Caterina Davinio, Fatti deprecabili. Poesie e performance dal 1971 al 1996, ArteMuse Editrice (del Gruppo David and Matthaus), 2015

Caterina Davinio

FATTI DEPRECABILI Poesie e performance dal 1971 al 1996

ArteMuse (Divisione Editoriale del Gruppo David & Matthaus), 2015

Prefazione di Dante Maffia

Postfazione di Ivano Mugnaini

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Cos'è qui orgogliosamente deprecabile, infine? Le dissipazioni narrate, lo scandalo, le derive, la droga, gli amori saffici e traversi, la follia, lo scrivere in sé, vizio supremo? Questo libro è un percorso nelle culture giovanili che hanno attraversato tre decenni con i loro miti, esperienze, cadute e resurrezioni: gli anni Settanta psichedelici e visionari, il Movimento del '77, il punk e il post-punk, gli anni Ottanta, l'eroina, il male di vivere nelle metropoli, scorci e personaggi da quel mondo, fino ai cambiamenti e alle sperimentazioni degli anni Novanta.

È capace di oscillare tra accenni classici attinti nei testi sacri e nelle opere dei grandi come Hölderlin, il citato Baudelaire, Borges, Artaud e Celan e poi scendere a patti con la Beat Generation, con Ferlinghetti, Corso, con i testi delle canzoni, con pagine della filosofia degli esistenzialisti. Con adesioni immediate, con ripulse, con accensioni vaste e immensi fuochi, con risonanze da musica jazz e pop.” (Dante Maffia)

Di sicuro interesse, oltre al valore letterario dei testi, c’è quello che potremmo definire un excursus sociologico, il valore quasi documentario che assumono le istantanee scattate dalla Davinio tramite i suoi versi delle trasformazioni del nostro paese e del modo in cui gli uomini e le donne si relazionano con il mondo, con i sogni e i bisogni, le regole e le trasgressioni, la realtà e qualcosa che va oltre.” (Ivano Mugnaini)



Caterina Davinio (Foggia 1957), tra i pionieri della poesia digitale, è la fondatrice della net-poetry italiana. Ha esposto in centinaia di mostre internazionali in molti Paesi del mondo, tra queste sette edizioni della Biennale di Venezia ed eventi collaterali, cui ha collaborato anche come curatrice, la Biennale of Sydney, la Liverpool Biennial (Independents), la Biennale de Lyon, la Athens Biennial, la New Media Art Biennial di Merida, e molte altre.

Inclusa in pubblicazioni italiane e straniere d'arte, letteratura e avanguardie, ha ricevuto premi in Italia e all'estero per l'attività letteraria e artistica. Sue opere poetiche e saggistiche sono tradotte in inglese.

Ha pubblicato i romanzi: Il nulla ha gli occhi azzurri (2017), Sensibilia (2015), Il sofà sui binari (2013), tra i premiati nel concorso Oubliette 2014, Còlor còlor (1998), Finalista nel Premio Feronia; per la saggistica: Tecno-Poesia e realtà virtuali (2002) e la raccolta di scritti sulla net-poetry Virtual Mercury House (2012); in poesia: Fenomenologie seriali (2010), terzo classificato nel Premio Carver e Menzione Speciale nel Premio Nabokov, Aspettando la fine del mondo (2012), Premio Astrolabio per l'originalità del testo, Il libro dell'oppio (2012), finalista nel XXV Premio Camaiore, nell'XI Premio Città di Sant'Anastasia, e fra i selezionati dal Premio Gradiva, New York.

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ALBUM DI FAMIGLIA: Caterina Davinio negli anni Settanta e Ottanta