1975-03-24 - Palasport Torino - Italy Tour 1975

TitleThe Real Last Time
(Stonehenge STCD 2004/2005)
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Date24-Mar-1975
VenuePalasport Parco Rufino, Turin
CountryItalyTypeAudience
 ItalyQuality *B+
 Media2CD
Track #Track Name
Track Length
1.1The Lamb Lies Down On Broadway
06:33
1.2Fly On A Windshield
04:01
1.3Broadway Melody Of 1974
00:29
1.4Cuckoo Cocoon
02:12
1.5In The Cage
07:02
1.6The Grand Parade Of Lifeless Packaging
03:31
1.7Back In NYC
07:18
1.8Hairless Heart
02:02
1.9Counting Out Time
03:40
1.10Carpet Crawl [sic]
05:22
1.11The Chamber Of 32 Doors
06:45
1.12Lilywhite Lilith
02:48
1.13The Waiting Room
06:40
2.1Anyway
03:28
2.2Here Comes The Supernatural Anaesthetist
02:20
2.3The Lamia
08:26
2.4Silent Sorrow In Empty Boats
03:36
2.5The Colony Of The Slippermen - (A) Arrival / (B) A
08:26
2.6Ravine
01:25
2.7The Light Dies Down On Broadway
03:13
2.8Riding The Scree
03:57
2.9In The Rapids
02:19
2.10It
05:16
2.11The Musical Box
12:50
2.12Watcher Of The Skies
07:20
 
Total Running Time :
2:00:59

Title
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Date24-Mar-1975
VenuePalasport Parco Rufino, Turin
CountryItalyTypeAudience
 ItalyQuality *B+
 Media2CD
Title
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Date24-Mar-1975
VenuePalasport Parco Rufino, Turin
CountryItalyTypeAudience
 ItalyQuality *B+
 Media2CD
Title
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Date24-Mar-1975
VenuePalasport Parco Rufino, Turin
CountryItalyTypeAudience
 ItalyQuality *A-
 Media2CD-R
Title
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Date24-Mar-1975
VenuePalasport Parco Rufino, Turin
CountryItalyTypeAudience
 ItalyQuality *B
 Media2CD-R
TitleTurin Master
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Date24-Mar-1975
VenuePalasport Parco Rufino, Turin
CountryItalyTypeAudience
 ItalyQuality *A-
 Media2CD-R

Memorie, riflessioni e sensazioni di chi ha assistito ai concerti in quel periodo e chi ha vissuto l'era Genesis di quegli anni. Durante la lettura dell'articolo, la prima parte del concerto "live" dalla tribuna...
 
Torino, Palasport Parco Ruffino, 24 Marzo 1975

Veniamo da lontano perche vogliamo suonare in Italia, per voi..........e avere una bella festa....
abbiamo scritto una lunga storia.......questa sera desideriamo raccontarvela tutta.......
la storia.......la storia inizia a New York City ....una grande nuvola discende in Tima Square... espande alla quarantaduesima strada, on in second street, solidifica come lana, ....il nostro eroe.....che si chiama Rael esce dalla metropolitana....viene assorbito dalla lana..,....Rael si sveglia sottoterra....,
grazie Italia questa è la storia di Rael......................................................

and the lamb ......lies down.......on Broadway......
 
" In The Waiting Room c'e' spazio per l'improvvisazione. Alcune sere e' stata eccellente,altre pessima ma va bene cosi, significa che ci siamo messi in discussione" (Tony Banks).
 
"...E' indubbio che ,dopo il plauso iniziale tributato al gruppo dalla provincia,la storia della presenza dei Genesis in Italia sia stata principalmente legata ad una città:Torino.Anche se,per stessa ammissione del gruppo,la città da loro preferita è sempre stata Reggio Emilia,Torino li ha visti più volte protagonisti,tanto che il Tour italiano del 1975 contemplò una sola data e proprio al Palasport del Parco Ruffini di Torino.Era il 24 marzo e la band,in piena tourneè europea ,tornava per il quinto Tour italiano.Nessuno sapeva della già definitiva dipartita di Gabriel alla fine delle 102 date mondiali e quindi nessuno poteva immaginare che quella sarebbe stata l'ultima volta.In Marzo avanzato persino una città asettica come Torino assume connotazioni gioiose,e comunque poco importa:i Genesis hanno sempre saputo slegarsi dai fattori ambientali e soprattutto una performance onirica,quale The Lamb poteva offrire,avrebbe cancellato la realtà circostante per caratterizzare l'intenzione sul "paysage interieur" di Rael. (nella foto il Palasport al Parco Ruffini)
 
Ovviamente siamo ben lontani dalle prime esperienze del 1972:qui l'emozione viene vissuta in un luogo 10 volte più grande e le persone sono 10 volte tanto,accalcate,a volte in piedi,ora di nuovo sedute come da copione.Stiamo per entrare nel Medioevo della presenza rock in Italia.Notizie di incidenti giungono dall'esterno del palazzetto:macchine rovesciate e bruciate,ma nulla è più forte della tiepida attesa che tiene incatenati fino al compimento del magico evento.Con la solita puntualità inizia il concerto e come spesso succede è Banks ad aprire le danze con l'intreccio psicomusicale di "The Lamb":ci si guarda in faccia stupiti pensando che sia impossibile che possano suonare tutto il nuovo disco che,uscito almeno 5 mesi prima,ci aveva già fulminati con la sua stupenda complessità,però difficilmente ricreabile dal vivo.La realtà è che a quelle prime,nervose note ne sono seguite milioni di altre,fino all'esecuzione dell'opera nella sua interezza.
Certo i mezzi tecnici sono cambiati dagli inizi,i watt decuplicati,il palco è una piazza d'armi;ma l'umiltà,parente stretta della genialità, è sempre la stessa.Lo sguardo liquido di Gabriel è solo fisicamente lontano ma è chiaramente avvertibile,è la sua voce che ce lo trasmette,quasi volesse raccoglierci attorno a lui per raccontarci un sogno,una storia senza tempo.Le due chicche finali sono "The Musical Box" e "Watcher of the Skies",versioni molto vicine a quelle dei precedenti tour tranne che nella capigliatura di Gabriel che rende visivamente diversa la maschera del pipistrello e quella del vecchio/bambino.Queste sono le ultime immagini che ci hanno riservato.Dopo quel concerto si dovette attendere 5 anni per rivedere Gabriel da noi e più di 7 per un ritorno dei superstiti della band in Italia."
 
"I Genesis sono andato a vederli dal vivo a Torino quando presentarono il loro album doppio "The lamb lies down on Broadway". Ho seguito tutto il concerto aggrappato ad una ringhiera, e con le lacrime agli occhi per via dei lacrimogeni che la polizia ha usato per disperdere chi voleva entrare lo stesso.
La prima impressione è stata di sconcerto, perché fecero per intero l'album senza fare nessun pezzo delle vecchie canzoni.
Molto teatralizzato con travestimenti di Peter Gabriel che cercava di spiegare ogni brano in Italiano, luci per la prima volta mai viste e non il sound che eravamo abituati a sentire.
Alla fine del concerto tutto il palazzetto dello sport, ha richiesto a gran voce pezzi dei passati cd, dopo molto tempo forse per evitare disordini, uscirono fuori si allinearono tutti sul palcoscenico e in playback fecero alcuni pezzi. Non ne ho un buon ricordo, anche perché fu una cosa talmente nuova che rimanemmo tutti sconcertati"
 
 
 
 
"Durante il concerto ci scambiavamo opinioni con tutti i ragazzi intorno, e l'impressione era un misto tra la meraviglia e lo sconcerto, avevamo tutti il fazzoletto per asciugarsi le lacrime, e questo faceva si che vi erano molte battute che facevano ridere tutti quanti, proprio per sdrammatizzare quanto stava succedendo, soprattutto fuori, avevamo paura che venisse interrotto il concerto, ci aiutavamo molto tra di noi.
Sono riuscito ad arrampicarmi e a rimanere aggrappato sulla ringhiera, mio fratello lo hanno issato di peso, non so se riuscite a contestualizzare, quanto stava succedendo, l'eccitazione per l'evento, la paura per quanto stava succedendo, nell'anello superiore la calca era indescrivibile, eravamo tutti ragazzi con una passione indescrivibile per fortuna andò tutto bene.
Meravigliosa la perfezione esecutiva, dal vivo si sono attenuti scrupolosamente ai brani originali senza fare variazioni, ho assistito anche ad un concerto di Carlos Santana in quel periodo e Santana dal vivo accelera molto l'esecuzione dei brani e varia moltissimo.
Peter Gabriel vi ha profuso un'energia in quel concerto incredibile, cercando il dialogo con il pubblico parlando molto chiedendo suggerimenti per parole in italiano che non conosceva, ha dovuto mimarlo il porcospino per farsi suggerire il nome correttamente, fu una specie di rappresentazione teatrale suonata, in questo furono veramente i precursori di un genere che si sarebbe affermato, giochi di specchi facevano vedere Gabriel in diverse zone del palcoscenico.
Nessun vistuosismo da solista, i brani in rigorosa sequenza e Gabriel che spiegava i punti salienti del viaggio immaginario del protagonista verso Broadway
Quando finì l'ultimo brano di The Lamb i Genesis se ne andarono, gli inservienti portarono via anche gli strumenti, ci fu un lungo applauso che piano piano si affievolì e non si mosse nessuno aspettavamo i bis che tardavano ad arrivare, cominciammo a gridare "fuori fuori" i ragazzi da sotto il palco premevano e rumoreggiavano molto forte percuotendo il palco come fosse un enorme tamburo, si sentivano rumori di vetri rotti, l'atmosfera era tesissima, perchè cominciavamo a temere altri lacrimogeni, Quel "fuori fuori" sembrò interminabile e quando ormai si temeva il peggio uscirono in fila indiana si allinearono, mi sembra che Piter Gabriel fosse ancora vestito da pipistrello ricordo solo il mantello nero.
Non avendo più strumenti, nessuno suonò rimasero tutti allineati sul palco fermi, ed eseguirono, (e qui i ricordi vacillano molto) mi sembra musical box o Foxtrot io ero quasi fuori e il secondo brano non l'ho sentito proprio, perchè i ragazzi cominciarono ad uscire e per noi che eravavo aggrappati alla ringhiera non ci rimase che allontanarci, per respirare almeno un poco di aria pulita.
Deduco che essendo fermi e limitandosi a cantare e visto che si sentivano anche gli strumenti fossero in playback (a meno che non riproducessero alla perfezione il suono degli strumenti con la bocca) ero troppo lontano per verificare se cantavano veramente o muovessero solo la bocca, data la distanza in cui ero, non sono proprio riuscito a vedere.
Questa è una cronaca maggiormente dettagliata, ho chiesto conforto anche a mio fratello che era assieme a me in quell'evento, entrambi confermiamo, questa è la nostra personalissima cronaca sia le nostre personali opinioni.
Allora comperare un lp doppio per le mie tasche significava molto, e poi dove avrei dovuto sentirlo? sul mangiadischi?.
Trasportare il contesto odierno a trentanni fa non vi aiuta certo ad emettere giudizi corretti, la logica io lo penso quindi è corretto, non mi sembra un buon approccio con qualsiasi notizia si vada a leggere.
Avere un impianto hi fi era un lusso, ci riunivamo attorno ad un buon impianto la sera per ascoltare musica, molti comperavano dischi che avrebbero ascoltato a casa di amici.
Personalmente solo dopo molto tempo sono riuscito ad acquistare l'intera discografia su vinile, ma per l'ascolto adopero i più comodi CD.
Non mi è mai interessato cosa raccontarono i cronisti dell'epoca, non comperavamo di certo le riviste specializzate, esisteva il passaparola tra gli appasionati, poi, permettetemi, conoscete giornalisti che non diano una "aggiustatina" a ciò che raccontano? siii ....... fatemelo conoscere per favore.
Quello che ho raccontato l'ho vissuto personalmente nell'anello più alto del palazzetto, ci sono arrivato in ritardo a concerto iniziato perchè, finalmente la Polizia ci ha fatto passare, in mezzo a quello che sembrava un campo di battaglia.
Tutto ciò non ha mai scalfito, il "mio" mito dei Genesis che continuano a tuttoggi ad essere insuperabili soprattutto fino a The lamb, sempre per me."
 
 
Il fatto di aver scelto di fare una tournè incentrata su un solo album più un paio di bis dai precedenti lavori è in linea con quanto la maggioranza dei gruppi di allora faceva. 
A quei tempi il rock era LA musica per i giovani e non un "genere" musicale come oggi, peraltro ormai con un seguito di minoranza. Quindi quando usciva un album quello veniva promosso nei concerti e gli stessi artisti suonavano i brani più recenti perchè quelli pensavano fossero i migliori (in quanto ultimi), al limite si aggiungeva qualche hit e un paio di bis. I Genesis nel '75 hanno quindi fatto quello che ci si aspettava: portare in concerto l'ultimo album più un paio di bis. Non dobbiamo dimenticare inoltre che molti artisti, particolarmente del filone prog, facevano quelli che allora si chiamavano concept albums, che anche in concerto venivano suonati in toto. 
D'altra parte The Lamb è The Lamb nella sua interezza, una storia in musica, non una somma di singoli pezzi. Se invece lo si intende così allora accontentiamoci di chi dice che Carpet Crawlers sia la canzone emblema dei Genesis forse perchè è quella che della prima era meglio si adatta alla voce del secondo cantante dei Genesis.
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