un viaggio sola andata per Marte. "Colonizzare il pianeta rosso"

[15/11/2010]

A caccia di alieni: Terra-Marte sola andata. Qualche volontario?marte

Immaginiamo che le prossime generazioni si interroghino sulla possibile presenza di alieni o di pianeti abitati da forme di vita simili o completamente diverse dalla nostra. Immaginiamo poi che gli avvistamenti Ufo attivino un’ulteriore caccia all’extraterrestre, magari corredato di films e di gadgets dedicati.

Infine, immaginiamo che quegli stessi alieni che suscitano tanto interesse misto a timore non siano affatto dei piccoli ET giunti sulla Terra ma uomini, figli di astronauti inviati oggi a colonizzare nuovi mondi. L’ipotesi può suscitare dello sconcerto, ma gli scienziati stanno lavorando per renderla più reale e concreta possibile. Infatti, a dispetto di quanti problemi il nostro vecchio pianeta Terra possa avere, pare si preferisca investire denaro in missioni al limite dei dettami etici.

Con i suoi 100.000 dollari, la Nasa, in collaborazione con il Darpa, sta investendo le sue risorse nell’approntare un programma che sviluppi una navicella dotata di potenti propulsori e che sia in grado di inviare degli astronauti su Marte ed altri pianeti ‘limitrofi’.

L’equipaggio, alla stessa stregua di Colombo e dei suoi uomini, colonizzerà il pianeta rosso. Essendo Marte il terzo pianeta più vicino al globo terrestre, potrebbe essere quello più accreditato per ospitare la neo-colonia umana. Tuttavia, a causa della lunga distanza che lo separa da noi, il viaggio dovrà essere di sola andata poiché il tempo che occorrerebbe per ricoprire i 62.8 milioni di miglia sarebbe pari a circa 100 anni terrestri.

Colonizzare non significherà rendere il pianeta ospitale all’uomo ma, al contrario, sarà quest’ultimo a dover adattarsi al mondo alieno. Ovviamente, tale obiettivo, che mira a trasferire vite umane per il resto della loro vita, ha suscitato reazioni discordanti. Sebbene in molti siano scettici e contrari, altrettanti affermano che questo sia il solo modo di insediarsi su di un pianeta alieno. A nulla sembrano valere le rassicurazioni di Dirk Schulze-Makuch ePaul Davies su Journal of Cosmology, i quali prevedono l’invio di rifornimenti occasionalisu Marte.

Lee Johnson, autore scientifico, concorda con quanti ritengono che solamente un viaggio di sola andata possa rendere possibile il raggiungimento di altri pianeti così distanti. Inoltre, lanavicella spaziale dovrebbe essere in grado di contenere il maggior quantitativo utile di carburante. L’alternativa sarebbe quella di approntare un sistema ad energia solare o un reattore a fusione che generi energia senza dispendio di carburante.

Il Dr. Chris DePree, responsabile del Bradley Observatory, concentra le sue perplessità sulle generazioni nate sul pianeta stesso. Esse, infatti, si adatterebbero alla vita marziana nascendo in loco ed incontrerebbero seri problemi respiratori se dovessero tornare sulla Terra. Sarebbe loro necessario l’utilizzo di apparecchiature speciali o iniezioni chimiche per agevolargli la respirazione.

L’alone di mistero attorno alla vita extraterrestre sembra rendere sempre fertile la mente umana. Sebbene gli enigmi di Roswell e di Kecksburg vengano custoditi nel silenzio governativo statunitense, si deve a Simon 'Pete' Worden, direttore del Nasa’s Ames Research Center della California, ad aver squarciato tale silenzio rendendo noto il progetto dell’agenzia spaziale e del Darpa. Si cercano volontari, dunque!

Federica Vitale



[01/11/2010]

Un biglietto per Marte

Viaggio solo andata, destinazione Pianeta Rosso: lo sta studiando la NASA con scadenza nel 2030


Roma - La NASA ha confermato che sta prendendo in considerazione la possibilità di inviare astronauti su Marte. Un viaggio di sola andata.
Le claustrofobiche e ossessive vicende della comunità umana sul Pianeta Rosso di Noi Marzianidi Philip K. Dick non devono tornare in mente agli ufficiali dell'agenzia spaziale statunitense alle prese con gli studi di fattibilità del progetto ambizioso: mandare astronauti su Marte per rimanerci. E crearvi una comunità.

Partita con un budget-obiettivo di circa 8 miliardi di euro e deadline 2030, la missione, chiamata evocativamente Hundred Years Starship, è guidata dalla divisione della NASA Ames Research, ma un ruolo rilevante è ricoperto anche dall'agenzia del pentagono DARPA (Defence Advanced Reasearch Projects Agency). 

Washington ha già messo a disposizione 1,5 milioni di dollari, ma sono stati invitati a partecipare anche i miliardari di tutto il mondo, tra cui il fondatore di Google Larry Page.

Nel frattempo, gli scienziati dell'agenzia hanno deciso di rendere pubblici i dati sul progetto e le informazioni di queste prime fasi organizzative, e sono stati promessi nuovi dettagli per il 2011. 

Intanto sembra che anche la Cina si sia posta il medesimo traguardo, così come l'India: a mezza bocca, insomma, si potrebbe iniziare a parlare di corsa al Pianeta Rosso. Ma non essendo più il Mondo coinvolto in una guerra fredda, e soprattutto dati i costi esorbitanti di qualsiasi progetto di questo genere, gli osservatori sono spinti a tirare in ballo l'ipotesi di un'ampia collaborazione internazionale per l'obiettivo, anche se nulla a tal proposito è stato detto dalle autorità sia statunitensi, che cinesi che russe, che hanno già iniziato una simulazione sulla Terra della vita su Marte (esperimento che riproduce tutte le condizioni tranne la diversa gravità).

Intanto, il punto è che secondo lo studio preliminare sarebbe troppo costoso riportare indietro questi primi colonizzatori, e che quindi parte del progetto dovrà certamente concentrarsi, come d'altronde sembra aver pensato Mosca, su come ricreare una vita sostenibile per gli uomini fuori dal pianeta Terra. Un prospettiva che potrebbe apparire più fattibile dopo aver trovato prove che testimonierebbero la presenza di acqua su Marte grazie ad un inconveniente capitato al Mars Exploration Rover Spirit  rimasto bloccato pochi mesi fa in un'apparente sorta di fango.

Claudio Tamburrino



[01/11/2010]

Destinazione Marte: solo andata

Destinazione Marte: solo andata

La NASA sta cercando volontari disposti a trasferirsi su Marte per iniziare la colonizzazione del pianeta rosso.

Si tratta della più grande offerta di lavoro a tempoindeterminato: vietato tornare indietro, riportarli a casa sarebbe una spesa insostenibile.

L'agenzia spaziale ha rivelato di aver già ricevuto oltre un milione di dollari per cominciare i lavori al progetto presso l'Ames Research Centre in California.

Pete Worden, il direttore del Centro, dice essere certo che gli essere umani possano vivere su Marte dal 2030, nonostante le condizioni inospitali del pianeta

Gli scienziati dicono che il costo maggiore di questa missione sarebbe costituito dal rientro a casa degli astronauti e che, un "biglietto di sola andata" per vento persone, equivarrebbe alla spesa necessaria per riportarne 4 indietro.

Con l'impiego di un razzo nucleare quale mezzo di trasporto, il viaggio potrebbe durare circa4 mesi.

Mr. Worden sta studiando nuove tecnologie per facilitare la permanenza su Marte, si parla di biologia sintetica e di alterazioni del genoma umano.

Scusate ma... io starò sulla Terra!

Maggiori informazioni su "The Journal of Cosmology".



[01/11/2010]

Ed ora immaginate che vi si proponga un viaggio. Un lungo viaggio interplanetario con destinazione Marte. Ma di sola andata! No, non è fantascienza, ma un progetto nuovo di zecca firmato Nasa e Darpa (Defense Advanced Research Projects Agency), che hanno pianificato quel che nell’ambiente è ormai noto come 'Hundred-Year Starship', ossia una navicella spaziale che impiegherà cento anni per eseguire la sua missione sul pianeta rosso. Con la prospettiva che gli astronauti possano non fare ritorno a casa.

Il primo ad esporre il curioso progetto è stato Simon 'Pete' Worden, direttore del Nasa’s Ames Research Center. “Il programma - spiega lo scienziato - è orientato a rendere ospitali altri mondi”. Tuttavia, secondo quanto si apprende, gli investimenti per la 'missione sola andata' sarebbero particolarmente esosi: 100.000 dollari per la Nasa e un milione per il Darpa.

L'obiettivo delle due agenzie governative americane è inviare alcuni astronauti su Marte per crearvi una colonia permanente. Ciò significa lasciare la Terra per non farci più ritorno. E ai coloni di nuova generazione spetterebbe una sorta di 'Survivor' nello spazio, ovvero dovrebbero procurarsi cibo e acqua e quant’altro per rendere la propria sopravvivenza simile a quella condotta sul nostro pianeta.

Inoltre, tra le numerose idee statunitensi c'è perfino la creazione di un' ‘industria marziana’ che renderebbe il pianeta rosso simile ad un hub, ossia un punto di appoggio per le eventuali future missioni e per quanti volessero, un giorno, progettare un viaggio interplanetario. Infatti, lo scopo del programma non sarebbe solo quello di riprodurre un habitat simile a quello terrestre, ma anche un risparmio considerevole di denaro viste le cifre spropositate che, ad oggi, le missioni su Marte richiedono.

Intanto, stando alle ultime indiscrezioni, pare che la Nasa abbia già arruolato un esercito di psicologi e psichiatri al fine di studiare le possibili reazioni degli astronauti designati a compiere l''infinito viaggio', la loro resistenza all’isolamento e la lontananza (quasi) definitiva dai propri cari.

Ad ogni modo, la pianificazione della missione procede. Si prevede che tutto ciò possa essere reso possibile già nel 2030. Alla Long Now Foundation di San Francisco, Worden ha esposto la progettazione di un sistema di propulsione avanzata che possa minimizzare il consumo di carburante. Inoltre, ha spiegato come la Nasa stia ancora cercando di approntare anche dei sistemi di propulsione elettrica.

Nulla a che vedere con i coloni della Mayflower in rotta verso il Nuovo Mondo. La colonizzazione del Terzo Millennio si sposta verso mete decisamente più ‘bizzarre’ e che richiedono poche aspettative di ritorno. L’era della reale fantascienza sta appena iniziando. 

Federica Vitale


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