Encelado una Luna di Saturno

[30/06/2011]


Encelado: sotto la crosta ghiacciata un oceano salmastro

Gli indizi erano già tanti, ma ormai praticamente certo, sotto la crosta superficiale ghiacciata di Encelado, uno dei 60 satelliti naturali di Saturno, c’è un oceano di acqua salata. 
Questa nuova e decisiva conferma è stata fornita dai risultati delle analisi delle osservazioni spettroscopiche effettuate dalla sonda Cassini dei getti di vapori ghiacciati emessi dalla sua superficie. I risultati confermano che all’origine dei getti deve esserci una vasta sorgente di acqua salata allo stato liquido e non semplicemente del ghiaccio d’acqua in evaporazione.

Immagine ripresa dalla sonda Cassini dei getti di vapore e particelle ghiacciate che fuoriescono da profonde e lunghe crepe presenti in prossimità del polo sud di Encelado.

I getti sono in pratica degli enormi geyser che si spingono ad altezze di oltre 150 km dalla superficie del satellite, costituiti per lo più da vapore d’acqua e particelle di ghiaccio: fuoriescono da fratture presenti sulla superficie ghiacciata dell’emisfero meridionale di Encelado che sono state prodotte dalle potenti azioni mareali esercitate dalla forza di attrazione gravitazionale di Saturno. L’analisi di questi getti è stata possibile grazie allo strumento Cosmic Dust Analyser (CDA) a bordo della sonda Cassini. Le particelle ghiacciate hanno colpito lo strumento a velocità comprese tra 15.000 e 63.000 km/h vaporizzando istantaneamente. I campi elettrici all’interno del CDA hanno separato i vari componenti delle minuscole nubi prodotte dagli impatti permettendo la loro analisi composizionale.
In precedenza la Cassini aveva stabilito che le particelle espulse nello spazio dai getti di Encelado andavano ad alimentare l’anello E di Saturno. Successivamente la sonda è passata più volte attraverso il materiale espulso da questi getti, sino ad avvicinarsi ad appena 21 km dalla superficie di  questa luna saturniana. I nuovi risultati hanno permesso di stabilire che nei getti è presente un’elevata abbondanza di sodio e potassio, situazione che coincide con quanto previsto nel caso che alla loro origine vi sia un oceano di acqua salata nascosto al di sotto della superficie ghiacciata ad una profondità che è stata stimata di circa 80 km. I getti espellono circa 200 kg di vapore d’acqua ogni secondo ed una quantità minore di grani di ghiaccio.
Scartata invece la possibilità che i getti siano solo il risultato dell’evaporazione del ghiaccio d’acqua. La presenza di un oceano liquido sotto la crosta ghiacciata è una situazione analoga a quella esistente su Europa, uno dei 4 satelliti galileiani di Giove, e potrebbe rendere Encelado un ulteriore satellite del Sistema Solare dove potrebbe essere possibile la presenza di forme di vita elementari. 
La missione Cassini è una collaborazione tra la NASA, l’ ESA e l’ ASI con la partecipazione di numerosi ricercatori italiani anche dell’ INAF che ha contribuito con lo spettrometro a immagine nel visibile e vicino infrarosso VIMS-V (INAF-IFSI Roma), con la progettazione e realizzazione dell’antenna  radar da 4 metri di diametro e lo strumento HASI su Huygens, dedicato allo studio dell’atmosfera di Titano.



[28/06/2011]

Nasa, Encelado: scoperto un oceano sotterraneo di acqua salata

Secondo uno studio di ricerca internazionale coordinato dal tedesco Frank Postberg dell’università di Heidelberg, sarebbe un oceano sotterraneo di acqua salata, la fonte che alimenta i geyser della piccola luna ghiacciata di Saturno, Encelado.

Encelado_oceano

I ricercatori hanno esaminato i dati inviati dalla sonda Cassini nata dalla collaborazione fra Agenzia Spaziale italiana (Asi), Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Nasa e che ha sorvolato più volte la piccola luna di Saturno. Stando a quanto pervenuto, sembra che i geyser di vapore e ghiaccio emettano soprattutto grani di ghiaccio ricchi di sali, in particolare sodio e potassio. Queste particelle comporrebbero il 99% del materiale espulso dai geyser e andrebbero ad arricchire anche l’anello E di Saturno.

“Mentre precedenti osservazioni erano compatibili con diverse teorie sull’origine dei getti – ha detto Postberg – i nuovi dati eliminano o rendono altamente improbabili molti modelli. L’aver riscontrato una predominanza di grani di ghiaccio nei flussi esclude, per esempio, la possibilità che questi si generino da sorgenti asciutte. E limita molto, fin quasi a ridurlo a zero, il numero di teorie plausibili che prevedono sorgenti non-liquide”.

E ancora,  studi precedenti delle emissioni che da Encelado si disperdono nell’anello E di Saturno avevano già indicato la possibile presenza di acqua sulla superficie del satellite. Ma l’origine degli enormi “pennacchi” non era ancora chiara, o almeno fino a questo momento.

Le conclusioni di quest’ultima ricerca suggeriscono infatti che quasi tutta la materia nei pennacchi provenga da enormi riserve di acqua salata: i ricercatori credono che i grani di ghiaccio trovati nei geyser abbiano origine da piccole gocce congelate, “vaporizzate” su tutta la superficie degli oceani di Encelado.

Elisabetta Paladini



[25/06/2009] - Luna di Saturno potrebbe celare caverne con acqua - e vita?
 
LONDRA (Reuters) - Enceladus, la gelida luna di Saturno, potrebbe contenere caverne sotterranee ricche d'acqua, costituendo un habitat potenziale per vita aliena.
 
Ricercatori tedeschi hanno trovato sale -- elemento chimico che segnala acqua marina -- negli atomi ghiacciati all'interno dei getti di vapore che fuoriescono dalle fenditure sulla superficie, fornendo la più sostanziosa prova di una riserva liquida di acqua all'interno della crosta ghiacciata della luna.
 
Un team statunitense dice che la quantità di sale trovata utilizzando un metodo diverso suggerisce che una precedente teoria, in base a cui l'acqua bolle in modo esplosivo all'interno dello spazio vuoto sotto la superficie e viene espulsa attraverso i geyser, era sbagliata e che l'evaporazione avviene molto più lentamente.
 
Entrambi gli studi sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature.
 
Una delle spiegazioni dell'evaporazione più lenta potrebbe essere che l'acqua sale da delle camere pressurizzate sotto le fratture delle cosiddette strisce della tigre sulla superficie della luna, secondo quanto riferisce John Spencer, dell'Istituto di Ricerca del Sudest, a Boulder, in Colorado.
 
"La nostra fotografia dell'ambiente sotterraneo deve ora includere la possibilità di caverne di ghiaccio nebuloso pavimentate di vasche e canali di acqua salata, nascosti sotto le strisce della tigre", ha scritto in un commento sulle due ricerche scientifiche.
"Che cos'altro si può nascondere in quelle vasche salate, se esiste, resta da vedere".
 

[25/06/2009] - Sotto la superficie di Encelado potrebbe esserci un oceano
Lo testimonia la presenza di sali di sodio nei pennacchi vulcanici 
 
 
ROMA
Sotto la superficie di Encelado, una delle lune di Saturno, potrebbe esserci un oceano di acqua liquida. Lo afferma un gruppo di scienziati tedeschi del Max-Planck Institute for Nuclear Physics , Heidelberg, Germania, che ha scoperto sali di sodio espulsi da pennacchi vulcanici. Encelado è, infatti, uno dei tre corpi, che si trovano nella parte esterna del Sistema Solare, dove sono state osservate eruzioni vulcaniche. Il ritrovamento di queste particelle, riferiscono oggi su Nature Frank Postberg e colleghi, sono la prova che questi pennacchi sono alimentati dall’ acqua, che potrebbe essere, addirittura, quella di un oceano che si trova sotto la superficie del piccolo pianeta.
 
Recenti immagini inviate dalla sonda Cassini hanno svelato che al polo sud di Encelado ci sono geyser simili a quelli del parco di Yellowstone con getti di vapore acqueo e particelle di ghiaccio che ora si pensa siano la principale fonte dell’anello E, il più esterno del sistema degli anelli di Saturno . I getti, dicono i ricercatori, indicano che sotto la superficie ci potrebbe essere una riserva di acqua, ma non è chiaro se l’oceano liquido esiste ancora oggi o se si è congelato.
 
Postberg e colleghi hanno analizzato la composizione chimica delle particelle di ghiaccio nell’anello E ed hanno trovato tracce di sodio, un elemento che è considerato un indicatore cruciale della presenza di acqua e forse un oceano. Secondo gli autori i minerali salini sarebbero stati estratti dalle rocce sul fondo del mare con un processo simile a quello che avviene sulla Terra.
 
Nicholas Schneider, un altro astronomo, in un’altra ricerca pubblicata anch’essa su Nature, utilizzando il telescopio, ha cercato i sali di sodio direttamente nel materiale del pennacchio stesso ed ha scoperto che il limite massimo nel contenuto di sodio del vapore, è ben al di sotto di quello che ci si sarebbe aspettato se sotto la superficie ci fosse veramente un oceano salato. Questo fa pensare, suggerisce Schneider, che la fonte del pennacchio potrebbe essere diversa: un oceano profondo, una riserva di acqua dolce oppure del ghiaccio.
 

[25/06/2009] - Scoperto un oceano di acqua salata su una luna di Saturno24 giugno 2009.
 

I geyser di Encelado (Foto dal Web)

 
La scoperta è davvero sensazionale: c’è acqua in una delle lune di Saturno. Anzi ci sarebbe un vero e proprio oceano di acqua salata, simile a quella dei nostri mari. Due gruppi di ricercatori internazionali avrebbero accertato l’esistenza di minuscoli grani di sodio frammisti ai vapori espulsi dai geyser del Polo sud di Enceladus, una delle lune del pianeta. Giovedì la scoperta, rilevante per quanto riguarda la ricerca di forme di vita extraterrestre, apparirà sulle pagine di Nature.L'importante traguardo scientifico è stato raggiunto in virtù dei dati forniti dalla sonda Cassini (frutto della missione Cassini-Huygens della Nasa, Esa ed Asi) analizzati dal gruppo guidato dal tedesco Frank Postberg dell'Istituto Max-Planck per la fisica nucleare e grazie ad osservazioni eseguite con telescopi dai ricercatori coordinati dall'americano Nicholas Schneider dell'università del Colorado a Boulder.
 
Il satellite preso in considerazione è uno dei tre corpi celesti del sistema solare dove sono state osservate eruzioni attive. Alcune immagini inviate dalla sonda Cassini hanno evidenziato l’esistenza di geyser al Polo Sud di Encelado che emettono pennacchi di vapore e di particelle di ghiaccio. Fin da subito si era ipotizzato che ci fosse una riserva d’acqua sulla luna ma non si sapeva se fosse liquida o ghiacciata. Gli ultimi studi analizzando la composizione delle particelle hanno individuato la presenza del sodio.
 
Questo dimostrerebbe senza dubbio la presenza di un oceano di acqua salata, perché - secondo gli scienziati - i grani di sodio ne sono un indicatore indubitabile. Le percentuali di sali, inoltre, sarebbero tali da giustificare una grandissima quantità di sodio nelle profondità di Encelado, cosa giustificabile solo con la presenza di una enorma quantità di acqua liquida e salata.
 

[25/06/2009] - sarà la comunità dei planetologi a dichiarare il vincitore

Acqua su una luna di Saturno, è guerra di ipotesi tra gli scienziati

Su Nature due tesi contrastanti: a) Su Encelado oceani sotto la crosta ghiacciata; b) Non è vero
Guerra dell’acqua sulle pagine della rivista scientifica britannica Nature. Sul numero di questa settimana due articoli dicono uno l’opposto dell’altro. Uno annuncia la presenza di oceani di acqua salata sotto la crosta gelata di Encelado, la sesta maggiore luna di Saturno, l’altro smentisce la loro esistenza. La scienza è ovviamente anche discussione di tesi contrapposte e nel caso specifico gli scienziati incaricati di vagliare i due lavori contrapposti prima della pubblicazione hanno concluso che era meglio pubblicarli entrambi: sarà la più ampia comunità di planetologi lettori dei resoconti a decretare il vincitore. Così Ponzio Pilato accende ulteriormente la discussione e la tiratura della rivista. Ecco le due versioni della vicenda.
 
ARTICOLO A - Enormi getti d’acqua sono sparati nello spazio dal polo sud di Encelado. I getti si alzano per centinaia di chilometri e sono formati da vapore acqueo, gas e minuscoli granelli di ghiaccio. La prova è raccolta dagli obiettivi della sonda Cassini della Nasa in orbita attorno al pianeta inanellato. La conclusione è di Juergen Schmidt dell’Università di Potsdam (Germania) e di Nikolai Brilliantov dell’Università di Leicester alla guida di un gruppo di ricercatori. Le loro analisi portano a stabilire che tra i granelli ghiacciati c’è del sodio, quindi – dicono – sotto la crosta ci sono degli oceani d’acqua salata e il cloruro di sodio è presente in una concentrazione pari a quella esistente negli oceani terrestri. Ciò significa che, tra i flutti, potrebbe anche essere presente qualche forma di vita.
 
ARTICOLO B - I getti di vapore acqueo che escono da Encelado e già visti negli anni scorsi, non sono dei geyser provenienti da oceani sotterranei come previsto da altri scienziati, dice il professor Nicholas Schneider del Laboratorio di fisica spaziale e atmosferica del centro di ricerca di Boulder in Colorado (Usa). Schneider e i suoi colleghi americani analizzando le immagini con il telescopio Keck-1 del diametro di 10 metri sostengono di aver misurato troppo poco sale.
 
In presenza di oceani la quantità dovrebbe essere molto maggiore. Per gli studiosi americani i getti escono da caverne sotterranee. Da queste si manifesta una periodica e lenta evaporazione di vapore acqueo. Ma lo stesso Schneider alla fine non è certo della sua idea e ammette che ci possono essere tante altre spiegazioni. Ad esempio una frizione tra i ghiacci superficiali che finisce per vaporizzarli generando getti vaporosi verso l’alto. «Possiamo avanzare tante ipotesi che non siamo però in grado di verificare – ammette - dobbiamo prenderle tutte in considerazione con un grano di sale», conclude con un pizzico di ragionevole ironia.
 
 

[25/06/2009] - SU UNA LUNA DI SATURNO C'È UN OCEANO SALATO
 
C'è un oceano di acqua, liquida, salata come quella dei nostri mari, su Encelado, una delle lune di Saturno. Lo provano minuscoli grani di sodio individuati fra i vapori espulsi dai geyser del Polo Sud della luna da due separati gruppi di ricerca internazionali che domani pubblicano la scoperta su Nature. Il risultato, che ha importanti implicazioni per la ricerca della vita extraterrestre, è stato ottenuto grazie ai dati forniti dalla sonda Cassini (frutto della missione Cassini-Huygens deella Nasa, Esa ed Asi) analizzati dal gruppo guidato dal tedesco Frank Postberg dell'Istituto Max-Planck per la fisica nucleare e grazie ad osservazioni eseguite con telescopi basati a terra dai ricercatori coordinati dall'americano Nicholas Schneider dell'università del Colorado a Boulder.
 
Encelado è uno dei tre oggetti del sistema solare sui quali sono state osservate eruzioni attive. Recenti immagini inviate dalla sonda Cassini hanno svelato l'esistenza di geyser al Polo Sud della luna che emettono pennacchi di vapore acqueo e di particelle di ghiaccio che alimentano l'anello più esterno di Saturno, l'anello E.
 
Il vapore, già fin dalla sua scoperta, ha fatto ipotizzare la presenza di una riserva d'acqua posta nelle profondità della luna ma finora non era chiaro se fosse di acqua liquida o ghiacciata. Gli studi di Nature che, analizzando la composizione delle particelle dell'anello E hanno individuato i grani di sodio, dimostrano la presenza di un oceano liquido perchè, spiegano i ricercatori, i grani di sodio sono un cruciale indicatore di acqua salata allo stato liquido.
 
Inoltre le percentuali di sali individuate fra i pennacchi sono tali che si ipotizza una enorme quantità di sodio dissolto nelle viscere di Encelado, giustificabile solo con la presenza di un oceano di acqua liquida e salata. Il minerale, secondo i ricercatori, sarebbe rilasciato dalle rocce poste nelle profondità dell'oceano attraverso un processo simile a quello che accade sulla Terra. 
 
 

[20/02/2009] - L’inquieto mondo di Encelado

Suoli corrugati e getti imponenti fanno pensare che su questo satellite di Saturno possano esistere corsi d'acqua sotterranei. Di Carolyn Porco
Su Encelado, uno dei satelliti di Saturno, getti di finissime particelle ghiacciate e vapore acqueo contenenti composti organici eruttano dalle cosiddette «tigrature», grandi crepacci che segnano la superficie. Come fa un corpo di diametro appena superiore a 500 chilometri ad avere un'attività geologica così intensa? La risposta potrebbe essere la presenza di acqua liquida nel sottosuolo, che aumenterebbe l'efficienza del riscaldamento dovuto a effetti mareali. I recenti passaggi ravvicinati della sonda Cassini confermano questa ipotesi. Se su Encelado c'è acqua allo stato liquido, il satellite entra a far parte del piccolo numero di corpi del sistema solare che potrebbero ospitare forme di vita aliene.
 

[20/02/2009] - Una luna di Saturno sembra la Terra

Encelado, una delle lune di Saturno, e' un mondo attivissimo dal punto di vista geologico e mostra segni di un movimento delle placche tettoniche simile a quello terrestre. Risulta dai dati catturati durante l'ultimo passaggio ravvicinato della sonda Cassini ad Encelado, avvenuto dall'11 agosto al 31 ottobre scorso. In particolare, le immagini ad altissima risoluzione inviate dalla sonda nata dalla collaborazione fra le agenzie spaziali di usa (Nasa), Europa (Esa) e Italia (Asi), hanno mostrato segni che il Polo Sud della superficie di Encelado cambia di continuo. Oltre a getti di vapore d'acqua misto a particelle di ghiaccio, in questa zona sono state osservate fratture cosiddette "graffi di tigre", che mostrano prove sorprendenti di una tettonica simile a quella della Terra. Le strutture sono infatti simili alle nostre dorsali oceaniche, dove materiali vulcanici che emergono sul fondale creano nuova crosta. "Encelado ha una propagazione della crosta simile alla Terra, ma con una differenza sostanziale: la diffusione avviene quasi tutta in un unica direzione, come un nastro trasportatore", ha osservato uno degli scienziati che esamina i dati di Cassini, Paul Helfenstein, della Cornell University.

 

Comments