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Madonna di Bruges

La Madonna di Bruges è una scultura marmorea (h 128 cm), databile al 1503-1505 circa e conservata nella navata laterale destra della Chiesa di Nostra Signora (Onze-Lieve-Vrouwekerk) a Bruges, in Belgio.
 
Madonna di Bruges
 
Storia
Nei primissimi anni del Cinquecento Michelangelo era di ritorno a Firenze dopo i successi ottenuti a Roma. L'artista era impegnato nella difficile realizzazione del David. L'impegno ufficiale non impedì però all'artista di dedicarsi anche a un nutrito gruppo di committenti privati, fiorentini e non, tra i quali figurava anche la famiglia dei Mouscron (italianizzati in "Moscheroni"), mercanti fiamminghi di tessuti. Per i loro affari in Italia, i Mouscron erano clienti della banca di Jacopo Galli, amico e protettore di Michelangelo, che dovette fare da intermediario.
Essi commissionarono all'artista una Madonna col Bambino da sistemare nella loro cappella di famiglia a Bruges. L'opera venne imbarcata quasi segretamente a Livorno verso il 1506, come testimoniano alcune lettere dell'artista indirizzate al padre e un certo Giovanni Balducci, incaricato della spedizione. Gli stessi biografi dell'artista sbagliarono sulla sua descrizione, dimostrando come in Italia nemmeno i collaboratori stretti del maestro ebbero probabilmente modo di vederla. La riservatezza, a cui si accenna anche in una lettera al padre da Roma, datata 31 gennaio 1506, era forse legata al fatto che l'artista voleva evitare il clamore legato ormai alle sue opere e non spazientire altri committenti che stavano aspettando da ben più a lungo i suoi lavori.
Il lavoro venne pagato la straordinaria somma di 4000 fiorini, come testimoniano i documenti dei pagamenti avvenuti tra il 1503 e il 1505, riscoperti recentemente, che hanno permesso di chiarire la datazione della statua.
Arrivata in Fiandra entro il 1508, venne inizialmente collocata nella cappella Mouscron nella cattedrale. Durante l'occupazione napoleonica venne portata a Parigi, per essere restituita poi nel 1815.
Al 1952 risale il suo ultimo viaggio, quando venne temporaneamente a Firenze, nel salone delle Armi al Bargello, per uno scambio con il Trittico Portinari di Hugo van der Goes.
Dell'opera resta un disegno preparatorio al British Museum, in cui, secondo l'uso del tempo, la Vergine è sostituita da un giovane modello rappresentato ignudo.
L'opera
La Madonna di Bruges venne realizzata pochi anni dopo la celeberrima Pietà vaticana, con la quale dimostra di avere più di un punto in comune, a partire dalla fisionomia e la posizione della testa della Vergine, che guarda verso il basso, nonché riguardo alla foggia e al frammento della veste. Il rapporto madre/figlio è qui immaginato con estrema originalità, con la trovata dinamica di rappresentare il Bambino nell'atto di scivolare dal grembo materno, aiutato dalla mano sinistra della Vergine e dall'appoggio offerto da una piega della veste tesa tra le ginocchia di Maria. La composizione diventa così animata dalla posa instabile, con una marcata torsione del corpo del fanciullo, tipicamente michelangiolesca.
La raffigurazione della Madonna col Bambino di Bruges differisce in maniera significativa dalle precedenti rappresentazioni michelangiolesche dello stesso soggetto, che tendeva a raffigurare una pia Vergine nell'atto di sorridere al proprio figliolo tenuto in grembo. In quest'opera invece Gesù è in piedi, quasi senza sostegno, tenuto lievemente dal braccio sinistro della madre, e pare che stia per muovere i primi passi verso il mondo. Al contempo, lo sguardo di Maria non è rivolto al figlio, ma pare assente e rivolto verso il terreno, come se lei già fosse a conoscenza del destino di Gesù, che ha potuto intravedere nella lettura delle profezie delle Sacre Scritture, alle quali rimanda il libretto chiuso che tiene nella mano destra. Ciò è sottolineato dal contrasto tra la fredda compostezza di Maria e il dinamismo del Bambino, che tende a proiettarsi verso lo spettatore, caricandosi anche di significati simbolici. Le loro figure sono inscrivibili entro un'ellissi, di grande purezza e apparente semplicità, che ne esalta la monumentalità pur nelle dimensioni contenute.

Il mistero della Madonna di Bruges


Realizzata intorno al 1506, questa scultura marmorea è una delle opere piu' enigmatiche di Michelangelo: sconosciuti restano infatti motivi e tempi di lavorazione, mentre continua ad essere un mistero pure la collocazione definitiva della statua nelle Fiandre, ovvero lontanissimo dalle normali committenze buonarrotiane dell'epoca.


Conservata nella Chiesa di Nostra Signora di Bruges in Belgio, la Madonna col Bambino - meglio nota al grande pubblico come Madonna di Bruges - è una delle statue michelangiolesche piu’ affascinanti e misteriose di sempre: la data di realizzazione resta infatti incerta, compresa tra il 1501 e il 1506, mentre la stessa collocazione geografica della scultura continua a far discutere critici ed esperti d’arte sulla sua curiosa vicenda storica.

In effetti, la Madonna di Bruges sta completamente al di fuori delle usuali committenze buonarrotiane dell’epoca, concentrate soprattutto nell’Italia centro-settentrionale, e l’assenza di documenti precisi sulla sua genesi aggiunge ulteriore mistero alle reali intenzioni di Michelangelo nei confronti di questo singolare lavoro. Era forse un semplice esercizio stilistico, volto ad affinare le proprie capacità in vista dei futuri impegni decorativi nell’immenso cantiere di San Pietro? Oppure prefigurava una correzione di rotta dopo il recente capolavoro della Pietà Vaticana (1499), basata su iconografie tradizionali dell’Europa settentrionale? E’ difficile dirlo, ma certo le due opere presentano diversi elementi in comune, sgombrando definitivamente il campo da qualsiasi dubbio relativo all’autenticità della statua belga: entrambe le Madonne sono infatti avvolte in eleganti drappeggi, dai particolari effetti traslucidi, mentre l’aspetto ovaleggiante delle teste rimanda al gusto genuino dell’artista toscano per la scultura classica, fluida ed aggraziata sia nella forma che nel movimento.

Tuttavia la scultura di Bruges differisce significativamente da quella romana per l’originale posizione di Gesu’ bambino, tenuto solo leggermente dalla mano sinistra della madre e in procinto di muovere i suoi primi passi nel mondo. Inoltre lo sguardo della Madonna non è rivolto al figlio, ma pare piuttosto indifferente verso il mondo circostante, come a voler sottolineare la triste coscienza del proprio destino terreno. Questi elementi di marcata umanità testimoniano quindi il graduale passaggio di Michelangelo ad un’estetica piu’ appassionata e meno didascalica, culminata nei duri contrasti formali della Pietà Rondanini di Milano, rimasta purtroppo incompiuta.

Non a caso la Madonna col Bambino è ancora oggi amatissima dai fedeli belgi, che le offrono in dono candele o piccoli oggetti votivi. Resta comunque il mistero della committenza: per quanto l’opera fosse infine acquistata dalla ricca famiglia Mouscron (italianizzata “Mascheroni” nei documenti ufficiali), essa era forse destinata originariamente alla casa fiorentina dello stesso artista, almeno a giudicare da una lettera inviata da Michelangelo al padre nel gennaio 1506 in cui si fa cenno ad una misteriosa Nostra Donna di marmo da non far vedere a nessuno. Bruges, agli inizi del Cinquecento, è uno dei centri più ricchi d'Europa, grazie al mercato della lana e al commercio. E' in stretta relazione d'affari con Firenze, tanto che i Medici vi hanno aperto un'importante filiale del loro Banco. Jean e Alexandre Mouscron, due ricchi mercanti di tessuti, sono in contatto di lavoro con il fiorentino Jacopo Galli, banchiere, grande collezionista e amatore d'arte. Ed è forse, Galli a indicare Michelangelo, di cui conosce bene il pessimo carattere, ma anche le straordinarie qualità, come lo scultore più adatto per eseguire una Madonna destinata alla loro cappella funebre. Michelangelo, all'epoca trentenne, è a Firenze.È un'opera difficile, una committenza pubblica di prestigio, a cui molti, prima di lui, hanno rinunciato. Lui, invece, si è ostinato, capendo che è quella puo' essere l'occasione giusta per costruire la sua fama di scultore "eroico" e geniale. Il successivo intervento del mercante Giovanni Balducci convinse Buonarroti a vendere tale prezioso lavoro ai Mouscron per la cifra record di 4000 fiorini, consentendo di fatto il suo trasferimento definitivo nelle Fiandre. La fece trasportare segretamente a Livorno e trasferire nelle Fiandre, via mare. Nessuno l'ha vista, tanto che nelle biografie di Michelangelo se ne parlerà appena e in maniera confusa, descrivendola, addirittura, come un tondo o un bronzo.  

Inserita dagli acquirenti nella tomba di famiglia presso la Chiesa di Nostra Signora, la statua fu trafugata prima dai rivoluzionari francesi nel Settecento e poi dall’esercito tedesco durante la seconda guerra mondiale, subendo danni seri in entrambe le occasioni. Accuratamente restaurata dopo il 1945, essa non ha piu’ lasciato la sua collocazione originale nemmeno per le mostre piu’ importanti dedicate al Buonarroti, consentendo solo la circolazione di alcune copie nei principali musei europei.

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