutazione della sintomatologia e a tutto il quadro clinico del paziente, si individua il farmaco omeopatico specifico appropriato.  Inoltre con queste analisi si può monitorare e verificare a livello biologico l’effetto della terapia con notevoli vantaggi sui risultati.

Mettendo in collegamento i disturbi presenti e passati in ogni paziente  si ha un approccio veramente olistico alla salute e si raggiunge la radice del problema con l’obbiettivo di rimuovere la causa primaria della malattia.
 

Il Farmaco Omeopatico

Per formulare il farmaco omeopatico si usano sostanze naturali di origine minerale, vegetale o animale. La soluzione della sostanza utilizzata viene ripetutamente diluita e dinamizzata con forti succussioni allo scopo di eliminare gli effetti secondari dannosi e potenziare gli effetti primari specifici della sostanza utilizzata. Samuel Hahnemann pretese che la farmacologia omeopatica fosse basata sulla sperimentazione di ciascun farmaco.  Per questo con l’Omeopatia nasceva di fatto la prima Farmacologia Sperimentale. Ancora oggi abbiamo i risultati di quelle Sperimentazioni nelle Materie Mediche Omeopatiche.

Che le ultradiluizioni dinamizzate poi avessero un effetto farmacologico reale era già chiaro ad Hahnemann proprio grazie ai risultati dalle sperimentazioni eseguite da lui e dai suoi collaboratori su volontari sani.

Da un punto di vista molecolare la diluizione infinitesimale comporta la mancanza pressoché assoluta della sostanza di partenza nel farmaco omeopatico. Pertanto sarebbe insostenibile l’ipotesi di un effetto  biochimico di questi farmaci. Riguardo al meccanismo d’azione invece esistono evidenze a favore di una spiegazione di tipo biofisico.

E’ stato dimostrato dal biofisico Prof. F. A. Popp già nel 1980, che gli organismi viventi posseggono campi elettromagnetici correlati alle funzioni vitali sotto forma di emissione di fotoni e che questa energia informativa risponde alla somministrazione di sostanze ultradiluite e dinamizzate ma non al placebo.

Inoltre molteplici sono le dimostrazioni scientifiche riguardo all’emissione di campi elettromagnetici di sostanze ultra diluite e dinamizzate. Secondo il principio fisico della “memoria dell’acqua” ormai riconosciuto dal mondo scientifico, l’acqua conserva una geometria sovra-molecolare correlata agli elementi chimici con cui entra in contatto. In questo modo l’acqua può essere “informata” da sostanze in essa diluite e mantenerne alcune proprietà. In questo modo il farmaco omeopatico acquisisce proprietà curative, ma grazie all’alta diluzione del principio attivo è priva di effetti dannosi caratteristici della sostanza somministrata in dosi ponderali.

Inoltre numerosi studi farmacologici in vitro e in vivo hanno dato prova dell’attività biologica di medicinali omeopatici su cellule, tessuti e organi. I risultati di queste ricerche sono pubblicati su riviste scientifiche internazionali e visionabili su raccolte bibliografiche .

Di particolare interesse gli studi condotti sugli effetti dei farmaci omeopatici sul Sistema Immunitario sia in vitro a livello cellulare che in vivo su modelli animali, a confermare l’ipotesi che il farmaco omeopatico agisca  sul sistema

immunitario, secondo l’intuizione di Hahnemann dell’effetto regolativo sulla “forza vitale”.

 

 

Il sistema immunitario

Hahnemann: "La forza vitale Mantiene le funzioni nello stato di salute e presiede l'autoconservazione. 
Quando l’uomo ammala, la forza vitale è perturbata dallo stimolo di qualche agente patogeno, tossico o contagioso (miasma)".

La medicina omeopatica rispetta e favorisce le capacità naturali del sistema immunitario di riportare l'organismo ammalato allo stato di salute e mantenerlo in una condizione di equilibrio funzionale.

La visione olistica

 

 La medicina omeopatica ci insegna a guardare il corpo nel suo insieme. Spesso i disturbi che avvertiamo nei vari organi e sistemi sono collegati da un'unica causa. La causa prima di un disturbo in un organo può derivare da una malattia in un altro apparato.

Ad esempio un’epatite da HBV può essere alla base di una tiroidite autoimmune; una infezione gastrica da Helicobacter Pylori di un’emicrania o un’epilessia; una infezione genitale da Chlamydia trachomatis di un’artrite del ginocchio o di una ipertrofia prostatica e così via.

  

I farmaci omeopatici

La farmacologia omeopatica nasce ad opera del Dr Hahnemann nel XVIII come la prima farmacologia sperimentale nella storia della medicina. Il farmaco omeopatico viene formulato a partire da sostanze naturali ripetutamente diluite e dinamizzate mediante energiche succussioni. Alla fine di questo processo la sostanza di partenza non è più rintracciabile chimicamente nella soluzione, ma ci sono evidenze scientifiche che la soluzione mantiene proprietà biofisiche della sostanza di partenza, sotto forma di campi elettromagnetici. Sono stati dimostrati scientificamente effetti biologici su cellule, tessuti e organi ed in particolare sul sistema immunitario.

I farmaci omeopatici
La farmacologia omeopatica nasce ad opera del Dr Hahnemann nel XVIII come la prima farmacologia sperimentale nella storia della medicina. Il farmaco omeopatico viene formulato a partire da sostanze naturali ripetutamente diluite e dinamizzate mediante energiche succussioni. Alla fine di questo processo la sostanza di partenza non è più rintracciabile chimicamente nella soluzione, ma ci sono evidenze scientifiche che la soluzione mantiene proprietà biofisiche della sostanza di partenza, sotto forma di campi elettromagnetici. Sono stati dimostrati scientificamente effetti biologici su cellule, tessuti e organi ed in particolare sul sistema immunitario.
 
 
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Salvatore Cavallo,
30 mag 2012, 02:10
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Salvatore Cavallo,
30 mag 2012, 02:11
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Salvatore Cavallo,
30 mag 2012, 02:07
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Salvatore Cavallo,
30 mag 2012, 02:11
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