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Pitagora. Il bronzista di Reggio


Il grande bronzista Pitagora di Reggio è ancora un fantasma evanescente. Pur essendo stato probabilmente il più grande artista dello “Stile Severo”, gli studiosi non sono riusciti ad attribuirgli nessuna opera e la sua vita fluttua da un capo all’altro del V sec. a.C. senza alcuna logica apparente. 

Si è arrivati, per colpa di storici dell’arte più simili a filologi (sempre pronti ad emendare i testi traditi piuttosto che a comprenderli) che ad archeologi, a confondere due figure di scultori tenute ben distinte dalla tradizione letteraria, unificando il Pitagora di Reggio con un Pitagora di Samo, diverso, a sua volta, dal filosofo omonimo. Per giustificare un’ipotesi così surreale, gli studiosi non hanno esitato ad inventare di sana pianta un passato da esule per il bronzista reggino! 

Forte di questi precedenti romanzeschi, devo confessarvi di sentirmi autorizzato a compiere un’operazione a mio parere più “scientifica”, rielaborando la vita di Pitagora, ma, come in uno slalom, tenendo conto di tutti i paletti rappresentati dalle fonti storiche ed archeologiche conosciute. Il mio obiettivo dichiarato è quello di rendere Pitagora una figura concreta, figlio del suo tempo, con una successione di opere congruente e logica (vorrei chiedere, per esempio, a tanti storici dell’arte come possano ritenere, visti i tempi tecnici di realizzazione, che un bronzista potesse eseguire più di una grande statua l’anno!). 

Un’ultima avvertenza: contrariamente a quanto si pensa anche in Accademia, le fonti parlano con chiarezza di alcuni tipi statuari creati da Pitagora che sono rimasti come ineludibile punto di riferimento per gli scultori successivi. È il caso del Leontisco pancraziaste, della quadriga di Cratistene, del Perseo in volo, dell’Europa sul toro, dell’Apollo che uccide il Pitone, del Filottete sofferente, dei Fratricidi figli di Edipo. Per illustrare il racconto ho cercato di rintracciare, ove possibile, le tracce che le opere di Pitagora hanno lasciato nell’arte classica ed ellenistica. Al riguardo, tranne che per i Bronzi di Riace, che io ritengo opera originale di Pitagora, il resto delle immagini scelte serve solo ad evocare l’aspetto delle opere del grande bronzista reggino. 

Spero, infine, caro lettore, che questo sforzo, nato dall’amore e dal rispetto verso la figura di artista che più ha cambiato la storia dell’arte, possa servire a fare uscire Pitagora dal limbo sofistico e pseudo-filologico in cui è stato finora relegato e ad incoraggiare studi scientifici che lo riguardino.

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Vita romanzata e opere di uno dei più grandi artisti del V sec. a.C.  3507 k v. 1 14 gen 2010, 08:32 Daniele Castrizio
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