La nanna, qualche consiglio

Cari Genitori,

Vi scrivo in merito a questo aspetto: il motivo è che credo si tratti di un particolare molto frequente tra i nostri bambini ed inoltre ho appena letto un articolo al proposito e quindi posso far riferimento ad alcuni consigli di uno specialista del sonno davvero  molto bravo 
Prendo spunto per questa pagina dall'articolo recentemente comparso sulla rivista Medico e Bambino da parte del dott Oliviero Bruni, Università la Sapienza.

L'insonnia è un aspetto molto frequente nella vita dei nostri bambini: ha una frequenza addirittura del 20-30% nei primi 2 -3 anni di età e poi si mantiene intorno al 15% nei bambini più grandi.
Si manifesta sia come difficoltà nell'addormentamento, sia come presenza di risvegli notturni.
Può avere svariate cause ma spesso è un evento gestibile, educabile e migliorabile anche se si fosse già instaurata.
L'aspetto più importante è senz'altro relativo alla possibilità di abituare il bambino ad alcune autonomie ed a ciò i genitori si devono dedicare già a partire dal secondo terzo mese di vita: E' necessario infatti in quella fase è bene che il bambino rispetti alcuni orari, quello del ciuccio, quello dei pasti, ed inizi ad abituarsi al rito della nanna.
Addormentarsi è sempre un momento difficile: il bambino deve accettare di perdere il controllo della situazione, o meglio di mantenerlo ma solo con il suo "se", senza la presenza di qualcun altro vicino a lui.
Ecco quindi che l'abitudine ad essere da solo e ad addormentarsi da solo diventa fondamentale.
Ciò va ricercato ed allenato pian piano, soprattutto facendo in modo che si crei un rito serale attraverso il quale il bambino viene accompagnato al momento della separazione e della nanna.
Strutturate tale momento, individuate l'orario, le sequenze di azioni (gioco tranquillo, lettura, ninna nanna, ecc) e poi mettetelo nel lettino e fate assolutamente in modo che si addormenti da solo, 
Molto spesso i genitori mi raccontano dei loro bambini abituati ad addormentarsi in braccio, sul divano, sul lettone e ad orario molto variabili, spesso molto tardi.
Tutto ci inevitabilmente si associa a risvegli ed a difficoltà di ri-addormentamento.
Se invece il Cucciolo avrà saputo addormentarsi da solo, alle 21, per esempio, dopo una ninna nanna, allora facilmente, quando si sveglierà nella notte, terrà un pochino gli occhi aperti, ma poi li richiuderà per concedersi tranquillamente, un nuovo ciclo di sonno.

Riporto alcuni consigli che andranno certamente personalizzati non prima di aver identificato la condizione che ha determinato l'insorgenza del sintomo.

1) mettere il bambino nella culla o nel lettino ancora sveglio; 2) dargli un oggetto per addormentarsi, 3) seguire degli orari regolari durante il giorno; 4) separare bene le attività che fa durante il giorno da quelle che fa alla sera o di notte; 5)insegnategli che la notte è fatta per dormire; 6) scegliete insieme le cose da fare prima di andare a dormire (quale pigiama, quale canzoncina); 7) ricordate al bambino con un certo anticipo quando arriva l'ora di andare a dormire; 8) durante i pasti notturni interagite il meno possibile con il bambino; 9)incoraggiate il bambino ad addormentarsi da solo; 10)mantenete ritmi ed orari regolari; 11)evitate di addormentare il bambino in braccio o al seno/biberon; 12)evitate di farlo stancare pensando che si addormenti più velocemente. 

Ecco ora uno schema da adottare nel caso in cui il bambino abbia un difficile rapporto con il sonno:
1) creare un rituale dell'addormentamento (es.: salutare i giochi, raccontare una favola, cantare la ninna nanna) perchè il bambino associ una condizione piacevole al sonno; 
2) mettere il bambino a letto con pochi oggetti familiari che possano tranquillizzarlo
3) stare con il. bambino fino a che non è tranquillo, dite una frase che dovrà essere sempre la stessa, ad esempio: Mamma ti vuole bene, ma da adesso tu imparerai a dormire da solo insieme ai tuoi giochi
4) quindi lasciare la stanza, spiegando al bambino dove si va e perché (es.: la mamma va in cucina a bere un pò d'acqua e torna subito)
5) mentre siete fuori dalla stanza (ed ogni volta che uscirete nelle fasi successive) parlate al bambino anche da lontano, rassicurandolo che state tornando
6) se incomincia a piangere lasciatelo piangere per un breve periodo (5-10 secondi) prima di intervenire
7) andate a rassicurare il bambino lasciandolo nel suo letto (se piange prendetelo in braccio e rassicuratelo ma poi rimettetelo nel letto). Rimanete nella sua stanza fino a quando si tranquillizza, interagite il meno possibile con lui
8) lasciate di nuovo la stanza, spiegando ancora al bambino dove si va e perché. questa volta l'intervallo dovrà essere più lungo: 20-30 secondi
9) se ricomincia a piangere tornate nella stanza e tranquillizzatelo
10) uscite dalla stanza quando sarà tranquillo ed aspettate più a lungo, questa volta 40-50 secondi
11) la prima sera si può decidere di aspettare fino a 1-2 minuti e poi lo si fa addormentare così come era abituato (es.: cullandolo o in braccio)
12) se possibile mettetelo nel lettino prima che si sia completamente addormentato, altrimenti fatelo addormentare completamente e poi mettetelo nel lettino
13) la sera successiva si ripetono le stesse cose dal punto 1 al punto 12 allungando i tempi di ogni intervento di 10 secondi
14) quindi la seconda sera si aspetta in totale fino a 3 minuti e poi lo si fa addormentare come era abituato
15 la terza sera si aspetta fino ad un totale di 4 minuti e così via nelle altre sere
16) lo stesso comportamento va tenuto per i risvegli notturni con attese via via più lunghe.
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