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2012: Cosa accadrà? (Ipotesi Apocalisse solare)

[19/02/2010]

Il campo magnetico solare e la nuvolosità terrestre

Un nuovo studio mette in relazione la diminuzione del campo magnetico solare con l'aumento della nuvolosità sul nostro Pianeta, fatto che provocherebbe indirettamente un calo termico a livello globale.

immagine articolo 16818

http://www.drroyspencer.com: Il calo del campo magnetico solare è stato forse in parte la causa del raffreddamento del clima tra il 1950 ed il 1970. Notare che attualmente l'AP index è ai livelli più bassi da quando viene misurato.

Marco Rossi18-02-2010 ore 08:22

La scarsa presenza di macchie solari, in vicinanza di un massimo che dovrebbe essere oramai prossimo (le prime previsioni lo assicuravano per il 2010, adesso è stato spostato per il 2013, ma i dubbi restano), stanno mettendo abbastanza in subbuglio il mondo dei fisici solari.

Se non altro perché i precedenti modelli utilizzati per prevedere la massima fase di attività di un ciclo, si stanno rivelando inadeguati nella previsione di questa situazione di particolare calma.
Un indice molto importante per valutare l'attività del nostro Astro è l'indice AP, che misura l'intensità del campo magnetico emesso dal Sole.

Il Dr. Spencer, scienziato che ha lavorato alla NASA per molti anni, ha trovato una certa correlazione tra questo indice AP e la temperatura terrestre.

In particolare, possono combaciare molto bene la fase di diminuzione di questo indice avvenuta tra il 1950 ed il 1970, e la fase di raffreddamento globale intervenuta nel corso di quel ventennio.

In pratica, la diminuzione del campo magnetico solare farebbe aumentare la quantità di raggi cosmici che investe la nostra atmosfera, in base ad un meccanismo secondo il quale le particelle caricate elettricamente agirebbero da nuclei di condensazione per la formazione di nuvole basse.

Esse poi rifletterebbero la radiazione solare incidente, provocando un calo della temperatura terrestre.

I calcoli effettuati dal Dr. Spencer indicano in circa -0,004 Watt per metro quadro il calo della radiazione solare effettiva sulla Terra in seguito al calo di un punto dell'AP index.

Quantità che raggiunge gli 0,5 W/mq quando tale indice cala di dieci punti, che è un quantitativo considerevole, in grado di avere una propria influenza sul clima terrestre, ed è superiore a quella che è la variazione dello 0,1% della luminosità solare che interviene normalmente in ogni ciclo solare.

L'AP index varia notevolmente per ogni ciclo solare, e questo lo si può vedere nel grafico allegato, passando da valori elevati nelle fasi di massimo, a valori bassi nelle fasi di minimo.

L'ultimo massimo si è raggiunto nel 2003, nell'Ottobre del 2005 è iniziata la fase di "crollo" di tale indice, che, a Dicembre 2008, ha toccato i minimi assoluti da quando esso viene misurato (dal 1932).

Questo dovrebbe significare un aumento significativo della nuvolosità terrestre, ed un raffreddamento climatico.

E' interessante notare come nei casi di "superminimo" solare, quali il Minimo di Maunder nel Seicento, l'effetto di raffreddamento dovuto al calo dell'AP index si assommerebbe al calo effettivo della radiazione emessa dal Sole: in questo caso i due fenomeni potrebbero agire in sinergia, provocando un raffreddamento climatico superiore a quello che ci si potrebbe aspettare con variazioni minime dell'energia solare.

Marco Rossi



[28/01/2010]

"Il sole si sta risvegliando"

Le considerazioni di Bruno Moretti dell'Osservatorio Astronomico Messier 13 di Tradate


Sembra proprio che il nostro Sole si stia risvegliando dal letargo del suo lungo minimo nel ciclo undecennale. Dopo tanta assenza, nelle ultime settimane sono comparsi diversi gruppi di macchie solari e da martedì 19 è in corso un brillamento solare di classe M con emissione di raggi X superiore a 10^−5 W al metro quadrato. Nel momento in cui scrivo (ore 23.00 UTC del 20 gennaio) è in atto una tempesta geomagnetica con indice Kp = 5. E' possibile seguire in diretta l'attività della nostra stella e la situazione del campo geomagnetico (cioè la situazione "meteorologica" nello spazio) sulla internazionalmente cliccatissima pagina varesina
http://cfivarese.altervista.org/SI_Macchie_solari_real_time.html
in collaborazione con SOHO, NOAA, ESA, NASA, Space Weather.

Con l'inizio del XXIV° ciclo solare sembra proprio che un nuovo "minimo di Maunder" sia scongiurato.Spiegazioni divulgative sulla Meteorologia spaziale sono disponibili alla pagina (sempre varesina) http://cfivarese.altervista.org/ik7eln_meteorologia_spaziale.html


[08/01/2010]


Il 2012, quando ancora il 2009 non è ancora tramontato, sembra già sia un anno da cancellare. Prima il cinema, con tanto di sensi di colpa ecologici e corredo di profezie pre-colombiane. Ora, molto più autorevolmente e concreatamente, con la firma autorevole della NASA.Con l’avallo della National Academy of Sciences, viene evocato uno scenario fatto di cibo e medicine che vanno a farsi benedire in frigo spenti, telefonini e satelliti più spenti di una festa senza ragazze. Lo scenario è  apocalittico nella misura in cui siamo abituati a vedere scenari che lo hanno preceduti fin dal vecchio millennium-bug ( che, scommetto, in pochi rammentano, ma che terrorizzò l’intero pianeta per mesi intorno al fatale passaggio dell’anno 2000 ). Ma ha qualcosa di molto originale: l’inversione dei ruoli tra tecnologia e natura. Nello scenario catastrofico “classico”, siamo noi umani, attraverso l’uso scellerato di dosi da cavallo di tecnologia, a causare la catastrofe, mentre la natura è la soluzione. Invece, stavolta, pare che sia proprio la natura, in particolare il Sole, la fonte di tutte le sciagure. Il nostro sole pare stia sprigionando, attraverso eruzioni solari e getti di massa coronale, grandi quantità di energia e radiazioni. Sulla Terra, questo genera tempeste geomagnetiche, poco influenti sulla nostra salute, ma letali per le nostre strutture socio-economiche e tecnologiche. Se dovessimo tornare all’età della pietra, almeno non ci sarebbero più bollette da pagare a fine mese. Non tutto il male viene per nuocere!
[05/11/2009]
 
SOLE, la parola alla NASA: "per noi ciclo 24 sarà modesto"
Rivista al ribasso l'intensità del ciclo 24.

Un temporale sulle Alpi non può certo disturbare la quiete estiva dell'Italia intera. E' questo quanto sembra suggerirci la NASA, in merito alla timida ripresa dell'attività solare riscontratasi negli ultimi giorni d'ottobre.

Una sola regione "macchiata" non è insomma per la Nasa un segnale di grande ripresa, e soprattutto ha fatto rivedere al ribasso l'intensità del nuovo ciclo. ha rivisto nuovamente al ribasso l'intensità del ciclo 24.
Delle 89 macchie previste per il 2013, aspettatevene al massimo solo 78, una riduzione non da poco: del 12%.

Un ciclo che doveva risultare fortissimo insomma sembrerebbe ridotto ad uno mediocre. Il piccolo temporale nella regione 1029 rappresenta comunque il migliore risultato dalla primavera dello scorso anno, ma resta pur sempre un temporale breve e circoscritto, da ormai 4 giorni il cielo sul sole è tornato "sereno", cioè senza macchie.

Deludenti anche i brillamenti e le espulsioni di massa coronale (tecnicamente CME); insomma c'è stata una "ripresina, ma una vera spinta" come direbbe Prodi "è ancora là da venire".
Report di Alessio Grosso
 

[27/10/2009] - Luce sul Sole: le tempeste non spegneranno la Terra
22 ottobre 2009

In ScientificaMente: gli esperti rassicurano, “nessun black-out nel 2012”


ROMA - Benvenuti all'appuntamento settimanale dell'Agenzia Dire dedicato alla scienza e allo spazio. Argomento dell'edizione di questa settimana di ScientificaMente, magazine realizzato in collaborazione con l'Asi, Agenzia spaziale italiana, è il Sole, la stella madre del nostro sistema planetario.

La nana gialla da cui dipende essenzialmente la vita sul nostro pianeta è oggetto di osservazione da parte dell'uomo sin dall'antichità. Nell'epoca moderna con l'avvento dall'era spaziale sono state molte le sonde inviate oltre l'atmosfera terrestre per definirne al meglio le caratteristiche.

L'ultima della lista, cronologicamente parlando, è la missione Herschel della Nasa. Nell'ambito di questo programma, (da non confondere con l'omonimo programma Esa volto però a indagare sull'origine e l'evoluzione dell'Universo) è stato lanciato il 14 settembre scorso un esperimento dal nome Score (Sounding-rocket Coronagraphic Experiment). Si tratta di un coronografo, interamente realizzato in Italia e studiato per osservare l'atmosfera esterna del Sole.

La corona solare è infatti oggetto di particolare interesse da parte delle agenzie spaziali mondiali perché rappresenta la chiave per comprendere i fenomeni che controllano la meteorologia spaziale (in inglese Space weather), cioè lo studio delle condizioni del Sole, del vento solare, della magnetosfera, ionosfera e termosfera per la previsione dei loro effetti sulle attività umane.

Quindi, Score e le sonde che seguiranno, saranno di grande aiuto per prevedere e gestire fenomeni meteorologici spaziali quali, ad esempio, le tempeste solari, di cui negli ultimi tempi si fa un gran parlare. Soprattutto dopo l'allarme lanciato dalla Nasa, che ha annunciato per il 2012 il verificarsi di una forte tempesta geomagnetica in grado di mandare in corto satelliti e reti elettriche.
Notizia che poi è stata ripresa e associata alla profezia Maya e all'avvento di un'ipotetica fine (o un nuovo inizio) del mondo che dovrebbe avvenire proprio nel 2012.

Profezie a parte, cosa consiglia la scienza? E' il caso di prepararci al peggio e fare scorta di candele e legna da ardere? La parola a Enrico Flamini, responsabile Unità per l'osservazione dell'Universo dell'Agenzia spaziale italiana, a cui abbiamo chiesto di fare un po' di chiarezza.

Nelle news: Ares-I X, la Nasa si prepara al primo
test di Constellation; design e energia verde: si è accesa Diamante, la centrale bella e ecologica, e infine, pianeti abitabili e vita extra-terrestre, le scoperte di Hubble e Spitzer.
 

[12/10/2009]

Vertice all'INGV di Roma per valutare i rischi attesi nel 2012

Il vento solare «soffia» imprevisto.
Timori per le telecomunicazioni

Fisici americani scoprono che anche in fase di scarsa attività della nostra stella i flussi di radiazioni e particelle possono essere molto intensi

ROMA -
Il Sole può lanciare verso la Terra pericolosi flussi di radiazioni e di particelle anche quando raggiunge il minimo del suo ciclo undecennale di attività -come in questo periodo- e la sua superficie appare priva di macchie solari. La scoperta, fatta da un numeroso gruppo di ricercatori americani e annunciata sul Journal of Geophysical Research, arriva proprio mentre si sta prolungando un eccezionale minimo dell'attività solare che lascia sbalorditi gli stessi scienziati. «Per ora il Sole ci riserva una sorpresa dopo l'altra - ha dichiarato Sarah Gibson, portavoce del gruppo e geofisica al National Center for Atmospheric Research (NCAR) di Boulder, Colorado-. Finora si pensava che il cosiddetto vento solare toccasse i livelli più bassi in corrispondenza del minimo dell'attività, quando anche le macchie quasi scompaiono dalla sua superficie. Invece, studiando il comportamento della nostra stella, durante l'ultimo minimo del 2008, e confrontandolo con il precedente minimo del 1996, abbiamo trovato che questa convinzione non è fondata: il vento solare può investire la Terra come un lanciafiamme anche quando non ci sono macchie».

SISTEMI DI COMUNICAZIONE - La metafora del lanciafiamme, ovviamente, non è da prendere alla lettera. In realtà può succedere che un intenso flusso di particelle elementari di origine solare, giunto al livello dell'orbita terrestre con velocità di centinaia di km al secondo, colpisce il campo magnetico terrestre che ci fa da scudo contro questo tipo di radiazioni e riesce a penetrarlo, scatenando tempeste elettromagnetiche. Il fenomeno può avere risvolti rilevanti anche per la nostra vita quotidiana poiché la maggior parte dei moderni sistemi elettronici e di telecomunicazioni è vulnerabile rispetto a questi eventi e può andare in tilt, causando una serie di blackout a catena che investono i satelliti artificiali, le linee elettriche e quelle telefoniche, i trasporti, le trasmissioni radio e televisive, gli apparati GPS, eccetera.

STRATEGIE - Secondo i ricercatori americani i flussi di radiazioni durante il «Sole quieto» del 2008, piuttosto che alle inesistenti macchie, sono associati a «buchi» che si producono nella rovente atmosfera solare. Dei rischi associati alle tempeste solari si è parlato nei giorni scorsi anche nel corso di un seminario internazionale presso la sede dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV) a Roma. «Abbiamo ospitato un meeting internazionale patrocinato dallo SCAR (Comitato Scientifico per la Ricerca in Antartide) che ha avuto come tema centrale il prossimo massimo di attività solare atteso nel 2012 e le contromisure per mitigarne gli effetti sui sistemi di navigazione satellitare, quali il ben noto GPS, ma anche il russo GLONASS e l’imminente sistema europeo GALILEO -riferisce la dirigente di ricerca Giorgiana De Franceschi -. Le regioni polari forniscono un laboratorio naturale per l’osservazione e lo studio dei disturbi atmosferici di origine solare, che influenzano la prestazione degli apparati tecnologici basati sui sistemi di navigazione satellitare, riducendone la precisione e l'affidabilità. Gli esperti di diverse nazioni, guidati dal gruppo di fisica dell’alta atmosfera dell’INGV, si sono perciò riuniti per pianificare l’osservazione e lo studio dell’atmosfera polare attraverso una rete internazionale di speciali ricevitori GPS posizionati sul continente Antartico”. Da questi studi ci si aspetta una migliore conoscenza di due caratteristiche dell'atmosfera: il vapore d’acqua nella bassa atmosfera (troposfera) e il contenuto di elettroni nella parte alta (ionosfera) che influenzano la propagazione delle onde radio.

Franco Foresta Martin
21 settembre 2009(ultima modifica: 22 settembre 2009)

 

[01/10/2009]
 
 

immagine articolo 20971

 

Per la prima volta in circa un anno il Sole mostra due regioni con nuove macchie. Nelle estreme lunghezze d'onda UV, la forte concentrazione dei campi magnetici, che nelle lunghezze d'onda del visibile appaiono come macchie, è associata alle zone brillanti, dette regioni attive. Fonte immagine: SOHO (NASA)


Stefano Di Battista: 30-09-2009 ore 11:36

È stata una settimana (terrestre) di moderata attività magnetica, quella appena trascorsa sul Sole, dove due regioni hanno prodotto alcune macchie che porteranno il mese a chiudere con RI 4,6 / 4,8 circa, il valore più alto dal marzo 2008. Dato questo andamento, è possibile che il minimo matematico sia stato raggiunto nel dicembre 2008 e che il ciclo solare 24 stia quindi procedendo verso una ripresa che, nei mesi a venire, dovrebbe farsi più incisiva. A testimoniare questo trend è lo Smoothed sunspot number, la media mobile dell'RI mensile, tramite cui si stabiliscono inizio e fine dei cicli di Schwabe. Ecco i valori degli ultimi sei mesi (essendo una media mobile, è sfasata d'un semestre rispetto al calendario):
10.2008 1,9
11.2008 1,8
12.2008 1,7 possibile minimo
01.2009 1,8
02.2009 1,9
03.2009 2,0 dato previsto

Va aggiunto che tale crescita proseguirà anche se ottobre terminasse spotless: in questo caso lo Smoothed number di aprile salirebbe a 2,1.

Fin qui la pura matematica; ma anche la statistica lascia scarse alternative. In base ai giorni senza macchie finora registrati (724 al 29 settembre), si può affermare che il trapasso fra i cicli 23/24 ricalchi quelli del Minimo di Damon (1856-1913). In quel periodo, a un biennio di accentuata quiescenza ha sempre fatto seguito una lenta ripresa che, nell'arco di ulteriori tre - quattro anni, conduce alla scomparsa degli spotless days. Siccome al momento, malgrado qualche sito americano preveda il contrario,1 non ci sono segnali che il trapasso dei cicli 23/24 possa preludere a fasi di più profonda quiescenza, come fu durante il Minimo di Dalton (1798-1823), è altamente probabile che il biennio 2008-'09 chiuda il periodo del Sole in bianco. Ciò non vuol dire che cesseranno anche i giorni senza macchie, bensì che diverranno sempre meno numerosi, ma ancora presenti, forse fino al termine del 2012. Proprio questa è la differenza rispetto ai decenni recenti. Il trapasso del ciclo 20/21 ad esempio, fu ben più rapido: si attuò fra il 23 luglio 1973 (primo spotless day) e il 18 luglio 1977 (ultimo), sommandone 272 in tutto. Il trapasso attuale invece, è iniziato il 27 gennaio 2004 e potrebbe protrarsi per nove anni e forse più. Quel che tuttavia darà il vero senso della svolta, sarà l'intensità del ciclo 24. Dopo varie correzioni al ribasso, il massimo è atteso intorno a RI 90, il più contenuto dal ciclo 16 (1928 = RI 78,1). Se le proiezioni risulteranno azzeccate, si potrebbe parlare di chiusura del Grand maximum del XX secolo, e l'attenzione si sposterebbe a un ciclo 25 previsto di ancor minore intensità.

Detto ciò, rimane la domanda cruciale: una debole attività solare ha riflessi sul clima terrestre? Malgrado il moltiplicarsi degli studi di settore, la comprensione dei meccanismi di connessione è tutt'altro che raggiunta; tant'è che il seguente schema argomentativo conserva appieno la sua validità: «Almeno quattro sono le risposte possibili: (1) essere d'accordo con gli scettici e negare che l'attività solare influenzi in modo significativo il clima; (2) considerare la possibilità che a lungo termine le variazioni della costante solare siano notevolmente maggiori rispetto alle variazioni osservate durante l'ultimo decennio; (3) ritenere che l'atmosfera terrestre sia più sensibile alle influenze solari di quanto la nostra comprensione del comportamento del clima suggerisca; e (4) valutare in modo più importante la distribuzione della radiazione solare in arrivo sulla Terra» [Hoyt, p. 99].

Note
1. Il prolungarsi del minimo del ciclo 24 ha indotto a mettere in dubbio i metodi di conteggio delle macchie solari; secondo tale corrente di pensiero, non sarebbero più confrontabili col passato a causa della maggiore potenzialità degli strumenti osservativi odierni. Tale processo epagogico, il cui scopo è dimostrare che il minimo attuale sia molto più profondo di quanto i dati non dicano, e dunque suscettibile di innescare un processo climatico di raffreddamento, è identico (anche negli isterismi) a quello in uso fra gli estremisti del riscaldamento globale quando esasperano il ruolo dell'anidride carbonica.

Bibliografia
D.V. HOYT, K.H. SCHATTEN, The Role of the Sun in Climate Change, New York, 1997.


Stefano Di Battista
 
http://www.meteogiornale.it/news/read.php?id=20971

[02/09/2009]- Il sole ha poche macchie - gli esperti si interrogano

Il fenomeno non sta seguendo i soliti cicli. E c'è chi pensa che possa accadere quello che successe tra il 1645 e il 1715, quando in Europa e in Nord America si verificò una "piccola era glaciale"

di LUIGI BIGNAMI


<b>Il sole ha poche macchie<br/>gli esperti si interrogano</b>

E' davvero un Sole anomalo quello che splende nel cielo di questi ultimi anni. Un Sole che sembra non volersi risvegliare dal suo ultimo ciclo di macchie solari che aumentano e diminuiscono a cicli della durata media di 11 anni. L'ultimo massimo si ebbe nel 2001. Il successivo era quindi atteso attorno al 2012. Ma se le cose continuano come in questi mesi, quel massimo potrebbe slittare di molto e le fosche previsioni di catastrofiche tempeste magnetiche per il 2012 sfumare nel nulla.

Il motivo è presto detto. Da quando il numero di macchie solari ha raggiunto il minimo, attorno al 2007-2008, non si è visto il ritorno all'aumento nel loro numero che ci si aspettava per la fine del 2008 stesso. Ad oggi, 24 agosto 2009, sono 44 i giorni consecutivi durante i quali il Sole non ha mostrato alcuna macchia. Ai primi di luglio infatti, un gruppo di macchie denominate con la sigla "1024" aveva fatto pensare a un ritorno all'attività, ma dopo la loro breve apparizione, il Sole è tornato completamente privo di macchie.

A questi fatti si aggiungono altre statistiche che pongono gli astronomi sul "chi va là". Dall'inizio del 2009, anno in cui le macchie solari sul Sole dovrebbero essere ormai numerose, il numero di giorni in cui la stella ne è apparsa priva è di 186, che corrisponde al 79% del totale dei giorni dell'anno. Dal 2004 i giorni senza macchie risultano 697, quando, mediamente, il numero di giorni privi di macchie durante una fase di "minima attività" si aggira attorno ai 485. Vi è poi un ultimo dato: il 2008 ha registrato 266 giorni senza macchie, per trovare un anno con un dato superiore a questo bisogna risalire al 1913, quando furono 311.

Le macchie solari sono una regione del Sole dove la temperatura - di circa 5.000 gradi - è inferiore rispetto a quella circostante - di circa 6.000 gradi - e per questo appaiono più scure, ma al contrario in loro prossimità è molto più intensa l'attività magnetica. Ed è proprio l'intenso campo magnetico correlato alle macchie solari a bloccare il flusso di calore proveniente dalle profondità della stella. Senza attività magnetica, dunque non ci sono macchie solari.

Bill Livingston e Matt Penn del National Solar Observatory di Tucson (Arizona, USA), in un lavoro apparso sull'ultimo numero della rivista scientifica Eos, dimostrano che da alcuni decenni a questa parte i campi magnetici delle macchie solari si stanno notevolmente indebolendo. I due ricercatori stanno rilevando il loro valore dal 1992 e ciò che appare è estremamente evidente. Spiega Livingston: "Dal 1992 ad oggi il valore è sceso da circa 3.000 gauss (l'unità di misura della densità del flusso magnetico) a 2.100, raggiungendo anche il valore di 1.900 nel 2007". Anche se i due scienziati sono certi dei valori registrati, è comunque ancora troppo presto per giungere a conclusioni, certo è che se si estrapolano i loro dati si scopre che il campo magnetico delle macchie solari dovrebbe scomparire del tutto entro poche decadi.

E se così fosse? Potrebbe accadere quello che avvenne tra il 1645 e il 1715, un periodo diventato noto come "Minimo di Maunder". In quell'arco di tempo le macchie divennero estremamente rare, ma quel che è interessante è il fatto che in quel periodo in Europa e in Nord America si verificò la "Piccola Era Glaciale", un arco di tempo tremendo per la sopravvivenza della popolazione di mezzo mondo per il freddo che scese sul pianeta.

Troppo presto per giungere a drammatiche conclusioni, anche perché non è tardi per tenere sotto controllo continuo la stella della vita.
 

[29/07/2009] - Macchie sul Sole osservate dall’osservatorio di Tradate
 
Da tempo, i ricercatori della Fondazione dell’Osservatorio Astronomico di Tradate, stanno seguendo, nuvole permettendo, la nostra stella Sole che si sta comportando in modo strano. «Dal 2004 ci sono stati più di 800 giorni senza macchie solari visibili a fronte di una media di meno di 500 per i cicli passati – spiegano dalla Fondazione -; siamo quindi in una fase di minimo molto prolungata, dopo il massimo di attività registrato nel 2001; in particolare, la fine del ciclo attuale sta registrando un numero elevato di giorni senza macchie: sono stati 266 nel 2008 (73%) e finora 150 nel 2009 (83%). Venerdì 3 luglio 2009, sulla superficie del Sole, è comparsa una nuova zona attiva accompagnata da un gruppo di macchie solari ed il tutto è stato puntualmente registrato nel Laboratorio Eliofisico della Fondazione Osservatorio Astronomico di Tradate; questo nuovo gruppo di macchie solari si trova molto alto di latitudine (vicino al Polo Sud) e questo fa ben sperare che un nuovo ciclo solare, il numero 24, stia realmente per cominciare indicando contemporaneamente la fine di un lungo periodo di attività solare quasi nullo, che iniziava a preoccupare gli studiosi della nostra stella».
 
Il Responsabile del Laboratorio Eliofisico presso il nostro Osservatorio, Roberto Cogliati, ha precisato che «il gruppo di macchie solari comparso il 3 luglio si sta evolvendo, secondo la classificazione internazionale di Zurigo, da tipo B al tipo E come rilevato dall’osservazione del 6 luglio 2009».
«Lo studio delle macchie solari – spiega il Presidente della Fondazione dell’Osservatorio Astronomico Roberto Crippa - è molto importante perché dal punto di vista puramente astrofisico esse offrono la possibilità di comprendere nel dettaglio l'interazione tra plasmi (cioè i gas ionizzati) e i campi magnetici; un fenomeno, questo, di grande rilevanza, per esempio, nella formazione stellare, nell’attività nei nuclei galattici e nella fisica del plasma. Le macchie solari, infine, rappresentano la parte più visibile del cosiddetto “ciclo di attività solare” che si manifesta con un periodico aumento e diminuzione del campo magnetico alla superficie del Sole; il numero delle macchie solari ha una periodicità di circa 11 anni, anche se il ciclo vero e proprio ha un periodo doppio, in quanto la polarità magnetica in ciascun emisfero solare si inverte ogni 11 anni».
 
«La posizione, l'estensione, il momento in cui appaiono, la durata e altre proprietà fisiche delle macchie solari offrono agli studiosi preziose informazioni sul funzionamento della “dinamo” operante all'interno del Sole e di altre stelle a lei simili – spiegano dalla Fondazione -. Viene prestata un’attenzione particolare all’attività solare poiché campi magnetici particolarmente intensi sono spesso associati a fenomeni esplosivi di rilascio di energia e massa (chiamati brillamenti ed espulsioni di massa coronale) che possono investire la Terra e avere conseguenze sulla nostra vita quotidiana; questi fenomeni improvvisi, infatti, si manifestano con una forte emissione di radiazione energetica (raggi UV, X e gamma) e particelle ionizzate le quali, quando impattano sulla atmosfera terrestre ne provocano modificazioni importanti come, ad esempio, aumenti di densità che possono modificare l'orbita di satelliti; oppure tempeste magnetiche con disturbo delle trasmissioni radio; le radiazioni e le particelle, inoltre, rappresentano un pericolo concreto per gli astronauti che si trovano a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Lo studio delle macchie e dell'attività solare, sul lungo periodo, è di grande importanza per quel che riguarda l'influenza solare sul clima terrestre, poiché l’emissione della radiazione ultravioletta dipende fortemente dall'attività magnetica solare; è per questo motivo che i modelli climatici più sofisticati vengono usati anche per stimare gli effetti prodotti da una variazione del flusso di radiazione ultravioletta. Lo scopo di tali studi è di prevedere il tipo di campi magnetici solari che si presenteranno in futuro con il fine ultimo di poter far fronte adeguatamente agli scenari apocalittici che potrebbero verificarsi in conseguenza di qualsiasi variazione dell’attività solare».
 

[06/07/2009] - Allarme dagli scienziati: pericolo di tempeste geomagnetiche ed elettriche sulla terra

Tempeste elettriche e Geomagnetiche potrebbero causare dei veri e propri black-out agli aerei di linea, aerei militari e ad altri apparati elettrici sulla superficie del nostro pianeta. Questo sembrerebbe l’inizio del film “2012″ o “The day after tomorrow” ma e realtà.

Rapporti che circolano nel Cremlino ci stanno dicendo che i comandanti delle Forze aeree russe hanno rilasciato  tutti gli avvertimenti possibili ma soprattutto un allarme generale, a tutti i piloti dei loro aeromobili, di esercitare “estrema cautela” in volo ” soprattuto intorno a” un settore definito come Latitudine Nord 17 [Oceano Atlantico del Nord] 3 Latitudine Sud [ Oceano Atlantico del Sud] per 8 Latitudine Nord [Oceano Indiano] Latitudine Sud 19 [Oceano Indiano] tra il 46 di longitudine ovest, 33 West, 46 e 33 Oriente Oriente, e che copre la maggior parte delle Placche Tettoniche Africane.
La ragione di questo avvertimento senza precedenti, dallle relazioni di Stato, sono la rapida formazione di “tempeste geomagnetiche” provenienti dai confini dell’Unione africana delle Placche tettoniche che, a causa della loro intensità, hanno causato la perdita di due grandi aerei passeggeri nel corso degli ultimi mesi facendo morire quasi 300 tra uomini, donne e bambini.
 
Il primo aereo ad essere abbattuto da questo fenomeno è stato l’aereo passeggeri del volo Air France 447, primo velivolo ad incontrare una di queste tempeste geomagnetiche il 1 giugno, presso il confine occidentale della Placca Tettonica dell’Africa, compresa tra Brasile e isole di Fernando de Noronha (N.d.r. – Come recentemente confermato dagli scienziati il campo protettivo terrestre si sarebbe indebolito e avrebbe aperto un varco proprio in prossimità di questi punti,dove arrivano particelle di “vento solare” che disturbano le comunicazioni). Ciò ha comportato l’annientamento dei comandi e di tutti gli apparati elettrici di volo dell’AirBus causando la morte di 216 passeggeri e 12 membri d’equipaggio, con frammenti e pezzi del velivolo immersi nell’Oceano Atlantico.
 
Il secondo aeromobile ad essere stato abbattuto è stato un’altro AirBus A 310, incidente verificatosi sul confine orientale dell’Unione africana della Placca Tettonica, quando un altro di questi Magnetic Worms, o tempeste magnetiche, ha colpito il volo della Yemen Airways diretta verso l’isola della Nazione Comore in Oceano Indiano, di cui 153 dei passeggeri e membri dell’equipaggio sono morti e solo una bambina è riuscita a salvarsi. Un vero e proprio miracolo, finora.
 
Sebbene scienziati occidentali sostengono che la formazione di queste tempeste e da ricollegare con l’attività solare, il surriscaldamento dei pianeti del nostro sistema solare, dell’aumento dell’attività lavica e la creazione di un nuovo oceano, con pericolo di giganteschi Tsunami, gli scienziati russi, sostengono che oltre alla causa della misteriosa attività solare e alla assenza delle macchie solari, potrebbe verificarsi un periodo in cui la Terra sarà in pericolo per l’avvicinarsi dell’inversione dei poli. Tale  inversione avviene”a causa di un ancora inspiegabile, ma estremamente potente,  forza gravitazionale che raggiunge l’esterno del nostro Sistema Solare e che alcuni ricercatori danno la responsabilità al misterioso Pianeta X, e che molti credono di essere una grande stella Nana Bruna, nota agli antichi con il nome di Nibiru, conosciuto anche nella Bibbia cristiana con il nome di Marduk o Assenzio (Project Wormwood).

[18/06/2009] - Sunrise: lanciato in Svezia un osservatorio solare in un pallone ad elio
 
 
L'8 giugno è stato lanciato dall'Esrange Space Centre a Kiruna, in Svezia, l'osservatorio solare Sunrise. Un gigantesco pallone ad elio, che trasporta circa 1 milione di metri cubi di gas, sta adesso trasportando il telescopio solare più grande mai costruito per sollevarlo dalla superficie terrestre. L'osservatorio girerà intorno al Polo Nord, dove in estate il sole non tramonta mai. Lì raccoglierà informazioni molto precise sui campi magnetici dell'atmosfera solare.
 
Nel corso dei prossimi giorni, il pallone provvederà a monitorare il Sole 24 ore su 24 mentre i venti polari lo trasporteranno verso ovest sull'Oceano Atlantico del nord, sulla Groenlandia e sul Canada ad un'altitudine di 37 km sopra il livello del mare. Uno dei vantaggi principali offerti dall'osservatorio Sunrise è che sarà in grado di funzionare nella stratosfera (lo strato dell'atmosfera compreso tra 10 e 50 km al di sopra della superficie terrestre), al di sopra dello strato più basso, e più turbolento, dell'atmosfera terrestre.
 
"Non è solo il pallone a rendere speciale il Sunrise," ha detto Peter Barthol dell'Istituto Max Planck per la ricerca sul sistema solare in Germania. Gli scienziati credono anche che il Sunrise sarà in grado di osservare la superficie del Sole con una precisione che è stata finora impossibile da ottenere usando i telescopi sulla superficie terrestre e le sonde spaziali.
"Ci aspettiamo che il Sunrise ci permetta di distinguere la superficie finemente strutturata del Sole e la distribuzione dei [suoi] campi magnetici con una risoluzione di fino a 35 chilometri," ha aggiunto Sami Solanki, a capo della missione Sunrise. La risoluzione offerta dal telescopio, hanno spiegato i ricercatori, è equivalente a vedere una moneta da un euro ad una distanza di 100 km.
 
Il telescopio leggero ha uno specchio di un metro di diametro. La "gondola" del Sunrise dispone inoltre di una serie di sistemi per regolare e stabilizzare lo strumento ottico durante il volo: (tra cui uno "specchio direzionale" ad alta velocità); uno spettrografo polarimetrico (Sunrise Polarimetric Spectrograph o SUPOS) per misurazioni ad alta precisione della linea spettrale nella luce polarizzata; un imager a filtro (Sunrise Filter Imager o SUFI) per immagini ad alta risoluzione nelle gamme spettrali visibile ed ultravioletta (UV); e un magnetografo (chiamato "IMaX") che fornisce mappe bidimensionali del vettore di campo magnetico solare completo. L'osservatorio è inoltre provvisto di pannelli solari, zavorra e cuscinetti per l'atterraggio.
 
Il Sunrise ha viaggiato attraverso la tropopausa (il confine, a circa 10 km al di sopra del livello del mare, tra la troposfera e la stratosfera) alla velocità di circa 15 chilometri l'ora. L'apparecchio è esposto a temperature molto basse (circa -45°C). Per proteggere l'attrezzatura, è stata costruita una speciale copertura protettiva usando una pellicola di polietilene che protegge gli strumenti dal freddo lasciando allo stesso tempo che essi rilascino il calore.
 
Gli scienziati che monitorano i dati provenienti dal Sunrise si concentreranno sulla raccolta di informazioni sulla fine struttura e sulle dinamiche del campo magnetico nell'atmosfera solare. Questo li aiuterà a conquistare preziose informazioni sui fenomeni del Sole come le macchie solari e i venti solari.
 
Secondo i ricercatori a capo del progetto, "Il campo magnetico è la fonte dell'attività solare; controlla l'ambiente spaziale della Terra e causa la variabilità dell'irradiazione solare, che potrebbe essere un motore a lungo termine dei cambiamenti del clima terrestre". Spiegano che il campo magnetico nella fotosfera solare sviluppa intense concentrazioni di campo, che sono fondamentali per le dinamiche e l'energetica di tutta l'atmosfera solare.
 
"Queste scale spaziali non si possono studiare sistematicamente dalla Terra a causa della distorsione dell'immagine prodotta dalla turbolenza nella parte più bassa dell'atmosfera della Terra," dicono i ricercatori. "Il telescopio Sunrise trasportato da un pallone fornirà, per la prima volta, misurazioni della struttura magnetica dell'atmosfera solare sulle sue scale intrinseche spaziali e temporali."
 
Durante la sua prima ora di volo, l'osservatorio ha trasmesso i dati all'Esrange Space Centre. Per il resto della missione, conserverà i dati a bordo per un'analisi successiva. Alla fine di questa settimana, un paracadute riporterà il Sunrise indietro sulla Terra nel nord del Canada.
 
Per i preparativi per la missione di questa settimana ci sono voluti sei anni. Si tratta del primo di una serie di voli di palloni nella stratosfera nei quali l'osservatorio raccoglierà dati in modo che i ricercatori possano studiare la regione spettrale UV fino a 220 nanometri. Tale risoluzione è attualmente impossibile da ottenere usando strumenti sul suolo. I partner del progetto sperano che le missioni del Sunrise permetteranno all'osservatorio di diventare "l'elemento centrale di un futuro osservatorio solare nello spazio".
 
Tra i partner del Sunrise, sotto la guida dell'Istituto Max Planck di ricerca sul sistema solare in Germania, si annoverano l'Istituto Kiepenheuer di fisica solare a Freiburg in Germania, l'Instituto de Astrofisica de Canarias in Spagna, l'High Altitude Observatory, il Lockheed-Martin Solar and Astrophysics Laboratory e la NASA Columbia Scientific Ballooning Facility negli Stati Uniti.
 
 
 

[04/06/2009] - Il Sole continua a stupire, prospettive di un nuovo ciclo sempre più debole
 
 
 

Lo fanno sapere gli esperti che stanno seguendo con particolare dovizia ogni sussulto della nostra Stella che nel frattempo è tornata in fase di quiete assoluta.

Non c'è dubbio, gli studiosi che stanno cimentandosi nella previsione dell'attività maculare in questo difficilissimo periodo dell'andamento ciclico solare stanno affiancando alla loro fervente attività di laboratorio vari metodi, tra i quali quello empirico, quello matematico e, non ultimo quello didattico.
 
Si, perchè questo angolo pionieristico della scienza si trova nella condizione di imparare strada facendo, essendo la tempistica dei cicli solari ben diversa rispetto a quelli della vita umana. Attualmente ci ritroviamo difatti a vivere una condizione che si presenta per la prima volta dinnanzi agli occhi delle attuali generazioni e, per di più, con a disposizione una strumentazione e una modellistica sempre più sofisticata e raffinata che da una parte propone rapidamente delle soluzioni ma dall'altra sviscera fatalmente nuove fonti di errore.
 
Ed ecco che siamo ancora qui a discutere di quello che il Sole si è messo in mente di fare, al di là di quello che era stato previsto e che, nel frattempo, è stato corretto nuovamente. A tal proposito il Dott. Hateway ha rivisto nuovamente al ribasso la magnitudo del nuovo ciclo, il famigerato 24, sempre che lo stesso effettivamente si manifesti. Gli scienziati difatti nutrono anche alcuni dubbi in merito alla polarità di alcune macchie osservate sul globo solare e che in fase di minimo, quale quella in cui ci troviamo, non ci dovrebbero essere.

Nell'attesa di ragguagli maggiormente significativi e soprattutto basati su presupposti comprovati, ci affidiamo ai nostri strumenti per monitorare in tempo reale quello che sta accadendo lassù nel cielo a oltre 149 milioni di chilometri dal nostro mondo. Anzitutto dobbiamo segnalare che, dopo una breve fase nella quale il bi-bip delle macchine attaccate al "capezzale" del nostro Sole avevano scongiurato il coma irreversibile mostrando timidi ma pur non trascurabili segnali di ripresa delle sue funzioni vitali, eccoci ora nuovamente di fronte a diagrammi assolutamente piatti e a un globo solare ben tirato a lucido come una palla a biliardo, senza alcuna macchia visibile sulla sua superficie.
 
Il conto alla rovescia verso la partenza del nuovo ciclo, già in ritardo di oltre due anni, riprende dunque da zero. Nessuno sa quando tutto ciò giungerà all'epilogo e se giungerà, intanto noi stiamo tenendo sotto attenta osservazione tutti gli elementi climatici che traggono spunto dalle conseguenze dei cicli solari a medio-corta gittata, tenedo presente che alcuni elementi della circolazione generale dell'atmosfera si sono modificati e che, strada facendo, ci troveremo finalmente a discutere di cambiamenti climatici basandoci su un argomento serio: il Sole.
 

[26/05/2009] - 2012: il futuro secondo la NASA
 
Il futuro tra catastrofi elettromagnetiche, previsioni e incredibili coincidenze

È quasi agghiacciante il servizio su La Stampa (29 marzo 2009) che riporta le previsioni scientifiche della Nasa su quanto ci accadrà nel non lontano 2012. Una catastrofe elettromagnetica colpirà la terra con una colossale bolla di plasma (particelle ad alta energia) che si staccherà dal nostro amato sole e saranno davvero guai per tutti. Non è tanto da ridere, sebbene sono anni che questo 2012 previsto da tanti astronomi e dal calendario Maya, oltre che da tanti “veggenti” cristiani, come l’anno della fine del nostro pianeta, suscita- a volte- preoccupazioni e paure.

Non sorridete. Il web pullula di blog e milioni di persone sono terrorizzate. La paura della fine del mondo è sempre in agguato, i profeti di sventure non sono mai mancati e neppure gli ingenui che abboccano. La scienza stessa oggi fatica a distinguersi dalla pseudo-scienza e, con l’aiuto di un giornalismo superficiale, si moltiplicano le catastrofi ipotizzabili sulla base di dati mal compresi. Per esempio, il terrore per l’Anno Mille è una invenzione dei posteri: all’epoca nessuno sapeva in quale anno si vivesse. Molti altri allarmi però sono storicamente documentati: ce ne furono più di cento a cominciare da quello che lanciò nel 992 Bernardo di Turingia. Una caratteristica delle Cassandre è la precisione con cui l’apocalisse viene prevista. Il matematico tedesco Michael Stifel l’annunciò per le 8 di mattina del 18 ottobre 1533, il fanatico religioso William Bell puntò sul 5 aprile 1761.

Il primo rischiò il linciaggio, il secondo finì in manicomio. Per caso oggi c’è più tolleranza. Innumerevoli sono le apocalissi previste dai Testimoni di Geova e dai Mormoni. Il sismologo Alberto Porta la calcolò per il 1919, il medico Elio Bianco per il 14 luglio 1960. Nel 1980 Jenser e Gaines, capi di una setta americana, convinsero centinaia di seguaci a chiudersi in un loro bunker ad attendere il giudizio universale. Nel 1992 il reverendo Lee Jang Lim coinvolse 150 mila fedeli coreani nell’isteria della fine del mondo e li truffò per un totale di 4 milioni di dollari (però finì in galera). Al momento la fine del mondo più prossima è attesa per il 21 dicembre del 2012. La data discende da calcoli fatti sul calendario Maya, la catastrofe si verificherebbe per un cambiamento dell’inclinazione dell’asse della Terra rispetto al piano dell’orbita. Un argomento retto dai sostenitori dell’apocalisse Maya è che il campo magnetico della Terra è in graduale diminuzione. Cosa effettiva, ma è anche certo che nelle ere geologiche il campo magnetico si è invertito molte volte, l’ultima 700 mila anni fa. Più fondato è l’allarme per l’asteroide 99942 Apophis (il nome di un dio egizio della distruzione), un corpo roccioso dal diametro di 320 metri che incrocia l’orbita della Terra. Scoperto il 19 giugno 2004, Apophis passerà molto vicino al nostro pianeta il 13 aprile 2029 (un venerdì) e nel 2036, quando si troverà ad appena 36 mila chilometri da noi, la distanza dei satelliti geostazionari. L’impatto sarebbe pari all’esplosione di 65 mila bombe nucleari come quella che distrusse Hiroshima. All’inizio la Nasa stimò la probabilità di collisione in 1 su 300. Effettivamente allarmante.

Poi la faccenda si è ridimensionata grazie a dati più precisi e ora si parla di 1 su 45 mila. Ad ogni buon conto l’ex astronauta Rusty Schweickart progetta una task force per deviarlo. L’anno 2000 con la sua cifra tonda ha alimentato soprattutto due paure: il collasso della civiltà per il «baco» dei computer in quanto i vecchi software, indicando la data con due sole cifre, davanti agli zeri sarebbero impazziti, e la catastrofe planetaria dovuta a un allineamento di cinque pianeti. Il “bug”o fu prevenuto e l’allineamento ovviamente non fece danni: i pianeti insieme esercitano un’attrazione che è meno di un millesimo di quella del Sole e della Luna. Negli Anni 80 la fine del mondo da «inverno nucleare», fu molto pubblicizzata dal fisico Antonino Zichichi negli incontri del Centro Majorana di Erice. Gli strateghi architettavano un attacco nucleare globale e il cambiamento climatico avrebbe stroncato anche i pochi sopravvissuti nei rifugi. Apocalissi biologiche si sono temute per le epidemie della malattia di «mucca pazza» e di aviaria. Sulla prima si è esagerato. Nel secondo caso il rischio non è da sottovalutare. Ma finora la peggior pandemia rimane quella della «spagnola» del 1919. Nonostante tutto, siamo ancora qui. E fidatevi: certamente ci saremo ancora dopo il 21 dicembre del 2012, perché l’uomo non può sapere né il giorno, né l’ora della vera apocalisse. Lo disse Gesù ai suoi spaventati interlocutori, Perché non fidarci ancora?Però, voglio raccontarvi qualcosa di tutte le storie predette finora sulla nostra fine. Cominciamo da:

Il ciclo solare

Inizia il ciclo solare numero 24 che dovrebbe avere il suo picco nel 2012, secondo il fisico solare David Hathaway del Marshall Space Flight Center. I cicli solari sono undecennali e questo in corso è appunto iniziato nel 2001 e si prospetta come il più potente in assoluto. Fin dai tempi di Galileo, da quando sono iniziate le osservazioni telescopiche del Sole, si è scoperta la correlazione tra l’aumento dell’attività solare, con effetti tangibili sul campo magnetico terrestre, e l’incremento delle macchie solari.Cerchio nel grano

Ovviamente, 4 dei 5 cicli solari più violenti da quando questi vengono registrati ed osservati, si sono verificati negli ultimi cinquant’anni. Gli scienziati non sanno spiegare tale fatto. Recenti studi, tra cui quelli condotti da Cerruti della Cornwell University di New York, dimostrano chiaramente l’effetto disastroso dell’attività solare sulle trasmissioni radio, satellitari, GPS, con particolare rilievo negli ultimi anni. Habibullo Abdussamatov, capo della sezione ricerche spaziali presso l’Osservatorio Astronomico Pulkovo di San Pietroburgo ha affermato che i dati raccolti su Marte dimostrano che il riscaldamento globale sulla Terra è direttamente legato ai cambiamenti che il nostro Sole sta subendo in questi anni.

Infatti le calotte polari di anidride carbonica al Polo Sud di Marte da tre anni a questa parte si stanno assottigliando al pari dei nostri ghiacciai. Ovviamente, la cosiddetta scienza ufficiale rigetta tale teoria. Appoggia in massa le affermazioni “scientificamente fondate” contenute nel documentario voluto da Al Gore. “Inconventient Truth”.

Per adesso, basti considerare che la teoria del riscaldamento globale cagionato esclusivamente dall’attività umana e delle conseguenti severe misure planetarie da intraprendere sono funzionali al Consiglio Mondiale dei più potenti Stati del pianeta.

Il calendario Maya

Calendario Maya

Secondo il calendario Maya, il termine ultimo del Quinto Sole avverrà il 4 Ahaw 3 Kankin (13.0.0.0.0), corrispondente alla data del calendario gregoriano 23 dicembre 2012. Il Quinto Sole, Tonatiuh, è anche l’ultimo, è infatti detto il Sole del Movimento, poiché alla fine del ciclo ci sarà il movimento dell’asse terrestre che farà perire quasi tutta l’umanità. Secondo gli studi di Glatzmaier e Roberts, l’inversione del campo magnetico terrestre si verificherà pressappoco in quella data e, nel momento in cui avverrà tale evento, i Poli si invertiranno. Ma prima, la Terra cesserà di ruotare. – Alcune filosofie orientali come l’I Ching, Il Libro dei mutamenti cinese e la filosofia induista individuano nel 2012 la data finale e lo stesso in credenze indigene. 2012.

Il Calendario a Lungo Termine

Tutto cominciò con una scoperta nota per decenni sulla cultura che inventò ciò che è noto come il Calendario a Lungo Termine. Sulla pianura del Chiapas, nel Messico, che costeggia il Pacifico, qualche miglia dal confine con il Guatemala, era collocato l’osservatorio astrologico della civiltà Izapa. Alcuni credono che gli Izapa siano stati la cultura di transizione fra la civiltà più antica degli Olmechi e gli emergenti Maya; altri credono che gli Izapa siano stati gli Olmechi. Per quasi mille anni il Calendario a Lungo Termine veniva documentato dagli Izapa su monumenti e vasi di ceramica. La maggior parte delle date si riferisce a eventi locali, mondani, come l’incoronazione di un particolare re. Alcuni dei monumenti a Lungo Termine, però, si riferiscono ad eventi mitologici che erano avvenuti all’inizio della corrente “Era Mondiale” in cui viviamo e che presto avrà fine.

Cicli Cronologici

Gli studiosi hanno scoperto come il Calendario a Lungo Termine sia correlato con il nostro calendario Gregoriano, così sappiamo che il periodo leggendario dell’inizio della nostra Era Mondiale attuale – quando tutte le cifre vennero azzerate – avvenne l’11 agosto del 3114 a.C. Usando un sistema complesso di Baktun Maya (unità di misure cronologiche) possiamo calcolare quando il loro calendario raggiungerà un nuovo punto zero – essenzialmente ogni 13 Baktun (5125 anni) il Conteggio Lungo ritorna a zero – il tempo calcolato in cui finisce la nostra Era Mondiale attuale ed inizia un nuovo ciclo cronologico.

Creazione, Caduta e Resurrezione

Diversi monumenti sulla creazione descrivono eventi che ebbero luogo nel 3114 a.C. I testi che accompagnano questi monumenti sulla creazione dichiarano che “la creazione avviene nel Buco Nero”, al “bivio”, e che “l’immagine” comparirà nel cielo. I Maya adottarono il calendario degli Izapa, i miti della creazione e il metodo che conta i cicli cronologici. La ricercatrice Linda Schele scrisse: “Mi resi conto che ogni immagine importante proveniente dal simbolismo cosmico Maya era probabilmente una cartina del cielo… Gli schemi nella Via Lattea e nelle costellazioni erano direttamente connessi con la visione sulla creazione.” La sua intuizione ha aperto la porta alla comprensione della cosmologia e della profezia dei Maya. Per cogliere il messaggio dei Maya dobbiamo sapere qualcosa su come essi vedevano il cielo e come gli eventi nel cielo indicavano tempi di morte, rinascita e il passaggio del tempo per le anime che vivevano in questa galassia e in questo sistema solare. La Via Lattea è la loro immagine più importante nel cielo. Come sappiamo, viviamo nelle parti periferiche della nostra galassia, e la Via Lattea è l’ammasso stellare denso che vediamo quando guardiamo verso il centro della nostra galassia. Essa ci appare come una lunga striscia di stelle nel cielo sopra di noi. Per i Maya, il sorgere, passare e scendere della Via Lattea nel cielo segnava dei punti principali nel ciclo del tempo. Inoltre, parti della Via Lattea e di altre stelle apprezzabili nel nostro cielo hanno un significato particolare nella nostra vita e nella storia dell’umanità e nei regni celesti, i regni degli dei.

Per i Maya, le caratteristiche più notevoli della Via Lattea e i cambiamenti nella sua posizione e forma durante la notte rivelano la nostra origine, il nostro passaggio e destino. Esse sono l’Albero della Vita, il Coccodrillo Celestiale che rosicchia l’Albero della Vita; la Canoa Cosmica degli “dei Rematori” che insegue il Coccodrillo; il “cielo sdraiato” o Posto del Sogno Nero, e sette stelle nell’Orsa Maggiore che rappresentano gli egocentrici Sette Macao che tentarono di prendere il posto del Sole. Detto in modo semplificato, il passaggio del cielo racconta la storia del sorgere dell’Albero della Vita al tramonto, seguito dal sorgere dell’egoismo (come si vede nei Sette Macao) il quale porta con sé l’aumento di impulsi inferiori pericolosi che avanzano strisciando (come il serpente maledetto nel Giardino dell’Eden) e attaccano la nascita della vita. Ma questi vengono scacciati dagli dei Rematori, e alla fine l’Albero della Vita rinasce e sorge di nuovo poco prima dell’alba – la storia completa di nascita, caduta e resurrezione della vita.

Rinascita nel 2012

L’11 agosto 3114 a.C. ebbe inizio una nuova Era Solare, e rinacque il Signore del Sole. Divinità come Signori della Creazione vengono spesso descritti nell’atto di essere presenti alla rinascita del mondo, compresa quella chiamata Bolon Yokte K’u la quale è intimamente connessa con guerra, conflitti e gli Inferi. Malgrado queste relazioni, Bolon Yokte è un dio spesso presente durante avvenimenti di creazione. Egli viene dipinto su un oggetto di ceramica chiamato Vaso dei Sette Signori il quale contiene la data 3114 a.C., l’inizio del nostro attuale ciclo di 13 Baktun.

La data che ci interessa, è l’inizio nel prossimo ciclo di 13 Baktun che avrà luogo il 21 dicembre 2012, la fine del calendario Maya. Una traduzione recente di un testo da Tortuguero, un sito classico dei Maya a nord di Palenque, esplicitamente indica la data del 21 dicembre 2012. Tradotta dall’epigrafista David Stuart, la parte leggibile del testo è: “Alla fine di 13 Baktun, il 4 Ahau 3 Kankin, 13.0.0.0.0, qualcosa avviene quando Bolon Yokte discende.” Il glifo per il verbo che descrive che cosa succede è cancellato, così è stato sostituito con la parola qualcosa, ma è stato rappresentato il signore della creazione Bolon Yokte, e questo significa che il 2012 è stato considerato dai Maya come una creazione o ricreazione del mondo, forse durante un periodo di guerra, conflitto e dominio degli Inferi e dei Signori degli Inferi. Così la fine del Calendario dei Maya è semplicemente la fine dell’attuale Era Mondiale. E, cosa importante per noi, essa segna semplicemente l’inizio del prossimo ciclo di rinascita, rinnovamento.

Sugli artefatti archeologici di Izapa (foto a destra) non ci sono segni o dichiarazioni particolari riguardo all’anno 2012, ma a Izapa ci sono innumerevoli immagini che dipingono un allineamento celeste raro che comparirà nei cieli negli anni intorno al 2012. Questo allineamento galattico segna la rinascita del solstizio di dicembre e la rinascita del Signore del Sole sui tentativi dei Sette Macao di sostituirlo.

Il Signore del Sole sorge attraverso la Crepa Scura nella Via Lattea, collocata fra Sagittario e Scorpione (vedi foto sotto). Nelle illustrazioni Maya, Scorpione viene dipinto vicino alla base dell’Albero della Vita. Le anime sulla Terra sperimentano un cambiamento delle stagioni galattiche, uno spostamento del ciclo temporale celestiale, con il nostro Sole che entra nella rinascita al “Buco nero” alla base celestiale dell’Albero della Vita (una collocazione nella grande Via Lattea). Il 21 dicembre 2012 segna la fine di questa era di 5125 anni in cui siamo vissuti e l’inizio di una Nuova Era della Terra.

Secondo certi studiosi, in un ciclo cronologico precedente, l’umanità aveva un livello di coscienza e un rapporto con le Forze Creatrici che ci permettevano di vivere sulla Terra e oltre su livelli superiori di attività materiale, mentale e spirituale. Sfortunatamente abbiamo usato male questa coscienza e il potere che venivano in seguito al rapporto stretto con le Forze. Questo uso sbagliato portò con sé la distruzione delle nostre grandi culture e un lungo viaggio karmico dell’anima attraverso dolore e confusione che derivavano dal nostro egoismo e dall’uso egocentrico esclusivo della nostra volontà senza riguardo della volontà del Creatore e degli altri. Ora che i cicli stanno di nuovo tornando, ci stiamo avvicinando ad un periodo in cui il livello di coscienza e di rapporto con le Forze Creatrici ci permetteranno di nuovo di riacquistare questi poteri. Come li useremo questa volta?

Prima di disperare che l’umanità li userà di nuovo in modo sbagliato, ricordiamo che molte, molte anime e persino il Logos, il Verbo, sono venuti e continuano a venire nella materialità per aiutare a preparare la via per questa rinascita. Sopravalutiamo il potere del mondo e i suoi leader. Le forze invisibili, celesti, hanno un potere più grande e supereranno l’oscurità e l’egoismo del mondo, irrompendo con una luce che trasformerà questo regno per mille anni, quando ogni male e ogni tentazione saranno legati, e regnerà un’era dorata. Il libro biblico dell’Apocalisse ci munisce questa profezia: “Vidi un angelo che scendeva dal cielo con la chiave dell’Abisso e una gran catena in mano. Afferrò il dragone, il serpente antico – cioè il diavolo, satana – che inganna tutta la Terra abitata, e lo incatenò per mille anni.” (Ap 20,2).

Il 2012 è l’inizio del compimento di queste profezie dell’Apocalisse, o solo un altro passo nel lungo viaggio verso tale compimento?I Maya, i quali avevano costruito la loro vita sullo studio del tempo e dei cicli vitali, avevano elaborato 17 calendari, tra cui il calendario più lungo, il Winaq May Kin, che copre approssimativamente 5200 anni Maya di 360 e 5125 nostri anni di 365 giorni, finisce proprio nel 2012 esattamente il 21/12/12 alle 11.11 (tempo universale coordinato), considerando che i Maya erano abili esperti nel calcolare i cicli della vita, dei pianeti di tutto il sistema solare con estrema precisione, la cosa fa riflettere. O no?

Le “previsioni” secondo santi e “veggenti” della Chiesa cattolica.

I tre giorni di buio a cui allude l’Apocalisse potrebbero essere la conseguenza di tale evento. “La morte degli impenitenti persecutori della Chiesa avverrà durante i tre giorni di buio. Colui che sopravviverà ai tre giorni di tenebra e di pianto, apparirà a se stesso come l’unico sopravvivente sulla terra, perché di fatto il mondo sarà coperto di cadaveri”. (San Gaspare del Bufalo, XIX secolo). “La Santa Vergine ha detto che la terra andrà fuori della sua orbita per tre giorni…” (La veggente Patricia Talbot). “…Dio manderà due castighi: uno sarà sotto forma di guerre, rivoluzioni e altri mali; avrà origine sulla terra. L’altro sarà mandato dal Cielo. Verrà sopra la terra l’oscurità immensa che durerà tre giorni e tre notti. Nulla sarà visibile e l’aria sarà nociva e pestilenziale e recherà danno, sebbene non esclusivamente ai nemici della Religione. Durante questi tre giorni la luce artificiale sarà impossibile; arderanno soltanto le candele benedette” (Beata Anna Maria Tatei, XIX secolo).

Indiano

Un’interpretazione della Bibbia predice che la Terra sarà annientata nel 2012… (Ezechiele 37:21,22)

Inoltre basi scientifiche sul 2012 parlano di un anno, se non di un periodo, di totale cambiamento:

- Dal 2003 il sole si è comportato in modo più tumultuoso che in qualsiasi altra epoca successiva al rapido riscaldamento globale che accompagnò la fine dell’ultima glaciazione (11.000 anni fa) e raggiungerà il prossimo picco proprio nel 2012. - Il campo magnetico terrestre ha cominciato ad indebolirsi e potrebbe essere in corso una migrazione dei poli magnetici mentre i poli nord e sud si invertono di posizione.

- Alcuni geofisici russi credono che il sistema solare sia entrato in una nube interstellare di energia, questa nube con la sua energia destabilizza il sole e tutte le atmosfere dei pianeti, l’incontro con la terra viene collocato tra il 2010 e il 2020.

- Il supervulcano Yellowstone che erutta in modo catastrofico con un intervallo di 600.000-700.000 anni, si sta preparando a farlo.

Certo, non crediamo ad un’Apocalisse, ma tutte queste cose sono troppe per definirsi coincidenze o leggende…Così è, se vi pare!

 
 

[14/05/2009] - Nasa: "Nel 2012 il sole causerà il più grande black-out della storia"
 
La Nasa lancia l'allarme: il sole nel 2012 determinerà un black-out che lascerà senza energia elettrica e telecomunicazioni milioni e milioni di persone.
 

Il grande black-out del 2012. E' quello previsto dalla Nasa, che lancia l'allarme sostenendo che il sole tra 3 anni potrebbe determinare una sospensione dell'energia elettrica e un oscuramento delle telecomunicazioni che toccherebbero milioni e milioni di persone. Sì, la causa di tutto ciò sarebbe proprio la stella del nostro sistema solare. Il sole, che rende possibile la vita sulla Terra, darà vita a una tempesta geomagnetica di proporzioni devastanti.

L'attività della nostra stella sta aumentando in maniera rilevante da dicembre. Grazie all'atmosfera la salute degli uomini non sarà messa a repentaglio. Ma la nostra civiltà dovrà fare i conti con il più grande black-out della storia.

Nel rapporto di 132 pagine commissionato dalla Nasa alla National Academy of Sciences si legge così: "L'energia elettrica è la chiave di volta tecnologica della società moderna, dalla quale dipendono tutte le altre infrastrutture e gli altri servizi. Se la tempesta del 1859 avvenisse oggi, assisteremmo a un'enorme devastazione sociale ed economica". L'allusione è a un fenomeno simile a quello che dovrebbe accadere nel 2012 che avvenne a metà del diciannovesimo secolo. Una tempesta geomagnetica determinò fenomeni straordinari, come le aurore in Italia e a Cuba e l'incendio di alcuni cavi del telegrafo sia in America che in Europa.

Dobbiamo seriamente iniziare a preoccuparci? Una cosa è certa: la Nasa e la National Academy of Sciences rappresentano due fonti piuttosto attendibili. E una notizia simile (anzi, probabilmente più catastrofica ancora) è stata già diramata recentemente dal giornale New Scientist.

 
 

[12/05/2009] - L'anno della tempesta magnetica? Il 2012

ROMA - Può sembrare la tram di un film apocalittico, invece è il preoccupante monito lanciato dalla Nasa qualche giorno fa: nei prossimi anni il Sole potrebbe lanciare una potente vampata di onde magnetiche che metterebbe k.o. tutti i satelliti e i dispositivi elettronici del pianeta.
 
Il timore degli scienziati è concentrato sulle catastrofiche conseguenze che un simile evento potrebbe comportare. A parte un drastico tilt dei mezzi di comunicazione, che provocherebbe danni economici incalcolabili, si teme il black out totale degli ospedali e all'impossibilità di conservare cibi e medicinali. Per non parlare della situazione di panico che si verrebbe a creare tra la gente. Sarebbe quello che sdrammatizzando potrebbe essere chiamato un "ritorno alla clava".
 
La preoccupazione è seria, anche perchè nella storia del Pianeta ci sono precedenti storici difficilmente trascurabili. Nel 1989, l'intero Quebec rimase paralizzato per nove ore a causa di una tempesta geomagnetica. Nel 1859, invece, la Terra fu colpita da una tempesta talmente violenta che alcuni cavi dell'elettricità si infuocarono e nei cieli dell'Europa si potè ammirare uno spettacolo simile a quello dell'aurora boreale.
 
Nella loro ricerca, gli scienziati dell'Agenzia spaziale americana a quelli della National Academy of Sciences, ammettono che questi episodi siano imprevedibili, ma che si presentino con una forma di ciclicità. Accadono quando il Sole entra un una fase di attività "tranquilla", proprio quella che comincerà dal 2012. Sull'articolo, pubblicato sul sito ufficiale, si parla di "calma", "quella calma che viene prima della tempesta".
 

[12/05/2009] - 2012, allarme Nasa  "Black out sulla Terra"

Lo scenario apocalittico dell'agenzia spaziale Usa: una tempesta solare spegnerà i circuiti elettrici e bloccherà satelliti e telefonini
 
di ALESSIO BALBI
 
Milioni di persone senza elettricità nel 2012, cibo e medicine che vanno a male nei frigo spenti, telefoni e satelliti fuori uso. Uno scenario da "day after" che potrebbe essere derubricato alla voce "catastrofismo", se non fosse che l'allarme viene dalla Nasa e dalla National Academy of Sciences. E nella parte del cattivo che mette a repentaglio la civiltà, una volta tanto, non ci sono le attività umane, l'inquinamento o il riscaldamento globale. Il nemico a sorpresa è il Sole, artefice della vita sulla Terra, che con un colpo di tosse potrebbe mettere ko le infrastrutture sulle quali l'Occidente prospera.
Da dicembre, l'attività del Sole sta lentamente aumentando. La nostra stella varia il suo campo magnetico ogni 11 anni e a un certo punto si raggiunge un picco di fenomeni (eruzioni solari e getti di massa coronale) dai quali si sprigionano grandi quantità di energia e di radiazioni. Tali getti possono raggiungere la Terra dando luogo a tempeste geomagnetiche. L'atmosfera ci protegge, gli effetti diretti delle tempeste solari sulla salute sono trascurabili, ma il loro impatto sulle strutture socio-economiche potrebbe essere disastroso.

Gli astronomi osservano questi fenomeni dal 1859 quando una tempesta geomagnetica di proporzioni straordinarie, oltre a rendere possibile l'osservazione di aurore come quelle polari in Italia e a Cuba, fece incendiare alcuni cavi del telegrafo in Europa e negli Stati Uniti. A maggio del 1921, un'altra tempesta provocò una serie di cortocircuiti, mettendo fuori uso le linee elettriche e quelle telefoniche sulle due sponde dell'Atlantico. Ma cosa accadrebbe se eventi del genere si verificassero oggi che un'intera civiltà è stata fondata sull'elettricità e le telecomunicazioni?
 
La risposta degli esperti è tutt'altro che confortante: "L'energia elettrica è la chiave di volta tecnologica della società moderna, dalla quale dipendono tutte le altre infrastrutture e gli altri servizi", si legge in un rapporto di 132 pagine commissionato dalla Nasa alla National Academy of Sciences. "Se la tempesta del 1859 avvenisse oggi, assisteremmo a un'enorme devastazione sociale ed economica". Nel 1989, sei milioni di persone in Quebec sono rimaste senza energia per nove ore a causa di una tempesta geomagnetica dieci volte meno potente di quella del 1921. Secondo John Kappenmann, coautore del rapporto, se un evento come quello del '21 si ripetesse, le persone senza elettricità sarebbero stavolta 130 milioni.
 
Una riedizione della tempesta del 1859, che fu ancor più potente, farebbe danni per duemila miliardi di dollari. Ciò che spaventa particolarmente nelle tempeste geomagnetiche è la loro imprevedibilità. Si sa che questo ciclo solare raggiungerà il prossimo picco tra il 2012 e il 2013, ma nella comunità scientifica non c'è accordo su quanto sarà intensa l'attivita della nostra stella in quel periodo. Spiega lo scienziato Doug Biesecker, della Noaa: "Basta un solo evento per creare enormi problemi: la grande tempesta del 1859 avvenne durante un ciclo particolarmente mite".
Proprio come quello che sta per iniziare.
 

[06/05/2009] - Cambiamenti climatici: Il continuo calo della radiazione solare
 
Che il Sole stia attraversando un periodo di attività molto scarsa, è oramai noto a tutti, così come, in altri articoli, è stato sottolineato come la durata di questo minimo solare sia davvero insolita, come non accadeva probabilmente dal secondo decennio del Secolo scorso (potete vedere anche l'ultimo articolo : www.meteogiornale.it/news/read.php?id=20086)
L'attività solare viene stimata attraverso il numero di macchie solari apparse sulla superficie della nostra stella, ma, da quando sono state introdotte le misurazioni via satellite, è anche possibile misurare direttamente quella che è la "costante solare", ovverosia la radiazione solare diretta che arriva sul nostro Pianeta.
 

 
Sappiamo che non tutta la radiazione giunge sulla superficie terrestre, in parte essa è riflessa dalle nuvole, la componente ultravioletta viene assorbita dallo strato di Ozono, in parte viene assorbita dal vapore acqueo, mentre un'altra parte viene riflessa nello spazio per effetto albedo.
Si stima che solo l'1% della radiazione solare incidente sia disponibile per il mantenimento della biomassa, tramite la fotosintesi clorofilliana delle piante, ma è quella che ci mantiene in vita.
Per tanto tempo si è creduto che l'energia inviataci dal Sole sia sempre la medesima nel tempo (tanto da denominarla "costante solare"), ma, con l'uso dei sensori satellitari, si è scoperto che non è proprio così.
 
Piccole variazioni percentuali sono state osservate in coincidenza con il ciclo undecennale delle macchie solari: i sensori, ad esempio, hanno mostrato una variazione della radiazione da 1362,1 W/mq, nel Luglio 2003, all'attuale valore di 1360,8 W/mq, con un calo percentuale di -0,095%.
 
Sembrerebbe un'inezia, e tale calo è più o meno mostrato anche negli altri cicli solari recenti (è stato scoperto con precisione nel 1986), tuttavia è importante anche osservare per quanto tempo il Sole irradia a bassi livelli.
 
Bisogna pensare infatti che un calo percentuale della radiazione solare di -0,1%, se protratto per molti mesi, potrebbe avere una certa influenza sul clima terrestre, provocandone un lieve calo termico.
 
In altre parole, maggiore è la durata del minimo di attività solare, maggiore è il numero di mesi durante il quale il Sole irradia lievemente meno, e la Terra riceve meno energia, seppure in minima percentuale.
 
Studi effettuati, hanno stabilito che la differenza nella costante solare, durante il minimo di Maunder, intervenuto nella seconda metà del Seicento (periodo nel quale non furono osservate macchie sulla superficie del Sole), rispetto agli inizi degli anni Novanta, sia stata del -0,3%, quantitativo minimo, ma equivalente a circa 4 Watt in meno al metro quadro di energia incidente sulla Terra.
 
Tale quantitativo fu forse decisivo per provocare un clima mediamente più freddo di almeno 1,0°; 1,5°C rispetto alle temperature attuali, nonché provocare forti ondate di freddo invernali sul nostro Continente (Il Tamigi gelava una volta ogni 10 anni).
Attualmente, la costante solare è in trend di calo, come ben visibile nel grafico che ne mostra l'andamento dal 1° di Febbraio ad oggi, mostrando come il minimo solare sia ancora ben lungi dal terminare, e siamo arrivati ad un minimo di 1360,79 W/mq, contro i 1362,10 W/mq del Luglio 2003, un calo di 1,31 W/mq, che è in grado di annullare parzialmente il surplus radiativo di 2,0 W/mq che è stimato per la presenza di CO2 nella nostra atmosfera.
 
E' ovvio, tuttavia, che un aumento di attività solare, come avvenuto negli ultimi settant'anni, potrebbe aver incrementato la costante solare di circa 1,3-1,5 W/mq sul lungo periodo, probabilmente contribuendo all'aumento termico attuale sommandosi così al surplus radiativo causato dall'aumento della concentrazione di CO2.
 
C'è anche da sottolineare la controversa teoria, non ancora dimostrata, che mostrerebbe, nel corso dei minimi solare, una minore forza del vento solare, la quale permetterebbe l'ingresso di una maggiore quantità di raggi cosmici sulla nostra atmosfera.
Essa allora presenterebbe più nuvole, le quali rifletterebbero in misura maggiore la radiazione solare incidente, raffreddando il nostro Pianeta.
 
Tale teoria non è stata ancora dimostrata; fatto sta che il Global Warming è al momento in fase di stabilizzazione , malgrado l'aumento costante dei gas serra, ed i ghiacci Artici sono alla loro massima estensione degli anni Duemila, forse l'influenza di un minimo solare prolungato si sta facendo davvero sentire.

 
Marco Rossi
 
 

[05/05/2009] - Possibile ritorno al Medioevo nel 2012

Tra circa tre anni, nel 2012, la Terra dovrebbe essere travolta da una tempesta solare senza precedenti, in grado di danneggiare irrimediabilmente ogni sistema elettrico ed elettromagnetico e di riportare così il mondo all’età del Medioevo.
A sostenerlo è il settimanale britannico New Scientist, il quale riporta un rapporto finanziato dalla Nasa e pubblicato dalla National Academy of Sciences (Nas) americana a gennaio. La società umana, sempre più globalizzata e dipendente dall’elettricità e connessi derivati – tecnologia su tutti – verrebbe rispedita indietro centinaia di anni.
 
Secondo gli scienziati propugnatori di tale teoria, il 2012 sarebbe un anno di intensa attività del Sole: ciò comporterebbe violente esplosioni della corona solare e la Terra potrebbe essere investita da un’ondata particolarmente violenta di vento solare. Quest’ultimo, a contatto con la magnetosfera terrestre, potrebbe provocare una tempesta geomagnetica tale da far saltare tutte le linee elettriche.
 
Ne risentirebbero palesemente cellulari e internet, così come la radio, e vi sarebbero problemi di approvvigionamento elettrico e di acqua. In assenza di elettricità non funzionerebbero né le pompe di benzina né le centrali nucleari e a carbone, cosicchè l’intero pianeta potrebbe ritrovarsi senza energia. Gli esperti hanno calcolato che per far ripartire il sistema sarebbero necessari almeno una ventina d’anni.
 
Paul Kintner, fisico della  Cornell University di Ithaca (New York), sostiene che una tempesta solare farebbe danni almeno dieci volte superiori ad una tragedia meteorologica come quella dell’uragano Katrina.
 
“Ci stiamo avvicinando sempre più ad un possibile disastro” , rammenta Daniel Baker, esperto di meteorologia spaziale dell'università del Colorado e presidente della commissione della Nas che ha redatto il rapporto.
 
Durante l’ultima tempesta solare particolarmente violenta, la “perturbazione di Carrington” datata 1859, una ciclopica aurora boreale investì il nostro pianeta fino ai Tropici; ne conseguirono alcuni danni alle linee del telegrafo, nulla di particolarmente grave, non essendo ancora il mondo così dipendente dalla tecnologia e industrializzato alla pari di oggi.
 
La premonizione degli scienziati si aggiunge alle numerose profezie antiche legate al 2012, anno che vanta oscuri appellativi quali “l’epoca dei cataclismi”, “la fine del mondo”, oppure semplicemente “l’anno del cambiamento materiale e spirituale” e “la fine di un’era” ipotizzata dai Maya.
 
Stando al computo del tempo del calendario Maya, il 21 dicembre 2012 si verificherebbe la fine di un’era e l’inizio del ciclo dell’Acquario, in base alla “precessione degli equinozi”. In codesta data, infatti, terminerebbe il periodo di 12960 anni indicato dall’evoluto popolo centroamericano.
 
Da un punto di vista astrologico-scientifico, tale teoria sarebbe suffragata dalla previsione secondo cui il 21 dicembre 2012 la rotazione della Terra sul proprio asse subirebbe una fermata di 72 ore  per poi riprendere a ruotare in senso inverso, con la conseguente inversione dei poli magnetici.
 
Il nostro pianeta avrebbe iniziato la fase del rallentamento già negli anni ’60 del Novecento.  La lenta “frenata”, inizialmente di portata infinitesimale, avrebbe adesso un andamento esponenziale e non lineare, e questo giustificherebbe l’ignoranza di quasi tutta l’umanità in proposito.
 
Si può facilmente dedurre che il tutto si esperirebbe con eventi di carattere meteorologico e sismico, per via dell’anomalo riscaldamento e raffreddamento della crosta terrestre, dovuto ai giorni e alle notti più lunghe; il clima dovrebbe subire un temporaneo stravolgimento a causa del quale potremmo avere pioggia e venti di grande entità – cosa che in piccola parte si sta già verificando. L’assestamento della crosta terrestre, originato dalla repentina frenata della rotazione, darebbe luogo a eventi tellurici di notevoli proporzioni.
 
La suddetta teoria sul 2012 trova misteriosamente riscontro in tutte le civiltà antiche, dai Maya agli Aztechi, dagli Egizi alle culture indoeuropee, popoli inspiegabilmente progrediti che ci hanno lasciato in eredità oscuri moniti inintelligibili e profezie spesso divenute reali.
 
Alessio Stilo
(pubblicato il 3 Maggio 2009)
 

[27/04/2009] - “Una tempesta solare ci spegnerà”
 
Nel 2012 minaccia di ripetersi il potente fenomeno magnetico che nel 1859 mandò in tilt le telecomunicazioni: dall'elettricità al telefono ai sistemi di sicurezza, sono a rischio blackout tutti i servizi essenziali 
 
 A CURA DI EMANUELA LOCCI
 
 La notizia è di quelle che faranno tremare, in primo luogo, i rappresentanti duri e puri della generazione “always on”: quelli sempre connessi, via web - ovviamente wireless -, via cellulare, via bluetooth, via satellitare. Ma le conseguenze dell’allarmante scenario dipinto dalla Nasa per il 2012 minacciano, in realtà, la vita quotidiana di tutti e, addirittura, la sicurezza nazionale di qualsiasi paese dotato anche di un minimo sistema di telecomunicazioni: fra tre anni, infatti, potrebbe ripetersi l’intensa tempesta solare che nel 1859 “spense” completamente le tecnologie di comunicazione negli Stati Uniti e in Europa.
 
Ma se 150 anni fa ad andare in tilt furono “soltanto” le reti del telegrafo, in un mondo in cui le telecomunicazioni sono base fondante di innumerevoli attività, “una replica attuale di quell’evento potrebbe causare una devastazione economica e sociale significativamente più ampia e potenzialmente catastrofica”, affermano i ricercatori dell’Accademia nazionale delle scienze, che hanno condotto lo studio commissionato dall’ente spaziale americano.
 
La colpa è della cosiddetta “fase attiva”, che il Sole attraversa ogni 11 anni: durante questo particolare periodo, la nostra stella può generare tempeste magnetiche più o meno potenti, capaci, a seconda della minore o maggior intensità, di mettere fuori uso i satelliti, di minacciare la sicurezza degli astronauti o addirittura, in casi eccezionali come quello previsto per il 2012, di distruggere i sistemi di telecomunicazione e quelli di distribuzione dell’energia. Quando uno di questi sistemi salta, le conseguenze a cascata sono rapide e gravi: “L’impatto della tempesta potrebbe ricadere su strutture interconnesse, con effetti devastanti: la distribuzione dell’acqua potabile in tilt in poche ore, cibi e medicine deperibili persi nel giro di 12-24 ore, interruzione immediata o potenziale del riscaldamento o del condizionamento dell’aria, dello smaltimento delle acque nere, dei servizi telefonici, dei trasporti, dei rifornimenti di carburante e così via”, prevede la Nasa.
 
Ma quel che è peggio, scrive l’équipe diretta da Daniel Baker, direttore del Laboratorio di fisica atmosferica e spaziale dell’Università del Colorado, è che “i servizi d’emergenza potrebbero essere interrotti e il controllo sul paese completamente perso”: l’unico modo di evitare che questo avvenga è cercare di arrivare preparati all’appuntamento con questa “Katrina spaziale”, studiando in modo ancor più approfondito le tempeste magnetiche e intervenendo per rafforzare le difese delle tecnologie più delicate. “Un fallimento catastrofico delle infrastrutture commerciali e governative, nello spazio e sulla Terra, può essere mitigato incrementando la preparazione della gente su questi temi, rafforzando le strutture vulnerabili e sviluppando sistemi avanzati pre la previsione delle tempeste”, conclude la ricerca, “Senza azioni o piani di prevenzione, l’accresciuta dipendenza da tecnologie avanzate, ma sensibili ai fenomeni spaziali potrebbe rendere la nostra società molto vulnerabile in futuro”.

[27/04/2009] - TERRA: RISCHIO RITORNO AL MEDIOEVO. SI TEME TEMPESTA SOLARE DI INAUDITA INTENSITA' ENTRO IL 2012. NASA IN ALLERTA
 
ROMA (UnoNotizie.it)

Nell’ultimo numero di aprile della nostra rivista “KRONOS informa”, in un articolo di approfondimento, avevamo evidenziato lo strano comportamento del Sole che oltre ogni previsione scientifica, legata a 300 anni di attente osservazioni circa il ciclo delle macchie solari, non accennava e non accenna a riprendere la sua consueta attività.
In quell’articolo paventavamo il rischio di andare verso un raffreddamento terrestre in controtendenza al riscaldamento tutt’ora in atto attivato dall’effetto serra.
La vera preoccupazione, in quell’articolo, era che questa quiete prolungata della nostra stella non fosse altro che il preludio ad una serie di violente tempeste solari che avrebbero potuto creare seri problemi a tutti i viventi della Terra.

A condividere le nostre preoccupazioni giorni fa sono apparse sui quotidiani di tutto il mondo articoli che evidenziavano il pericolo di una forte perturbazione geomagnetica indotta dal Sole che potrebbe abbattersi entro qualche anno sul nostro pianeta.
Ed ecco uno dei servizi sui nostri quotidiani che  abbiamo scelto:

Londra, 21 aprile 2009

Tra circa tre anni la Terra potrebbe essere investita da una tempesta solare di inaudita violenza, in grado di distruggere le reti elettriche e di riportare il mondo, almeno per una ventina d’anni, all’età del Medio Evo.
Questo è quanto riportato su un rapporto finanziato dalla NASA e pubblicato dalla National Academy of Sciences (Nas) americana.
Questo rapporto frutto di rigorosi studi e accertamenti scientifici e, dopo aver realizzato un programma previsionale con l’ausilio di decine e decine di tecnici e scienziati americani ed europei, conclude dicendo che una tempesta solare potrebbe verificarsi a breve e avere gravi conseguenze per la società umana, totalmente dipendente dell’elettricità e dalla tecnologia.
Secondo gli scienziati questa prolungata quiete solare potrebbe generare un periodo di intensa attività.
Potrebbero avvenire violente esplosioni sulla corona solare e la Terra verrebbe investita da un’ondata particolarmente violenta di particelle solari.
A contatto con la magnetosfera terrestre, il vento solare potrebbe causare una fortissima perturbazione geomagnetica tale, secondo il prof. Daniel Baker, presidente della Commissione Nas, da far saltare gran parte delle centrali e linee elettriche del pianeta. La data presunta di tale evento potrebbe essere il 2012.
Se non ricordiamo male ci sono delle storie e previsioni ancestrali sul 2012, allora dovremmo preoccuparci davvero?

[22/04/2009] - Anno 2012, black out sulla Terra
 

WASHINGTON - Dai cellulari a Internet a tutti i sistemi di telecomunicazione potrebbero essere neutralizzati nel 2012 da una tempesta solare simile a quella che nel 1859 “spense” completamente le comunicazione negli Usa e in Europa. Ma se 150 anni fa ad andare in tilt furono “solo” le reti del telegrafo, in un mondo in cui le telecomunicazioni sono base fondante di innumerevoli attività come della sicurezza nazionale dei vari Paesi, “una replica di quell’evento potrebbe causare una devastazione economica e sociale catastrofica”, afferma l’Accademia nazionale delle scienze incaricata dalla Nasa di studiare l’evento. La colpa è della cosiddetta “fase attiva” che il Sole attraversa ogni 11 anni durante la quale la stella può generare tempeste magnetiche capaci, in casi eccezionali come quello previsto per il 2012, di distruggere i sistemi di telecomunicazione e quelli di distribuzione dell’energia con conseguenze a cascata devastanti. L’unico modo di evitare che questo avvenga è cercare di rafforzare le difese delle tecnologie più delicate. City


[21/04/2009] - Arriva la super tempesta solare
 
Tra circa tre anni la Terra potrebbe essere investita da una tempesta solare potentissima, in grado di distruggere le reti elettriche e di riportare il mondo, almeno per una ventina d'anni, all'età del Medio Evo.
 
Secondo quanto riporta il settimanale britannico New Scientist, un rapporto finanziato dalla Nasa e pubblicato dalla National Academy of Sciences (Nas) americana a gennaio conclude che una tempesta solare potrebbe verificarsi a breve e avere gravi conseguenze per la società umana, totalmente dipendente dall'elettricità e dalla tecnologia. «Ci stiamo avvicinando sempre più ad un possibile disastro», ha dichiarato Daniel Baker, esperto di meteorologia spaziale dell'università del Colorado e presidente della commissione della Nas che ha redatto il rapporto.
 
Secondo gli scienziati, in un anno di intensa attività del Sole, come si prevede potrà essere il 2012, potrebbero avvenire violente esplosioni della corona solare e la Terra potrebbe essere investita da un'ondata particolarmente violenta di vento solare. A contatto con la magnetosfera terrestre, il vento solare potrebbe causare una perturbazione geomagnetica tale, secondo l'esperto, da far saltare le linee elettriche. L'ultima volta che si era verificata una tempesta solare particolarmente violenta, nel 1859, una gigante aurora boreale aveva investito la Terra fino ai Tropici. In California, un gruppo di minatori si era svegliato pensando fosse giorno ed invece erano le due del mattino. Ma il mondo non era ancora così industrializzato e dipendente dalla tecnologia e, a parte alcuni danni alle linee del telegrafo, le conseguenze di quella tempesta, chiamata perturbazione di Carrington, non erano state particolarmente gravi.
 
Oggi invece le cose andrebbero in maniera molto diversa. Telefoni cellulari e internet potrebbero avere problemi di collegamento, così come la radio e potrebbero esserci problemi di approvvigionamento elettrico e di acqua. Senza elettricità le pompe di benzina non funzionerebbero così come le centrali nucleari e a carbone, e l'intero pianeta potrebbe trovarsi senza energia. Gli esperti hanno calcolato che per far ripartire il sistema sarebbero necessari almeno una ventina d'anni. Una tempesta solare, afferma Paul Kintner, fisico della Cornell University di Ithaca, New York, farebbe danni almeno dieci volte superiori ad una tragedia meteorologica come quella dell'uragano Katrina.
 

[21/04/2009] - UNA TEMPESTA SOLARE CI RIPORTERA' AL MEDIOEVO
 

 
Tra circa tre anni la Terra potrebbe essere investita da una tempesta solare potentissima, in grado di distruggere le reti elettriche e di riportare il mondo, almeno per una ventina d'anni, all'età del Medio Evo. Secondo quanto riporta il settimanale britannico New Scientist, un rapporto finanziato dalla Nasa e pubblicato dalla National Academy of Sciences (Nas) americana a gennaio conclude che una tempesta solare potrebbe verificarsi a breve e avere gravi conseguenze per la società umana, totalmente dipendente dall'elettricità e dalla tecnologia. «Ci stiamo avvicinando sempre più ad un possibile disastro», ha dichiarato alla rivista britannica Daniel Baker, esperto di meteorologia spaziale dell'università del Colorado e presidente della commissione della Nas che ha redatto il rapporto. Secondo gli scienziati, in un anno di intensa attività del Sole, come si prevede potrà essere il 2012, potrebbero avvenire violente esplosioni della corona solare e la Terra potrebbe essere investita da un'ondata particolarmente violenta di vento solare. A contatto con la magnetosfera terrestre, il vento solare potrebbe causare una perturbazione geomagnetica tale, secondo l'esperto, da far saltare le linee elettriche.

L'ultima volta che si era verificata una tempesta solare particolarmente violenta, nel 1859, una gigante aurora boreale aveva investito la Terra fino ai Tropici. In California, un gruppo di minatori si era svegliato pensando fosse giorno ed invece erano le due del mattino. Ma il mondo non era ancora così industrializzato e dipendente dalla tecnologia e, a parte alcuni danni alle linee del telegrafo, le conseguenze di quella tempesta, chiamata perturbazione di Carrington, non erano state particolarmente gravi. Oggi invece le cose andrebbero in maniera molto diversa.
 
Secondo il rapporto della Nas telefoni cellulari e internet potrebbero avere problemi di collegamento, così come la radio e potrebbero esserci problemi di approvvigionamento elettrico e di acqua. Senza elettricità le pompe di benzina non funzionerebbero così come le centrali nucleari e a carbone, e l'intero pianeta potrebbe trovarsi senza energia. Gli esperti hanno calcolato che per far ripartire il sistema sarebbero necessari almeno una ventina d'anni.
 
 
 
 

Sono Alessio Martini da Ancona: vi seguo giornalmente e non mi perdo nemmeno un aggiornamento sul clima. Vi scrivo poiché, come appassionato di meteorologia, trovo nei vostri articoli una trasparenza dell'informazione che non ho mai incontrato da anni che faccio ricerche in ambito climatologico, e per questo non posso che ringraziarvi. In particolare vi scrivo perché negli ultimi mesi sto leggendo sempre più articoli riguardanti l'eccezionalità di questo minimo solare che segue il ciclo 23. Naturalmente ho letto tutti i vostri articoli che parlano proprio di questo argomento, ma oggi vi volevo chiedere se era possibile ricevere da voi una risposta a contenente le vostre più sincere impressioni su questo minimo solare, sulla sua possibile evoluzione, sulla sua comparazione all'inizio del minimo di Dalton, sull'aumento dei raggi cosmici e dei neutroni, quindi sul possibile aumento della nuvolosità medio-bassa, sul possibile conseguente calo delle temperature e dunque, in generale, sulle possibili ripercussioni che tutte queste cose possono avere sul nostro clima. Vi ringrazio in anticipo e spero in una vostra risposta più sincera. Tanti saluti e buon lavoro.

Alessio Martini

Risponde LUCA ANGELINI

Carissimo Signor Alessio
sull'argomento "minimo solare" le potrei esternare tutte le mie impressioni, tutto quello che penso o che vorrei pensare ma alla fine rimarremmo al punto di partenza. Preferisco rispondere in termini non dico strettamente scientifici (necessiterebbero alcune pagine del giornale) ma più di ambito più divulgativo. Questo gioverà senz'altro alla notoria trasparenza stessa di Meteolive.

Mentre scriviamo, il Sole ormai alto sull'orizzonte inizia a scaldare, tuttavia gli strumenti ci dicono che la sua adrenalina è ancora estremamente bassa; basso il flusso solare, basso il vento solare, basso il campo magnetico, basso, anzi bassissimo e spesso addirittura pari a zero il numero di macchie, quelle esplosioni che emettono l'energia che fa la differenza, la differenza tra un minimo e un massimo undecennale.

Alcune teorie, tra le quali quella comprovata dei raggi cosmici che abbiamo sposato come verosimile, ci mettono in guardia riguardo alle possibili conseguenze di questa fase: abbassamento delle temperature globali dell'atmosfera. Tale discorso in realtà è un po' troppo riduttivo. Moltissimi elementi concorrono ai bilanci termici del Pianeta e la sola azione dell'aumentata riflettività dovuta all'aumentata copertura nuvolosa (quest'ultimo comunque è un dato di fatto) necessiterebbe di molti anni prima di dare i primi risultati. Conseguenze dirette invece le abbiamo già sperimentate e si riferiscono essenzialmente al mutato disegno delle correnti che regolano la circolazione generale dell'atmosfera. Da qui partono i presupposti per il rilascio di acque più fredde che sgorgano dai fondali verso la superficie (vedi Nina, temperature del Pacifico settentrionale, AMO atlantica e altre ancora).

L'osservazione, direi clamorosa, che alcuni ricercatori ci forniscono, e sulla quale vorrei porre l'attenzione di tutti i lettori, è però incentrata proprio sul Sole. Fino a quando continuerà questa fase di stanca? Quando inizierà il ciclo numero 24? Forse mai!

Lo studio dei buchi nella corona solare, macchie antagoniste ai "flares" (i brillamenti solari), stanno mettendo sul piatto una raggelante ipotesi, ipotesi che troverebbe precedenti (naturalmente in quel caso molto più amplificati) nel minimo di Maunder: in sostanza queste "anti-macchie" sarebbero degli strappi nella corona solare che si trovano in determinate posizioni del globo solare a seconda proprio delle diverse fasi della sua attività.

Ebbene, anzichè trovarsi a ridosso dei poli solari, così come è normale che fosse in caso di minimo, questi buchi della corona solare si stanno presentando a fasi alterne e regolari (circa ogni due settimane) in area equatoriale, esattamente come dovrebbe accadere in fasi di massimo solare.

Cosa significa che ci troviamo in una fase di massimo "mascherata"? Secondi alcuni ricercatori si. E proprio lo studioso numero uno del campo, il professor Hathaway, chiuderebbe con la sua teorie la quadratura del cerchio. Egli aveva previsto il massimo del ciclo 24 intorno alla seconda metà del 2009. Ora, non essendo possibile tale evenienza, esattamente come ci suggerisce la posizione dei buchi nella corona solare, va da sè che potremmo "saltare" a più pari il ciclo 24, ripiombare in un nuovo minimo e partire poi tra alcuni anni direttamente con il ciclo 25.

Le conseguenze sul clima? Beh, facilmente immaginabili; naturalmente chi vive di Global Warming potrebbe trovarsi in seria difficoltà, visto e considerato che dovrebbe spiegare al mondo come sia possibile che il Sole da "solo" abbia reso carta straccia le migliaia di pagine scritte dall'IPCC con quella curva delle temperature puntate verso il cielo. Al momento è però davvero troppo presto per trarre conclusioni; sicuramente ne potremo parlare strada facendo, visto e considerato che se saltassimo il ciclo 24 ci troveremmo in quel caso dinnanzi ad un super minimo mai documentato strumentalmente.

Facciamola breve: potremmo scivolare verso una nuova era glaciale? Qualcuno, mangiata la foglia, la sparerà sicuramente grossa millantando una nuova glaciazione. Nessuna paura, non accadrà nulla di tutto questo. Le glaciazioni sono state causate da una sinergia di eventi entro i quali hanno concorso sia le oscillazioni dell'attività solare, sia le oscillazioni orbitali del nostro Pianeta le quali, solo loro, sarebbero in grado di apportare modifiche tali da annientare qualsiasi scenario rovente e catastrofico, perfino quelli dell'IPCC.


[14/04/2009] - Gli studi della Nasa sulle bolle solari? Roba da «sistemisti»

Caro Granzotto, sono uno studente di ingegneria aerospaziale. Le scrivo perché qualche giorno fa ho letto un suo articolo che, con una certa ironia, sminuiva il rapporto Nasa sulla possibilità di una tempesta solare nel 2012; ciò che mi ha dato fastidio è stato che un giornalista criticasse uno studio autorevole senza alcuna controprova. Autorevole, sì, perché non è certo la redazione de «il Giornale» a mandare faticosamente avanti un programma spaziale i cui benefici spaziano dai materiali innovativi a qualsiasi tipo di componente elettronico. Per caso conosce la dinamica di formazione delle macchie solari? Saprebbe a grandi linee spiegare cos’è un raggio cosmico? È anche possibile che tale studio Nasa sia errato (non in assoluto, comunque) ma certamente dovrà essere smentito da chi sa, un fisico o chiunque altro possa parlare di certi argomenti. Persino per un divulgatore di scienza sarebbe arduo commentare un rapporto del genere; ci si limiterebbe a riportarlo fedelmente, azzardando ipotesi, ma non si potrebbe etichettare come balla. Io non so quali studi abbia intrapreso, ho notato che lo scopo del suo articolo era sbeffeggiare «La Stampa», come se gli articoli scientifici fossero barzellette. Poi, ovviamente, per ridicolizzare il tutto, lei tira in ballo la profezia Maya, così l’ingenuo lettore, se prima aveva qualche dubbio, adesso è certo della «balla» diffusa dalla Nasa. Forse si dovrebbe informare del fatto che il ciclo delle macchie solari ha un periodo di 11 anni, dunque la data non è «studiata» appositamente per farla combaciare con quella Maya, ma deriva dalla stessa definizione di ciclo. In conclusione, se voleva mettere in cattiva luce altri giornali, c’è riuscito. Consideri che a me questo non interessa affatto; ma non cerchi di ridicolizzare la scienza e i suoi studi, perché questo è controproducente per tutti. Se a scrivere l’articolo fosse stato un astronomo o un fisico avrei taciuto e mi sarei messo da parte, ma visto che lei non è né l’uno né l’altro, mi sono permesso di controbattere. Potrà essere ferrato sulla politica e la storia d’Italia, ma lasci ciò che è superiore alla trigonometria a qualcun altro.


Sole "pigro", record negativo macchie
Il 78% dei giorni del 2009 senza attivita', minimo da un secolo

 

[08/04/2009] - Il Sole e' particolarmente 'pigro': le macchie solari sono rarissime, tanto che per la Nasa e' 'il piu' tranquillo dell'ultimo secolo'. In 78 giorni sui primi 90 di quest'anno (87%) il Sole e' rimasto quieto e senza macchie. Finora si credeva che l'attivita' del Sole avesse toccato il minimo nel 2008, con ben 266 giorni su 366 (73% dell'anno) senza macchie. In passato un Sole ancora piu' tranquillo c'e' stato solo nel 1913, con ben 311 giorni senza macchie.

«Superballe solari» fra studi Nasa e profezie maya
 
[07/04/2009] - Caro Granzotto: «Anno 2012, dal Sole attacco al Pianeta Terra», «Bolla di plasma». Emessa dalla nostra stella bloccherà le reti elettriche e tutto quello che funziona a corrente... Si fonderanno milioni di trasformatori... Scomparsa dei cibi refrigerati e crollo dell’economia: una catastrofe... Senza gli impianti di pompaggio mancherà subito l’acqua e in pochi giorni la benzina... Secondo gli esperti ci vorranno molti anni per tornare alle condizioni precedenti. Non è la trama di un romanzo dozzinale di fantascienza, ma il sunto di un articolo di ben due pagine su «La Stampa» di domenica, con tanto di interviste ai soliti esperti. Sono certo che non vorrà farci mancare la sua chiosa a questa vera chicca...
 

La Profezia Maya sembra trovare una prima conferma dalla scienza. Il 30 gennaio di quest'anno una sorprendente tempesta solare ha colpito la Terra ed ha raggiunto il suo picco massimo di radiazione solo 15 minuti dopo l'inizio di una serie di esplosioni; nella normalità ciò avviene dopo 2 ore. Secondo Richard Mewaldt, del California Istitute of Technology, è stata la piú violenta degli ultimi 50 anni. Anche la più misteriosa. Si credeva che queste tempeste avvenissero nella corona solare a causa dello scontro di onde associate a eiezioni di plasma.

Il Sole sempre più pigro - Nasa: "Attività ai minimi"
 

Le macchie solari ormai sono rarissime ed il sole ha rallentato la sua attività. La Nasa non aveva mai osservato un'attività così bassa.

Pigro così non lo si vedeva da quasi un secolo: il Sole sta rallentando la sua attività e le macchie solari sono ormai rarissime. Tanto da stupire gli esperti della Nasa, che parlano di un profondo rallentamento dell'attività della nostra stella. Il 2008 aveva fatto scattare il primo sospetto, con 266 giorni su 366 (il 73% dell'anno) senza macchie solari: molti avevano pensato che l'attività del Sole, scandita da cicli di 11 anni, avesse ormai toccato il minimo e che presto le macchie sarebbero tornate, con tanto di eruzioni e tempeste magnetiche capaci di disturbare le telecomunicazioni sulla Terra. Ma non è stato così: in 78 giorni sui primi 90 del 2009 (87%) il Sole è rimasto quieto e senza macchie.

I PRECEDENTI. Il più recente periodo di prolungata tranquillità risale a circa un secolo fa, quando nel 1913 si registrarono ben 311 giorni senza macchie. Andando molto più indietro nel tempo si arriva al cosiddetto "minimo di Maunder", ossia al periodo a cavallo tra il 1645 e il 1715 indicato oltre un secolo più tardi dall'astronomo inglese Edward Walter Maunder come la minima attività delle macchie solari mai registrata. Un periodo che coincise con la "piccola era glaciale", ossia con il brusco abbassamento della temperatura nell'emisfero settentrionale avvenuto fra '600 e '700.

LA NASA. E' presto, comunque, per trarre qualsiasi conclusione. Inoltre gli esperti della Nasa che stanno studiando il fenomeno preferiscono attenersi alle evidenze scientifiche frutto delle osservazioni fatte negli ultimi decenni con tecnologie avanzate. Notano allora che cinque dei dieci cicli solari più intensi sono avvenuti negli ultimi 50 anni. A metà degli anni '90 la sonda Ulisse, lanciata da Nasa e Agenzia Spaziale Europea (Esa), ha registrato una riduzione del vento solare pari al 20%; altre sonde della Nasa hanno registrato un'attenuazione della brillantezza del Solare dello 0,02% (del 6% nell'ultravioletto) a partire dal 1996. Infine, i radiotelescopi stanno registrando le minime emissioni radio provenienti dal Sole, indice di un indebolimento del campo magnetico solare le cui cause non sono ancora ben capite. Potrà aiutare a capire che cosa sta accadendo la 'flottà di satelliti che in questo periodo sta osservando il Sole, come Soho (Solar and Heliospheric Observatory), di Esa e Nasa, e le sonde gemelle americane Stereo (Solar Terrestrial Relations Observatory).

 
 

FISICA : IL SOLE IN TEMPESTA. ALLARME DELLA NASA .
 
Nel 2012 una tempesta solare potrebbe distruggere le grandi reti elettriche dei paesi tecnologicamente avanzati come gli Stati Uniti o l'Europa. È la previsione della Nasa. Ogni undici anni circa l'attività solare compie un ciclo che culmina con una tempesta solare più o meno violenta: un'emissione di milioni di particelle cariche che danneggiano i satelliti e possono influenzare il campo magnetico terrestre.

Nel 1859 una tempesta, conosciuta come "evento di Carrington", distrusse le reti del telegrafo di tutto il mondo. Oggi a essere colpite sarebbero le reti elettriche da cui dipendono luce, gas, acqua, trasporti, comunicazioni, riscaldamento e conservazione del cibo.

Per riparare anche solo in parte i danni devastanti causati dalla tempesta ci vorrebbero molti anni. Con un preavviso adeguato potrebbero essere prese alcune precauzioni, ma al momento non c'è un buon sistema di allarme.

L'unico è l'Advance composition explorer, un satellite lanciato nel 1997 che controlla la superficie solare: può dare un preavviso di 15-45 minuti, forse insufficiente.

Se la tempesta non colpirà nel 2012 potrebbe farlo undici anni dopo o venti o trenta. Il difficile, secondo la Nasa, è convincere l'opinione pubblica a preoccuparsene. ( Fonte: Internazionale)

 

[01/04/2009] - Il "futuro" secondo la NASA
 

E’ quasi agghiacciante il servizio su La Stampa (29 marzo 2009) che riporta le previsioni scientifiche della Nasa su quanto ci accadrà nel non lontano 2012. Una catastrofe elettromagnetica colpirà la terra con una colossale bolla di plasma (particelle ad alta energia) che si staccherà dal nostro amato sole e saranno davvero guai per tutti. Non è tanto da ridere, sebbene sono anni che questo 2012 previsto da tanti astronomi e dal calendario Maya, oltre che da tanti “veggenti” cristiani, come l’anno della fine del nostro pianeta, suscita- a volte- preoccupazioni e paure.

Non sorridete. Il web pullula di blog e milioni di persone sono terrorizzate. La paura della fine del mondo è sempre in agguato, i profeti di sventure non sono mai mancati e neppure gli ingenui che abboccano. La scienza stessa oggi fatica a distinguersi dalla pseudo- scienza e, con l’aiuto di un giornalismo superficiale, si moltiplicano le catastrofi ipotizzabili sulla base di dati mal compresi. Per esempio, il terrore per l’Anno Mille è una invenzione dei posteri: all’epoca nessuno sapeva in quale anno si vivesse. Molti altri allarmi però sono storicamente documentati: ce ne furono più di cento a cominciare da quello che lanciò nel 992 Bernardo di Turingia. Una caratteristica delle Cassandre è la precisione con cui l’apocalisse viene prevista. Il matematico tedesco Michael Stifel l’annunciò per le 8 di mattina del 18 ottobre 1533, il fanatico religioso William Bell puntò sul 5 aprile 1761. Il primo rischiò il linciaggio, il secondo finì in manicomio. Per caso oggi c’è più tolleranza.

Innumerevoli sono le apocalissi previste dai Testimoni di Geova e dai Mormoni. Il sismologo Alberto Porta la calcolò per il 1919, il medico Elio Bianco per il 14 luglio 1960. Nel 1980 Jenser e Gaines, capi di una setta americana, convinsero centinaia di seguaci a chiudersi in un loro bunker ad attendere il giudizio universale. Nel 1992 il reverendo Lee Jang Lim coinvolse 150 mila fedeli coreani nell’isteria della fine del mondo e li truffò per un totale di 4 milioni di dollari (però finì in galera).

Al momento la fine del mondo più prossima è attesa per il 21 dicembre del 2012. La data discende da calcoli fatti sul calendario Maya, la catastrofe si verificherebbe per un cambiamento dell’inclinazione dell’asse della Terra rispetto al piano dell’orbita. Un argomento retto dai sostenitori dell’apocalisse Maya è che il campo magnetico della Terra è in graduale diminuzione. Cosa effettiva, ma è anche certo che nelle ere geologiche il campo magnetico si è invertito molte volte, l’ultima 700 mila anni fa.

Più fondato è l’allarme per l’asteroide 99942 Apophis(il nome di un dio egizio della distruzione), un corpo roccioso dal diametro di 320 metri che incrocia l’orbita della Terra. Scoperto il 19 giugno 2004, Apophis passerà molto vicino al nostro pianeta il 13 aprile 2029 (un venerdì) e nel 2036, quando si troverà ad appena 36 mila chilometri da noi, la distanza dei satelliti geostazionari. L’impatto sarebbe pari all’esplosione di 65 mila bombe nucleari come quella che distrusse Hiroshima. All’inizio la Nasa stimò la probabilità di collisione in 1 su 300. Effettivamente allarmante. Poi la faccenda si è ridimensionata grazie a dati più precisi e ora si parla di 1 su 45 mila. Ad ogni buon conto l’ex astronauta Rusty Schweickart progetta una task force per deviarlo.

L’anno 2000 con la sua cifra tonda ha alimentato soprattutto due paure: il collasso della civiltà per il «baco» dei computer in quanto i vecchi software, indicando la data con due sole cifre, davanti agli zeri sarebbero impazziti, e la catastrofe planetaria dovuta a un allineamento di cinque pianeti. Il “bug”o fu prevenuto e l’allineamento ovviamente non fece danni: i pianeti insieme esercitano un’attrazione che è meno di un millesimo di quella del Sole e della Luna.

Negli Anni 80 la fine del mondo da «inverno nucleare», fu molto pubblicizzata dal fisico Antonino Zichichi negli incontri del Centro Majorana di Erice. Gli strateghi architettavano..................
 
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