6. I nuovi modelli migliori di quelli vecchi?

I nuovi modelli: meglio di quelli vecchi?

Il progresso tecnologico dell’umanità in sé stesso è buono perché esprime la facoltà che Dio ha concesso alle creature umane di sviluppare creativamente le risorse materiali a nostra disposizione ponendole al nostro servizio. Il progresso tecnologico va certo controllato responsabilmente, ma in sé non è negativo. Esso, però, ci ha abituato all’idea, del tutto illusoria, che corrisponda ad un inarrestabile progresso morale e spirituale dell’umanità. Non è così. A quel livello siamo rimasti “all’età della pietra”, anzi, alla corruzione che caratterizza la Caduta dalla nostra condizione primigenia, e che, inalterata è rimasta dall’antichità. Le barbarie oggi possono essere più “raffinate” di un tempo, ma tali rimangono. Disfunzioni di ogni tipo, dalla radice morale e spirituale, continuano a fare danni immani ad ogni livello, personale e sociale. Quando nel capitolo 1 della lettera ai cristiani di Roma, espone l’Evangelo, egli mette in rilievo come i problemi, dell’umanità, le sue disfunzioni, sorgano tutti dalla fondamentale ribellione dell’umanità a Dio e alle sue leggi. Quali ne siano le principali (e paradigmatiche) conseguenze, le troviamo nel testo che esaminiamo quest’oggi.


“Per questo Dio li ha abbandonati all'impurità, secondo i desideri dei loro cuori, in modo da disonorare fra di loro i loro corpi; essi, che hanno mutato la verità di Dio in menzogna e hanno adorato e servito la creatura invece del Creatore, che è benedetto in eterno. Amen. Perciò Dio li ha abbandonati a passioni infami: infatti le loro donne hanno cambiato l'uso naturale in quello che è contro natura; similmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono infiammati nella loro libidine gli uni per gli altri commettendo uomini con uomini atti infami, ricevendo in loro stessi la meritata ricompensa del proprio traviamento. Siccome non si sono curati di conoscere Dio, Dio li ha abbandonati in balìa della loro mente perversa sì che facessero ciò che è sconveniente;  ricolmi di ogni ingiustizia, malvagità, cupidigia, malizia; pieni d'invidia, di omicidio, di contesa, di frode, di malignità; calunniatori, maldicenti, abominevoli a Dio, insolenti, superbi, vanagloriosi, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, insensati, sleali, senza affetti naturali, spietati. 32 Essi, pur conoscendo che secondo i decreti di Dio quelli che fanno tali cose sono degni di morte, non soltanto le fanno, ma anche approvano chi le commette” (Romani 1:24-32).

“Siccome non si sono curati di conoscere Dio” e i criteri di comportamento da Lui stabiliti (la Sua legge), creandosi “un dio” e “una moralità” loro conveniente a proprio uso e consumo, Dio ha detto: “OK, fate pure ...e patitene le conseguenze!”. Quali altri risultati si potrebbero attendere? Non ci sono altre opzioni: o si vive come Dio ha stabilito nella Sua sapienza, in armonia con i Suoi propositi creativi, o è il caos: inarrestabile sarà il processo di degradazione, corruzione e morte.

Disfunzioni di ogni tipo ad ogni livello, infatti, stanno facendo cadere l'umanità moralmente e spiritualmente sempre più in basso. Accecata dai miti del progresso e dell'evoluzionismo, l'umanità che aspira all'indipendenza da Dio, volendo essere dio e legge a sé stessa, come il proverbiale mostro di Frankenstein (moderno Prometeo), sta plasmando il proprio disumano modello di “uomo”, un progetto naturalmente fallimentare, nonostante tutte la sua insolenza e superbia.

Il quadro che qui l'Apostolo dipinge non è altro che la società pagana di quel tempo, di cui la “cultura omosessuale” ne è espressione paradigmatica. È palese come pure essa bene rifletta il neo-paganesimo moderno che, all'insegna della “liberazione del sesso” vorrebbe creare “nuovi modelli” di coppia, di famiglia, di società. Liberandosi dai “pregiudizi” della religione o promuovendo un “cristianesimo” abilmente riveduto e corretto che ne serva le istanze, dopo aver “mutato la verità di Dio in menzogna”, “secondo i desideri dei loro cuori” di fatto ci sta trascinando a giustificare “passioni infami” verso un degrado morale sempre più pronunciato.

Sciolti così dalle “catene” dei criteri di comportamento stabiliti da Dio, ogni altro aspetto della morale viene relativizzato, alterato e corrotto. Perché, allora, farsi tanti scrupoli? Si giustifica ogni ingiustizia e cupidigia, le frodi sono all'ordine del giorno con grande ingegnosità nel male. La lealtà non è più un valore. I legami familiari e gli affetti naturali vengono calpestati senza pietà alcuna. La soppressione della vita umana, in ogni sua fase (l'omicidio), viene giustificata. Disabili, malati ed anziani sono considerati più o meno esplicitamente “un peso” per la società e a loro si vorrebbe garantire “una buona morte”.

Chi si oppone a questo e ad altro ancora (le infrazioni alla “moralità stabilita” non conoscono più alcun limite, se non la propria fantasia e creatività...) è considerato “arretrato” e deve essere fatto tacere. I decreti di Dio verso coloro che fanno tali cose sono chiari: condanna senza appello, eppure grandi onori vengono attribuiti a chi compiacente approva ed applaude tutto questo. Saremo noi tra questi?

L'umanità che scivola sempre di più su questa china non può avere alcun futuro, se non distruzione e morte. Di fatto, ci saremmo già autodistrutti da tempo se Dio, nella Sua provvidenza, non continuasse a “tenere insieme” le cose fintanto che non siano tutti raccolti e portati in salvo dal disastro generale coloro ai quali Iddio ha scelto per farne oggetto della Sua grazia. La riconciliazione con Dio attraverso il ravvedimento e la fede in Gesù Cristo è la strada maestra per risanare le disfunzioni che caratterizzano la nostra vita.

PREGHIERA

Signore Iddio, tienimi lontano il più possibile dalle seduzioni di questo mondo, affinché io non sia trascinato dalla sua rovina. Rafforzami, te ne prego, affinché io resista alle difficoltà che una testimonianza cristiana coerente inevitabilmente implica vivendo in questo contesto di virulento peccato. Amen.
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