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debris flow

Frequenti sugli accumuli di detrito, i debris flow sono innescati da piogge intense o dalla rapida fusione del manto nevoso.
In assenza di un efficace drenaggio, la pressione idrostatica esercitata dell’acqua che riempie le cavità tra i frammenti di roccia e i vuoti tra le minuscole particelle di detrito, aumenta fino a superare localmente la forza di attrito e la coesione tra i singoli granuli, la massa interessata fluisce quindi verso il basso ad altissima velocità comportandosi come un liquido molto denso e viscoso, fino a che non viene espulso il fluido interstiziale, dissipata l’energia di movimento e ripristinate le condizioni di equilibrio statico.
Nella foto si nota la profonda incisione nella parte più alta, gli accumuli laterali che arginano il canale nella zona centrale e, alla base, il materiale disperso nella zona di deposito dove il flusso si esaurisce.
Sia lungo il canale che sulla superficie del detrito trasportato sono visibili elementi di grandi dimensioni, i primi sono stati abbandonati dalla colata in una fase in cui non riusciva più a sostenerli, i secondi invece sono stati spinti verso l’alto in seguito all’accelerazione del flusso e alle dinamiche interne alla massa in movimento.
Accanto alla forma di recente attivazione caratterizzata dal colore più chiaro del materiale movimentato, sono presenti a sinistra e a destra due forme in stato di quiescenza, da tempo inattive come testimonia la patina di alterazione uniforme degli elementi rocciosi. Ciò non esclude una loro possibile riattivazione al verificarsi di condizioni favorevoli.

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