Immagini storiche

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E’ questa, molto probabilmente, la foto più antica conservata nel nostro paese, realizzata dallo studio fotografico di Raffaele Gaudio che operava a Cosenza già a fine ’800. E’ stata fornita da Maggiorino Iusi, il quale ci illustra che la signora immortalata è Isabella Scarpelli (detta Sabbeddra ‘a longa, per distinguerla dalla cugina, Sabbeddra ‘a curta, accanto al marito, Vincenzo Medaglia (Vicienzu ‘e Ciccanteddra o Vicienzu ‘e ‘nsomma); A seguire, probabilmente, Peppe Scarpelli (Peppe Trineo), di Lappano. Sotto, seduto, dovrebbe essere Pietro Medaglia, padre di Vincenzo. Si suppone che il bambino fosse Pietro Medaglia e la bambina Catena Medaglia, entrambi nipoti del Pietro precedente.

Questa altra foto, per la quale ringraziamo ancora Maggiorino Iusi,  scattata probabilmente qualche tempo dopo, mostra, in piedi, i fratelli Medaglia (in ordine Luigi, Giuseppe, Francesco, Vincenzo e Antonio); le persone sedute sono invece Gaetano Medaglia, fratello di Pietro, Biagio-Biasi Siciliano, e la sorella, Catena Siciliano, mamma dei cinque fratelli.
Biagio-Biasi Siciliano, commerciante di tessuti, era una guida onorifica del popolo altavillese, cioè tacitamente eletta per la sua esperienza  (erano tempi in cui a scuola andavano veramente in pochi). Su di lui circola un aneddoto molto simpatico: si racconta che, in occasione del corteo funebre del grande proprietario terriero Don Federico Monaco, che giungeva dalla vecchia via che collegava Altavilla con Lappano, Biagio, con tono imponente, ordinò  alla folla di fermarsi, iniziando così, in un dialetto italianizzato, il suo eloquio funebre:
"Fermati o tamboto! Ogni buon cavallo può acciampicare. La morte è una falce, falce-falcione, che miete l'erba secca e secca seccata!..."

Quest'altra bellissima fotografia, inviatami sempre da Maggiorino Iusi e quasi certamente del 1919, mostra la famiglia Iusi e, in modo particolare Vittorio Pietro Iusi, detto Pietru 'u Conte, il quale, a quei tempi era considerato, per la sua saggezza, una sorta di giudice di pace, al quale le persone si rivolgevano per risolvere le loro controversie, ovviamente senza pagare una lira.


Per gentile concessione di Aldo Passarelli, che già ci ha fatto provare forti emozioni regalandoci filmati di quasi cinquant’anni fa, posso proporvi oggi un documento veramente unico: si tratta di una splendida fotografia, stavolta di circa cento anni fa !
L’immagine ritrae un gruppo di bambini appena usciti dalla Chiesa della Madonna Assunta, in posa sulle gradinate di una casa che si incontra scendendo per la prima “vinedda”.
Dall’abbigliamento e da ciò che alcuni di essi recano in mano, si desume che l’evento immortalato potrebbe essere la loro Prima Comunione. Ce n’erano tanti: ne contiamo ben trentanove, compreso il bambino più piccolo che fa capolino in basso a destra; ma mancano qui sia tutti gli altri bambini più piccoli, sia gli adolescenti, per cui ad Altavilla c’erano almeno un’altra cinquantina di giovanissimi! Veramente incredibile, vista la desolazione di oggi.


Utilizzando questa rielaborazione, in cui, in base a dei riconoscimenti certi e a delle corrispondenze di date, ho ipotizzato alcune identità, invito tutti a riconoscere i volti dei propri antenati e a comunicarmelo, chiedendo magari alle persone più anziane, in modo da condividere e conservare gelosamente questa che è la più antica traccia del laborioso popolo altavillese. Buona ricerca!



Questa immagine proviene da una cartolina e poichè mancano alcuni edifici di datazione certa, si può dedurre che risalga agli anni compresi tra il 1900 e il 1920. Uno spettacolo vero?

Quest'altra immagine risale agli anni anni '40. Manca completamente la "via nova", ovvero la strada provinciale.



Questa, invece, risale agli anni '50, infatti lo sterrato della strada provinciale, realizzato proprio in quegli anni, si nota in maniera evidente.




Nelle due foto sopra siamo già negli anni '60. Notate le nuove costruzioni, la scalinata della salita dello Zumpo e la nuova stradella che col tempo diventerà la strada principale del paese, detta via Camera, ma che via Camera non è.

Altavilla vista da San Pietro in Guarano (notate in alto l'edificio oggi inesistente attiguo al lato est della chiesa della Madonna Assunta)


Questo era il vecchio cimitero.


E questo era lo Zumpo, che ancora non si poteva nemmeno chiamare piazza. Siamo di nuovo negli anni '50.


L'ingresso del paese, invece, si presentava così.


Questo è uno dei primi pullman della "Mediterranea  Calabro Lucana".


Questa è la "Pietà" trafugata appartenente all'edicola votiva sempre a piazza Zumpo.


Qui abbiamo un particolare dell'altare ligneo della Chiesa della Madonna Assunta, non più presente.

Chi si ricorda il forno di Raffaele Iusi?

E la stanza del castello ormai crollata?

In questa fotografia, scattata in occasione dei lavori di sgombero della frana di Altavilla (1967), notate com'erano le carriole.