Dea Lirica: perchè?
 
 
"Le origini dell'opera si collocano a cavallo tra il XVI e il XVII secolo. La prima azione teatrale eseguita in pubblico della quale sono arrivate tracce complete fino ai nostri giorni fu l'Euridice composta da Jacopo Peri sul testo dell'egloga pastorale omonima del poeta fiorentino Ottavio Rinuccini........."  
DU PALLE!!!
 
Ditemi la verità: state già sbadigliando vero? Avete ragione.

Vi sembrerà strano, ma dovete crederci. Opera lirica non è sinonimo di noia e di pesantezza. A prima vista può sembrare un genere vecchio, superato. Ma non è così, perchè nell'opera sono trattati i sentimenti, le angosce, i problemi, le gioie che ognuno di noi vive ogni giorno.
 
La differenza sta nei tempi e nei modi: un uomo e una donna sul palcoscenico di un teatro d'opera, per pronunciare le parole  "ti amo" ci mettono circa venti minuti, spesi tra note, respiri, pause, acuti, e qualche volta stecche. Di contro, a volte succede che dopo appena due minuti di conoscenza, i due decidano addirittura di sposarsi e di fare valanghe di figli.
 
Fa tutto parte di un implicito e tacito contratto che c'è tra il pubblico e il palcoscenico, in base al quale lo spettatore, nel momento in cui acquista il biglietto, decide di credere a tutto ciò che succede su quelle tavole.
 
Ma si può spiegare la lirica usando parole che non facciano parte di un linguaggio antico? Si può spiegare l'opera non dovendo necessariamente essere seri?  Si può spiegare la lirica vestiti in jeans e maglietta, senza dover indossare per forza lo smoking?
Udite udite! A queste domande noi rispondiamo sì, e ci impegnamo a dimostarvelo in queste pagine.
 
Tratteremo, in un modo diverso dal solito, le opere più rappresentative dei più grandi compositori di opera, dandovi un panorama generale sulle bellezze che questa arte riserva a chi vi si accosta.
 
Non ci prefiggiamo di diventare strumento di studio, nè di rispondere a grandi quesiti di eminenti musicologi. Vogliamo prendere in esame le opere che più ci piacciono e che più ci emozionano, senza restar sordi alle richieste dei nostri visitatori.
 
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